3 aprile 2018, Juventus Stadium
Benché Cristiano sia felice di giocare ogni partita, le grandi sfide europee sono le sue preferite. A trentatré anni sente ancora il brivido di esibirsi negli stadi affollati da migliaia di tifosi, con altri milioni di telespettatori che seguono dai quattro angoli del mondo. Sono tutti sintonizzati sulla Champions League per vedere all’opera una superstar, e così Cristiano dà il meglio di sé. È, in assoluto, il “giocatore delle grandi occasioni” ed è stato il capocannoniere delle ultime cinque edizioni della Champions.
«Andiamo a vincerla, questa partita!» dice Cristiano al suo compagno d’attacco, Karim Benzema, strizzandogli l’occhio.
Sono i quarti di finale e il Real Madrid sta per affrontare i giganti italiani della Juventus, la squadra contro cui hanno vinto in finale l’anno prima. Quella notte, a Cardiff, Cristiano aveva segnato due gol splendidi, e si era aggiudicato il riconoscimento di “Uomo partita”, che era andato ad aggiungersi alla sua quarta Champions League. Che gran momento!
Adesso la Juventus non vede l’ora di rifarsi. Ha una delle migliori difese del mondo – con Gigi Buffon in porta e Giorgio Chiellini e Andrea Barzagli come difensori centrali – ma Cristiano è pronto a batterli di nuovo.
Al terzo minuto, anticipa Chiellini di furbizia e devia in porta il cross di Isco, sorprendendo Buffon. Gol! Uno a zero!
Corre a festeggiare, mentre i giocatori della Juventus restano immobili con lo sguardo basso. Cos’altro possono fare? In notti come queste, la star del Real Madrid è semplicemente inarrestabile.
«Forza! Se ne facciamo un altro, la partita è nostra!» urla Sergio Ramos per spronare i suoi compagni a non chiudersi in difesa.
Un altro gol? Cristiano non vede l’ora di segnarlo. Nel secondo tempo, un tiro di Lucas Vázquez viene ribattuto ma la palla finisce sui piedi di Dani Carvajal. Cristiano sa esattamente cosa sta per fare Dani, sta per crossare sul secondo palo, quindi segue la palla con gli occhi e con il corpo, come un predatore in agguato che non perde di vista la preda.
Passo, salto, ROVESCIATA!
Gooooooooool!!!!!!!!!!
Quando si volta a guardare, la palla è già nell’angolo basso della porta di Buffon. Che numero incredibile! Di gol strepitosi Cristiano ne ha segnati a decine nel corso della sua carriera, ma questo è senz’altro uno dei più belli di sempre.
Barzagli non crede ai suoi occhi. «È un gol da PlayStation!» dice sbigottito.
Mentre corre a piccoli passi verso la bandierina, Cristiano preferisce non esultare. “Cosa vuoi che sia?” gli si legge in faccia. Indica lo stemma sulla sua maglia e poi se stesso: la superstar del Real Madrid, il calciatore più forte del mondo. Una doppietta nei quarti della Champions League? Cosa vuoi che sia? Sta facendo quello che ha sempre fatto: segnare gol importanti.
Ronaldo! Ronaldo! Ronaldo!
«Come diavolo hai fatto a saltare così?» gli chiede Sergio Ramos, sbalordito dalla prodezza del suo compagno di squadra. «Sembrava che volassi!»
Cristiano sorride e scrolla le spalle. Si sta godendo il suo grande momento, e ad applaudirlo non sono solo i sostenitori del Real. Il suo gol è stato così spettacolare che persino quelli italiani sono tutti in piedi.
“Wow, i tifosi della Juventus sono fantastici!” pensa tra sé e sé.
È un’esperienza di cui non si dimenticherà.
Non se la dimenticherà quando il Real Madrid batterà il Liverpool per conquistare l’ennesima Champions League, e nemmeno quando lui stesso segnerà una meravigliosa tripletta contro la Spagna ai Mondiali 2018.
Quell’esperienza con la Juventus se la porta dentro per tutta l’estate. Ancora prima che l’Uruguay elimini il Portogallo negli ottavi di finale dei Mondiali, Cristiano ha già deciso. Dopo nove, incredibili anni a Madrid, è arrivato il momento di affrontare una nuova sfida. Quali altri obiettivi gli rimangono da raggiungere con il Real? Ha già vinto tutto: due campionati, due Coppe del Re, tre Coppe del mondo per club, tre Scarpe d’oro, quattro Palloni d’oro, quattro Champions League, di cui tre di fila!
Adesso, Cristiano è pronto per un’altra incredibile avventura calcistica, ma dove può andare?
Tornare al Manchester United? «No, preferisco andare in un posto nuovo» ammette.
In un’altra squadra di Premier League? Cristiano scuote la testa: «Non potrei mai fare una cosa del genere ai tifosi dello United!».
A Dubai, in Cina, negli Stati Uniti? Cristiano non è convinto: «Troppo presto. Voglio giocare in Europa ancora per qualche anno».
«Ok, cosa ne dici allora del Paris Saint-Germain?» gli suggerisce il suo agente, Jorge Mendes. «Hanno una squadra straordinaria e vogliono assolutamente vincere la Champions League.»
Interessante! Cristiano è stuzzicato dall’idea di giocare con Neymar e di vivere a Parigi, ma non riesce a togliersi dalla testa un’altra squadra europea che vorrebbe vincere la Champions League a tutti i costi…
La Juventus è arrivata in finale nel 2003, nel 2015 e nel 2017, ma è dal 1996 che non riesce ad aggiudicarsi il trofeo. Sono già passati quasi ventitré anni!
I tifosi non ne possono più di aspettare, e nemmeno il presidente della società, Andrea Agnelli. Quando gli arriva voce che Cristiano potrebbe essere disponibile, Agnelli sale immediatamente su un elicottero per andare a incontrarlo durante le sue vacanze in Grecia.
«Sei il tassello mancante per la Juventus» gli dice Agnelli in confidenza. «Con te in squadra, finalmente vinceremo di nuovo la Champions League.»
Cristiano sorride. Sembra proprio la sfida perfetta per lui: una grande società con grandi ambizioni. Si ricorda bene gli applausi dei tifosi della Juve a quella rovesciata strepitosa. Sì, è certo di essere l’eroe europeo di cui i bianconeri hanno disperatamente bisogno.
Il Real Madrid non vorrebbe separarsi da Cristiano, ma alla fine la Juventus fa un’offerta che i madrileni non possono rifiutare: cento milioni di euro. Ciao ciao Madrid, buongiorno Torino!
«È l’acquisto del secolo!» esultano i tifosi della Juve.
In Italia non sono però tutti dello stesso parere: «È una cifra esorbitante per un giocatore di trentatré anni!».
Cristiano se la ride: «Sì, certo, staremo a vedere!».
Ci ha sempre provato gusto a smentire i suoi detrattori. Lo ha fatto al Manchester United e anche al Real Madrid, e ora è il momento di farlo alla Juventus. Ha sostituito il bianco con le strisce bianconere, ma il numero sulla maglia è sempre lo stesso: il sette. Cristiano è forte tanto quanto prima, se non di più.
Oppure no? Nella prima partita non segna, e nemmeno nella seconda, e neanche nella terza…
«Oh, no, ha perso il suo tocco magico!» decretano i più scettici.
Cristiano dal canto suo non è per niente preoccupato, e neppure il suo allenatore, Massimiliano Allegri, e tantomeno i suoi compagni di squadra.
«Aspettate e vedrete» ripete Sami Khedira. Sami sa quello che dice perché ha già giocato con Cristiano, nel Real Madrid. «Una volta che Cris comincia a segnare, non lo ferma più nessuno.»
No, una superstar non smette da un giorno all’altro di essere una superstar. Cristiano lotta ancora tutti i giorni per essere il migliore. Il primo gol con la Juventus arriva finalmente alla quarta di campionato, contro il Sassuolo. Quando un difensore avversario devia la palla contro il palo della propria porta, Cristiano è lì pronto a raccogliere il rimbalzo. Tocco in rete!
Gooooooooool!!!!!!!!!!
Non è “un gol da PlayStation” come la rovesciata che aveva segnato contro la Juventus, ma non importa. Importa solo che abbia segnato per la sua nuova squadra.
«Sì! Sì! Sì!» urla mentre corre verso la bandierina. È arrivato il momento di festeggiare con la mossa che è ormai diventata il suo marchio di fabbrica: saltando si volta dando la schiena agli spalti per mostrare ai tifosi il nome sulla maglia: 7 RONALDO.
Quindici minuti dopo, mette a segno un secondo gol. La nuova superstar della Juventus sorride mentre rientra a centrocampo.
È di nuovo al top, pronto a scrivere un altro capitolo della storia del calcio.
Prima di tutto voglio ringraziare l’editore John Blake Publishing, e in particolare il mio editor James Hodgkins, per avermi dato la possibilità di scrivere questo libro e per avermi sostenuto nel corso della stesura del testo. Raccontare storie per la prossima generazione di tifosi è insieme un onore e un piacere.
Niente di tutto questo sarebbe possibile se non fosse per Tom. Gli devo moltissimo e gli sono molto riconoscente per aver creduto in me come autore. Mi sento come Robin che parte per una missione in solitaria dopo aver combattuto fianco a fianco con Batman. Con questo libro spero di rendergli giustizia (a Tom, non a Batman).
Voglio poi ringraziare i miei amici per essersi assicurati che non perdessi la testa durante le lunghe ore trascorse davanti al computer. Pang, Will, Mills, Doug, John, Charlie: risate e tazze di caffè sono sempre gradite.
Mio fratello l’ho già ringraziato, ma ci tengo a ringraziare tanto anche il resto della mia famiglia in particolare Melissa, Noah e, ovviamente, mamma e papà. Devo ai miei genitori le passioni che ho nel cuore: quella per il calcio e quella per i libri. Sono la fonte di ispirazione per tutto ciò che faccio.
E per finire, non sarei mai riuscito a fare tutto questo senza l’incoraggiamento di Iona e senza la sua comprensione durante i lunghi fine settimana di lavoro. Ti amo moltissimo.