"Quando proponemmo a Fortebraccio di ribattezzarsi con il nome del prode cavaliere scespiriano – ricorda Maurizio Ferrara, direttore dell'"Unità" nel 1963 – ci fu dall'altro capo del filo un attimo di esitazione. 'Forte-braccio… debole-mente, diranno' udimmo obiettare." Accadde il contrario: Fortebraccio diventò subito un "fenomeno" travolgente: il solo scrittore in circolazione – come diceva Biagi – capace di cogliere il ridicolo con garbo e ironia. Un'ironia che era il marchio di fabbrica del suo formidabile piglio di moralista e polemista partigiano. I suoi ritratti di Agnelli (l'avvocato Basetta), Spadolini (cover boy della politica) e di molti altri, restano un esempio di giornalismo critico e intelligente: crudele a volte, caustico sempre, eppure dolorosamente divertente.

- 279 pagine
- Italian
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Informazioni su questo libro
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Indice dei contenuti
- Facce da schiaffi
- Copyright
- Il Gran Borghese Comunista
- Prima Parte: La Galleria Di Lorsignori
- Seconda parte: Questa è la nostra classe dirigente: scandali e malcostume di «padroni e partiti»
- Terza parte: «Uno di loro»: braccianti, pensionati e operai
- Quarta parte: Fortebraccio alla finestra: quindici anni di cronache quotidiane
- Quinta parte: Fortebraccio prima di Fortebraccio
- Appendice: Dicono di lui
- Breve dizionario biografico
- Cenni bibliografici