CAPITOLO CINQUE
È già mattina, mai come oggi avrei desiderato scagliare la sveglia fuori dalla finestra. Ma, misteriosamente, dopo il primo momento di stordimento, mi sento stranamente pimpante. Sarà mica per colpa di un certo DJ dal viso d’angelo? Macché, la verità è che sono un’energica ventottenne piena di gioia di vivere.
Ridacchio da sola, aggirandomi per il corridoio, prendo Shadow in braccio e mi avvio balzellando verso il bagno, per la doccia che mi sveglierà definitivamente.
Nel frattempo, scorro la messaggistica dello smartphone, emozionandomi nel vedere l’icona di Messanger in evidenza. Ma fedele al dulcis in fundo, guardo prima la caterva di messaggi su WhatsApp. Lo sapevo, una minaccia di morte da parte di Alma; decisamente aveva bevuto più di me e chissà per quanto ha continuato dopo che me ne sono andata. Spero che Luca si sia preso cura di lei, come promesso. Io me la sorbirò in ufficio.
Oh, no. Fabrizio… CIAO, BELLISSIMA, STASERA A CASA DI LUCIA E ROBY?
Un moto di fastidio mi fa rabbrividire. Non mi è mai dispiaciuto spettegolare con Lucia davanti a un buon Chianti, mentre Fabrizio e Roberto giocano a FIFA sulla Playstation 4. Improvvisamente, però, mi sembra quasi di sentire un laccio che si stringe attorno al mio collo al pensiero di un altro sabato sera in casa.
Mi affretto a rispondere affermativamente e apro l’altra messaggistica con il cuore che fa le capriole. Ed eccolo lì, la foto di quel gran pezzo d’uomo che mi ha fatto da accompagnatore lungo la città questa notte. L’ha inviato solo mezz’ora dopo esserci separati, forse in questo momento sta dormendo: COME VA QUESTA MATTINA? SPERO CHE TU NON ABBIA CAMBIATO IDEA RIGUARDO A SABATO, DELUDERESTI UN INGLESE ROMANTICO!
Lo rassicuro riguardo alla mia intenzione di uscire con lui, dicendo alla mia coscienza che un caffè è solo un caffè e non implica un tradimento del mio compagno, e mi dedico a doccia e trucco, per poi vestirmi con cura, pronta ad affrontare la giornata di lavoro.
Scendo nell’atrio e trovo la portiera intenta a fissarmi con uno strano sorrisetto.
«Buongiorno, signorina Pardi» modula garrula. La gentilezza, da parte sua, mi preoccupa ancor più dei soliti gesti di stizza. «Fatto tardi stanotte, eh?»
«Buongiorno» taglio corto, evitando di guardarla direttamente. Quella mi farà schiattare con la tortura psicologica.
Esco con un balzo, pronta ad accogliere i caldi raggi del sole sul mio viso. La giornata è luminosa, senza nemmeno una nuvola in cielo; le previsioni sono favorevoli per l’intero weekend, cosa che andrà a favore del mio incontro con Lucas, magari ai tavolini all’aperto di una caffetteria in piazza. Il solo pensare a lui mi fa sentire parte di qualcosa di più grande di me.
Sull’autobus, torno a curiosare la sua pagina Facebook e le foto in compagnia di belle ragazze famose mi fanno provare un’irrazionale fitta di gelosia. Scorro ancora più giù la bacheca, ed eccola là, c’è anche una foto con Katy Perry, dovevo immaginare che la conoscesse di persona. Ci sarà una donna bella e famosa che non si sia fatta una foto con il mio… Scuoto la testa esasperata. Lucas non è nulla per me e io non sono nulla per lui. Ma non sono sicura che questo sia tanto positivo, almeno non suona come tale.
Entrare alla Belfiore non mi fa sentire bene come al solito, provo un brivido. Spero solo che la mancanza di sonno non mi predisponga ai pericoli di un’infreddatura. È come se il senso di libertà provato accanto a Lucas cominciasse a farmi pesare tutte le routine della mia vita, rendendole opprimenti.
«Oh mio Dio» sbotta Simona, vedendomi arrivare. «Sicura di star bene?»
Se c’è qualcuno che non dovrebbe parlare di salute è proprio Simona Cerri: la sua pelle non vede un raggio di sole da quando fu svelato il terzo mistero di Fatima, ama il pale look, non rendendosi conto di sembrare la morte in vacanza; e girano voci su una sua presunta anoressia, vista l’eccessiva sporgenza degli zigomi e le gambe ossute.
«Sto benissimo, grazie» sibilo con un sorriso impostato, molto professionale.
«Buon per te» mugugna tornando acida, come al suo solito. «Oggi incontrerò l’ultimo Tronista di Uomini e Donne, quel gran pezzo di ragazzo che ha fatto impazzire mezza Italia. Pare sia interessato a una villa in campagna.»
«Felice per te» rispondo con noncuranza. «Non dimenticare l’autografo per la nonna. Non conosco donne sotto i sessant’anni interessate a quel genere di programmi.»
Vedere il suo viso assumere una sfumatura verdognola non ha prezzo. Adoro smontare le sue sicurezze. Ma questa mia soddisfazione mi impedisce di scorgere Alma, che piomba su di me per trascinarmi verso la sua scrivania.
«Finalmente sei arrivata!» esclama irritata. «Ti ho mandato non so neanche quanti messaggi e tu niente.»
«Sì, perdonami» mi scuso con sincerità. «Non sapevo se rispondere alle tue supposizioni di un mio essere caduta vittima di un maniaco o alle minacce di morte che mi hai inviato.»
Sfarfalla la sua mano dalle unghie laccate di rosso davanti al mio naso per zittirmi, mentre mi fissa con occhi glaciali.
«Sì, va bene, ho esagerato un po’» ammette. «Ma piantarmi lì così, per andartene con quello sfigato del DJ. Che ti è saltato in mente?»
Accento russo particolarmente marcato, non è il caso di discutere troppo con lei.
«Scusa, hai ragione. Ma tu eri così presa nella conversazione. E comunque non è uno sfiga…»
La vedo alzare le dita sulla fronte, mente corruccia i lineamenti.
«Ho un gran mal di testa, stamattina» sentenzia severa. «Sono la prima a dirti che dovresti trovare un altro uomo. Ma non puoi passare dal gamer al disc jokey. Sono entrambi dei nerd!»
«Lucas non è affatto un nerd!» scatto sulle difensive, attirando un suo sguardo assassino.
«Sei già a questo punto?» mormora tristemente, mentre la sua espressione passa dal rimprovero alla pietà. «Non dirmi che sei già andata a letto con lui.»
«No, per chi mi prendi?» sbotto sdegnata.
Meglio non confessarle che ci sono andata talmente vicina da provare ancora rimpianto per avergli detto di no. Parte di me è ancora su quel ponte e muore dalla voglia di attraversarlo.
Mi scruta poco convinta, prima di demordere.
«Ci prendiamo un aperitivo dopo il lavoro, così mi racconti?»
«Non c’è molto da raccontare» mento. «Poi stasera non posso. Esco con Fabrizio.»
«Solita seratina dagli amici di periferia?» sbuffa sarcastica.
«Andiamo dai nostri amici, sì.»
«Buon divertimento, ti ritroverai vecchia e sola prima di rendertene conto!»
Le sue frecciatine non mi toccano più di tanto, so che il suo intento è solo quello di spingermi a cercare di meglio per la mia vita. Ma mai come oggi mi sono trovata tanto d’accordo: la verità è che vivo in uno stato di rassegnazione costante. L’abitudine ha forgiato le mie giornate, ma una folata di indipendenza ha fatto breccia nel mio animo, che ora scalpita per emanciparsi.
Pensa a Katy Perry, pensa a Taylor Swift…
La mia grande fuga in cerca di indipendenza non è altro che un buco nell’acqua, che rischia di inghiottirmi. Devo restare con i piedi per terra, godermi semplicemente il sabato pomeriggio con Lucas e accettare che io non sarò mai nulla di più della semplice ragazza elegante, che conduce una vita rassicurante e tranquilla.
Il signor Belfiore mi assegna un paio di clienti dalle idee confuse ai quali illustrare alcuni progetti per il rinnovo di un casolare e la giornata trascorre velocemente, senza che io abbia modo di confrontarmi nuovamente con la mia caustica amica sovietica. Spero sinceramente che non si sia offesa per la mia fuga dalla festa senza di lei, ma non posso spiegarle di aver conosciuto il ragazzo più bello e gentile del mondo, che con tutta probabilità mi spezzerà il cuore fidanzandosi con Ellie Goulding o un’altra star del momento prima di uscire per sempre dalla mia vita.
Fin...