Voi
eBook - ePub

Voi

  1. 396 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub

Informazioni su questo libro

I marines americani usano un metodo infallibile per addormentarsi in ogni situazione: rilassano i muscoli poi immaginano di trovarsi su una canoa al centro di un lago. Una notte ho deciso di provarci anch'io. E ci sono riuscito così bene da sognare. Mi sono ritrovato su una canoa circondato da montagne, in fondo la colata di cemento di una diga. All'improvviso un rumore, poi un lampo rosso nel cielo, e la barca si è ribaltata. Sono piombato sott'acqua. Per fortuna qualcuno si è tuffato e mi ha aiutato a nuotare verso riva. Era una ragazza dagli occhi così blu da far luce. Raggiunta la spiaggia di un'isola, ci siamo accorti di non essere soli. Qualcuno era lì con noi. Solo che non potevo vederlo, giravo la testa ma lo straniero era sempre fuori dal mio campo visivo. Avrei dovuto avere paura. Invece sentivo che era l'inizio di una grande avventura. Quando mi sono svegliato, nel mio letto, ho preso il quaderno che tengo accanto al comodino. E ho capito che avrei scritto questa storia.

Domande frequenti

Sì, puoi annullare l'abbonamento in qualsiasi momento dalla sezione Abbonamento nelle impostazioni del tuo account sul sito web di Perlego. L'abbonamento rimarrà attivo fino alla fine del periodo di fatturazione in corso. Scopri come annullare l'abbonamento.
No, i libri non possono essere scaricati come file esterni, ad esempio in formato PDF, per essere utilizzati al di fuori di Perlego. Tuttavia, puoi scaricarli nell'app Perlego per leggerli offline su smartphone o tablet. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Perlego offre due piani: Essential e Complete
  • Essential è l'ideale per studenti e professionisti che amano esplorare un'ampia gamma di argomenti. Accedi alla libreria Essential, che include oltre 800.000 titoli di comprovata qualità e bestseller in vari settori, tra cui business, crescita personale e discipline umanistiche. Include tempo di lettura illimitato e voce standard per la sintesi vocale.
  • Complete: perfetto per studenti e ricercatori esperti che necessitano di un accesso completo e illimitato. Accedi a oltre 1,4 milioni di libri su centinaia di argomenti, inclusi titoli accademici e specialistici. Il piano Complete include anche funzionalità avanzate come la sintesi vocale premium e l'assistente di ricerca.
Entrambi i piani sono disponibili con cicli di fatturazione mensili, semestrali o annuali.
Perlego è un servizio di abbonamento a testi accademici, che ti permette di accedere a un'intera libreria online a un prezzo inferiore rispetto a quello che pagheresti per acquistare un singolo libro al mese. Con oltre 1 milione di testi suddivisi in più di 1.000 categorie, troverai sicuramente ciò che fa per te! Per maggiori informazioni, clicca qui.
Cerca l'icona Sintesi vocale nel prossimo libro che leggerai per verificare se è possibile riprodurre l'audio. Questo strumento permette di leggere il testo a voce alta, evidenziandolo man mano che la lettura procede. Puoi aumentare o diminuire la velocità della sintesi vocale, oppure sospendere la riproduzione. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Sì! Puoi utilizzare l'app di Perlego su dispositivi iOS o Android per leggere quando e dove vuoi, anche offline. È perfetta per gli spostamenti quotidiani o quando sei in viaggio.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app.
Sì, puoi accedere a Voi di Davide Morosinotto in formato PDF e/o ePub. Scopri oltre 1 milione di libri disponibili nel nostro catalogo.

Informazioni

Editore
RIZZOLI
Anno
2019
Print ISBN
9788817118989
eBook ISBN
9788858696903
1

VOCI

Peter Komak ci finisce sotto

Questa è la storia di come Blu ha spezzato il cuore di suo padre. Di come ha nuotato sul fondo del lago e si è alzata in volo senza ali. Di come ha conquistato un’isola e ha perso la sua migliore amica. Di come ha cambiato il mondo. Soprattutto, è la storia di come Blu ha conosciuto Luka. E di quello che è successo poi.
Eppure, quando in una mattina di inizio luglio il signor Peter si alzò alle cinque per andare a pesca, non aveva idea di tutto questo né, ad esempio, che gli restassero meno di tre ore di vita.
Certo il signor Peter conosceva Blu. Sapeva che aveva dodici anni ed era la figlia di Tom il meccanico e di Luisa l’infermiera. Sapeva anche che quei due avevano divorziato e Blu dormiva una settimana a casa di uno e una settimana dall’altra. Con un po’ d’impegno, durante l’anno scolastico avrebbe potuto dirti quali erano, queste settimane, perché il suo negozio stava proprio all’incrocio dello stradone della scuola, e se Blu ci passava davanti venendo da sinistra significava che aveva dormito da Tom, da destra, Luisa.
Il signor Peter aveva imparato dettagli così un po’ per volta, senza accorgersene, d’altra parte capita abitando in un paesino di montagna a due ore di gallerie da qualsiasi altro posto.
Perciò, fidati: quella mattina di luglio il signor Peter non pensava a Blu e non immaginava di stare per morire. Era concentrato soltanto sulla barca e sulle trote che sperava di pescare e arrostire per pranzo, in giardino, nel caminetto che aveva appena finito di costruire dietro la rimessa per gli attrezzi.
In realtà, dato che il signor Peter era in procinto di lasciare la vita terrena, quel caminetto non lo userà mai, anzi, quando la sua casa ormai vuota sarà venduta a un’altra famiglia, il nuovo proprietario lo abbatterà per ampliare la rimessa e trasformarla in un vero garage.
«Maledizione» disse il signor Peter.
Non si riferiva al triste futuro del suo caminetto, ovviamente, ma al peso dell’attrezzatura da pesca. Tra la borsa per il pesce, la borsa-barca e lo zaino per la minuteria con ami, piombi, esche e galleggianti, facevano almeno dieci chili. Per non parlare delle quattro canne telescopiche.
Erano tutti modelli di punta delle marche migliori sulla piazza, d’altronde al signor Peter piaceva essere pronto per ogni evenienza e vendeva proprio prodotti per caccia e pesca.
In una taschina del gilet multiuso portava un coltellino svizzero a quarantanove funzioni, compresa la lente d’ingrandimento e il trapano. In un’altra tasca c’era una siringa succhia-veleno utile in caso di morsi di vespe, ragni, o addirittura serpenti. E aveva con sé pure un kit di segnalazione per le emergenze, con una pistola lanciarazzi e cinque cartucce, due fuochi a mano, due razzi a paracadute, e una sirena a gas. Insomma, il tipo di equipaggiamento perfetto per uno yacht oceanico mentre lui era su una barchetta da lago di tre metri. D’altra parte, non si può mai sapere.
Sbuffando e imprecando afferrò tutta la roba e richiuse il bagagliaio del vecchio fuoristrada, poi si avviò in discesa verso i moli del porticciolo turistico. Di solito parcheggiava molto più vicino, ma quel giorno c’era una Mercedes nuova di pacca in quello che, da sempre, era il suo posto riservato.
Non l’aveva mai vista prima perciò doveva appartenere a un forestiero, e il signor Peter gli augurò svariate malattie fastidiose, chiunque fosse, finché arrivò al cancelletto del molo e dovette posare l’attrezzatura per frugarsi nelle tasche alla ricerca della chiave. Quando la trovò, per far prima, lasciò lì le borse, raggiunse il capanno dov’era rimessata la barca, la tirò fuori e la fece scivolare in acqua per ormeggiarla a una delle bitte. Quindi tornò indietro e caricò il motore. Solo a quel punto andò a riprendere il suo equipaggiamento e lo mise a bordo.
L’intera operazione richiese un po’ più di mezz’ora.
Il signor Peter avrebbe potuto rendersi la vita molto più semplice lasciando la barca sempre in acqua, tanto il lago era calmo con qualunque stagione e lui, d’estate, andava a pesca tutti i giorni. Però non si fidava, poteva sempre succedere qualcosa e non amava correre rischi.
In compenso aveva un sacco di tempo: a cinquantaquattro anni non si era mai sposato, non aveva figli, nipoti o parenti di qualche rilievo, a parte una sorella che viveva giù in pianura, che era come se fosse un altro pianeta.
Il signor Peter era un solitario, si potrebbe dire così. In pace con se stesso, non aveva bisogno degli altri né, se è per questo, gli altri avevano bisogno di lui. L’unica cosa che rimpiangeva, ogni tanto, era di non avere un figlio, maschio, da portare a pesca in una mattina come quella. Lo avrebbe chiamato Anton e gli avrebbe insegnato a guidare la barca e a capire le leggi eterne della natura. Ad esempio gli avrebbe spiegato che quando quella specie di nebbiolina avvolgeva le cime delle Due Zanne al mattino, sarebbe stata una giornata caldissima.
Una volta non era così. Il padre del signor Peter (era lui che aveva aperto il negozio di caccia e pesca) gli aveva raccontato del tempo in cui la centrale elettrica non esisteva. All’epoca le Due Zanne non erano collegate dalla colata di cemento della diga e sembravano proprio grossi denti con in mezzo il fiume, il Rio dell’Orso, che precipitava nel lago sottostante con una fragorosa cascata. E nella gola del Rio, fra le due montagne, soffiava sempre un vento teso, per questo la nebbia non si formava.
Poi era arrivata la diga e il clima era cambiato, così avrebbe spiegato il signor Peter a suo figlio Anton. Gli avrebbe detto che a volte l’uomo fa errori, costruisce dove non dovrebbe, poi gli tocca sopportare le conseguenze.
Erano ormai le sette quando il signor Peter salpò dal molo. Si tenne alla larga dalla diga virando la prua del barchino dall’altra parte. Voleva dirigersi subito al largo per schivare la lunga passerella di legno che collegava la terraferma all’isolotto del Gigante, dove c’era il campeggio abbandonato.
Dopo aver descritto un’ampia curva in diagonale, puntò dritto verso la riva di nord-est. In quella zona la montagna incontrava il lago in uno strapiombo quasi verticale e, a una trentina di metri d’altezza, sulla parete emergeva un’imponente cengia di pietra che disegnava, sull’acqua verde, un’ombra affilata come una pinna di squalo. Tutti la chiamavano Roccia del Sigillo.
Il signor Peter sapeva che lì sotto avrebbe pescato le trote migliori: dipendeva dall’ombra che rendeva più fresca l’acqua o magari sul fondale, da qualche parte, c’era qualcosa che attirava i pesci. Spense il motore e sfruttò l’abbrivio per raggiungere il punto perfetto, proprio sotto il Sigillo. Aprì le borse e si mise a sistemare le canne e tutto il resto.
Nessuno sa di preciso cosa successe poi.
Forse il signor Peter si sentì male e, dato che non aveva un telefono cellulare (era previdente, ma odiava la tecnologia), il poveretto afferrò la sua amata pistola a razzi, la armò e sparò contro il cielo. Purtroppo il razzo colpì invece la Roccia del Sigillo che tremò con un ruggito di creatura vivente, poi si spezzò scivolando lungo il fianco della montagna fino a travolgere proprio la sua barca facendola colare a picco.
Forse invece fu la Roccia a tremare per prima, per un terremoto o qualcosa del genere. Il signor Peter capì che era tardi per mettersi in salvo, ma con freddezza e spirito di sacrificio provò comunque a lanciare un razzo di segnalazione, per avvisare la gente in paese di fare attenzione (sarà questa seconda ipotesi a convincere, poi, le autorità).
Di certo si sa soltanto che, in un qualche ordine, accaddero queste tre cose. Uno: la Roccia del Sigillo si staccò dalla parete a cui era stata aggrappata per migliaia di anni e crollò in acqua, sollevando un’onda di sei metri che arrivò fino all’isola e addirittura al paese e alla centrale elettrica.
Due: un razzo di segnalazione fu sparato al cielo e, da riva, Blu e il suo amico Abel lo videro senza capire subito cosa stesse succedendo.
Tre: il signor Peter morì.
L’ultimo evento fu il meno importante per questa storia.
Ma non per il povero signor Peter.

Blu affronta un gigante

«Ciao Blu» disse Tom e, dopo un attimo: «Ciao, Tilly».
«Ciao papà.»
«Buongiorno signor Neri» gracchiò la sua amica dall’altoparlante dello smartphone.
Blu lo appoggiò sul tavolo in equilibrio tra la tazza e il cartone del latte, così da inquadrare la cucina per Tilly. Poi aprì il frigo e pescò la bottiglia del succo di frutta.
Tom, in pantaloncini, stava facendo il caffè e si grattò il sedere.
«Papà!»
«Oh, scusa. Scusa anche tu, Tilly.»
«Nessun problema» rispose la ragazzina in videochiamata, e alzò il braccio destro ingessato per dire che, davvero, non c’era problema.
«Ti sei fatta male?»
«È caduta dalla bici» gli ricordò Blu. «Te l’ho detto! È s...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. 1. VOCI
  4. 2. OMBRE
  5. 3. CORPI
  6. 4. CUORI
  7. Ringraziamenti
  8. Copyright