I piccioni di Saint Paul «Questa è una collezione del nostro folclore, passato di generazione in generazione da tempo immemore. Ogni racconto è in parte storia, in parte fiaba, in parte una lezione morale per i giovani Speciali.» Quella degli Speciali è una storia antica, che comincia molto prima dell'arrivo di Miss Peregrine; è una storia che riecheggia misteri e stravaganze, ed è custodita in questi racconti curati proprio da uno Speciale, Millard Nullings, il ragazzo invisibile ospite della casa di Miss Peregrine. All'interno di queste storie dal retrogusto fiabesco, e talora venate da un'atmosfera gotica, si muovono personaggi fantastici, spesso spaventosi, ma anche divertenti e assolutamente bizzarri. Tutti ci accompagnano in un singolare viaggio agli albori della società degli Speciali, trasportandoci nella sala macchine di un universo parallelo e affascinante. Un tuffo nel mondo dei ragazzi Speciali, un'immersione nelle fiabe con cui sono cresciuti i protetti di Miss Peregrine.

- 200 pagine
- Italian
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I piccioni di Saint Paul
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I piccioni di Saint Paul

Nota del curatore
La storia dei piccioni e della loro cattedrale è una delle più antiche nel folklore Speciale, e ha assunto forme estremamente diverse nel corso dei secoli. Mentre le varianti più comuni dipingono i piccioni come costruttori, io trovo che il loro ruolo di distruttori in questa versione sia molto più interessante.
—MN
In un tempo Speciale, molto prima che esistessero torri e campanili e alte costruzioni di qualunque sorta nella città di Londra, tutti i piccioni vivevano sugli alberi, dove potevano starsene lontani dal trambusto e dagli alterchi dell’umana società. Non si curavano dell’odore che avevano gli umani né degli strani rumori che facevano con la bocca o della sporcizia che abbandonavano in giro, ma apprezzavano le cose commestibili che lasciavano cadere per la strada o che gettavano nei mucchi di spazzatura. Perciò ai piccioni piaceva stare vicino agli umani, ma non troppo. Venti o trenta piedi sopra le loro teste era una distanza perfetta.
Poi Londra cominciò a crescere – non solo in ampiezza, ma anche in altezza – e gli umani si misero a costruire torri di guardia e chiese con i campanili e altri fabbricati che violavano quella che i piccioni consideravano la loro sfera privata. Così, i piccioni indissero una riunione: a migliaia si ritrovarono su un’isola deserta in mezzo al Tamigi,1 per decidere cosa fare con gli umani e con quelle loro costruzioni sempre più alte. Siccome i piccioni sono democratici, ci furono discussioni e la questione fu messa al voto. Un piccolo gruppo votò per sopportare gli umani e condividere l’aria con loro. Una più sparuta minoranza esortò gli altri ad abbandonare Londra e trovare un luogo meno affollato nel quale vivere. Ma l’ampia maggioranza votò per dichiarare guerra.
Naturalmente i piccioni sapevano di non poter vincere la guerra contro gli umani, né lo volevano. (Chi avrebbe gettato loro gli scarti, se quelli fossero morti?) Ma i piccioni erano esperti nell’arte del sabotaggio, e con un’astuta combinazione di disturbo e vandalismo cominciarono una lotta secolare per tenere gli umani a livello del terreno, che era il loro posto. All’inizio fu facile, perché gli umani costruivano tutto con il legno e la paglia. Bastavano pochi tizzoni ardenti deposti su un tetto di paglia per ridurre in cenere una costruzione fastidiosa per la sua altezza. Ma gli umani continuavano a ricostruire – erano incredibilmen...
Indice dei contenuti
- Copertina
- I racconti degli Speciali
- Dedica
- Prefazione
- Frontespizio
- I piccioni di Saint Paul
- Copyright