Fowl Twins. Il veleno dell'immortalità
eBook - ePub

Fowl Twins. Il veleno dell'immortalità

  1. 384 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub

Fowl Twins. Il veleno dell'immortalità

Informazioni su questo libro

Mentre Artemis Fowl è in viaggio verso Marte, Myles e Beckett - ovvero i gemelli undicenni suoi fratelli minori - vengono affidati dai genitori alle cure di TATA, il sistema intelligente di Tutela Artificiale Totalmente Autonoma di cui è dotata la loro villa, per una sola notte. Quanto basta perché i due facciano amicizia con un troll in miniatura, inseguito da un malvagio nobiluomo e da una perfida suora, determinati a impadronirsi della magica creatura per i loro loschi scopi. Per salvare il nuovo amico, Myles e Beckett si danno alla fuga. Verranno rapiti, sepolti, arrestati, minacciati, uccisi (solo temporaneamente), e scopriranno che il legame più potente che esista non è il legame covalente tra atomi, ma quello tra due gemelli. I fratelli di Artemis Fowl hanno preso in mano la situazione. Sono gemelli, ma non potrebbero essere più diversi. Myles è super intelligente e sempre elegante. Beckett parla con gli animali ed è allergico a ogni indumento. Si completano a vicenda, e stavolta sono loro i protagonisti.

Domande frequenti

Sì, puoi annullare l'abbonamento in qualsiasi momento dalla sezione Abbonamento nelle impostazioni del tuo account sul sito web di Perlego. L'abbonamento rimarrà attivo fino alla fine del periodo di fatturazione in corso. Scopri come annullare l'abbonamento.
No, i libri non possono essere scaricati come file esterni, ad esempio in formato PDF, per essere utilizzati al di fuori di Perlego. Tuttavia, puoi scaricarli nell'app Perlego per leggerli offline su smartphone o tablet. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Perlego offre due piani: Essential e Complete
  • Essential è l'ideale per studenti e professionisti che amano esplorare un'ampia gamma di argomenti. Accedi alla libreria Essential, che include oltre 800.000 titoli di comprovata qualità e bestseller in vari settori, tra cui business, crescita personale e discipline umanistiche. Include tempo di lettura illimitato e voce standard per la sintesi vocale.
  • Complete: perfetto per studenti e ricercatori esperti che necessitano di un accesso completo e illimitato. Accedi a oltre 1,4 milioni di libri su centinaia di argomenti, inclusi titoli accademici e specialistici. Il piano Complete include anche funzionalità avanzate come la sintesi vocale premium e l'assistente di ricerca.
Entrambi i piani sono disponibili con cicli di fatturazione mensili, semestrali o annuali.
Perlego è un servizio di abbonamento a testi accademici, che ti permette di accedere a un'intera libreria online a un prezzo inferiore rispetto a quello che pagheresti per acquistare un singolo libro al mese. Con oltre 1 milione di testi suddivisi in più di 1.000 categorie, troverai sicuramente ciò che fa per te! Per maggiori informazioni, clicca qui.
Cerca l'icona Sintesi vocale nel prossimo libro che leggerai per verificare se è possibile riprodurre l'audio. Questo strumento permette di leggere il testo a voce alta, evidenziandolo man mano che la lettura procede. Puoi aumentare o diminuire la velocità della sintesi vocale, oppure sospendere la riproduzione. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Sì! Puoi utilizzare l'app di Perlego su dispositivi iOS o Android per leggere quando e dove vuoi, anche offline. È perfetta per gli spostamenti quotidiani o quando sei in viaggio.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app.
Sì, puoi accedere a Fowl Twins. Il veleno dell'immortalità di Eoin Colfer, Stefano Andrea Cresti in formato PDF e/o ePub. Scopri oltre 1 milione di libri disponibili nel nostro catalogo.

Informazioni

Editore
Mondadori
Anno
2020
Print ISBN
9788804729341
eBook ISBN
9788835703648
1

VI PRESENTO GLI ANTAGONISTI

Il super cattivo: Lord Teddy Sang-Uisuga, duca di Scilly

Quando si vuole assassinare un capofamiglia, è di fondamentale importanza sbarazzarsi anche dell’intera famiglia; i superstiti, risentiti, potrebbero decidere di ottenere sanguinosa vendetta, o perlomeno di sporgere una denuncia circostanziata al commissariato di zona. Si dà peraltro il caso che proprio a tale argomento l’Almanacco delle Grandi Menti Criminali dedichi un intero capitolo, una guida scellerata per aspiranti criminali senza scrupoli redatta dal professor Wulf Bane, rifiutata da ogni casa editrice che si rispetti, ma disponibile su richiesta diretta all’autore. Il titolo del capitolo in questione è: “Falli fuori tutti. Anche il gatto”. Un’intestazione raccapricciante che avrebbe dissuaso la maggior parte dei lettori normali. Lord Teddy Sang-Uisuga, duca di Scilly, però, non era una persona normale; i passi più gustosi della sua copia dell’Almanacco erano stati sottolineati con l’evidenziatore rosa e il volume recava la seguente dedica:
A Teddy
Da una mente criminale all’altra
Non perdiamoci di vista
Wulfy
Nei centocinquanta e più anni passati sulla verde terra, Lord Sang-Uisuga aveva dedicato la maggior parte dei suoi sforzi a restare sopra la verde terra il più a lungo possibile, evitando di finire sepolto sotto la suddetta. Nelle interviste televisive il duca attribuiva il merito del suo aspetto giovanile allo yoga e agli Omega-3 anche se, in realtà, aveva speso gran parte della sua cospicua eredità viaggiando in lungo e in largo per il globo alla ricerca di pillole e pozioni, più o meno legali, capaci di prolungare la sua aspettativa di vita. In qualità di ambasciatore itinerante della Corona, Lord Teddy aveva gioco facile nel trovare una scusa valida per recarsi negli angoli più remoti del pianeta in nome della cultura, quando invece non faceva altro che andare in cerca di qualsiasi cosa crescesse, nuotasse, sciaguattasse o strisciasse che fosse in grado di tenerlo in vita anche soltanto per un minuto in più dei canonici settanta o ottant’anni.
A quel punto della sua ricerca, Lord Teddy aveva sperimentato qualsiasi cosiddetta “terapia di eterna giovinezza” che presentasse anche soltanto un minimo barlume di fondamento. Aveva, tra le altre cose, ingerito tonnellate di estratto di corteccia di salice, inghiottito milioni di compresse antiossidanti, scolato litri e litri di arsenico terapeutico; si era iniettato il fluido cerebrospinale del lemure del Madagascar, in via di estinzione; aveva divorato innumerevoli porzioni di spaghetti di fasciole ematiche del sud-est asiatico, e aveva trascorso quasi un mese intero in sospensione sopra una faglia vulcanica in Islanda, convogliandone i gas rigeneranti su per l’imboccatura dei suoi pantaloncini di lino. Queste e altre pratiche estreme – da non provare mai a casa – avevano in effetti mantenuto Sang-Uisuga attivo e vitale, provocando però alcuni effetti collaterali. Il fluido di lemure gli aveva allungato gli avambracci al punto che le mani arrivavano a penzolargli oltre le ginocchia. L’arsenico gli aveva paralizzato l’angolo sinistro della bocca, lasciandola incurvata in un perenne ghigno beffardo, e le braci vulcaniche gli avevano ustionato il fondoschiena, costringendo Teddy a camminare con le gambe un po’ arcuate, come se cercasse di mantenere l’equilibrio nel bel mezzo di un mare in tempesta. Sang-Uisuga considerava quegli effetti solo piccoli fastidi, un prezzo insignificante da pagare a fronte della sua pelle liscissima, della folta criniera e della rigogliosa barba nera – e, ovviamente, del vigore che gli consentiva di sopportare lunghe escursioni e safari a caccia di qualsiasi creatura che godesse della reputazione di allungare la vita umana.
Lord Teddy, però, era sin troppo consapevole di non avere ancora trovato il suo El Dorado terapeutico, per quanto concerneva la ricerca di una vita irragionevolmente lunga. Certo, era riuscito a grattar via qualche decennio in più… Ma cos’erano quei pochi anni in confronto all’eternità? Esistevano meduse che, come niente fosse, vivevano più a lungo di quanto lui non avesse già fatto. Meduse! Non avevano nemmeno un cervello, per l’amor del cielo!
Teddy se ne sentiva frustrato – cosa che detestava –, giacché lo stress fa venire le rughe.
Era necessario imboccare una nuova direzione.
Niente più scialbe mezze misure, a sgraffignare un anno in più di qua e una stagione di là.
Devo trovare la fonte dell’eterna giovinezza, aveva deciso una sera mentre faceva il bagno nella sua vasca d’ottone piena di anguille elettriche che, aveva sentito dire, facevano miracoli per la circolazione.
E si impegnò tanto che, alla fine, trovò davvero la fonte dell’eterna giovinezza; ma non si trattava di una fontana tradizionale, dal momento che il liquido vitale era contenuto nel veleno di una creatura mitologica. E la famiglia che avrebbe presumibilmente dovuto assassinare per entrarne in possesso era nient’altro che quella dei Fowl di Dublino, in Irlanda, i quali non nutrivano particolare entusiasmo per l’idea di farsi ammazzare.
Ecco come ebbe inizio l’incresciosa faccenda.
Lord Teddy Sang-Uisuga era dell’idea che la maniera più pratica di compiere un’impresa fosse chiedere a quanti l’avevano già portata a termine come ci fossero riusciti, e si era dunque mosso per contattare le persone più anziane del pianeta. Non era però facile come poteva sembrare, perfino nell’era della rete globale e di quegli incredibili dispositivi di comunicazione miniaturizzati, giacché la maggior parte dei centenari non se ne andava in giro a reclamizzare il superamento della soglia – a meno che i giornalisti di una rivista di salute e benessere non si presentassero da loro a infastidirli o una qualche regina non inviasse un telegramma d’auguri. Ciononostante, in cinque anni Lord Teddy era riuscito a rintracciare parecchi di questi elusivi nonnetti, scoprendo che erano tutti tediosamente virtuosi – il che gli era di ben poco aiuto – o baciati dalla fortuna, sulla quale non si poteva fare affidamento e che non si poteva certo rubare. Era andata avanti così finché non aveva scovato un monaco irlandese che, avendo da tempo abbandonato ogni speranza di poter aiutare gli uomini, lavorava nientedimeno che in una riserva per elefanti in California. Fratello Colman non dimostrava nemmeno un giorno in più dei cinquant’anni ed era, a dire il vero, in forma smagliante per un uomo che sosteneva di avere quasi cinquecento anni.
Dopo che Lord Teddy ebbe corretto il tè dell’irlandese con una generosa dose di sodio Pentotal, fratello Colman aveva narrato l’interessante storia di come l’acqua del sacro pozzo sull’isola di Dalkey avesse acquisito i suoi poteri curativi proprio nel periodo in cui lui era monaco lì, nel quindicesimo secolo.
Teddy non aveva creduto a una sola parola, ma il nome Dalkey aveva fatto scattare un campanello d’allarme nella sua mente. Un campanello che, per il momento, aveva deciso di ignorare.
Questo sciocco sta vaneggiando, aveva pensato. Gli ho dato troppo siero della verità.
Con il sedicente monaco in pieno delirio chimico, Sang-Uisuga aveva proceduto a un paio di semplici verifiche, senza attendersi niente di che.
Per prima cosa aveva sbottonato la camicia dell’uomo e, con grande sorpresa, aveva scoperto che il torace di fratello Colman era disseminato di terribili cicatrici; cicatrici che potevano anche essere coerenti con la sua storia, benché non costituissero prova certa.
Questo idiota potrebbe essere stato incornato da uno dei suoi elefanti, aveva pensato Teddy. Eppure Lord Sang-Uisuga aveva visto parecchie ferite nel corso della sua lunga vita, ma mai niente di così orribile su un corpo vivo.
La mia seconda verifica non può essere ingannata, aveva pensato Teddy e, facendo balenare le sue cesoie da giardino, aveva tagliato via il mignolo sinistro dalla mano di fratello Colman. Dopotutto, la datazione al carbonio 14 non poteva mentire.
Il laboratorio aveva impiegato diverse settimane per fornire il risultato delle analisi spettrometriche, e per allora Teddy era già tornato in Inghilterra, a gingillarsi sconsolato in un bagno di anguille elettriche nella dimora di famiglia: Childerblaine House, sull’isola di St. George, nelle Isole Scilly. È interessante sapere che l’isola portava quel nome perché, in una delle molte versioni della leggenda di san Giorgio, il corpo decapitato del drago sarebbe stato gettato nel mare di Cornovaglia, andando alla deriva fino alle Isole Scilly e arenandosi su uno scoglio sommerso, dove si sarebbe fossilizzato, fornendo così una romanzesca spiegazione per le ondulate creste rocciose di quella piccola isola.
Quando Lord Teddy aveva trovato la busta del laboratorio di analisi nella sua pila di lettere, l’aveva aperta senza grande entusiasmo, pienamente convinto che la visita a fratello Colman fosse stata soltanto un dannatissimo spreco di tempo e denaro.
I risultati riportati su quella singola pagina, però, l’avevano fatto balzare a sedere così di scatto che diverse anguille erano state catapultate fuori dalla vasca.
«Bontà divina!» aveva esclamato, con l’aureola di capelli scuri ritti e vibranti per la carica elettrica delle anguille. «Si parte per l’isola di Dalkey, per mille quadrifogli!»
Il referto del laboratorio era conciso e sbrigativo, com’erano soliti fare gli scienziati. Il campione fornito, vi si leggeva, si attesta tra i quattrocentocinquanta e i cinquecento anni di età.
Lord Teddy aveva dunque indossato il suo classico completo di stivali alti, pantaloni da cavallerizzo, giacca da caccia in tweed, completando il tutto con il vecchio berretto militare. Poi aveva attrezzato il motoscafo in legno per ciò che la polizia, di quei tempi, amava definire “un appostamento”. Ed era stato soltanto quando il suo Juventas aveva già compiuto metà del tragitto attraverso il Mar d’Irlanda che Lord Teddy si era reso conto del perché quel nome, Dalkey, gli era parso tanto familiare. Era il luogo in cui si era acquartierato quel Fowl.
Artemis Fowl.
Una bella gatta da pelare. Teddy aveva udito storie su di lui, e ancor di più su suo figlio, Artemis Fowl Junior.
Sono soltanto voci, si era detto. Voci di corridoio, pettegolezzi e pinzillacchere.
E comunque, quand’anche le voci fossero state vere, la determinazione del duca di Scilly non avrebbe mai vacillato.
Avrò quel veleno di troll, pensava, aprendo i V-12 a tutto gas. E vivrò per sempre.
I buoni (si fa per dire)
Dalkey Island, Dublino, Irlanda
Tre settimane dopo
Ed ecco Myles e Beckett Fowl, che si godevano una serata di tarda estate sulla spiaggia privata di famiglia. Se guardate oltre le differenze più evidenti – abiti, occhiali, taglio di capelli e via discorrendo – noterete come i loro tratti somatici siano molto simili eppure non del tutto identici. Questo perché si tratta di gemelli eterozigoti e sono, anzi, il primo caso registrato di gemelli diversi uniti alla nascita, benché soltanto dal polso al mignolo. Il chirurgo di turno li aveva separati con un taglio veloce del bisturi e nessuno dei due gemelli aveva patito effetti collaterali, se non un paio di cicatrici rosa identiche che segnavano la parte più esterna del palmo. Myles e Beckett facevano spesso toccare le cicatrici per confortarsi a vicenda. Era il loro modo di darsi il cinque; lo chiamavano “battipolso”. Un’abitudine commovente e vagamente ripugnante al tempo stesso.
Al di là dei tratti somatici, i due gemelli erano, come aveva rilevato uno dei loro tutori, “animali molto diversi tra loro”. Myles aveva un QI di 170 ed era un maniaco della precisione, mentre il QI di Beckett era rimasto un mistero, dal momento che aveva masticato i fogli del test fino a ottenerne grumi di cellulosa molliccia con cui realizzare la statuetta di un criceto di cattivo umore, che aveva poi intitolato Criceto furioso.
Beckett era, inoltre, tutt’altro che ordinato. Al punto che i suoi genitori erano costretti a far ricorso alla meditazione trascendentale per calmare i nervi tutte le volte che tentavano di mettere un po’ d’ordine nella sua parte di stanza catastroficamente a soqquadro.
Fin dai primi giorni in culla doppia, era risultato evidente che i due gemelli non condividevano la stessa personalità. Ai primi dentini, Beckett si attaccava al ciuccio fino a ridurlo a brandelli, mentre Myles preferiva masticare pensoso la gomma all’estremità di una matita. Ancora lattanti, a Myles piaceva emulare il fratello maggiore Artemis indossando piccoli completi scuri che dovevano essere realizzati su misura per lui. Beckett, invece, preferiva correre libero così come l’aveva fatto madre natura e, quando finalmente aveva acconsentito a indossare qualcosa, si era trattato di pa...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Prologo
  4. 1. Vi presento gli antagonisti
  5. 2. La Filacchiappa
  6. 3. Geronima, non Geronimo
  7. 4. Operazione AcciuffaFowl
  8. 5. Famopo
  9. 6. Barbitonsore & Lanciavapore
  10. 7. Una diga d Amsterdam!?
  11. 8. Mister Circuiti e Uh-Uh
  12. 9. Muy inconveniente
  13. 10. L’Elvis di Las Vegas
  14. 11. Ronda di notte
  15. 12. Cliente platino
  16. 13. Nos ipsos adiuvamos
  17. 14. PAPPA
  18. 15. La spada e la penna
  19. 16. Il gabbiano più potente della Cornovaglia
  20. 17. Addio, amici
  21. 18. La prossima crisi
  22. Epilogo
  23. Copyright