Quante volte ci siamo detti che vorremmo avere più tempo per noi stessi, le nostre passioni, le nostre ambizioni? E quante volte abbiamo accantonato i nostri sogni perché "non abbiamo tempo" per inseguirli? In questo libro chiaro ed efficace Andrea Giuliodori - ingegnere, ex-manager e autore del seguitissimo EfficaceMente.com - ci accompagna lungo una giornata immaginaria, e ci svela, ora dopo ora, strategie pratiche e concrete per riconquistare il nostro tempo. Scritto con uno stile diretto e dissacrante, Riconquista il tuo tempo ci insegna a riappropriarci del nostro bene più prezioso e a fare spazio ai nostri veri sogni. Se anche tu in questo momento ti senti in trappola, se senti che il tuo tempo ti sta sfuggendo di mano o se senti di non averne mai abbastanza per fare quel che desideri davvero, in questo libro scoprirai una nuova filosofia per guardare alle tue giornate e consigli di immediata applicazione per tornare a investire saggiamente e, soprattutto, felicemente il tempo della tua vita.

eBook - ePub
Riconquista il tuo tempo
Vinci le distrazioni. Riprendi il controllo delle tue giornate. Cambia la tua vita
- 200 pagine
- Italian
- ePUB (disponibile su mobile)
- Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub
Riconquista il tuo tempo
Vinci le distrazioni. Riprendi il controllo delle tue giornate. Cambia la tua vita
Informazioni su questo libro
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Informazioni
Argomento
Crescita personaleCategoria
Successo personale
15:00
Un mito duro a morire
MULTITASKING
Ho pensato di introdurti l’argomento di questo capitolo riprendendo quello di cui abbiamo parlato nel precedente.
Qualche mese fa, un iscritto al gruppo Facebook di EfficaceMente1 ha pubblicato questa domanda:
ALESSANDRO: “Ciao a tutti. Vorrei dei consigli su come trovare il tempo per poter leggere tutti i giorni, facendo diventare la lettura un’abitudine. Grazie.”
Come mia abitudine, ho cercato di dare un suggerimento molto diretto (forse troppo):
“Chiediti: come ho trovato il tempo per scrivere questo post? Troverai la tua risposta. :)”
Per non essere frainteso, ho poi deciso di approfondire la mia risposta:
“Nel caso non si capisse, la mia non voleva essere una risposta sarcastica: ero serio.Chiediti: ‘Perché ho trovato il tempo di accedere a Facebook, andare sul gruppo EfficaceMente e postare questa domanda, mentre trovare il tempo per leggere sembra sempre difficile?’Il punto è che accedere a Facebook è conveniente e allettante (e Mr. Zucky fa di tutto per renderlo tale). Basta un tap sull’app blu sul tuo smartphone e sei già loggato e pronto a scrivere un post.Leggere invece genera più resistenza: devi aprire il libro, devi essere nel ‘mood’ giusto e così via.La soluzione al tuo quesito, quindi, è cercare di rendere più complicato fare azioni inutili (come controllare i social) e più semplice azioni utili (come la lettura, appunto).Chiediti come rendere più conveniente e allettante la lettura. Indaga e sperimenta su questo filone.”
Al che una lettrice ha fatto un’obiezione all’apparenza piuttosto ragionevole:
LAURA: “Non penso che il tempo dedicato a Facebook possa essere convertito in tempo per la lettura in modo così semplice. Forse è vero che il tempo totale che ci trascorro, se lo dedicassi alla lettura, mi permetterebbe di leggere molti più libri, l’utilizzo che facciamo dei social però è molto particolare. Magari io spendo dieci minuti a ‘scrollare’ Facebook mentre aspetto il bus, un’altra quindicina per guardare un video tutorial sul mio hobby mentre ho le mani libere per esercitarmi e altri minuti ancora li utilizzo per parlare con degli amici o con un collega in trasferta mentre ho il pc acceso. Questi tempi sono difficilmente convertibili. Credo che la chiave sia ritagliarsi del tempo per sé, per leggere. E poi, se ci piacerà leggere, verrà da sé continuare a farlo. Magari la sera o comunque compatibilmente con i tuoi orari di lavoro. Sicuramente però la soluzione per una ‘bella lettura’ non è certo tirare fuori il libro mentre sei in coda alle Poste per pagare una bolletta, in quei casi i social sono facili e veloci e richiedono una bassa soglia d’attenzione: sfogli due notizie, scambi qualche messaggio in chat, non puoi certo tenere il libro in una mano e magari il tè nell’altra!”
Non ha tutti i torti.
E infatti è esattamente quello che facciamo ogni santo giorno: appena abbiamo un minuto libero lo riempiamo di distrazioni sociali.
Sottovalutiamo però un altro problema, un problema di cui vorrei parlarti in questo capitolo. Nel frattempo, però, leggi la risposta che ho dato a Laura (e agli altri iscritti):
“Questo ragionamento è interessante, ma mi permetto di fare un’integrazione.Social & Co. non ci rubano soltanto il tempo specifico che trascorriamo su di essi. C’è chi indubbiamente ce ne passa troppo, eppure il vero danno questi succhia-tempo lo fanno perché interrompono continuamente il nostro focus e rallentano tutte le altre attività.Paradossalmente quel minuto che usiamo per sfogliare due notizie o fare una chat con un nostro contatto, ci può costare fino a 25-30 minuti in termini di concentrazione (di questo fenomeno ti parlerò nel dettaglio in uno dei prossimi paragrafi).Fate una prova.Calcolate in media quanto tempo trascorrete sui social. Ipotizziamo, volendo essere ottimisti, che ci trascorriate in totale solamente un’ora e mezza al giorno, frazionata in tanti intervalli di 5-10 minuti sparsi qua e là.Ora, provate per una settimana a dedicarci lo stesso identico tempo - un’ora e mezza - ma in maniera continuativa. Non so, per esempio dalle 17:00 alle 18:30.Vi accorgerete di due cose:
- dopo un’ora e mezza consecutiva, ne avrete talmente le scatole piene da avere quasi la nausea dei social;
- nonostante vi abbiate trascorso esattamente lo stesso tempo che trascorrevate in precedenza, per il resto della giornata vi sarà sembrato di essere più concentrati e produttivi (e lo sarete effettivamente stati).
Questo semplice test vi farà capire quanto dannoso sia riempire ogni singolo tempo morto con le distrazioni sociali e quanto tempo perdiamo a passare continuamente da un’attività all’altra, rimanendo sempre in superficie, senza mai andare in profondità.Non dovete credermi sulla parola: provate.”
Già, non sempre ci accorgiamo di quanto tempo sprechiamo passando continuamente da un’attività all’altra.
Come avrai intuito, l’oggetto di questo quinto capitolo è il multitasking, ovvero quella pessima abitudine che abbiamo di voler fare mille cose contemporaneamente, nell’illusoria convinzione di riuscire a completarne di più.
Pensi che non sia “illusoria” questa convinzione? Dimostriamolo...
I costi del cambio di contesto (context switching)
Ti va di fare un piccolo esperimento?
Prendi carta, penna e il cronometro del tuo cellulare.
Quando sei pronto, fai partire il cronometro e inizia a scrivere in sequenza le lettere dell’alfabeto italiano (A, B, C, D e così via). Subito dopo scrivi, sempre in sequenza, i numeri da 1 a 21 (1, 2, 3, 4 e così via).
Una volta terminato, stoppa il cronometro e prendi nota di quanto hai impiegato in totale a scrivere le due sequenze.
Bene, ora proviamo una variante...
Fai partire nuovamente il cronometro, ma questa volta, invece di scrivere prima tutte le lettere e poi tutti i numeri, fai un po’ di multitasking alternando lettere e numeri.
Per capirci dovrai scrivere: A, 1, B, 2, C, 3 fino ad arrivare a Z e 21.
Una volta terminata la scrittura di questa nuova sequenza, stoppa nuovamente il cronometro.
Ci hai messo di più o di meno rispetto alla prima volta?
Visto che ti sentivi sotto esame, probabilmente hai scritto la seconda sequenza (quella del “multitasking”) con più concentrazione. Eppure sono pronto a scommettere che ci hai messo comunque di più rispetto a scrivere le due sequenze di lettere e numeri separatamente.
Intendiamoci, questa non vuole essere una dimostrazione scientifica. Si tratta però di un semplice esercizio per farti provare sulla tua pelle quanto inefficiente possa essere cercare di fare più cose contemporaneamente.
Se poi vuoi la spiegazione scientifica, abbiamo anche quella!
Perché il multitasking è inutile e dispendioso
Fare multitasking è inefficace perché comporta degli elevati costi di context switching, ovvero di cambio di contesto.
Per quanto molti di noi siano convinti di essere dei Superman o delle Wonder Woman, la verità è che nessuno è in grado di fare più cose contemporaneamente. Nessuno.
Il nostro cervello infatti è in grado di focalizzarsi solo su un’attività alla volta.
Quando ci illudiamo di fare multitasking in realtà stiamo spostando rapidamente la nostra attenzione e il nostro focus da un compito all’altro, ma questi passaggi repentini hanno un costo. Hanno un costo in termini di energie mentali e in termini di tempo.
In fondo lo abbiamo visto col semplice esercizio dell’alfabeto e dei numeri: quando hai costretto il tuo cervello a spostarsi continuamente da una sequenza all’altra, hai perso frazioni di secondo a ogni passaggio e probabilmente sei arrivato al termine dell’esercizio anche più “stanco”.
Le cose potrebbero essere anche più gravi di quanto pensiamo.
Come dimostrato dalla ricercatrice Gloria Marks della University of California,2 ogni volta che passiamo da un’attività all’altra impieghiamo circa 25 minuti (23 minuti e 15 secondi per l’esattezza) per ritornare al livello di concentrazione che avevamo raggiunto prima del cambio di compito.
Per completezza va detto che se l’interruzione è breve (pochi minuti) e...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- Riconquista il tuo tempo
- O forse no?
- 07:00 CHI BEN INIZIA…: Routine mattutina
- 09:00 SVUOTA LA MENTE: Impegni
- 11:00 COME SI LIBERA LA STRADA DA UNA FRANA: Priorità
- 13:00 OOPS, FORSE ABBIAMO SBAGLIATO QUALCOSA!: Distrazioni
- 15:00 UN MITO DURO A MORIRE: Multitasking
- 17:00 PROCRASTINAZIONE CANAGLIA: Procrastinazione
- 19:00 CHIUDI IL CERCHIO: Rigenerazione
- Nulla ci appartiene, solo il tempo è nostro
- Post scriptum
- Copyright
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