WEST McCRAY:
Benvenuti a Cold Creek, in Colorado. Popolazione: ottocento anime.
Se cercate su Google Immagini ne vedrete la strada principale, l’arteria dal battito quasi piatto di quel micromondo, e noterete che un edificio su due è sfitto o sbarrato da assi di legno. I più fortunati di Cold Creek – quelli con un impiego retribuito – lavorano al negozio di alimentari, al distributore di benzina o in qualche altra piccola attività disseminata lungo quella via. Il resto deve cercare in una o due città più in là qualche occasione per sé e per i figli: le scuole più vicine sono a Parkdale, a quaranta minuti di distanza. Accolgono studenti di altre tre città.
Al di fuori della strada principale Cold Creek si spegne in case stile Monopoli, logore e screpolate, senza più diritto a un posto sul tabellone di gioco. Da lì si allunga una sorta di deserto rurale: l’autostrada è interrotta da venature di strade sterrate che non portano da nessuna parte, o che spesso sfociano in sacche di case fatiscenti o parcheggi per roulotte in condizioni anche più miserabili. Nel periodo estivo arriva un autobus che distribuisce pranzi gratis per i ragazzi, finché poi non riprende la scuola, dove sono garantiti due pasti sovvenzionati al giorno.
Nella zona regna un silenzio che ti sorprende se, com’è successo a me, hai vissuto per tutta la vita in città. Cold Creek è circondata da una meravigliosa distesa ininterrotta di terra e cielo che sembra proseguire all’infinito. I tramonti sono spettacolari: sfumature elettriche di giallo e arancio, rosa e viola, una bellezza naturale intoccata dall’offesa dei grattaceli. La semplice immensità dello spazio ti ridimensiona per quella sua natura quasi divina. È difficile qui immaginare di sentirsi intrappolati.
Ma è così che si sentono molti residenti.
ABITANTE DI COLD CREEK [donna]:
Tu vivi a Cold Creek perché ci sei nato, e se ci sei nato, probabilmente non te ne andrai mai.
WEST McCRAY:
Non è del tutto vero. Ci sono state alcune storie di successo, laureati che si sono trasferiti in città lontane trovando lavori ben pagati, ma tendono a essere un’eccezione e non la regola. Cold Creek offre una qualità di vita che siamo invitati a migliorare, se per nascita siamo sufficientemente privilegiati da poter scegliere.
Qui ognuno lavora così duramente per prendersi cura della famiglia, e restare a galla, che non sopravvivrebbe se perdesse tempo con i banali drammi, gli scandali e i rancori che nell’immaginario della nostra nazione sembrano definire le piccole città. Questo non significa che non ci siano drammi, scandali o rancori, solo che in genere gli abitanti di Cold Creek non possono permettersi di interessarsi a quel genere di cose.
Finché non avvenne quel fatto.
A tre miglia dalla città si trova il guscio di un edificio scolastico abbandonato, di quelli con un’unica aula, come si usava all’inizio del XX secolo: a seguito di un incendio, il tetto è crollato e ciò che resta delle pareti è carbonizzato. È situato accanto a un meleto di cui la natura circostante si sta lentamente riappropriando con una vegetazione spontanea rigogliosa, nuovi alberi e fiori selvatici.
C’è un che di romantico in questo, come una pausa di sospensione dal resto del mondo. È il luogo perfetto dove rimanere da soli con i propri pensieri. O almeno lo era prima. È stata May Beth Foster – che imparerete a conoscere nel corso di questa serie – a portarmi lì, su mia richiesta. È una paffuta donna bianca di sessantotto anni con i capelli sale e pepe e i modi di fare di una nonna, compresa una voce accogliente e familiare, capace di riscaldarti nel profondo. May Beth gestisce il parcheggio per roulotte Sparkling River Estates e vive da sempre a Cold Creek: quando parla, la gente le presta ascolto e spesso e volentieri considera vera qualunque cosa dica.
MAY BETH FOSTER:
Più o meno… qui.
Questo è il punto in cui hanno ritrovato il corpo.
OPERATORE 911 [al telefono]:
Operatore 911. Qual è l’emergenza?
WEST McCRAY:
Il 3 ottobre il quarantasettenne Carl Earl si stava recando al lavoro in una fabbrica a Cofield, a un’ora di macchina da Cold Creek. Era appena partito, quando notò del fumo nero deturpare l’orizzonte del primo mattino.
CARL EARL:
Era iniziato come un giorno qualsiasi, o almeno penso. Suppongo di essermi alzato, aver fatto colazione e aver baciato mia moglie prima di uscire di casa, perché è quello che faccio ogni mattina. Ma sinceramente non riesco a ricordare niente di ciò che è successo prima che io vedessi quel fumo, e tutto ciò che è avvenuto dopo… be’…
Vorrei poterlo dimenticare.
CARL EARL [al telefono]:
Mi chiamo Carl Earl e vorrei segnalare un incendio. C’è una vecchia scuola abbandonata fuori Milner’s Road ed è in fiamme. Si trova a tre miglia a est di Cold Creek. Passavo da quelle parti e l’ho notato, così ho accostato l’auto per chiamarvi. Sembra davvero una brutta faccenda.
OPERATORE 911 [al telefono]:
Ok, Carl, mandiamo subito qualcuno.
Ci sono altre persone lì vicino? Riesce a vedere qualcuno che abbia bisogno di assistenza?
CARL EARL [al telefono]:
Ci sono solo io qua fuori, per quanto ne so, ma forse sono troppo lontano… magari potrei avvicinarmi e vedere…
OPERATORE 911 [al telefono]:
Signore… Carl… la prego di tenersi a distanza dal fuoco. Lo faccia per me, d’accordo?
CARL EARL [al telefono]:
Oh certo, io non… non intendevo…
CARL EARL:
Così feci come mi era stato detto, anche se una parte di me voleva fare l’eroe. Non sono ancora sicuro di cosa mi abbia spinto a rimanere in zona, perché non potevo certo permettermi di saltare il turno al lavoro, eppure rimasi fino all’arrivo dei poliziotti e dei vigili del fuoco. Li osservai impegnarsi a fondo finché non ebbero domato l’incendio e fu allora che notai… laggiù, proprio oltre l’edificio vidi… io fui, ehm… fui il primo a vederla.
WEST McCRAY:
Tra l’edificio in fiamme e il meleto, nascosto alla vista, fu scoperto il corpo di Mattie Southern. Tre giorni prima era stata denunciata la sua scomparsa e ora veniva ritrovata lì.
Morta.
Ho deciso di non parlare in trasmissione dei dettagli macabri di ciò che fu rilevato in quel frutteto. L’assassinio, il crimine in se stesso, può magari catturare all’inizio il vostro interesse, ma la violenza e la brutalità dell’atto non sono materia di intrattenimento, quindi per favore non fateci domande. I dettagli di questo caso si possono facilmente trovare in rete. Per come la vedo io, in realtà voi avete bisogno di sapere due sole cose.
La prima è che la morte era stata causata da un trauma da corpo contundente alla testa.
La seconda è questa:
MAY BETH FOSTER:
Mattie aveva solo tredici anni.
CARL EARL:
Io non riesco più a dormire bene da quando è successo.
WEST McCRAY:
Mattie ha lasciato una sorella di diciannove anni, Sadie, una nonna surrogata, May Beth, e una madre, Claire, anche se la donna da un po’ era uscita dalla sua vita.
Ho sentito parlare per la prima volta dell’omicidio Southern a un distributore di benzina fuori Abernathy, a circa mezz’ora da Cold Creek. Mi trovavo nelle pianure orientali con la mia troupe e avevamo appena montato le interviste per uno spezzone della puntata di Sempre in Viaggio volta a tracciare un profilo dei piccoli centri abitati, quelli in graduale declino, avete presente? Volevamo che gli abitanti ci raccontassero cosa avevano perso quei luoghi, non perché pensavamo di poterli riportare agli antichi splendori, ma semplicemente per farvi sapere della loro esistenza. Volevamo dar loro una voce prima che scomparissero.
JOE HALLORAN:
È bello comunque pensare che a qualcuno freghi qualcosa.
WEST McCRAY:
La voce era quella di Joe Halloran, uno degli abitanti di Abernathy che abbiamo intervistato. Mentre mi trovavo in coda al distributore ho ascoltato il ragazzo davanti a me raccontare all’addetto ogni dettaglio di ciò che era successo alla piccola Southern, quella frase di Joe non mi risuonò nella mente. Quei fatti raccapriccianti non mi stavano invogliando...