Diario
eBook - ePub

Diario

  1. 200 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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Diario

Informazioni su questo libro

"Un domani chi leggerà mai tutte queste lettere, oltre a me? Chi mi conforterà, se non io stessa? Spesso ho bisogno di consolazione. Per questo alla fine mi rifugio sempre nel mio diario; quello è il mio inizio e la mia fine."

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Informazioni

Editore
BUR
Anno
2017
eBook ISBN
9788858687420

Terzo quaderno

18 aprile 1944 – 1 agosto 1944

Casa sul retro. Amsterdam centro.
In parte lettere a «Kitty».
Motto di vita della proprietaria: L’uomo deve volare alto!
18 aprile 1944. Martedì.
Cara Kitty,
c’è stato di nuovo un tesoro che ha scucito per me un quaderno di chimica e mi ha procurato un nuovo diario: questa volta Margot.
Qui va tutto bene; ieri sera è tornato il falegname che ha cominciato a fissare le lastre di ferro davanti ai pannelli delle porte. Il nostro gabinetto è di nuovo funzionante, c’è che prima e dopo l’orario d’ufficio non possiamo più tirare lo scarico, solo sciacquare con un po’ d’acqua. Anche quando gli uffici sono aperti bisogna tirarlo molto poco perché van Maaren non deve sentirci. Ma ci si abitua a tutto, e perciò anche a questo.
Papà ha appena detto di essere convinto che prima del 20 maggio vi saranno massicce operazioni, sia in Russia che in Italia, che a occidente; più passa il tempo e meno riesco a immaginare una liberazione da questa nostra condizione.
Ieri Peter e io siamo finalmente arrivati alla nostra chiacchierata, che rimandavamo già da almeno 10 giorni. Gli ho spiegato tutto sulle ragazze, senza vergognarmi di parlare delle cose più intime. Ho trovato un po’ buffa la sua convinzione che l’entrata delle donne nelle immagini venisse semplicemente tralasciata. Perciò non riusciva a figurarsi che fosse davvero in mezzo alle gambe.
La serata si è conclusa con un bacio reciproco, un po’ vicino alla bocca, è davvero una bella sensazione!
Magari una volta porto su il mio libro dei bei pensieri, per approfondire finalmente certe cose, non trovo appagante starsene abbracciati giorno dopo giorno e vorrei immaginare che lo stesso valga per lui.
Dopo il nostro inverno incerto ora abbiamo una primavera splendida; aprile è infatti meraviglioso, non troppo caldo e non troppo freddo e un po’ di pioggia ogni tanto. Il nostro ippocastano è già piuttosto verde e qua e là si vede perfino qualche piccolo riccio.
Sabato Bep ci ha viziati con 4 mazzetti di fiori, 3 narcisi e 1 giacinto a grappolo, quest’ultimo per me.
Il signor Kugler ci rifornisce sempre meglio di giornali, ogni settimana «Cinema & Theater», molte «Prins» e «Rijk der vrouw», ogni settimana l’«Haagse Post», a volte «das Reich» e altri.
Devo fare algebra, Kitty, a presto.
tua Anne M. Frank.
19 aprile 1944 Mercoledì.
Caro Tesoro (è il titolo di un film con Dorit Kreysler, Ida Wüst e Harald Paulsen!)
Cosa c’è di più bello al mondo che stare davanti a una finestra aperta a guardare la natura, ascoltare il cinguettio degli uccellini, sentirsi il sole sulle guance e avere fra le braccia un caro ragazzo?
Mi sento così tranquilla e al sicuro col suo braccio intorno a me, sapendo che mi è vicino seppur tacendo; non può essere male perché questa pace è buona. Oh, se solo non ci disturbasse mai nessuno, nemmeno Mouschi!
tua Anne M. Frank.
Venerdì 21 aprile 1944.
Carissima Kitty,
ieri pomeriggio ero a letto col mal di gola, ma visto che già nel primo pomeriggio mi annoiavo e non avevo febbre, mi sono alzata. Oggi il mal di testa è già quasi «scomparso.»
Come probabilmente avrai già scoperto, il nostro Führer ha compiuto 55 anni. Oggi è il 18º compleanno di Sua Altezza Reale la Principessa ereditaria Elizabeth di York. Alla B.B.C. hanno trasmesso la notizia che non è stata ancora dichiarata maggiorenne, come accade di solito alle principesse. Ci siamo già domandati a quale Principe verrà data in moglie questa bellezza, ma non ne abbiamo trovato nemmeno uno adatto; forse sua sorella, la principessa Margaret Rose, potrà avere il principe ereditario Boudewijn del Belgio!
Qui passiamo da una disgrazia all’altra, abbiamo appena finito di sprangare le porte esterne che van Maaren se ne salta fuori con qualcosa di nuovo. Molto probabilmente ha rubato della fecola di patate e vuole dare la colpa a Bep. Come capirai, la Casa sul retro è in gran subbuglio. Bep è fuori di sé dalla rabbia. Forse Kugler farà pedinare quell’essere spregevole.
Stamattina c’è stato qui quel signore della Beethovenstraat per la valutazione, vuole darci ƒ 400.- per il nostro baule, anche le altre offerte sono troppo basse secondo noi.
Voglio chiedere a de Prins se pubblicano una mia fiaba, ovviamente sotto pseudonimo; ma, visto che i miei racconti finora sono troppo lunghi, penso di non avere grandi probabilità.
Alla prossima, darling
tua Anne M. Frank.
Martedì 25 aprile 1944.
Cara Kitty,
da ± 10 giorni Pfeffer non parla più con v.P. e questo solo perché dopo l’arrivo dei ladri abbiamo preso tutta una serie di nuove misure di sicurezza. Una di queste era che lui di sera non può più andare di sotto, come ti avevo già fatto sapere. Ogni sera alle 9 e mezzo Peter va a fare l’ultima ronda con il signor van Pels e dopo non può più scendere nessuno. Dalle otto di sera non si può più tirare l’acqua del bagno, e anche di mattina fino alle 8. Di mattina si aprono le finestre solo quando si accende la luce nell’ufficio di Kugler e anche di sera non sono più consentiti i bastoncini alle finestre. Quest’ultimo è stato il motivo del broncio di Pf. Lui sostiene che v.P. gli abbia sbraitato contro, ma invece è soltanto colpa sua. Dice che potrebbe vivere senza mangiare ma non senza aria, e che bisogna trovare un qualche modo per aprire le finestre. «Ne parlerò io con il signor Kugler» mi ha detto; gli ho risposto che queste cose non le decide mai Kugler, ma la comunità. «Qui si fa tutto alle mie spalle, dovrò parlarne con tuo Padre.» Non può più andare nell’ufficio di Kugler neanche il sabato pomeriggio e la domenica, perché il capo di Keg, se viene, può sentirlo. E prontamente Pf. ci è andato lo stesso.
v.P. era furioso e Papà è sceso a dirglielo. Ovvio, lui come sempre ha tirato fuori una scusa, ma questa volta non ha funzionato nemmeno con Papà.
Adesso anche Papà parla con lui il meno possibile, perché Pf. l’ha offeso, non so come e non lo sa nessuno di noi, ma dev’essere stato grave. Anche la corrispondenza con sua moglie è praticamente sospesa del tutto.
E la settimana prossima è il compleanno di quel disgraziato. Compiere gli anni, non aprire bocca, tenere il broncio e ricevere regali: come si combinano le cose? Nel frattempo è successo un altro fatto spiacevole, non ancora risolto. Van Maaren vuole dare la colpa a Bep dei numerosi furti di merci e racconta su di lei le bugie più bieche. È sparita molta fecola di patate e purtroppo la nostra cassa privata in soffitta ormai è stata saccheggiata quasi del tutto.
Probabilmente Van Maaren ha anche dei sospetti su di noi; nel magazzino mette libri e foglietti di carta negli angoli più sporgenti, così che basta passarci vicino e cadono. Bep non va più via per ultima, è Kugler a chiudere. Insieme a Kleiman, che nel frattempo è stato qui, Kugler e i due signori hanno studiato ogni modo per mandare via quel tizio. Di sotto lo trovano troppo rischioso. Ma non è ancor più rischioso così?
Il signor Voskuyl sta sempre peggio, ora ha la febbre quasi a 40 da più di 10 giorni, ogni sera. Ieri è arrivata perfino a 40.7. Di mattina solo ± 37.7. Il dottore dice che non ci sono speranze, pensano che il cancro sia passato al polmone. Quel pover’uomo, vorremmo tanto aiutarlo ma qui l’unico che può aiutarlo è Dio!
Ho scritto un bel racconto, si chiama Blurry, l’esploratore del mondo, ed è piaciuto molto ai miei 3 ascoltatori.
Sono ancora molto raffreddata e l’ho passata sia a Margot che alla Mamma e a Papà. Basta che non se la prenda Peter, ha voluto un bacio a tutti i costi e mi ha chiamata la sua Eldorado. Ma non si può, matto! Ma è tanto dolce!
tua Anne M. Frank.
Giovedì 27 aprile 1944.
Cara Kitty,
stamattina la signora era di cattivo umore; non faceva che lamentarsi, prima sul raffreddore, che non ha caramelle, che non ne può più di soffiarsi il naso così tanto. Poi del fatto che non c’è sole. Che l’invasione non arriva. Che non possiamo guardare fuori dalla finestra ecc. ecc. Ci ha fatto morir dal ridere e non doveva essere tanto grave perché si è messa a ridere anche lei. Ricetta per il nostro tortino di patate modificata per mancanza di cipolle.
Prendete delle patate sbucciate, schiacciatele nel tritaverdura. Aggiungete un po’ di farina secca del razionamento e sale. Ungete le teglie o pirofile con paraffina o stearina, infornate questo impasto per 2 ore e ½. Da mangiarsi con composta di fragole marcia (cipolle non presenti, né grassi per la teglia né per l’impasto!)
In questo momento sto leggendo: L’imperatore Carlo V scritto da un professore dell’università di Göttingen; quest’uomo ha lavorato sul libro per 40 anni. In 5 giorni ho letto 50 pagine, di più è impossibile. Il libro ha 298 pag., così puoi calcolare quanto ci metterò e poi anche la seconda parte! Però… molto interessante!
Quante cose non sente una scolaretta in un solo giorno, prendi me per esempio. Prima ho tradotto dall’olandese in inglese un pezzo dell’ultima battaglia di Nelson. Poi ho ripassato il seguito della guerra del Nord (1700-1721), di Pietro il Grande, Carlo XII, Augusto il Forte, Stanislao Lescinsky, Mazeppa, Von Görz, Brandeburgo, Pomerania anteriore, Pomerania posteriore e Danimarca + le solite date.
Poi sono finita in Brasile, ho letto del tabacco di Bahia, dell’abbondanza di caffè, del milione e ½ di abitanti di Rio de Janeiro, di Pernambuco e Sao Paulo, e non dimentichiamoci il Rio delle Amazzoni. Di neri, mulatti, meticci (!) bianchi, più del 50% di analfabeti e di malaria. Dato che mi avanzava del tempo, mi sono studiata in fretta un altro albero genealogico; Giovanni il Vecchio, Guglielmo Luigi, Ernesto Casimiro I, Enrico Casimiro I, fino alla piccola Margherita Francesca (nata nel 1943) a Ottawa.
Ore 12: lo studio è proseguito in soffitta con decani, preti, pastori, papi e… uff! Fino all’1.
Dopo le 2 la povera bambina (mm) si è rimessa a lavorare: stavolta toccava alle scimmie del vecchio mondo e del nuovo. Kitty, prova a dire quante dita ha le zampe di un ippopotamo!
Poi era la volta della Bibbia, l’Arca di Noè, Sem, Cam e Jafet. Poi Carlo V.
Con Peter, il colonnello di Thackery in inglese. Ripetuto i vocaboli francesi e confrontato il Mississippi con il Missouri!
Per oggi basta, adieu!
tua Anne M. Frank.
Venerdì 28 aprile 1944.
Cara Kitty,
il mio sogno su Peter Schiff non l’ho mai dimenticato (vedi inizio gennaio); se ci penso, sento ancora oggi la sua guancia sulla mia, con quella meravigliosa sensazione che rendeva bella ogni cosa. Anche qui con Peter qualche volta ho avuto quella stessa sensazione, ma mai così forte, finché… ieri sera eravamo seduti insieme, come sempre sul divano, abbracciati, a un certo punto la Anne normale è scivolata via e al suo posto è venuta la 2ª Anne, la seconda Anne, quella che non è sfrontata e spiritosa, ma che vuole soltanto amare ed essere dolce. Stavo stretta stretta a lui e sentivo crescermi dentro la commozione, mi sono venute le lacrime agli occhi, quella di sinistra è caduta sulla sua tuta, la destra lungo il mio naso e poi nell’aria per poi finire sempre sulla sua tuta. L’avrà notato? Nessun movimento l’ha tradito. Proverà le stesse cose? Non ha quasi detto parola. Saprà di avere davanti due Anne? Sono tutte domande senza risposta. Alle 8 e mezzo, quando Pf. era già passato, mi sono alzata, sono andata alla finestra, ci salutiamo sempre lì, tremavo ancora, ero ancora Anne n. 2, lui è venuto da me, io gli ho messo le braccia al collo e gli ho dato un bacio sulla guancia sinistra, volevo giusto spostarmi sulla destra quando la mia bocca ha incontrato la sua e le abbiamo premute una sull’altra. Come intontiti ci siamo stretti forte l’uno all’altra, ancora e ancora, per non smettere mai, oh!
Peter ha bisogno di tenerezza, per la prima volta nella sua vita ha scoperto una ragazza, per la prima volta ha visto che anche le ragazze più rompiscatole possiedono un lato intimo e un cuore, e cambiano non appena si trovano sole con te.
Per la prima volta in vita sua ha concesso la sua amicizia e se stesso, non ha mai avuto un amico o un’amica prima d’ora. Adesso ci siamo trovati, neanch’io lo conoscevo, neanch’io ho mai avuto un confidente e questo è quello che ne è venuto fuori… Ancora la domanda che non mi dà tregua: «Va bene?». Va bene che io ceda così presto, che io sia così impetuosa, così impetuosa e piena di desiderio come Peter? Posso lasciarmi andare così, io, una ragazza?
C’è una sola risposta: «Desidero tanto… da tanto tempo, sono così sola e ho trovato un conforto!».
Di mattina siamo normali, di pomeriggio piuttosto, tranne qualche volta, ma di sera torna a galla il desiderio di tutto il giorno, la felicità e la beatitudine di tutte le altre volte e pensiamo solo a noi due. Ogni sera, dopo l’ultimo bacio, vorrei correre via, non guardarlo più negli occhi, via, via, al buio e da sola! E invece cosa mi trovo, superati i 14 gradini? Luce a giorno, domande di qui e risatine di là, devo agire e non far trasparire nient...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Introduzione
  4. Qualche informazione
  5. Primo quaderno. 12 giugno 1942 – 5 dicembre 1942
  6. Secondo quaderno. 22 dicembre 1943 – 17 aprile 1944
  7. Terzo quaderno. 18 aprile 1944 – 1 agosto 1944