CAPITOLO DODICI
Sono già sul treno che mi porta verso l’incontro con le Dimagranti Anonime.
Stamattina pesavo quattrocento grammi in meno rispetto a ieri, ciò vuol dire circa due chili e mezzo persi (spero per sempre!) in due settimane. Procede bene. Certo non sono magra ma è un buon inizio.
Un taxi mi lascia davanti a un portone anonimo, chiuso. Non c’è citofono e nessuno all’ingresso che mi faccia capire di trovarmi nel luogo giusto. Ricontrollo l’indirizzo e il civico e tutto corrisponde. Sto lì in attesa qualche minuto perché mi accorgo di essere in leggero anticipo.
Finalmente si avvicina una donna molto alta e molto magra. Mi guarda con fare circospetto. Ho indosso i miei pantaloni aderenti neri con maglia nera e giacca nera, potrei sembrare il corsaro nero ma devo almeno sembrare magra.
La donna alta continua a scrutarmi ma poi mi chiede guardinga a voce molto bassa: «Dieta Trechats?».
La mia testa si abbassa e si alza incontrollata in silenzio, non so proprio cosa dire.
Lei mi fa l’occhiolino ed estrae una lunga chiave dalla borsetta rosso lacca. Apre il portone sempre con fare circospetto, guardandosi intorno. Non nascondo di avere un po’ paura. E se mi fossi imbattuta in un forum di psicopatici amanti delle donne a dieta? Comincio ad avere mille dubbi. Non ho pensato minimamente a cosa sarei andata incontro, ho solo cliccato un tasto e accettato un invito del quale non conoscevo, ahimè, i dettagli. La donna mi fa cenno di entrare e così faccio.
Si avvicina al mio fianco e mi fa strada.
Ci inoltriamo verso un lungo e buio corridoio e il mio cuore batte all’impazzata: ho paura! Maledetta me! Nessuno sa di questa mia iniziativa, a Missi ho detto solo che andavo alla ricerca di ispirazione per l’articolo che dovrò mettere giù fra poco meno di due mesi per il settimanale.
Continuo a camminare con la tizia al mio fianco finché lei mi supera e apre una porta. Mi fa cenno di entrare ma io mi ritraggo. Lei non ci fa caso perché dalla borsetta estrae un tablet e vuole sapere il mio username, poi mi passa l’oggetto elettronico chiedendomi gentilmente di inserire la password che mi è stata assegnata qualche giorno fa. Così faccio e, non appena il tablet dà un risultato positivo, mi dice che posso accomodarmi.
Un forte brusio mi arriva alle orecchie mentre apro bene la porta ed entro in una grande sala. C’è gente seduta in maniera ordinata rivolta verso quello che dovrebbe essere un palco ma è solo una pedana con una sedia e un microfono su di un’asta. Accanto una lavagna coperta da un telo nero.
Mi siedo in fondo per non essere troppo osservata. Voglio capirci qualcosa.
La donna magra sale sulla pedana, prende il microfono e si presenta: «Benvenuti al dodicesimo incontro delle Dimagranti Anonime. Sono Evely68, per chi non lo sapesse, la capostipite del gruppo».
Mi guardo intorno e mi accorgo che non ci sono solo donne ma anche uomini sparsi dappertutto. Come se la donna magra, pardon, Evely68, avesse letto nei miei pensieri, dopo l’applauso di benvenuto continua: «Occorre spiegare ai nuovi arrivati il motivo del nostro appellativo. Quattordici mesi fa ho creato il forum al quale tutti i presenti sono oggi iscritti. Durante questo lungo anno ci siamo molto ingranditi, all’inizio il forum contava cinque donne che avevano deciso di intraprendere il Percorso Trechats. Decisi quindi di creare un incontro al mese per confrontarci e aiutarci a vicenda in questo lungo e difficile cammino. Da allora anche qualche uomo cominciò a richiedere l’accesso al forum e quindi oggi, con l’approvazione di tutti, vorrei che approvaste il nostro nuovo appellativo».
Tira giù il telo nero e, in bella mostra, compare sulla lavagna una scritta in bella grafia: «Dimagranti Anonimi».
«Ho deciso di cambiare una vocale in modo tale che i nostri amici uomini non si sentano in minoranza.»
Scoppia l’applauso, al quale partecipo per sentirmi parte integrante di questo accalorato gruppo.
«Vorrei dare il benvenuto ai nuovi membri iscritti da poco, che non conoscono ancora bene la nostra missione.»
Missione? Stare a dieta è una missione? Io lo definirei sacrificio, atto di devozione, immolazione.
«Comincerei con gli “anziani” del gruppo per favorire i nuovi elementi.»
Evely68 scende dalla pedana e un’altra donna rotondetta prende il suo posto.
«Ciao a tutti, sono Mamila e sono una Dimagrante Anonima.» Un coro unanime la saluta: «Ciao Mamila».
Mi sento dentro un film americano nel quale il poliziotto o il medico di turno frequentano gli Alcolisti Anonimi o, ancora meglio, dentro Beverly Hills 90210, nel momento in cui Dylan si presentava al suo gruppo in questo modo: «Ciao, sono Dylan McKay e sono un alcolista».
Non credevo esistessero davvero queste cose: nella mia mente da piccola borghese ho sempre pensato si trattasse di trovate televisive invece eccomi qui, sono un’anonima anch’io!
Mamila prosegue: «Sono a dieta da duecentosessantacinque giorni».
Altro applauso scatenato.
«Ho perso esattamente ventisei chili e cinquecento grammi.» Applauso.
Ogni parola è un battito di mani.
Da una borsa che porta a tracolla estrae un paio di jeans, se li poggia al fianco e poi li indossa sui pantaloni che ha già indosso. Sono larghi il doppio di lei.
«Ho ancora tredici chili da perdere per raggiungere il mio peso forma.» Estrae dalla borsa un altro paio di jeans molto più piccoli, saranno una taglia quarantaquattro.
«Fra sei mesi potrò indossare questi.»
Li espone come se si trattasse dell’immagine più bella mai vista e qui scatta un ulteriore applauso del pubblico, che nel frattempo si alza in piedi.
Mi unisco all’applauso e mi alzo anch’io. Pian piano gli Anonimi si risiedono e Mamila fa ritorno al suo posto. Un’altra donna sale sul palco.
È magrolina rispetto alla precedente e sono curiosa di quello che sta per raccontarci.
«Ciao a tutti, sono Agaragar e sono un’Anonima.»
Il solito coro: «Ciao, Agaragar».
«Sono una delle più anziane del gruppo, lo frequento infatti dagli esordi, e il mio peso iniziale era di ben centoventidue chili.»
«Wow» mi scappa ad alta voce e, all’istante, vedo un centinaio di teste voltarsi verso di me. Facce dal sorriso stampato che mi osservano come fossi una bestia rara. Il momento passa presto, per fortuna, e l’attenzione, ritorna su Agaragar che riprende il suo discorso.
«Oggi il mio peso è di sessantadue chili, devo arrivare a cinquantotto e seicento grammi che dovrebbe essere il mio peso forma e conto di arrivarci fra qualche mese.»
Applauso di dover che devo ringraziare Evely68 per il supporto di un intero anno vissuto in ristrettezze culinarie e con la quale abbiamo affrontato un lungo cammino di successi infiniti»: il suo sorriso dolce aumenta l’effetto delle sue parole.
Ancora battiti di mani.
«Volevo anche sostenere le nuove e i nuovi arrivati. Se avete bisogno di consigli, metodi e maniere di cottura dei cibi io e Evely68 siamo qui per aiutarvi in tutti i modi possibili e anche per darvi consigli su come mangiare quando siete invitati a cena da amici o al ristorante.»
A un certo punto pare che abbia finito, io sono pronta a battere le mani e invece lei si rivolge prima alla platea, in assoluta adorazione di questa superdonna che in un anno ha perso sessanta chili, e poi a me.
«Ciao e benvenuta, qual è il tuo nickname?»
Di nuovo tutte le teste si girano verso di me. Desidero pian piano farmi piccola piccola e mi sento sprofondare sempre di più. Non sono preparata. Che cosa dovrei dire, che il mio è un esperimento? Mi fucilerebbero a vista e senza alcuna difficoltà.
Ok, mi dico, posso farcela, adesso vado lì e mi invento una bella storia.
Percorro la sorta di navata in mezzo alle sedie e Agaragar mi passa il testimone.
Schiarisco la voce e con il microfono tra le mani, impacciata come se fossi nuda in un cinema pieno di gente che mi osserva, provo a presentarmi: «Ciao a tutti» la voce mi trema, «sono Persempremagra78 e sono una nuova Anonima».
Un applauso forte anche per me e un coro di benvenuto mi danno un coraggio che non pensavo di avere e comincio a sciogliermi inventando una storia di sana pianta.
«Sono una ex taglia forte, circa sei anni fa ho perso sedici chili» meglio non esagerare «con una dieta appositamente preparata per me da un endocrinologo. Nell’ultimo anno ho recuperato circa sette chili dei sedici precedentemente persi e, invece di riprendere la mia dieta, con la quale ammetto di aver fatto molta fatica, ho scoperto questo nuovo metodo e mi sono appassionata. Ho cominciato soltanto due settimane fa e, a oggi, ho perso due chili e mezzo rispetto ai sette in più.»
Ancora applausi.
Mi raggiunge sulla pedana Evelyn68, dandomi una pacca sulla spalla e rinnovando il suo benvenuto.
Ritorno alla mia postazione conscia di aver appena preso in giro un centinaio di persone che prima erano veramente gravemente soprappeso.
Man mano le persone si alternano sulla pedana e raccontano le loro storie. Scopro che la maggior parte ha dovuto dimagrire per motivi diversi: salute, sbalzi ormonali, chi è stato lasciato/a e ha intrapreso la strada del cibo arrivando a prendere anche trenta chili senza accorgersene. E io subito penso che non ci si può non accorgere di prendere trenta chili, io già con cinque in più mi sento gonfia e pesante. Smetto subito di giudicare e decido che, in fondo, i loro trenta sono come per me i miei sette. Queste persone affrontano una lotta giornaliera di discriminazione, fatica, sudore. Non si tratta solo di un fatto estetico, diciamola tutta, io lo faccio solo perché credo che «magro è bello» e ho inventato quella stupida storia perché mi vergogno a dire in pubblico, davanti a persone con seri problemi di obesità, che io mi trovo grassa.
Dopo aver ascoltato le motivazioni più disparate ecco che sale sulla pedana una ragazza magra, che mi immagino avere già perso cinquanta chili.
«Ciao a tutti.»
La voce le trema e da questo capis...