Uscito a puntate nella primavera del 1847, Il cugino Pons consacrò Balzac come il padre del feuilleton e gli riconquistò quella fama letteraria che autori come Sue e Dumas avevano oscurato. Il romanzo narra la vicenda del musicista Pons, appassionato di arte, che pur non capendoci nulla acquista una serie di quadri che si riveleranno di grandissimo valore e che gli guadagneranno l'attenzione dei parenti che fino ad allora lo avevano ignorato. Ma le loro cure sono solo per l'eredità, che Pons lascerà invece all'unico amico avuto in vita. Sullo sfondo di una Parigi città-cosmopolita ma anche città-prigione, come spiega nell'introduzione Pier Vincenzo Mengaldo, Balzac mette in luce le differenze di classe, le manovre del capitalismo finanziario e l'oppressione delle classi agiate sui più umili, ma allo stesso tempo presenta senza illusione la malvagità di quegli stessi sfortunati, sempre pronti a divenire carnefici a loro volta.

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- Italian
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Il cugino Pons
Informazioni su questo libro
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CONCLUSIONE
Alle quattro si trovarono riuniti nello studio del notaio Berthier dapprima Fraisier, redattore della transazione, poi Tabareau, procuratore di Schmucke, infine lo stesso Schmucke condotto da Gaudissart. Fraisier aveva avuto cura di mettere i seimila franchi richiesti e i seicento franchi che rappresentavano la prima quota della rendita vitalizia, sulla scrivania del notaio sotto gli occhi del tedesco, il quale, stupito di veder tanto denaro, non prestò la minima attenzione all’atto che gli leggevano. Quel pover’uomo, sequestrato da Gaudissart al ritorno dal cimitero, dove si era intrattenuto con Pons e gli aveva promesso di raggiungerlo, non era in possesso di tutte le sue facoltà, già minate da tante scosse. Non ascoltò dunque il preambolo dell’atto in cui era rappresentato come assistito dal maestro Tabareau, usciere, suo procuratore e suo consigliere, e in cui si ricordavano le ragioni del processo intentato dal presidente nell’interesse di sua figlia. Il tedesco faceva una triste parte perché, firmando l’atto, confermava le spaventose affermazioni di Fraisier; ma fu così lieto di vedere il denaro per la famiglia Topinard, così felice di arricchire, secondo le sue modeste idee, il solo uomo che amasse Pons, che non capì nemmeno una parola di quella transazione processuale. A metà lettura un impiegato entrò nello studio.
– Signore, – disse al principale, – c’è un uomo che vuole parlare al signor Schmucke...
Il notaio, a un gesto di Fraisier, alzò le spalle in modo significativo.
– Non disturbateci quando firmiamo degli atti! Domandate il nome di questo... È un uomo o un signore? È per caso un creditore?...
dp n="429" folio="429" ? L’impiegato tornò dicendo:
– Vuole assolutamente parlare al signor Schmucke.
– Come si chiama?
– Topinard.
– Vado io. Firmate tranquillamente, – disse Gaudissart a Schmucke. – Finite; io vado a sentire quello che vuole.
Gaudissart aveva capito Fraisier, ed entrambi fiutavano un pericolo.
– Che cosa vieni a fare qui? – disse il direttore all’inserviente. – Dunque non vuoi essere cassiere? Il primo merito di un cassiere è la discrezione.
– Signore...
– Occupati dei tuoi affari; non riuscirai mai ad esser qualche cosa, se ti occupi degli affari degli altri.
– Signore, non mangerò un pane che mi resterebbe in gola a ogni boccone!... Signor Schmucke! –gridò.
Schmucke, che aveva firmato e aveva già il denaro in mano, si fece avanti alla voce di Topinard.
– Ecco ber la biccola teteschina e ber foi...
– Ah, mio caro signor Schmucke, avete arricchito degli infami, della gente che vuole rubarvi l’onore. Ho portato questa citazione da un brav’uomo, un avvocato che conosce questo Fraisier, e dice che dovete punire tanta scelleratezza accettando il processo, e che loro rinunceranno... Leggete.
E l’imprudente amico presentò la citazione mandata a Schmucke, nel rione Bordin. Schmucke prese il foglio, lo lesse e, vedendosi trattato in quei termini, senza capir nulla delle finezze della procedura, ne ebbe un colpo mortale. Quel grano di sabbia gli chiuse il cuore. Topinard ricevette Schmucke tra le braccia: erano entrambi sotto il portone del notaio. Passò una vettura, e Topinard vi fece entrare il povero tedesco in preda a una congestione cerebrale. La vista era offuscata, ma il musicista ebbe ancora la forza di porgere il denaro a Topinard. Schmucke non fu ucciso da quel primo attacco, ma non ricuperò la ragione; faceva solo movimenti senza coscienza e non mangiava. Morì dieci giorni dopo senza lamentarsi, perché non parlò più. Fu curato dalla signora Topinard e sepolto oscuramente a fianco di Pons per cura di Topinard, la sola persona che seguì il funerale di quel figlio della Germania.
Fraisier, nominato giudice di pace, è intimo della casa del presidente e molto apprezzato dalla presidentessa, che non ha voluto vedergli sposare la «figlia di Tabareau» e promette infinitamente di meglio a quell’uomo abile a cui, secondo lei, deve non solo l’acquisto dei pascoli di Marville e della villa, ma anche l’elezione del signor presidente, divenuto deputato nelle elezioni del 1846.
Tutti vorranno sapere che cosa è successo dell’eroina di questa storia, disgraziatamente troppo veridica nei particolari e che, unita alla precedente, sua sorella gemella, dimostra che la gran forza sociale è il carattere. Avete già compreso, amatori, esperti e mercanti, che si tratta della collezione Pons! Basterà assistere a una conversazione tenuta in casa del conte Popinot, che pochi giorni fa mostrava la sua magnifica collezione ad alcuni stranieri.
– Signor conte, – diceva uno straniero di alto livello, – possedete tesori!
– Oh, milord, – rispose modestamente il conte Popinot, – in fatto di quadri, nessuno, non dirò a Parigi, ma in Europa, può illudersi di rivaleggiare con uno sconosciuto, un ebreo chiamato Elia Magus, vecchio maniaco, il re dei collezionisti di quadri. Ha riunito cento e più pezzi tali da scoraggiare qualsiasi amatore. La Francia dovrebbe sacrificare sette o otto milioni e acquistare la galleria alla morte di questo riccone. Quanto alle anticaglie, la mia collezione è abbastanza bella perché se ne possa parlare.
– Ma come ha fatto un uomo occupato come voi, il cui primitivo patrimonio è stato lealmente guadagnato nel commercio...?
– Delle droghe, – interruppe Popinot, – a continuare a occuparsi di droghe?
– No, – rispose lo straniero, – come avete trovato il tempo di cercare antichità? Non si trovano mica in ogni angolo...
– Mio padre, – disse la viscontessa Popinot, – aveva già il primo nucleo di una collezione, amava le arti, le cose belle; ma la maggior parte dei suoi tesori provengono da me!
– Da voi, signora? Così giovane! Avete passioni di questo genere? – domandò il principe russo.
I russi sono talmente imitatori, che tutte le malattie della civiltà si ripercuotono su di loro. La mania delle anticaglie infuria a Pietroburgo, e, in conseguenza del coraggio naturale di questo popolo, è avvenuto che i russi hanno provocato nell’«articolo», come direbbe Rémonencq, un rincaro che renderà impossibili le collezioni. Quel principe era venuto a Parigi esclusivamente per cercare antichità.
– Principe, – disse la viscontessa, – questo tesoro mi è venuto in eredità da un cugino che mi voleva molto bene e che aveva trascorso quaranta e più anni, dal 1805, a raccogliere questi capolavori in tutti i paesi, e specialmente in Italia...
– E come si ...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- INTRODUZIONE
- CRONOLOGIA DELLA VITA E DELLE OPERE
- I - UN GLORIOSO AVANZO DELL'IMPERO
- II - UN ABBIGLIAMENTO COME NON SE NE VEDONO
- III - LA FINE D'UN «GRAN PREMIO» DI ROMA
- IV - DOVE SI VEDE CHE UN FAVORE NON SEMPRE È RICAMBIATO
- V - I DUE SCHIACCIANOCI
- VI - UN UOMO SFRUTTATO COME SE NE VEDONO MOLTI
- VII - UNA DELLE TANTE GIOIE DEI COLLEZIONISTI
- VIII - DOVE LO SFORTUNATO CUGINO VIENE RACCOLTO MOLTO MALE
- IX - UNA BUONA TROVATA
- X - UNA RAGAZZA DA MARITARE
- XI - UNA DELLE TANTE OFFESE CHE UN LECCAPIATTI DEVE SOPPORTARE
- XII - ESEMPLARE DI PORTIERE (MASCHIO E FEMMINA)
- XIII - PROFONDO STUPORE
- XIV - UN ESEMPLARE VIVENTE DELLA FAVOLA DEI «DUE PICCIONI»
- XV - UNA CACCIA AL TESTAMENTO
- XVI - UN TIPO TEDESCO
- XVII - DOVE SI VEDE CHE I FIGLIOLI PRODIGHI FINISCONO COL DIVENIRE BANCHIERI E MILIONARI QUANDO SONO DI FRANCOFORTE SUL MENO
- XVIII - COME SI FA FORTUNA
- XIX - A PROPOSITO DI UN VENTAGLIO
- XX - RITORNO DEI BEI GIORNI
- XXI - QUANTO COSTA UNA MOGLIE
- XXII - DOVE PONS PORTA ALLA PRESIDENTESSA UN OGGETTO D'ARTE UN POCO PIÙ PREZIOSO DI UN VENTAGLIO
- XXIII - UN'IDEA TEDESCA
- XXIV - CASTELLI IN ARIA
- XXV - PONS OPPRESSO DAI CALCOLI DI FEGATO
- XXVI - L'ULTIMO COLPO
- XXVII - IL DISPIACERE TRASFORMATO IN ITTERIZIA
- XXVIII - L'ORO È UNA CHIMERA
- XXIX - ICONOGRAFIA DEL GENERE RIGATTIERE
- XXX - DOVE LA CIBOT INIZIA IL PRIMO ATTACCO
- XXXI - UN BELL'ATTO DI CONTINENZA
- XXXII - TRATTATO DI SCIENZE OCCULTE
- XXXIII - IL GRANDE GIOCO
- XXXIV - UN PERSONAGGIO DA RACCONTI DI HOFFMANN
- XXXV - DOVE SI VEDE CHE GLI ESPERTI DI PITTURA NON SONO TUTTI DELL'ACCADEMIA DI BELLE ARTI
- XXXVI - CHIACCHIERE E DIPLOMAZIA DELLE VECCHIE PORTINAIE
- XXXVII - DOVE SI VEDE L'EFFETTO DI UN BEL BRACCIO
- XXXVIII - ESORDIO CON INSINUAZIONE
- XXXIX - CORRUZIONE PARLAMENTARE
- XL - ASSALTO D'ASTUZIA
- XLI - DOVE IL NODO SI STRINGE
- XLII - STORIA DI TUTTI GLI ESORDI A PARIGI
- XLIII - CON IL TEMPO E CON LA PAGLIA MATURANO LE NESPOLE
- XLIV - UN UOMO DI LEGGE
- XLV - UN INTERNO POCO RACCOMANDABILE
- XLVI - CONSULTO NON GRATUITO
- XLVII - LE SOTTIGLIEZZE DI FRAISIER
- XLVIII - DOVE LA CIBOT È PRESA NELLA PROPRIA RETE
- XLIX - LA CIBOT A TEATRO
- L - UNA REDDITIZIA IMPRESA TEATRALE
- LI - CASTELLI IN ARIA
- LII - FRAISIER IN PIENA FIORITURA
- LIII - CONDIZIONI DEL CONTRATTO
- LIV - AVVISO AI VECCHI SCAPOLI
- LV - LA CIBOT FA LA VITTIMA
- LVI - LA PARTE DEL LEONE
- LVII - DOVE SCHMUCKE SI INNALZA FINO AL TRONO DI DIO
- LVIII - UN CRIMINE PUNIBILE
- LIX - LE ASTUZIE DI UN TESTATORE
- LX - IL FALSO TESTAMENTO
- LXI - PROFONDO DISAPPUNTO
- LXII - PRIMA CATASTROFE
- LXIII - PROPOSTE FALLACI
- LXIV - DOVE RIAPPARE LA DONNA SELVAGGIA
- LXV - LA MORTE COM'È
- LXVI - SENSIBILITÀ DI UN'INFERMIERA
- LXVII - DOVE SI VEDE CHE SOLTANTO I MORTI NON VENGONO TORMENTATI
- LXVIII - CONTINUAZIONE DEL MARTIRIO DI SCHMUCKE NELLA QUALE SI IMPARERÀ COME SI MUORE A PARIGI
- LXIX - UN FUNERALE DA SCAPOLO
- LXX - LA MORTE DI UN ABBEVERATOIO PER MOLTA GENTE A PARIGI
- LXXI - IN CUI SI VEDE CHE CIÒ CHE SI CHIAMA APRIRE UNA SUCCESSIONE CONSISTE NEL CHIUDERE TUTTE LE PORTE
- LXXII - DEL PERICOLO D'IMMISCHIARSI NEGLI AFFARI DELLA GIUSTIZIA
- LXXIII - APPARIZIONE DI TRE UOMINI NERI
- LXXIV - I FRUTTI DI FRAISIER
- LXXV - UN INTERNO POCO CONFORTEVOLE
- LXXVI - DOVE GAUDISSART SI DIMOSTRA GENEROSO
- LXXVII - MANIERA DI RECUPERARE UNA SUCCESSIONE
- CONCLUSIONE