Una grande comunità matriarcale in cui si muovono, con l'eleganza di miniature, fanciulle fortunate o sfortunate, serve o padrone, mogli o concubine. Un'atmosfera rarefatta in cui, allegre o dolenti, fluttuano figure eteree, tra spettacoli e indovinelli, visite all'imperatore ed elaborati culti religiosi. Attraverso l'aura fiabesca il lettore occidentale però scopre attonito la realtà di una società complessa, imbrigliata dalla burocrazia, sottoposta a un rigido codice d'onore e vincolata a convenienze e usi immutabili, destinati a far soffrire. Fra i tanti personaggi a metà tra figurine e individui, compare Paoyü, il protagonista, il diverso, che tira a sé le fila della narrazione e regge, come il principe Myskin nell'Idiota di Dostoevskij, gli equilibri precari dell'esistenza che, suo malgrado, si trova a vivere.

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Il sogno della camera rossa
Informazioni su questo libro
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CAPITOLO V
Lo spirito di Pao-yü viaggia al Paese del Grande Vuoto.
La dea Ching-huan1 fa recitare «Il sogno della camera rossa».
Nel quarto capitolo abbiamo raccontato come i Hsüeh madre e figli fossero venuti a stare alla corte di Jung-kuo. Torniamo ora a Tai-yü, che pure abitava nella corte di Jungkuo: la madre Chia era piena d’amore e di compassione per lei, e la trattava in tutto e per tutto come Pao-yü, mentre si curava un po’ meno delle altre tre nipoti Ying-ch’un, T’anch’un e Hsi-ch’un. Anche fra Pao-yü e Tai-yü c’erano più intimità e amicizia: di giorno stavano insieme, di notte dormivano insieme, le parole e i pensieri s’incontravano, sembravano la lacca con la gomma. Quando ecco arrivò Hsüeh Pao-ch’ai: era poco più grande di età, eppure tutti dicevano che per il portamento sereno, la bellezza e le maniere Taiyü non reggeva al confronto. Pao-ch’ai si comportava con magnanimità e si sforzava di adattarsi alle circostanze, non era orgogliosa e sprezzante come Tai-yü, perciò conquistava il cuore dei sottoposti; perfino le servette erano in amicizia con Pao-ch’ai.Tai-yü ne provava uno scontento, ma Paoch’ai non se ne accorgeva.
Quanto a Pao-yü, era ancora un ragazzino, e per disposizione naturale ostinato e eccentrico, trattava nello stesso modo sorelle e fratelli, e non faceva differenza fra parenti vicini e lontani. Vivendo insieme con Tai-yü nelle stanze della madre Chia, si abituò con lei ad una maggiore familiarità che con le altre sorelle e ne nacque un legame molto stretto. Ma proprio da questo venivano incrinature e malintesi. Se un giorno per qualche motivo nasceva un disaccordo fra i due, Tai-yü restava da sola a piangere nella sua stanza, e solo quando Pao-yü col rimorso per le sue parole rudi andava da lei a chiedere perdono, ella a poco a poco si riprendeva.
* * *
Nel giardino della corte di Ning-kuo erano sbocciati i fiori di prugno, allora la signora Yu, moglie di Chia Chen, preparò un banchetto e invitò a rallegrarsi della vista dei fiori la madre Chia, la duchessa Hsing, la duchessa Wang e le altre; accompagnata da Chia Jung e da sua moglie, venne lei stessa a portare l’invito. La madre Chia e le altre dopo colazione andarono a svagarsi nel Giardino dei Confusi Profumi. Bevettero prima il tè, poi il vino. Si trattò solo di un trattenimento in famiglia fra le due corti di Ning-kuo e di Jung-kuo, senza alcun avvenimento che meriti di essere ricordato.
Ben presto Pao-yü fu preso dal languore e cadeva dal sonno; la madre Chia ordinò di farlo riposare un po’, e quindi ritornare. Allora la signora Ch’in, moglie di Chia Jung, propose sorridendo: «Per il secondo zio Pao-yü abbiamo qui pronta una camera, la vecchia nonna non si preoccupi, ci pensiamo noi». E rivolta alle nutrici e alle serve di Paoyü: «Nutrici, sorelle, pregate il secondo zio Pao-yü di venire qui con me». La madre Chia conosceva la signora Ch’in come una donna straordinaria – graziosa, gentile e acuta, nei modi carezzevole e calma, era quella che le andava più a genio fra tutte le nuore – e vedendo che era lei a occuparsi di Pao-yü si sentì subito tranquilla.
La signora Ch’in, seguita dalle domestiche, entrò in una stanza dove Pao-yü, alzando il capo, vide appesa in alto una bella pittura che aveva per soggetto: «Liu Hsiang davanti al rametto acceso»,2 e ne provò fastidio. C’erano pure due scritte accoppiate:
La comprensione degli affari del mondo è sapienza
L’esperienza delle cose umane è cultura.
Quando lesse queste due frasi, si rifiutò assolutamente di restare nella camera, benché fosse splendida e con un letto lussuoso. «Andiamo via, andiamo via!» esclamò con ansia. La signora Ch’in chiese sorridendo: «Se qui non va bene, dove mai andare? – Andiamo nella mia camera». Pao-yü sorrise accennando di sì col capo, ma una nutrice osservò: «Dove s’è mai visto che uno zio dorma nella stanza della moglie di suo nipote?». La signora Ch’in rispose sorridendo: «Senza offesa: è ancora piccolo e non può esserci un tabù per lui. Non hai visto quel mio fratellino che è venuto il mese scorso? Ha la stessa età del secondo zio Pao-yü e si possono mettere sullo stesso piano, anzi credo che quello sia anche un po’ più grande». «Perché io non l’ho visto?» chiese Pao-yü: «portamelo, ché voglio vederlo.» Tutti intorno risero, e dissero: «È distante di qui venti o trenta li, come te lo portiamo? Ma un altro giorno lo conoscerai».
Intanto si recarono tutti nella camera della signora Ch’in. Al profumo sottile che la pervadeva, Pao-yü sentì chiudersi gli occhi e un abbandono per tutto il corpo. «Che buon profumo!» disse. Sulle pareti c’era una pittura di T’ang Po-hu, «Sogno primaverile sotto il melo selvatico»,3 e ai lati due rotoli con i versi del letterato neoconfuciano Ch’in T’ai-hsü:4
Il tenero gelo che incatena il sogno è per la fredda primavera
L’aroma che seduce gli uomini è il profumo del vino.
Sul tavolino era posato uno specchio prezioso, che si trovava un tempo nella stanza degli specchi di Wu Tse T’ien.5 A lato un piatto d’oro dove aveva danzato Chao Fei-yen6 e su di esso la mela cotogna che An Lu-shan gettò in petto a T’ai Chen.7 In fondo si trovava il prezioso divano dove nella corte di Han-chang aveva dormito la principessa Shouch’ang, con la cortina di perle tessuta dalla principessa T’ung-ch’ang.
Pao-yü esclamò trattenendo il riso: «Qui! Qui va bene!». La signora Ch’in sorrise: «In questa mia stanza forse potrebbero abitare anche gli spiriti immortali». Ella stessa sollevò la coltre ovattata di seta che un tempo Hsi Shih8 aveva lavata e sistemò il guanciale da sposa che aveva portato Hung-niang.9 Poi le nutrici misero a letto Pao-yü e zitte zitte se ne andarono, lasciando accanto a lui solamente le quattro cameriere Hsi-jen, Ch’ing-wen, She-yüeh e Ch’iuwen. La signora Ch’in disse alle piccole serve di badare che sul cornicione i gatti non facessero rumore.
Appena Pao-yü chiuse gli occhi, tutto gli si confuse e si addormentò. Gli parve di avere davanti la signora Ch’in, lontana lontana, e di andarle dietro, e di arrivare in un luogo con una balaustrata rossa e gradini di giada, verdi alberi un fresco ruscello, senza traccia di essere vivente, e dove vento e polvere erano sconosciuti. Pao-yü si rallegrò nel sogno e pensò: «Questo sì che è un bel posto, potessi passare qui la vita, piuttosto che stare ogni giorno sotto il controllo di genitori e maestri!». Mentre si abbandonava a queste fantasie, udì un canto dietro la collina:
Sogni di primavera come nuvole si disfano
Fiori caduti per l’acqua via scorrono.
Giovani e fanciulle, vi dico:
A che cercare inutili pene?
Era la voce di una fanciulla, e ancor prima che il canto finisse apparve una bella persona dal dolce portamento danzante, in tutto diversa dalla gente comune. Lo dice quest’ode:
Appare da una fila di salici
Esce da stanze fiorite.
Dove passa
Stupefatti gli uccelli sug...
Indice dei contenuti
- Il sogno della camera rossa
- Copyright
- Introduzione
- Nota bibliografica
- Il sogno della camera rossa
- Cap. I – Chen Shih-yin in sogno conosce la pietra meravigliosa. Chia Yü-ts’un nella polvere del mondo incontra la fanciulla del cuore
- Cap. II – La duchessa Chia muore nella città di Yang-chou. Leng Tsu-hsing racconta della corte di Jung-kuo
- Cap. III – Con l’aiuto di suo cognato, Ju-hai fa reintegrare il precettore nell’ufficio. La madre Chia accoglie per compassione la nipotina rimasta orfana
- Cap. IV – Una fanciulla sventurata si incontra con un giovane sventurato. Il monaco del tempio di Hu-lumiao risolve una faccenda confusa
- Cap. V – Lo spirito di Pao-yü viaggia al Paese del Grande Vuoto. La dea Ching-huan fa recitare «Il sogno della camera rossa»
- Cap. VI – Chia Pao-yü comincia a provare il gusto della nuvola e della pioggia. La nonna Liu viene per la prima volta alla corte di Jung-kuo
- Cap. VII – Mentre portano fiori alla corte, Chia Lien si diverte con Hsi-feng. Nella corte di Ning-kuo Paoyü incontra Ch’in Chung
- Cap. Cap. VIII – Per un singolare caso Chia Pao-yü conosce il fermaglio d’oro. Hsüeh Pao-ch’ai per caso viene a conoscere il magico potere
- Cap. IX – Li Kui riceve ordine di mettere a posto il ragazzo cattivo. Arrabbiato con i ragazzi impudenti, Ming-yen provoca uno scandalo nella scuola
- Cap. X – La vedova Chin viene umiliata. Il medico ricerca l’origine prima della malattia
- Cap. XI – Alla corte di Ning-kuo si appresta il banchetto per celebrare il compleanno. Alla vista di Hsi-feng, Chia Jui si accende di passione
- Cap. XII – Feng-chieh gioca un tiro maligno a chi senza tregua la desidera. Chia Jui guarda dalla parte diritta lo «specchio di vento e luna»
- Cap. XIII – Dopo la morte di Ch’in K’o-ch’ing, suo marito è nominato ufficiale dell’imperatore. Wang Hsi-feng prende in mano la direzione della corte di Ning-kuo
- Cap. XIV – Il corpo di Lin Ju-hai è trasportato nella città di Su-chou. Chia Pao-yü per strada è presentato al principe di Pei-ching
- Cap. XV – Wang Feng-chieh fa mostra del suo potere nel Tempio dalla Soglia di Ferro. Ch’in Ch’ingch’ing si diverte nel Monastero dei Panini
- Cap. XVI – Chia Yüan-ch’un è prescelta per il Palazzo dell’Eccelsa Letteratura. Ch’in Ch’ing-ch’ing in tenera età si avvia alle gialle sorgenti dell’altro mondo
- Cap. XVII – Nel Giardino dalla Fiorita Vista si mettono alla prova gli ingegni. Alla corte di Jung-kuo con la visita della sposa si celebra la festa delle lanterne
- Cap. XVIII – Per grazia dell’imperatore, Yüan-fei visita i genitori. Pao-yü mostra alla famiglia il talento e il sapere
- Cap. XIX – Nella quieta notte il Fiore rivela il sentimento che preme. Nel tranquillo giorno la Gemma spande il profumo del pensiero dominante
- Cap. XX – Wang Hsi-feng con parole schiette dà una frecciata all’invidioso. Lin Tai-yü con belle parole prende in giro il vezzo di pronuncia
- Cap. XXI – La saggia Hsi-jen con teneri rimproveri ammonisce Pao-yü. La bella P’ing-er con gentili parole salva Chia Lien
- Cap. XXII – Ascoltando i canti sacri, Pao-yü comprende il senso profondo del buddhismo Ch’an. Nello sciogliere gli enigmi, Chia Cheng ha un cattivo presagio
- Cap. XXIII – Gli incantevoli versi della «Storia della camera occidentale» provocano un battibecco. I mirabili canti del «Padiglione delle peonie» incantano un tenero cuore
- Cap. XXIV – Diamante Ubriaco spregia le ricchezze e dà valore alla nobiltà d’animo. Un fazzoletto perduto suscita turbamento in una stupida fanciulla
- Cap. XXV – Per un diabolico incantesimo zio e cognata s’imbattono nei cinque diavoli. La Pietra dal Magico Potere, offuscata, incontra due santi
- Cap. XXVI – Sul Ponte della Vita di Vespa c’è un incontro di cuori. Nel Padiglione sul Fiume Hsiaohsiang la malinconia di primavera provoca un sentimento doloroso
- Cap. XXVII – Nel Padiglione delle Stille di Smeraldo Yang-fei gioca con le farfalle. Presso il tumulo dove son sepolti, Fei-yen piange perdutamente i fiori caduti
- Cap. XXVIII – Chiang Yü-han offre in dono d’amicizia una cintura del Ch’ien-hsiang. Hsüeh Pao-ch’ai prova vergogna per un rosario di legno rosso
- Cap. XXIX – Un giovane fortunato prega per ancor più fortuna. Una fanciulla sensibile più rimedita sul suo sentimento
- Cap. XXX – Pao-ch’ai, prendendo spunto da un ventaglio, reca due colpi. Ch’un Ling, assorta nella sua pena, disegna il carattere «rosa»
- Cap. XXXI – Un ventaglio rotto vale un preziosissimo sorriso. L’unicorno cela un destino di lunga vita in comune
- Cap. XXXII – Pao-yü pronuncia per sbaglio parole che rivelano i suoi sentimenti segreti. Per sfuggire al disonore, Chin-ch’uan muore di morte violenta
- Cap. XXXIII – Il fratello invidioso mette in atto la sua bassa eloquenza. Il figlio cattivo riceve una grossa bastonatura
- Cap. XXXIV – Il sentimento dell’altrui sentimento turba la sorellina. Per errore, dell’errore è a torto rimproverato il fratello
- Cap. XXXV – Pai Yü-ch’uan gusta la zuppa di foglie di loto. Huang Chin-ying intreccia una rete con fiori di prugno
- Cap. XXXVI – Mentre si ricama una coppia d’anitre, un sogno rivelatore nel Padiglione della Ruta Purpurea. Scoperta di un sentimento autentico nel Cortile dei Peri Profumati
- Cap. XXXVII – Nello Studio della Chiarità Autunnale si fonda la Società delle Begonie. Nel Cortile degli Iris Confusi di sera si preparano i temi sul crisantemo
- Cap. XXXVIII – Lin Hsiao-hsiang riesce prima nelle poesie sui crisantemi. Hsüeh degli Iris Confusi prende in giro i versi sui gamberi
- Cap. XXXIX – Una vecchia donna di campagna parla a vanvera di gelo che si scioglie. Un ragazzo sensibile cerca invece di arrivare alla radice delle cose
- Cap. XL – La principessa Shih due volte imbandisce il banchetto nel Giardino dalla Fiorita Vista. Chin Yüan-yang tre volte assegna i compiti col domino
- Cap. XLI – Chia Pao-yü assaggia il tè nella Cella dalla Grata di Turchese. La nonna Liu ubriaca si addormenta nel Cortile della Rossa Gioia.
- Cap. XLII – La Principessa degli Iris Confusi con fiorite parole dissipa i dubbi. Hsiao-hsiang Fei con uno scherzo raffinato completa il non ancora detto
- Cap. XLIII – Per divertirsi lì per lì si raccoglie il danaro per festeggiare il compleanno. Per il traboccante sentimento lì per lì si offre un modesto sacrificio
- Cap. XLIV – Per un caso inaspettato, Feng-chieh è presa da un accesso di gelosia. Dopo una soddisfazione oltre le speranze P’ing-er riordina la sua toilette
- Cap. XLV – Un patto di indistruttibile amicizia è stretto con parole di indistruttibile amicizia. In un crepuscolo di vento e pioggia malinconicamente sono composti versi su vento e pioggia
- Cap. XLVI – Un uomo sregolato inevitabilmente si comporta in modo sregolato. La donna Yüan-yang giura di rifiutare la sorte della felicità coniugale
- Cap. XLVII – Uno stupido tiranno, per fare all’amore, contro le sue aspettative è duramente picchiato. Un freddo giovane gentiluomo per evitare sventure torna al suo paese
- Cap. XLVIII – Un giovanotto dagli amori sfrenati, per uno sbaglio d’amore decide di viaggiare per imparare un mestiere. Una fanciulla desiderosa di raffinatezza per affinarsi si affanna a comporre versi
- Cap. XLIX – Nel mondo di cristallo neve bianca e rossi prugni. La bella fanciulla incipriata e profumata gusta la carne puzzolente
- Cap. L – Nel Padiglione di Canne sotto la Neve si gareggia a comporre versi accoppiati. Nel Recinto del Tiepido Profumo si propongono enigmi per la Festa delle lanterne
- Cap. LI – La sorellina Hsüeh in versi di nuova redazione canta le bellezze del passato. Uno stupido medico stupidamente usa una medicina da tigri e lupi
- Cap. LII – La gentile P’ing-er nasconde la storia del braccialetto «baffi di gambero». La coraggiosa Ch’ing-wen malata aggiusta il mantello di piume di pavone
- Cap. LIII – Nella corte di Ning-kuo alla vigilia del nuovo anno si offre il sacrificio agli antenati. Nella corte di Jung-kuo il quindicesimo giorno del primo mese si tiene banchetto per tutta la notte
- Cap. LIV – La principessa Shih demolisce vecchi luoghi comuni imputriditi. Wang Hsi-feng ne fa di tutte per rallegrare gli anziani
- Cap. LV – La stupida concubina oltraggia la figlia litigando per sciocchezze. La perfida schiava nasconde un cuore malfido verso la giovane padrona
- Cap. LVI – L’accorta T’an-ch’un dà incremento a quel che è utile ed elimina quel che è inutile alla casa. L’intelligente Pao-ch’ai con la sua gentilezza fa tutti contenti
- Cap. LVII – La saggia Tzu-chüan con discorsi ricchi di sentimento mette alla prova lo sprovveduto Pao-yü. La materna zia con parole amorose calma Ciglia Aggrottate
- Cap. LVIII – Sotto l’ombra dell’albicocco il finto maschio di fenice piange la sposa immaginaria. Presso la finestra di seta violetta con sentimento autentico si fanno stupide considerazioni
- Cap. LIX – Presso l’Isolotto delle Foglie di Salice s’inquietano con Ying-er e maltrattano Ch’un-yen. Nel Padiglione della Ruta Purpurea si chiama un pacificatore
- Cap. LX – Cipria di gelsomino in luogo di balsamo di rosa rossa. Dall’essenza di rosa la storia della polvere di «radice di Cina»
- Cap. LXI – Per evitare di «colpire il topo e rompere il vaso», Pao-yü nasconde una sottrazione. Facendo da giudice, P’ing-er fa valere i suoi diritti
- Cap. LXII – La stupida Hsiang-yü si addormenta ubriaca su un tappeto d’ortensie. La sciocca Hsiang-ling si cambia la veste granata
- Cap. LXIII – Per celebrare un compleanno nel Cortile della Rossa Gioia si raccolgono fiori e si imbandisce un banchetto notturno. I parenti celebrano le esequie di un solitario morto per le pillole dell’immortalità
- Cap. LXIV – Una riservata e pura fanciulla compone versi di compianto per cinque belle donne. Un giovane dissoluto fa dono del ciondolo a nove dragoni
- Cap. LXV – Il secondo fratello Chia sposa di nascosto la seconda zia Yu. Yu San-chieh è decisa a sposare il gentiluomo Liu
- Cap. LXVI – Una sorellina appassionata, disonorata nella sua passione, torna all’altro mondo. Il freddo gentiluomo freddamente entra nella setta buddhista del Vuoto
- Cap. LXVII – Ciglia Aggrottate, vedendo i doni di prodotti locali, pensa al luogo natale. Feng-chieh, scoperto il segreto, interroga il servo
- Cap. LXVIII – La giovane signora Yu, oppressa dal dolore, è ingannevolmente introdotta nel Giardino dalla Fiorita Vista. La gelosa Feng-chieh provoca un grande scandalo nella corte di Ning-kuo
- Cap. LXIX – Con abilità una persona viene uccisa col coltello altrui. Oppressa da un’estrema costrizione, si uccide inghiottendo oro
- Cap. LXX – Lin Tai-yü fonda di nuovo la società col nome «Fiore di Pesco». Shih Hsiang-yün compone versi sulla bambagia dei salici
- Cap. LXXI – Gente scontenta e litigiosa provoca scontento e litigi. Yüang-yang impensatamente incontra una coppia di innamorati
- Cap. LXXII – Wang Hsi-feng per orgoglio si vergogna di parlare della sua malattia. La moglie di Lai Wang, approfittando del suo potere, fidanza il figlio
- Cap. LXXIII – Una stupida ragazza raccoglie per caso una borsetta con ricami lascivi. Una timida signorina non chiede la restituzione della fenice d’oro
- Cap. LXXIV – Per calunnie e sospetti di dissolutezza si perquisisce il Giardino dalla Fiorita Vista. Per evitare scontento e litigi avviene una rottura nella corte di Ning-kuo
- Cap. LXXV – Durante il banchetto notturno come uno strano presagio si sente una voce dolorosa. Durante la festa di mezzo autunno nuovi versi ottengono un bell’augurio
- Cap. LXXVI – Nella Sala della Convessità di Diaspro il flauto muove a malinconici sentimenti. Nel Padiglione del Cavo di Cristallo in versi accoppiati si esprime la malinconia della solitudine
- Cap. LXXVII – Una gentile ragazza è ingiustamente offesa come seduttrice. Le eccellenti attrici rompono con le passioni e si ritirano a She-yüeh
- Cap. LXXVIII – Un vecchio letterato chiede versi su Wei-hua. Uno stupido giovane duca inventa un necrologio per la fanciulla dei loti
- Cap. LXXIX – Hsüeh Wen-ch’i purtroppo sposa una fiera di Ho-tung. Chia Ying-ch’un purtroppo sposa un lupo di Chung-shan
- Cap. LXXX – La bella Hsiang-ling è ingiustamente bastonata dall’avido marito. Il taoista Wang stupidamente chiacchiera di un rimedio contro la gelosia femminile
- Cap. LXXXI – Divinando la fortuna quattro bellezze pescano i pesci. Ammonito due volte con parole severe entra nella scuola di famiglia
- Cap. LXXXII – Il vecchio studioso nella lezione ammonisce lo stupido ostinato. L’ammalata del Fiume Hsiaohsiang è turbata da un brutto sogno
- Cap. LXXXIII – Nelle stanze femminili imperiali i parenti visitano Yüan-fei ammalata. Nello scandalo nelle stanze femminili Hsüeh Pao-ch’ai inghiotte le lacrime
- Cap. LXXXIV – Dopo l’esame a Pao-yü si comincia a parlare di matrimonio. Visitando l’ammalata per uno spavento, Chia Huan di nuovo si attira antipatie
- Cap. LXXXV – Chia Ts’un-chou è innalzato alla carica di primo segretario. Hsüeh Wen-ch’i, di nuovo lasciatosi andare, è imprigionato
- Cap. LXXXVI – Ricevuto il danaro della corruzione l’onorevole funzionario cambia la sentenza. Mossa da una vana passione una virtuosa fanciulla spiega le teorie del «ch’in»
- Cap. LXXXVII – Dolorosamente canta sul «ch’in» la nostalgia del passato. Mentre siede in contemplazione, in una solitaria entra lo spirito del fuoco errante
- Cap. LXXXVIII – Tutta la famiglia si rallegra che Pao-yü lodi l’orfano. Come esempio per mettere ordine nella casa, Chia Chen frusta il servo insolente
- Cap. LXXXIX – Per un oggetto della morta il giovane duca scrive versi. La sospettosa Ciglia Aggrottate rifiuta il cibo
- Cap. XC – Perduto l’abito ovattato, la povera fanciulla sopporta il chiasso. Ricevuta in dono frutta, il giovane gentiluomo è insospettito e non riesce a capire
- Cap. XCI – Mossa da desideri lascivi Pao-ch’an architetta un piano. Preso dal dubbio, Pao-yü stoltamente discorre nello spirito buddhista
- Cap. XCII – Commentando le biografie di donne famose, Ch’iao-chieh ammira intelligenza e virtù. Giocando con la perla-madre, Chia Cheng fa considerazioni sugli incontri e le separazioni
- Cap. XCIII – Un servo della famiglia Chen si rifugia presso la casa Chia. Nel monastero di Shui-yüeh vengon fuori storie di vento e luna
- Cap. XCIV – Con un banchetto al melo cotogno la madre Chia festeggia la strana fioritura. La perdita della pietra preziosa dal magico potere porta sventura
- Cap. XCV – Per il falso che diventa reale Yüang-yang muore. Per il falso che si confonde col vero Pao-yü si istupidisce
- Cap. XCVI – Con l’inganno di una falsa notizia, Fengchieh mette in atto un singolare piano. Trapelata la macchinazione, Ciglia Aggrottate smarrisce il controllo di sé
- Cap. XCVII – Lin Tai-yü brucia i manoscritti e tronca l’insensata passione. Hsüeh Pao-ch’ai esce dalle stanze femminili per la cerimonia nuziale
- Cap. XCVIII – L’anima della dolente Perla Vermiglia torna al Cielo. Lo Spirito Cristallino ammalato bagna di lacrime la terra nel luogo delle pene d’amore
- Cap. XCIX – Mentre osserva le norme dell’amministrazione, il cattivo servo infrange la legge. Nel leggere la gazzetta ufficiale, il vecchio zio si spaventa
- Cap. C – Per avere guastato una piacevole faccenda Hsian-ling si attira un profondo odio. Addolorato dal matrimonio in luoghi lontani, Pao-yü soffre per la separazione
- Cap. CI – Nel Giardino dalla Fiorita Vista in una notte di luna si risveglia un’anima solitaria. Nel Tempio degli Sparsi Fiori la tavoletta divinatoria suscita stupore
- Cap. CII – Fra i parenti della corte di Ning-kuo malattie e disgrazie. Nel Giardino dalla Fiorita Vista con amuleti e acqua santa vengono scacciati i demoni
- Cap. CIII – Per aver tramato di somministrare veleno, Chin-kui muore lei stessa. Ignorante della vera meditazione buddhista, Yü-ts’un per nulla incontra il vecchio amico
- Cap. CIV – Diamante Ubriaco da una piccola lisca provoca una grande onda. Il giovane duca stupido dall’eccesso di dolore è risospinto nella vecchia passione
- Cap. CV – Le truppe del Dipartimento delle Vesti di Broccato confiscano la corte di Ning-kuo. Il «censore del cavallo leardo» incrimina il funzionario di P’ing-an Chou
- Cap. CVI – Wang Hsi-feng che ha provocato la sventura prova vergogna. La principessa Chia prega il Cielo di allontanare le calamità
- Cap. CVII – Distribuendo le sue ricchezze la madre Chia dà prova di somma rettitudine. Reintegrato, il vecchio signor Cheng gode della benevolenza celeste
- Cap. CVIII – Sforzandosi d’essere allegra, la Principessa degli Iris Confusi riceve gli auguri per il compleanno. Legato fino alla morte con Hsiao-hsiang Fei, ode il pianto del suo spirito
- Cap. CIX – Mentre attende l’anima eccellente, manifesta a Wu-er un mal collocato amore. Adempiuto il karma, Ying-ch’un torna all’autentica natura.
- Cap. CX – La principessa Shih, conclusa la vita, torna all’altro mondo. Wang Hsi-feng, esaurite le forze, perde la simpatia della gente
- Cap. CXI – La fanciulla Yüan-yang, sacrificandosi per la signora, sale nel Grande Vuoto. Il servo ingrato, offendendo il Cielo, introduce i malfattori
- Cap. CXII – Come retribuzione di mali, a Miao-yü tocca una grande sventura. Morendo per l’odio, la concubina Chao si avvia al mondo delle tenebre
- Cap. CXIII – Provando rimorso per le vecchie colpe, Feng-chieh esprime fiducia nella vecchia donna di campagna. Svanito il vecchio sdegno, la serva prova compassione per lo stupido signore
- Cap. CXIV – Wang Hsi-feng, trascorso il periodo illusorio, torna a Chin-ling. Chen Ying-chia, riconoscente per la grazia ricevuta, rientra nella carica
- Cap. CXV – Trascinata dalla sua intima inclinazione, Hsi-ch’un riafferma decisa il vecchio proposito. Di fronte al suo simile, Pao-yü perde un amico
- Cap. CXVI – Ottenuto di andare nel Paese Illusorio del Magico Potere, conosce il destino delle immortali. Accompagnate le spoglie della madre al paese natale, adempie al dovere filiale
- Cap. CXVII – Con decisione due belle donne difendono la pietra preziosa. Allegramente raccogliendo i compari, il cattivo giovane dirige la casa
- Cap. CXVIII – Ricordando un segreto risentimento zio e nipote ingannano una debole fanciulla. Spaventate da discorsi enigmatici moglie e concubina ammoniscono lo stupido giovane
- Cap. CXIX – Vinti gli esami provinciali, Pao-yü tronca i legami col mondo. Godendo della grazia dell’augusto, la famiglia Chia ricupera il titolo ereditario
- Cap. CXX – Chen Shih-yin spiega la grande vanità. Chia Yü-ts’un conclude il sogno della camera rossa
- Pesi e misure correnti
- Suddivisioni del tempo
- Alberi genealogici
- Sommario