Il coraggio e l'audacia
eBook - ePub

Il coraggio e l'audacia

da Pio IX a Francesco

  1. 252 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub

Il coraggio e l'audacia

da Pio IX a Francesco

Informazioni su questo libro

La civiltà cattolica raccontata da dodici Papi 1850–2016. Da Pio IX a Francesco, dall'unità d'Italia ai giorni nostri: "La Civiltà Cattolica", la più antica rivista italiana ancora attiva, ha accompagnato tutte le fasi della storia moderna del nostro Paese e della Chiesa. Nata nel 1850 da un gruppo di gesuiti desiderosi di parlare della "cultura viva", vicina ai problemi del popolo e avversa alle divisioni tra credenti e non credenti, la pubblicazione ha mantenuto in tutti questi anni un vincolo particolare di amore con la Santa Sede, di cui ha condiviso e interpretato, con il coraggio e l'audacia propri della Compagnia di Gesù, gli intenti apostolici e le azioni a sostegno della fede. Il libro raccoglie gli scritti e i discorsi dei pontefici in occasione delle udienze con il Collegio degli Scrittori della Rivista, dando vita a uno straordinario viaggio nei diversi pontificati attraverso le parole dei Papi che si sono succeduti, in un dialogo aperto, pieno, cordiale e rispettoso sulla realtà del nostro tempo.La civiltà cattolica raccontata da dodici Papi 1850–2016. Da Pio IX a Francesco, dall'unità d'Italia ai giorni nostri: "La Civiltà Cattolica", la più antica rivista italiana ancora attiva, ha accompagnato tutte le fasi della storia moderna del nostro Paese e della Chiesa. Nata nel 1850 da un gruppo di gesuiti desiderosi di parlare della "cultura viva", vicina ai problemi del popolo e avversa alle divisioni tra credenti e non credenti, la pubblicazione ha mantenuto in tutti questi anni un vincolo particolare di amore con la Santa Sede, di cui ha condiviso e interpretato, con il coraggio e l'audacia propri della Compagnia di Gesù, gli intenti apostolici e le azioni a sostegno della fede. Il libro raccoglie gli scritti e i discorsi dei pontefici in occasione delle udienze con il Collegio degli Scrittori della Rivista, dando vita a uno straordinario viaggio nei diversi pontificati attraverso le parole dei Papi che si sono succeduti, in un dialogo aperto, pieno, cordiale e rispettoso sulla realtà del nostro tempo.

Scelto da 375,005 studenti

Accedi a oltre 1 milione di titoli a un prezzo mensile contenuto.

Studia in modo più efficiente con i nostri strumenti dedicati.

Informazioni

Anno
2017
eBook ISBN
9788858687840
Categoria
Religion

I papi e «La Civiltà Cattolica»

Da Pio IX a papa Francesco

Documenti

Exemplar perlibenter*
Ai diletti Figli, scrittori de «La Civiltà Cattolica»
Pio papa IX

Diletti figli, salute e apostolica Benedizione.
Abbiamo ricevuto con piacere le copie finora pubblicate del vostro Periodico. E sebbene le preoccupazioni e le ansie gravissime del Nostro Ministro Apostolico non ci consentono di leggere interamente i quaderni, tuttavia ci congratuliamo con Voi per l’intento che vi siete proposti nel redigerli, tanto più volentieri, quanto più è importante per la società sia religiosa sia civile confutare con coraggio e ponderazione gli errori e gli empi scritti che si diffondono in questo nostro tempo.
Continuate perciò a dedicarvi con vigore a quest’opera, certamente molto impegnativa, e procurate con ogni diligenza e carità che il vostro Periodico, che in breve tempo ha incominciato a diffondersi nella nostra Italia, contribuisca sempre più, con l’aiuto di Dio, all’edificazione della fede e ad un efficace ammaestramento del popolo.
A Voi, diletti Figli, come auspicio della protezione celeste che sinceramente desideriamo e vi auguriamo, e come pegno della Nostra benevolenza, con tutto l’affetto del Nostro cuore paterno, impartiamo amorevolmente l’apostolica Benedizione.
Dato a Roma, presso San Pietro, il 20 ottobre 1852, settimo anno del Nostro Pontificato.
(il testo reca la firma autografa del Papa)
* ACC (Archivio della Civilt\u00E0 Cattolica), Documenti papali, 33E, 1, 1, 3.

Gravissimum supremi*
Pio papa IX
A perpetua memoria

Il compito gravissimo del Nostro ministero Apostolico richiede necessariamente che procuriamo di compiere sempre con la massima diligenza quanto riconosciamo utile per difendere in qualunque modo la causa della Chiesa Cattolica e la salvezza delle anime, a Noi divinamente affidata dallo stesso Signore Gesù. Quando siamo stati elevati a questa Cattedra di Pietro, non per nostro merito ma per un misterioso disegno della Divina Provvidenza, abbiamo visto e lamentato, con grande tristezza del Nostro animo, gli immensi e mai abbastanza deplorati danni e inconvenienti che in questi funestissimi tempi sono procurati alla religione cattolica e alla stessa società civile da quanti disprezzano ogni giustizia e verità, mediante nefasti libri, libelli e soprattutto periodici, colmi dei più rovinosi errori e di perverse dottrine, scritti con odio mortale contro la nostra divina religione, pubblicati e ampiamente diffusi tra il popolo.
Perciò, non abbiamo trascurato, tra l’altro, di incitare ripetutamente persone dotate di pietà, impegno e sana dottrina – guidate soprattutto dal loro Vescovo – a difendere con i loro scritti la nostra angusta religione, a confutare i suoi avversari, a smascherare, ribattere e debellare tante mostruose teorie, e ad illuminare con la luce della verità le menti e gli animi specialmente delle persone sprovvedute e dei giovani inesperti, facili a piegarsi al vizio (Allocuzione, 20 aprile 1849).
Abbiamo provato certamente una grande gioia quando sono sorti in vari luoghi parecchi uomini che, ossequienti a questi Nostri incitamenti e desideri, e animati da singolare devozione verso la Chiesa Cattolica e questa Santa Sede, non cessano di respingere con opportuni scritti l’orribile congerie di tanti subdoli errori e la funesta calamità di periodici perversi, e di difendere lodevolmente la verità e la giustizia.
Ma perché ci siano sempre uomini fidati, sinceramente devoti a Noi e a questa Cattedra di Pietro, insigni per l’amore della nostra santissima religione e per la fama di sana e solida dottrina e di erudizione, che possano combattere la buona battaglia, salvaguardare con i loro scritti la fede cattolica e la dottrina salvifica, e di difenderla dalle falsità, dagli errori degli avversari, abbiamo desiderato che i religiosi dell’insigne Compagnia di Gesù costituissero un Collegio di Scrittori composto di membri della stessa Compagnia, i quali con scritti opportuni e adatti potessero confutare con impegno e competenza tante false dottrine venute dalle tenebre, e con tutte le forze sostenere la religione cattolica e i suoi diritti.
Questi religiosi, assecondando ben volentieri, con deferenza e devozione, i Nostri desideri, fin dal 1850 hanno incominciato a redigere il Periodico che si intitola «La Civiltà Cattolica». Seguendo le tracce dei loro predecessori, e non risparmiando sollecitudine e fatica, attraverso tale periodico, composto con diligenza e saggezza, con i loro dotti ed eruditi articoli non hanno avuto nulla più a cuore che salvaguardare e difendere coraggiosamente la divina verità della nostra augusta religione e la suprema dignità, autorità e potestà e gli interessi di questa Sede Apostolica; nonché insegnare e propagare la vera dottrina, smascherare e contrastare i molteplici errori, le aberrazioni e gli scritti velenosi tanto funesti per la società sia cristiana sia civile di questo nostro infelicissimo tempo, rintuzzare gli infami tentativi di coloro che tramano per distruggere completamente, se mai fosse possibile, la Chiesa Cattolica e la stessa società civile.
Perciò a buon diritto gli Scrittori del suddetto Periodico si sono meritati sempre più sia la Nostra benevolenza e stima sia il consenso dei Venerabili Fratelli Vescovi e delle persone più ragguardevoli, e il loro Periodico è stato ed è molto apprezzato da tutti i buoni e dalle persone di sano giudizio. Da tale Periodico, che esiste ormai da sedici anni con l’aiuto di Dio e con grande gioia del Nostro animo, sono venuti non pochi benefici per la vita cristiana e per il mondo delle lettere; per questo è nostro vivo desiderio che quest’opera, così efficace per procurare la maggior gloria di Dio e la salvezza delle anime, e per promuovere sempre più il retto indirizzo degli studi, si rafforzi stabilmente per sempre e si sviluppi.
Pertanto con questa Lettera, in forza della Nostra Autorità Apostolica, erigiamo in perpetuo il Collegio degli Scrittori del Periodico «La Civiltà Cattolica» della Compagnia di Gesù, da stabilirsi in un’apposita casa, e lo costituiamo secondo le leggi e i privilegi di cui si valgono e godono gli altri Collegi della Compagnia di Gesù, ma con la clausola che tale Collegio dipenda completamente e in tutto dal Superiore Generale della stessa Compagnia. Vogliamo che la regola di tale Collegio sia che quanti saranno destinati dallo stesso Superiore Generale a tale Periodico o a comporre altri scritti – come sembrerà più opportuno a Noi o ai Romani Pontefici Nostri Successori – debbano impiegare tutta la loro opera, l’attività e lo zelo nel produrre e pubblicare scritti per la difesa della religione cattolica e di questa Santa Sede.
Perciò vogliamo che tali Scrittori continuino ad abitare nella sede che abbiamo già destinato loro nell’Ospizio qui a Roma per la conversione degli eretici, osservando le condizioni da Noi prescritte e finché non si possa procurare una casa più adatta. Concediamo poi che essi, a motivo del loro compito, possano avere una tipografia, pubblicare libri, venderli, spargerli e diffonderli ampiamente in tutti i Paesi. Le rendite, attuali e future, devono essere impiegate per sostenere l’opera e svilupparla ulteriormente, in modo da opporre sempre più vaste e valide difese agli assalti di tanti e così forti avversari.
Se qualche volta per qualsiasi evento potesse accadere al Collegio degli Scrittori di allontanarsi da questa alma Città, vogliamo che essi possano stabilirsi in qualunque altra città più adatta, da fissarsi dallo stesso Superiore Generale della Compagnia di Gesù con il consenso Nostro e dei Romani Pontefici Nostri Successori, e lì continuare il loro compito finché, eliminati gli ostacoli, siano richiamati dallo stesso Superiore Generale nella sede primitiva. Se poi non si trovasse nessun luogo adatto per continuare l’opera, vogliamo che sia le proprietà sia le rendite si conservino per la medesima opera, che si dovrà ricostituire prontamente appena possibile.
Concediamo in perpetuo tutte queste facoltà non solo agli attuali componenti del suddetto Collegio, ma anche agli altri che ora e in futuro saranno destinati dal Superiore Generale a svolgere tale compito, riservando solamente a Noi e ai Nostri Successori la facoltà di introdurre modifiche circa il medesimo Collegio degli Scrittori della Compagnia di Gesù, e vietandolo assolutamente a tutti gli altri, di qualsiasi dignità, autorità e grado.
Tutto questo stabiliamo, vogliamo, concediamo, prescriviamo e ordiniamo, deliberando che – anche nel caso che alcuni, che sono o pretendono di essere interessati, siano stati chiamati ma non ascoltati, e non siano d’accordo con quanto detto sopra – questa Nostra Lettera con tutto ciò che contiene non può mai essere censurata, impugnata, oppure alterata, sospesa, ristretta, limitata o messa in discussione, per difetto sia di «subreptio», «obreptio»* o nullità, sia di Nostra intenzione; inoltre che non si può mai ottenere contro di essa alcun provvedimento di riparazione, di «aperitio oris»,** o comunque di diritto o di fatto o di giustizia; ma che essa è e deve rimanere sempre valida ed efficace, raggiungere i suoi pieni e completi effetti, e ottenere di esser osservata inviolabilmente da tutti coloro cui compete e in qualunque modo competerà in futuro; inoltre che la presente Lettera deve in perpetuo tutelare il suddetto Collegio degli Scrittori del Periodico «La Civiltà Cattolica» nonché le persone a favore delle quali essa è diretta; e che questi non possono essere obbligati, o costretti sia in giudizio sia fuori di esso, o spinti alla prova o verifica di quanto è esposto nella Lettera. Perciò, se qualcosa sarà tentato altrimenti da qualcuno con qualsiasi autorità, consapevolmente o no, deliberiamo e dichiariamo che ciò è e sarà invalido e nullo.
Nonostante un eventuale diritto acquisito e insopprimibile, e altre Regole della Nostra Cancelleria Apostolica e della Compagnia di Gesù, anche rafforzate da conferma Apostolica o da qualunque altra approvazione, e così pure gli Statuti, le consuetudini e i privilegi, gli indulti e le concessioni, anche con espressa, specifica e particolare menzione e soggiacenti a deroga, tenendo per inseriti tutti i singoli questi elementi in tutto il loro significato e nella forma presente, pienamente, specificamente ed espressamente deroghiamo al loro effetto e a qualunque altra cosa contraria.
Dato a Roma presso San Pietro sotto l’Anello del Pescatore il 12 febbraio 1866, ventesimo anno del Nostro Pontificato.
(il testo reca la firma autografa del Papa)
* ACC, Documenti papali, 33E, 1, 1, 1.
* «Subreptio»: reticenza del vero; «obreptio»: insinuazione del falso.
** «Aperitio oris»: espressione giuridico-canonica, usata da Clemente IX contro i riti cinesi.

Sapienti consilio*
Leone papa XIII
A futura memoria

Con saggia decisione il Nostro Predecessore di felice memoria Pio IX, con la Lettera del 12 febbraio 1866, ha costituito uno speciale Collegio di religiosi della Compagnia di Gesù, che avevano iniziato a redigere e a pubblicare il Periodico «La Civiltà Cattolica», con le stesse regole e gli stessi privilegi di cui si valgono gli altri Collegi della Compagnia di Gesù. Infatti ha offerto loro una testimonianza altamente onorifica di ingegno e di dottrina; e insieme ha stabilito più saldamente quel gruppo di uomini eruditi, la cui opera già da molti anni aveva conosciuto per esperienza come opportuna e utile.
Facendo questo, il Pontefice ha avuto come principale intento che scelti scrittori, uniti in comunanza di vita e di studi, potessero difendere con i loro scritti la religione cattolica e i diritti della Sede Apostolica, lottare per la verità e confutare le opinioni erronee.
L’esito non ha deluso le aspettative: infatti i religiosi di tale Collegio con i loro scritti hanno perseguito la ricerca della verità e l’amore della giustizia, e con vari documenti del loro ingegno si sono procurati un nome illustre. Perciò Noi, considerando tutto questo e ritenendo che sia necessario adoperarsi in ogni modo perché i suddetti scrittori continuino a lavorare insieme e a rendersi benemeriti delle migliori cause, abbiamo deciso di fissare e di prescrivere alcuni punti che ci sono sembrati importanti per la continuità e la prosperità del Collegio.
Pertanto con questa Nostra Lettera confermiamo e ratifichiamo tutto quello che Pio IX ha stabilito e decretato in questa materia; in particolare dichiariamo che il Collegio degli scrittori di cui parliamo è e sarà per sempre sotto l’autorità immediata del Superiore Generale della Compagnia di Gesù; inoltre che è facoltà del Generale nominare un vicario che presieda il Collegio e anzitutto procuri che si conservino santamente la disciplina e lo spirito dell’Istituto. I religiosi continuano a trattare la varietà di argomenti che hanno scelto dall’inizio consultandosi tra loro – letteratura, storia, scienze – e non ritengono estraneo al loro compito nulla di quanto giova all’eleganza della dottrina e allo sviluppo delle arti liberali. Ma dev’essere loro compito specifico e la loro regola difendere i diritti del Romano Pontefice, dedicarsi alla filosofia e alla teologia – e questo, come legge imposta loro, seguendo come guida in entrambe le facoltà san Tommaso d’Aquino –, e coltivare e difendere sempre con particolare impegno la sua dottrina. Perciò, pur sapendo che ad essi spetta già il merito di essere annoverati tra gli acuti e validi seguaci del Dottore Angelico, vogliamo tuttavia che continuino a fare per Nostro consiglio e Nostro ordine quello che di loro iniziativa fanno già alacremente.
Circa le somme annuali ottenute con il lavoro degli scrittori, ordiniamo che si costituisca un capitale e che le sue rendite siano destinate al sostentamento del Collegio, alla manutenzione della casa e alle necessità dell’intera opera. Se, dedotte tali spese, e messo da parte l’occorrente per le spese impreviste, avanzerà qualche cosa, vogliamo che, con decisione del Superiore Generale, finché le difficoltà di questi tempi lo richiederanno, si offrono aiuti alle Province d’Italia della Compagnia, che devono essere generose nel fornire validi scrittori a questo Collegio, e si sostengano, secondo le necessità e la condizione dei tempi, altre opere che non siano estranee all’indirizzo del Collegio.
Tutto questo vogliamo, stabiliamo, dichiariamo, deliberando che questa Nostra Lettera, come ora è, rimanga in futuro immutabile, valida ed efficace, e che quanto fosse tentato contro di essa sia invalido e nullo, nonostante qualunque cosa contraria.
Dato a Roma presso San Pietro sotto l’Anello del Pescatore, l’8 luglio 1890, tredicesimo anno del Nostro Pontificato.
(M. Card. Ledóchowski)
* ACC, Documenti papali, 33E, 1, 2, 2.

Nel sessantesimo anno della «Civiltà Cattolica»*
Lettera di S.S. papa Pio X

Or fa sessant’anni per l’appunto – era il primo sabato d’aprile 1850 – dacché sotto gli auspici del pontefice Pio IX di f.m. e per espressa volontà sua, fu iniziata la pubblicazione di questo periodico con titolo non mutato mai «La Civiltà Cattolica», nel quale i primi scrittori, convenuti in un medesimo proposito, si accingevano fidati nella benedizione di Dio, all’arduo ma fruttuoso ministero della penna. Era loro precipuo intento concorrere a restaurare la società, scossa da oltre mezzo secolo di rivoluzioni religiose, civili e intellettuali, prendendo a difendere la dottrina cattolica e i diritti della Sede Apostolica romana a confutare gli errori oggi così facili a diffondere per via della stampa, e ad esporre insieme i molteplici e genuini progressi delle scienze moderne.
Sessant’anni di lavoro sono trascorsi: ai primi operai altri sono succeduti, nuove forze sottentrate in aiuto; ma come non è mutato il titolo, così il programma è rimasto sempre quello, sempre uguale la fedeltà alla Sede Apostolica, eguale l’impegno nella santa causa della fede e della vera coltura cristiana. Le approvazioni aperte e ripetuti incoraggiamenti dei Sommi Pontefici Pio IX, Leone XIII e Pio X, felicemente regnante, furono sempre agli scrittori il più gradito conforto e la prova che la modesta opera loro non era tornata del tutto vana. Nello stesso pensiero li confermarono e seguitano a confermarli anche oggi le frequenti dimostrazioni di benevolenza similmente ricevute...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Il coraggio e l’audacia
  4. «La Civiltà Cattolica». Una rivista in cammino con la storia
  5. «La Civiltà Cattolica» e i papi
  6. I papi e «La Civiltà Cattolica». Da Pio IX a papa Francesco. Documenti
  7. Appendice
  8. Note
  9. Indice

Domande frequenti

Sì, puoi annullare l'abbonamento in qualsiasi momento dalla sezione Abbonamento nelle impostazioni del tuo account sul sito web di Perlego. L'abbonamento rimarrà attivo fino alla fine del periodo di fatturazione in corso. Scopri come annullare l'abbonamento
No, i libri non possono essere scaricati come file esterni, ad esempio in formato PDF, per essere utilizzati al di fuori di Perlego. Tuttavia, puoi scaricarli nell'app Perlego per leggerli offline su smartphone o tablet. Scopri come scaricare libri offline
Perlego offre due piani: Essential e Complete
  • Essential è l'ideale per studenti e professionisti che amano esplorare un'ampia gamma di argomenti. Accedi alla libreria Essential, che include oltre 800.000 titoli di comprovata qualità e bestseller in vari settori, tra cui business, crescita personale e discipline umanistiche. Include tempo di lettura illimitato e voce standard per la sintesi vocale.
  • Complete: perfetto per studenti e ricercatori esperti che necessitano di un accesso completo e illimitato. Accedi a oltre 1,4 milioni di libri su centinaia di argomenti, inclusi titoli accademici e specialistici. Il piano Complete include anche funzionalità avanzate come la sintesi vocale premium e l'assistente di ricerca.
Entrambi i piani sono disponibili con cicli di fatturazione mensili, semestrali o annuali.
Perlego è un servizio di abbonamento a testi accademici, che ti permette di accedere a un'intera libreria online a un prezzo inferiore rispetto a quello che pagheresti per acquistare un singolo libro al mese. Con oltre 1 milione di testi suddivisi in più di 990 categorie, troverai sicuramente ciò che fa per te! Scopri la nostra missione
Cerca l'icona Sintesi vocale nel prossimo libro che leggerai per verificare se è possibile riprodurre l'audio. Questo strumento permette di leggere il testo a voce alta, evidenziandolo man mano che la lettura procede. Puoi aumentare o diminuire la velocità della sintesi vocale, oppure sospendere la riproduzione. Scopri di più sulla funzione di sintesi vocale
Sì! Puoi utilizzare l'app di Perlego su dispositivi iOS e Android per leggere quando e dove vuoi, anche offline. È perfetta per gli spostamenti quotidiani o quando sei in viaggio.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app
Sì, puoi accedere a Il coraggio e l'audacia di Antonio Spadaro,Giovanni Sala in formato PDF e/o ePub, così come ad altri libri molto apprezzati nelle sezioni relative a Theology & Religion e Religion. Scopri oltre 1 milione di libri disponibili nel nostro catalogo.