La donna che era amica dei fantasmi
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La donna che era amica dei fantasmi

  1. 200 pagine
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La donna che era amica dei fantasmi

Informazioni su questo libro

La donna che era amica dei fantasmi «Questa è una collezione del nostro folclore, passato di generazione in generazione da tempo immemore. Ogni racconto è in parte storia, in parte fiaba, in parte una lezione morale per i giovani Speciali.» Quella degli Speciali è una storia antica, che comincia molto prima dell'arrivo di Miss Peregrine; è una storia che riecheggia misteri e stravaganze, ed è custodita in questi racconti curati proprio da uno Speciale, Millard Nullings, il ragazzo invisibile ospite della casa di Miss Peregrine. All'interno di queste storie dal retrogusto fiabesco, e talora venate da un'atmosfera gotica, si muovono personaggi fantastici, spesso spaventosi, ma anche divertenti e assolutamente bizzarri. Tutti ci accompagnano in un singolare viaggio agli albori della società degli Speciali, trasportandoci nella sala macchine di un universo parallelo e affascinante. Un tuffo nel mondo dei ragazzi Speciali, un'immersione nelle fiabe con cui sono cresciuti i protetti di Miss Peregrine.

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Informazioni

Editore
RIZZOLI
eBook ISBN
9788858687116
Anno
2016
Ornamento di separazione

La donna che era amica dei fantasmi

Ornamento di separazione
C’era una volta una donna Speciale di nome Hildy. Aveva la voce acuta e allegra, la pelle scura e poteva vedere i fantasmi. Non che i fantasmi la spaventassero. La sua gemella era affogata quand’erano bambine, e mentre Hildy cresceva il fantasma della sorella divenne la sua amica più cara. Facevano tutto, insieme: correvano nei campi di papaveri che circondavano la casa, giocavano a Batti un colpo sul prato, e stavano alzate fino a tardi a raccontarsi storie paurose di gente viva. Il fantasma della sorella di Hildy andava perfino a scuola con lei. La divertiva facendo boccacce all’insegnante che nessun altro vedeva, e la aiutava nei compiti in classe guardando le risposte degli altri studenti e sussurrandole all’orecchio di Hildy. (Avrebbe anche potuto gridarle senza che nessun altro le sentisse, ma pareva prudente sussurrare.)
Il giorno del diciottesimo compleanno di Hildy, sua sorella dovette assentarsi per questioni di fantasmi.
«Quando tornerai?» le chiese Hildy, disperata. Non si erano mai separate, nemmeno per un giorno, da quando sua sorella era morta.
«Non prima di qualche anno» rispose la sorella. «Mi mancherai moltissimo.»
«Non più di quanto mi mancherai tu» disse Hildy, affranta.
Sua sorella la abbracciò, con lacrime di fantasma negli occhi. «Cerca di farti qualche amico» disse prima di svanire.
Hildy si sforzò di seguire il consiglio della sorella, ma non aveva mai avuto un amico vivo. Accettò l’invito a una festa, ma non poté risolversi a parlare con nessuno. Suo padre le organizzò un tè con la figlia di un collega, ma Hildy era rigida e impacciata, e l’unica frase che le venne in mente fu: «Hai mai giocato a Batti un colpo?».
«È un gioco da bambini» rispose la ragazza, e trovò una scusa per andare via presto.
Hildy scoprì di preferire la compagnia dei fantasmi a quella dei vivi, e così decise di farsi qualche amico tra i primi. Il problema era come. Sebbene Hildy potesse vedere i fantasmi, non era facile parlare con loro. Vedete, i fantasmi sono un po’ come i gatti: non sono mai in giro quando li si cerca, e di rado vengono se li si chiama.1
Per prima cosa andò al cimitero. Rimase lì ad aspettare per ore, ma nessun fantasma venne a parlarle. La osservavano, dall’altra parte del prato, scostanti e sospettosi. Lei pensò che forse erano morti da molto tempo e avevano imparato a non fidarsi dei vivi. Sperando che fosse più facile fare amicizia con i morti più recenti, cominciò a frequentare i funerali. Siccome le persone che conosceva non morivano spesso, dovette andare ai funerali degli sconosciuti. Quando i presenti le chiedevano perché fosse lì, Hildy spiegava mentendo di essere una lontana parente, poi chiedeva se il defunto era un tipo simpatico, e se gli piaceva correre per i campi e giocare a Batti un colpo. I presenti pensavano che fosse una strana ragazza (il che, a essere onesti, era vero) e di conseguenza i fantasmi, avvertendo la disapprovazione dei parenti, la trattavano con freddezza.
Fu in quel periodo che morirono i genitori. Forse diventeranno loro i miei amici fantasmi, pensò lei; ma questa cosa non successe: i suoi, infatti, partirono subito per andare in cerca della sorella morta...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. I racconti degli Speciali
  3. Dedica
  4. Prefazione
  5. Frontespizio
  6. La donna che era amica dei fantasmi
  7. Copyright