L'Almanacco di Alagaesia
eBook - ePub

L'Almanacco di Alagaesia

  1. 240 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub

L'Almanacco di Alagaesia

Informazioni su questo libro

ALAGAËSIA, il mondo creato da Christopher Paolini, dai tempi di Eragon si è arricchito capitolo dopo capitolo di nuovi personaggi, popoli e luoghi. L'Almanacco di Alagaësia è una guida completa e di facile consultazione per orientarsi in un caleidoscopio di nomi: con le sue oltre trecento voci è la bussola perfetta per viaggiare nel mondo di Eragon e Saphira

Scelto da 375,005 studenti

Accedi a oltre 1 milione di titoli a un prezzo mensile contenuto.

Studia in modo più efficiente con i nostri strumenti dedicati.

Informazioni

Editore
RIZZOLI
Anno
2013
eBook ISBN
9788858653388
Print ISBN
9788817051286

A

ABERON

Nelle dolci campagne del sud di Alagaësia sorge Aberon, la capitale fortificata del Surda, la nazione libera degli esseri umani. Il cuore di Aberon è il Castello Borromeo, dove re Orrin abita e governa con la famiglia reale, sfidando il potere di Galbatorix e dell’Impero. Il governo di re Orrin ha svolto un ruolo fondamentale nella ribellione, forgiando un’alleanza operativa con i Varden (il più importante gruppo di resistenza contro l’Impero) e fornendo asilo ai rifugiati e ai leader dell’opposizione.
Il Castello Borromeo è un edificio austero che riflette la realtà spartana dei tempi di guerra e rincuora gli uomini di Orrin, poiché incarna la serietà del governo in questo periodo di crisi. La minaccia della guerra è evidente nelle fortificazioni del castello: tre cinte murarie di pietra, con numerose torrette di avvistamento su ciascuna cinta e centinaia di baliste pronte a scatenare il fuoco offensivo. L’unico lusso che si concede re Orrin è il laboratorio all’interno delle mura del castello, dove persegue i suoi interessi scientifici.

ABITANTI DEL SOTTOSUOLO

Nani che non riescono a vivere in superficie e hanno scelto di abitare nelle profondità della terra. La maggior parte vive sotto il Farthen Dûr e Tronjheim, così da poter comunque uscire e sentirsi ancora protetti dagli spazi chiusi del cono vulcanico dove sorge la capitale dei nani.
Vulcano

ACALLAMH

Il nome di uno dei due innamorati della canzone “Du Silbena Datia”. L’altra è Nuada.

ACCIAIOLUCE

Metallo noto per la sua inconsueta brillantezza, ricavato da un minerale metallifero scoperto nei frammenti di una cometa caduta. È stata l’elfa Rhunön, una metalliera insuperabile, a rinvenire il minerale con cui ha forgiato le spade di tutti i grandi Cavalieri dei Draghi. Eragon e Saphira estraggono un blocco di acciaioluce dalle radici dell’albero di Menoa con cui Eragon, sotto la guida di Rhunön, forgia la sua nuova spada, Brisingr.

AETHRID

La donna celebrata nella canzone “Dolce Aethrid di Dauth”.
VEDI EDEL.

AGAETÍ BLÖDHREN

Festività elfica il cui nome significa “Celebrazione del Giuramento di Sangue”. Si tiene una volta ogni cento anni per commemorare il patto che pose fine alla guerra fra draghi ed elfi e portò alla creazione dei Cavalieri dei Draghi. Questa celebrazione, che si svolge intorno all’albero di Menoa, dura tre giorni, con musica, danze e banchetti. Il culmine dei festeggiamenti consiste nel rinnovo del legame fra draghi e Cavalieri, eseguito dalle Custodi, due antiche elfe che conservano il potere di ogni drago di Alagaësia e possono donare questa energia a un eletto – nel caso più recente, Eragon.
Il Cavaliere dei Draghi Oromis, un elfo, avvisa Eragon di stare in guardia durante l’Agaetí Blödhren, spiegandogli che perfino gli elfi sono inclini alla follia – “magnifica, gloriosa, ma pur sempre follia”. E infatti, Eragon e Saphira si ritrovano invischiati in quella che Oromis definisce “la ragnatela della nostra magia”. La celebrazione si svolge come un sogno, con Eragon cullato da canti e danze, con strane visioni di animali che sbucano dalla foresta ed elfi appollaiati sull’albero di Menoa che sembrano ondeggiare al ritmo dell’energia emanata.
È tradizione che durante l’Agaetí Blödhren ciascuno presenti una poesia, una canzone o un’opera d’arte. Il terzo giorno, anche Eragon e Saphira si conformano all’usanza. Eragon declama una poesia di sua invenzione che la regina Islanzadí dimostra di apprezzare molto, dichiarando che è servita a tutti per comprendere le traversie che ha dovuto affrontare come Cavaliere dei Draghi, e che la conserverà nella sua vasta biblioteca del Palazzo di Tialdarí. Saphira offre agli elfi una grande scultura di pietra nera che, con il fuoco eruttato dalle sue fauci, sembra prendere vita.
La cerimonia si conclude con le Custodi, Iduna e Nëya che, vestite soltanto dei loro tatuaggi raffiguranti un drago iridescente, evocano magicamente un drago che tocca il gedwëy ignasia di Eragon (un marchio sul palmo della mano tipico dei Cavalieri dei Draghi). Di punto in bianco, Eragon sperimenta la trasformazione fisica che un Cavaliere umano impiega molto più tempo per ottenere. Non solo somiglia fisicamente a un elfo, ma in seguito si accorge che il drago sovrannaturale gli ha donato anche la forza e la velocità degli elfi.
VEDI CUSTODI E GEDWËY IGNASIA.

AGROD’EST

Un villaggio di medie dimensioni in territorio imperiale, a venti miglia a nord di Melian. Agrod’est è una classica tappa di ristoro per coloro che viaggiano fra le città e i villaggi più meridionali dell’Impero. Eragon fa una sosta lì mentre viaggia da solo dopo aver sconfitto i Ra’zac sull’Helgrind. Arya lo trova alla Casa del Viandante.

AJIHAD

Un capo dei Varden, l’alleanza ribelle che combatte l’Impero di Galbatorix. Ajihad e sua figlia Nasuada si sono uniti ai Varden poco dopo la loro fondazione. Non si sa molto del loro passato, anche se è ipotizzabile che padre e figlia vivessero fra i nomadi del Deserto di Hadarac prima di unirsi ai Varden. Fin dal principio, Ajihad lavora senza posa per la causa, e la sua influenza e il suo potere crescono rapidamente. Alla morte del capo dei Varden Deynor, Ajihad prende il suo posto.
Gli Urgali, all’epoca nemici dei Varden, lo onorano del nome “Furianera”, un termine di rispetto, “per come [li] inseguiva negli oscuri tunnel della montagna cava e per il colore della sua pelle”. Ajihad combatte molte battaglie contro l’Impero. Inoltre accoglie Eragon e Saphira nel rifugio dei Varden nel Farthen Dûr, dicendo al giovane Cavaliere che i Varden ripongono grandi speranze in lui, ma aggiunge un monito: “Tutti sanno quello che vogliono i Varden, o gli Urgali, o addirittura Galbatorix, ma nessuno sa cosa vuoi tu. E questo ti rende pericoloso, specie per Galbatorix, che ha paura perché non sa quale sarà la tua prossima mossa”.
Ajihad mostra il proprio valore quando guida le sue forze contro un esercito di Urgali che combattono per Galbatorix e hanno invaso il rifugio dei Varden, nell’epico scontro noto come la Battaglia del Farthen Dûr. I Varden vincono, ma anche dopo la fine della battaglia, Ajihad insegue per tre giorni gli Urgali scampati nelle antiche gallerie che i nani hanno costruito sotto il Farthen Dûr e i Monti Beor. Ajihad è fra i dieci uomini che stanno tornando nella capitale dei nani, Tronjheim, quando vengono attaccati da un branco di Urgali. Ajihad combatte con grande coraggio, uccide cinque Urgali, ma cade, ferito a morte. Eragon e la principessa elfica Arya assistono alla scena. Quando Eragon si avvicina e si inginocchia accanto al comandante, vede il suo pettorale di metallo squarciato e sente i suoi rantoli spezzati. Col suo ultimo respiro, Ajihad chiede a Eragon di promettergli di non lasciare che i Varden precipitino nel caos, poiché rappresentano l’unica speranza di resistere a Galbatorix e devono restare uniti.
Ajihad ha guidato i Varden per quindici anni. Durante la riunione per decidere il passaggio di poteri, un comandante dei Varden, Jörmundur, ricorda ai presenti che Ajihad ha fatto più di chiunque altro per combattere l’Impero, che ha guidato e vinto “innumerevoli battaglie contro forze superiori”, che ha quasi ucciso Durza, uno Spettro, e ha accolto il Cavaliere Eragon e Saphira nel rifugio dei Varden. Dichiara quindi che “è giunto il momento di scegliere un nuovo capo, che assicuri la gloria finale”. Alla fine, il solenne incarico viene affidato alla figlia del defunto Ajihad, Nasuada.
VEDI TOMBA DI AJIHAD.

ALA DI DRAGO

Kinnel, un abile maestro d’ascia, è il responsabile del progetto dell’Ala di Drago, una delle migliori navi mai costruite. Era proprietà della Compagnia di Navigazione Blackmoor, un nome di copertura per l’Impero. Bonden, un marinaio che partecipa al furto della preziosa nave, si unisce a Jeod Gambelunghe e agli altri fuggiaschi nel viaggio verso il Surda.

ALAGAËSIA

Il continente di Alagaësia è la patria di draghi, nani, elfi, umani, Urgali e delle tribù nomadi e degli artigiani discendenti da tali tribù. Alcune razze sono emigrate qui dalla leggendaria Alalëa, come gli elfi chiamano la misteriosa terra di origine. Oltre all’Impero di Galbatorix, che in sostanza è composto dalle città e dai territori di quello che un tempo era il Regno di Broddring, a sudovest troviamo lo stato umano indipendente del Surda.
Le caratteristiche geografiche comprendono la catena montuosa che si snoda lungo le coste occidentali, la Grande Dorsale, e ospita diversi insediamenti umani; a nord, la Du Weldenvarden, la foresta più grande del continente, dove risiedono gli elfi; il Deserto di Hadarac, che copre buona parte dell’intero territorio e che per tradizione era la dimora dei draghi selvatici; e i Monti Beor a sud, dove vivono i nani.
La terra è permeata di magia, che è stata usata per trasformare il mondo naturale, com...

Indice dei contenuti

  1. L’Almanacco di Alagaësia
  2. Copyright
  3. Un Saluto da Michael
  4. A
  5. B
  6. C
  7. D
  8. E
  9. F
  10. G
  11. H
  12. I
  13. J
  14. K
  15. L
  16. M
  17. N
  18. O
  19. P
  20. Q
  21. R
  22. S
  23. T
  24. U
  25. V
  26. W
  27. Y
  28. Z
  29. Appendice
  30. Clan dei Nani
  31. Draghi e Cavalieri
  32. Famiglie Elfiche
  33. Fiumi e Laghi