All'ombra del lungo camino
eBook - ePub

All'ombra del lungo camino

  1. 200 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub

All'ombra del lungo camino

Informazioni su questo libro

Hai ragione, Schulim" disse Merlino. "Quello che davvero vogliono è farci simili a bestie così, quando ci uccideranno, uccideranno delle bestie, non degli uomini. Ma finché avremo memoria, noi resteremo uomini e, a dispetto delle botte, della fame e delle umiliazioni, li costringeremo a uccidere degli uomini: così, fino alla fine dei tempi, gli assassini verranno chiamati assassini." Nell'orrore di un lager, l'amicizia tra Merlino e Schulim e il loro rocambolesco piano di fuga. Una parabola sull'immaginazione e sul suo straordinario potere di rendere liberi, sempre.

Domande frequenti

Sì, puoi annullare l'abbonamento in qualsiasi momento dalla sezione Abbonamento nelle impostazioni del tuo account sul sito web di Perlego. L'abbonamento rimarrà attivo fino alla fine del periodo di fatturazione in corso. Scopri come annullare l'abbonamento.
No, i libri non possono essere scaricati come file esterni, ad esempio in formato PDF, per essere utilizzati al di fuori di Perlego. Tuttavia, puoi scaricarli nell'app Perlego per leggerli offline su smartphone o tablet. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Perlego offre due piani: Essential e Complete
  • Essential è l'ideale per studenti e professionisti che amano esplorare un'ampia gamma di argomenti. Accedi alla libreria Essential, che include oltre 800.000 titoli di comprovata qualità e bestseller in vari settori, tra cui business, crescita personale e discipline umanistiche. Include tempo di lettura illimitato e voce standard per la sintesi vocale.
  • Complete: perfetto per studenti e ricercatori esperti che necessitano di un accesso completo e illimitato. Accedi a oltre 1,4 milioni di libri su centinaia di argomenti, inclusi titoli accademici e specialistici. Il piano Complete include anche funzionalità avanzate come la sintesi vocale premium e l'assistente di ricerca.
Entrambi i piani sono disponibili con cicli di fatturazione mensili, semestrali o annuali.
Perlego è un servizio di abbonamento a testi accademici, che ti permette di accedere a un'intera libreria online a un prezzo inferiore rispetto a quello che pagheresti per acquistare un singolo libro al mese. Con oltre 1 milione di testi suddivisi in più di 1.000 categorie, troverai sicuramente ciò che fa per te! Per maggiori informazioni, clicca qui.
Cerca l'icona Sintesi vocale nel prossimo libro che leggerai per verificare se è possibile riprodurre l'audio. Questo strumento permette di leggere il testo a voce alta, evidenziandolo man mano che la lettura procede. Puoi aumentare o diminuire la velocità della sintesi vocale, oppure sospendere la riproduzione. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Sì! Puoi utilizzare l'app di Perlego su dispositivi iOS o Android per leggere quando e dove vuoi, anche offline. È perfetta per gli spostamenti quotidiani o quando sei in viaggio.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app.
Sì, puoi accedere a All'ombra del lungo camino di Andrea Molesini in formato PDF e/o ePub. Scopri oltre 1 milione di libri disponibili nel nostro catalogo.

Informazioni

Editore
RIZZOLI
Anno
2017
eBook ISBN
9788858687703

DODICI

L’alloggio delle SS non era mai stato così sottosopra, così chiassoso e così sottosopra.
«Se Kaplerswartz ci trova in questo stato huuu ci fa il pelo e il contropelo. Chi è rimasto di guardia sulle torrette?»
«Walser, Lagenfeldt, Müller e Weinstock» rispose Rupert, un soldato biondo come un’aranciata. «Ma bisognerà dar loro il cambio al più presto.»
«Caporale, ha visto il mio rasoio?» chiese Heinz.
«Ce l’ho io, huuu, il mio non taglia più, dovrai aspettare che abbia finito.»
«Certo che per essere l’élite della razza superiore» disse Ulrich, «sembriamo piuttosto vicini alla scimmia, più vicini, direi, di quanto non abbia supposto Darwin.»
«Che non huuu che non senta questi discorsi disfattisti! Radetevi e radetevi! Huuu.»
Il dormitorio, e non solo il locale docce, era tutto pieno di peli. Quel manipolo di soldati del Terzo Reich, la crema della razza ariana, era diventato più peloso di tre tribù di gorilla, di orango e di scimpanzé messe assieme. E per quanto i rasoi impazzassero c’era sempre pelo da tagliare, pelo giallo, pelo nero, pelo sottile, pelo lungo e liscio. Uno strato di soffice pelo, alto trenta centimetri, copriva il pavimento, i letti, i cuscini, i lavabi, le docce: anche la latrina era intasata.
«Caporale, finiremo con l’annegarci in tutto questo pelo» disse Siegfried.
«Domani al più tardi il camino sarà terminato huuu, lo bruceremo con i corpi di quei pidocchi. Huuu. Sono arrivati i bidoni del gas Zyklon? Ach!» Il rasoio cadde senza nemmeno far rumore: venne inghiottito dal mare di pelo. «Accidenti, sono tutto un taglio huuu un altro rasoio. Gunther!»
Sir Fox s’impomatò i baffoni con uno schizzetto di pomata Pomat, e questi si allungarono di circa tre pollici: «Lenz, non credi che sia ora di far due chiacchiere con il nomade e con il ragazzino?»
«Vieni anche tu, Puz? Avranno una fame del diavolo» disse Lenzuolino. Puzzola Puz fece di sì con la testa e si mise a saltellare dietro agli svolazzi dei due fantasmi.
La luna galleggiava sulle nuvole come un cappello messo di sghimbescio.
La porta cigolò. I tre si infilarono nella baracca.
«Finalmente» disse Schulim. «Ieri non ci avete detto niente.»
Sir Fox si arricciò i baffoni all’insù: «Prenditela con quella puzzola bigotta.»
Puzzola Puz fece un salto non più alto di una mela:
«Bigotta a me?» Alzò la coda minacciosamente, facendosi rossa come un ravanello.
«Non è il momento di litigare» disse Merlino.
«Ben detto. Una Guinness, nomade?»
Schulim si fece avanti: «Anche un bel pollo non guasterebbe.»
Il 163235, il 211102 e il 26510, che non si erano ancora addormentati, si avvicinarono allo zingaro e al ragazzo.
«Parlate da soli?» chiese il 211102.
Merlino guardò il compagno di prigionia con aria più preoccupata che perplessa. «Ehm, è che noi…»
«Ehi Lenz, mi sa che ci tocca rinunciare alla nostra trasparenza anche per questi qua.»
Lenzuolino arricciò il naso e roteò i buchi neri degli occhi: «Non vorrei spaventarli.»
«Ma se sono più spettrali di voi» disse Puzzola Puz.
Sir Fox fece pip, Lenzuolino fece pop e la puzzola fece pap.
Il 163235 indietreggiò di un passo e si appoggiò a uno dei pali di sostegno del giaciglio condiviso da Merlino e da Schulim. «E… quelli che sono? Mio dio… ho le traveggole. Dev’essere la fame.»
Anche il 26510 vacillò, ma tacque, si voltò e tornò al proprio giaciglio.
Il 211102 strabuzzò gli occhi, che per un po’ vagarono nel bel mezzo della sua faccia smunta e stretta come un asparago. «Ma voi, voi siete veri?»
«Ma come, non lo vedi che siamo spettri?» disse Lenzuolino.
Sir Fox si accarezzò prima uno, poi l’altro baffone, non senza la giusta dose di flemma britannica. «Ti va una Guinness?»
Il 211102 scosse la testa: «L’unico spettro, qua dentro» disse improvvisamente, guardandosi le mani filiformi, «devo essere io.» Si voltò e con l’aria mogia mogia di un cane bastonato raggiunse la sua cuccia, trascinando per una manica il 163235, che era rimasto imbambolato a fissare il vuoto.
I baffoni di Sir Fox si arricciarono come coriandoli, e se i fantasmi avessero una spina dorsale forse un brivido gli avrebbe percorso la schiena. «Sono proprio mal ridotti, poveretti.»
«Tanto vale fare pip-pop-pap» disse Lenzuolino.
«Sì» disse Puzzola Puz, «in questo stato visibile facciamo solo confusione.»
Sir Fox fece pip, Lenzuolino fece pop e la puzzola fece pap.
«Adesso vi vediamo solo noi»? chiese Schulim.
«Certo» disse Puzzola Puz. «Sei sordo per caso?»
Merlino guardò l’amico mettendosi a sedere accanto a lui sul giaciglio: poi, rivolto ai fantasmi e all’animale, disse: «Bello lo scherzo dei peli.»
«Chiamalo scherzo» disse la puzzola. «Per fortuna che sono dei tali babbei da non aver fatto due più due. Nessuno di loro ha pensato alla pomata Pomat, sanno solo che ha fatto passare il prurito.»
«Una Guinness, nomade?»
«Preferirei una coscia di pollo.»
«Non ne indovino una» disse Sir Fox.
Lenzuolino fece una delle sue capriole e con due ciripap lasciò cadere dal tascone un paio di cosciotti fumanti che galleggiarono nell’aria, a un palmo da terra.
Puzzola Puz si accostò ai cosciotti un attimo prima che i due affamati li afferrassero e, alzata la coda, li ricoprì di senape francese.
«Ma che hai fatto?» disse Schulim.
«Non è quello che sembra, ragazzo. Non senti che profumo?» fece lo zingaro.
Schulim prese un cosciotto con la sinistra e avrebbe afferrato il secondo con la destra se Merlino, con la prontezza di sempre, non lo avesse preceduto.
Sir Fox buttò giù d’un fiato la sua pinta di birra, che gli era apparsa davanti ai baffoni col solito plop: «Piscio di monachella o Guinness, nomade?»
«Guinness, grazie.»
Per la gioia, Sir Fox fece due capriole e un uao! «Cominci a ravvederti, era ora.»
«Veniamo alle cose serie» disse Lenzuolino, mentre lo zingaro beveva la sua Guinness schiumosa e Schulim finiva di masticare il cosciotto di pollo. «Domani il caporale chiederà se c’è qualcuno che ha esperienza di barbiere.»
«Devi offrirti tu, nomade» interruppe Sir Fox, accendendosi un Havana. «E tu, ragazzo, andrai con la squadra che terminerà i lavori del forno e del camino.»
«Così terremo d’occhio quei bastardi» disse Merlino.
«L’ho sempre pensato che tu non fossi scemo, nomade.»
La porta si spalancò. Un fascio di luce gialla investì il giaciglio dello zingaro e di Schulim, che riuscirono ad appiattirsi, fingendosi addormentati.
«Appena in tempo» bisbigliò Merlino all’orecchio dell’amico.
Huuu. Il caporale avanzò lentamente. La torcia elettrica perlustrava tutta la baracca in su e in giù, in cerca non si sa bene di cosa. Huuu.
La grossa sagoma del caporale si mosse verso il giaciglio di Merlino, che udì le u prolungate pericolosamente vicine all’orecchio. Socchiuse le palpebre e intravide un ciuffo di peli che usciva dal colletto di una divisa, a un palmo dal naso. Trattenne il respiro, sentì il fascio di luce della torcia elettrica dritto in faccia. Huuu.
Si udì un «Aaah!». Poi un tonfo.
Buio pesto. La porta spalancata fece slam, una, due, tre volte. Era in balia di un refolo di vento gelido. Tremando come una foglia, Schulim si strinse allo zingaro.
La torcia elettrica si riaccese. L’ippopotamo in divisa si rialzò con un bernoccolo rosso vivo nel bel mezzo della fronte pelosa: «Che accidenti, huuu, un buco nel mezzo della baracca huuu questi pidocchi schifosi!» Alzò lo scudiscio.
«Ah!» Merlino si drizzò. La scudisciata lo aveva preso allo stomaco e gli aveva tolto il respiro. Schulim guardò l’amico, che si era fatto più pallido di un fantasma.
«Huuu. Tu! Ripara il pavimento! Schnell!»
Merlino si lasciò scivolare a terra. Non riusciva ancora a respirare per via del colpo. La torcia elettrica lo abbagliava. Si chinò verso il buco. Non c’era nessun buco. Alzò il viso, stupito. «Non c’è nessun buco, signore, guardi da sé.»
Il caporale alzò di nuovo lo scudiscio, forse sentendosi preso per il naso, ma una fulminea, puzzolente zaffata lo fece vacillare. Si fermò. Si tappò il naso con entrambe le mani. «Voi porci, huuu, vivete nella merda! Huuu.» E infilò la porta senza indugio.
«L’hai scampata bella» disse Schulim.
«Già» fece lo zingaro, alzandosi.
Puzzola Puz si mostrò ai piedi del giaciglio. «Merito mio!»
«E mio» disse Lenzuolino.
«Te lo ripeto per l’ultima volta, Lenz, devi smetterla di travestirti da buco.»
Pip. Pop. Pap.

TREDICI

L’appello era finito da più di un’ora. Dall’alloggio delle SS Merlino riusciva a intravedere la cima del lungo camino che i compagni di prigionia stavano portando a termine. Aveva legato un’estremità della coramella alla maniglia di una finestra sotto cui, su una grossa poltrona imbottita, si sedevano a turno, seminude, le SS. Erano coperte di pelo dagli alluci alla fronte e dopo un’ora di lavoro Merlino si sentiva il ...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. PROLOGO
  4. UNO
  5. DUE
  6. TRE
  7. QUATTRO
  8. CINQUE
  9. SEI
  10. SETTE
  11. OTTO
  12. NOVE
  13. DIECI
  14. UNDICI
  15. DODICI
  16. TREDICI
  17. QUATTORDICI
  18. QUINDICI
  19. SEDICI
  20. DICIASSETTE
  21. DICIOTTO
  22. DICIANNOVE
  23. VENTI
  24. VENTUNO
  25. EPILOGO