La prima prova venne superata, Excalibur fu estratta dalla roccia e venne designato il nuovo re. Ora ben due pretendenti hanno la corona. La spada ritorna nella roccia poiché soltanto uno è il vero re. Quale? Il futuro che vedo ha molte vie... Dunque, per mio volere, nessuno avrà la corona fino al completamento del torneo. Il Torneo dei Re. Tre prove. Tre risposte da scoprire. Una corsa al traguardo. Ultima prova per la corona. Excalibur la consegnerà al vincitore e reclamerà la testa del vinto.
La prima prova si avvicina. Preparatevi... Re Artù. Oltre il Bene e il Male. Oltre i Mai e i Sempre. La storia di Agatha e Sophie sta per concludersi. Sarà la Fine delle Fini?

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L'Accademia del bene e del male - 6. Un solo vero re
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PARTE PRIMA

1
LE STREGHE
Dolcetti andati a male

Ci sono fiabe che vanno storte fin dal principio.
Fiabe marce fino al midollo.
Come quella che aveva ucciso sua madre, rimuginò Hester, avanzando in fretta attraverso il cupo sottobosco. La mamma si faceva i fatti suoi nella sua casetta di marzapane, quando due giovani vandali le avevano divorato il tetto fino a farci un buco. Sdraiata nella sua culla, Hester si era risvegliata da un pisolino per ritrovarsi faccia a faccia con due orridi ragazzini dalle guance paffute sporche di zucchero e briciole. Quelli avevano lanciato giusto un’occhiata alla bimba che avevano appena reso orfana e se l’erano data a gambe, come due codardi, lasciandosi alle spalle una famiglia e una casa distrutte. Ed erano stati premiati per questo, osannati come eroi e trasformati in leggende, mentre la madre di Hester era bruciata in un forno. Da allora, ogni volta che lei riconosceva un’ingiustizia, una storia deragliata, sentiva un puzzo nauseante di dolcetti andati a male.
Proprio identico a quello che fiutava adesso.
La storia in questione era brevissima, l’attestazione di un semplice fatto, eppure Hester si era irrigidita tutta, quasi fosse un gatto in mezzo ai serpenti. Non sapeva da quanto tempo stesse scritto là in alto, sopra la Selva Infinita, ma lei era appena riemersa da alcuni giorni di viaggio sotterraneo a Gnomolandia e il messaggio del Crinoleone era lì ad aspettarla.
Le nozze tra Re Rhian e la Principessa Sophie avranno luogo come programmato, questo sabato al tramonto, nel castello di Camelot. Tutti gli abitanti della Selva sono invitati a partecipare.
Si stagliava contro le nuvole ed era tracciato in oro, come gli altri comunicati di Re Rhian. Rhian era un bugiardo patentato e ognuno dei suoi proclami nascondeva una trappola, ma questo non aveva la pomposità dei precedenti. Era chiaro e semplice… e insieme ambiguo in una maniera che la strega non riusciva a definire.
Un’ombra apparve al suo fianco.
«Che stupidaggine, Hester. Dobbiamo tornare indietro subito» disse Anadil, sotto il cappuccio nero che le celava i capelli bianchi e gli occhi rossiv. «Sophie ci ha tradito. Sposa Rhian al tramonto. Stasera. È così che dice il messaggio. E il sole sta calando rapidamente. O torniamo a Camelot e impediamo questo matrimonio o moriremo tutti.»
Hester la ignorò mentre osservava le luci di Borna Coric in lontananza. Una volta entrate in quel nuovo reame, lei e le sue amiche avrebbero dovuto fare molta attenzione. Come tutti gli abitanti della Selva, i cittadini di Borna Coric avrebbero dato la caccia agli studenti dell’Accademia del Bene e del Male.
Un’altra ombra si fermò al suo fianco.
«Ani ha ragione» disse Dot, anch’essa ammantata di nero. «E poi, non c’è modo di penetrare in quelle caverne: è impossibile. Invece, se torniamo subito indietro, ad Arco del Corvo possiamo intrufolarci in un treno della Florivia. Ci riporterà a Camelot in tempo per bloccare le nozze.»
«Lasciando qui Merlino?» ribatté Hester. «Questo è il compito che ci ha assegnato Killer: liberate il mago dalle Cave di Contempo. Mettete in salvo la nostra arma migliore. Le nozze non sono la nostra missione. Sophie non è la nostra missione. La nostra missione è Merlino. E se c’è una cosa che la congrega rispetta, è una promessa fatta.»
Si avviò decisa, ma Anadil le bloccò il passo.
«La nostra promessa non ha più senso se Rhian diventa l’Unico Vero Re!» disse la strega albina. «Gli servono due cose: assicurarsi che tutti e cento i reami brucino i loro anelli e sposare Sophie, facendone la sua regina. Solo ottenendo entrambe reclamerà i poteri del Narrastorie, e se il matrimonio è previsto al tramonto, vuol dire che gli anelli sono già stati distrutti. Le nozze tra Rhian e Sophie sono l’ultimo step. Ce lo ha detto lei stessa a Gnomolandia. Quando lei sarà regina, il Crinoleone diventerà il nuovo Narrastorie. Rhian potrà scrivere ciò che vuole e tramutarlo in realtà. Con un colpo di penna potrà annientare interi regni, uccidere i nostri amici, uccidere noi! La nostra storia sarà finita…»
«Gli anelli non possono essere stati distrutti tutti perché Nottingham ha ancora il suo. Il padre di Dot ne conserva uno» fece notare freddamente Hester. «Lo Sceriffo non brucerebbe il suo anello per Re Rhian. Lo odia persino più di noi. Inoltre, se lui dovesse morire, quell’anello lo erediterebbe Dot. E noi andremmo fino in capo al mondo per proteggere tanto lei quanto l’anello. Proprio come faremo per Merlino.» Hester le spinse da un lato e proseguì, stringendo il cappuccio.
«Non hai capito? Sophie lo sposerà!» ripeté Anadil. «E poco importa che sia per salvarsi o per diventare Regina di Camelot.»
«Sei proprio convinta che Sophie sposerebbe Rhian?» replicò Hester in tono di sfida. «Dopo averci aiutato a fuggire da lui?»
«Ma è quello che ha scritto lui!» obiettò Dot. «Così dice il messaggio.»
«È la sua versione della storia» puntualizzò Hester fissando furente il cielo. «Ma c’è qualcosa di sospetto in quel messaggio, e finché non capisco cos’è, noi ci atteniamo al piano. In più, se c’è una cosa che ho imparato di Sophie è che è una strega più abile di tutte noi. Sono sicura che ha il re completamente sotto controllo.»
«Hester, il sole tramonterà tra meno di un’ora…» insistette Anadil.
«Motivo in più per sbrigarsi a trovare Merlino. Lui è la nostra migliore risorsa per sconfiggere Rhian. È per questo che il re lo ha intrappolato in quelle caverne.»
«Allora perché non lo ha semplicemente ucciso? Per quanto ne sappiamo, magari Merlino è già morto, oppure ha usato il suo Desiderio del Mago, e questa è solo una falsa pista ordita apposta per far morire anche noi.»
«Il Desiderio del Mago?» disse Dot. «Cioè quello che si esprime nella Grotta di Aladino?»
«Quello è il Desiderio del Genio, idiota. Per forza sei stata bocciata al corso della Pocus» la rimproverò Anadil. «Tutti i maghi hanno un Desiderio che possono usare per decidere come e dove morire.»
«E di certo Merlino non avrebbe usato il suo sapendo che noi siamo ancora in pericolo» aggiunse irritata Hester, mentre si avvicinavano ai cancelli di Borna Coric. «Lui è lì, da qualche parte, e ha bisogno del nostro aiuto.»
«Non stai riflettendo lucidamente, Hester. Mettiamo che sia in quelle caverne» concesse Anadil. «Le Cave di Contempo sono trappole temporali. Anche restandoci per pochi secondi se ne esce invecchiati di anni interi. E Merlino è là dentro da settimane.»
«Tornate indietro senza di me, allora» le sfidò l’amica oltrepassando i cancelli cittadini.
Ma si fermò di botto.
Lo stesso fecero Anadil e Dot.
Il suolo della foresta era scomparso, sostituito dal cielo. Le streghe non si trovavano più su un sentiero di terra battuta: erano in piedi sul tramonto, una tela violetta e rosata. Il messaggio del Crinoleone si era spostato da sopra le teste a sotto i piedi e pavimentava il percorso che si apriva dinanzi a loro. Ciascuna lettera dorata aveva le dimensioni di una casa ed era incisa sull’orizzonte sotto i loro scarponi: l’annuncio delle nozze di Re Rhian aveva preso il posto del sentiero. Mentre le streghe lo percorrevano lentamente, ammutolite dallo stupore, Hester fiutò di nuovo il puzzo di dolcetti andati a male e abbassò gli occhi a esaminare le parole di Rhian per scovare il marcio che si celava al loro interno.
«Hester?» la chiamò Dot guardando in alto.
La ragazza sbatté le palpebre.
Non era solo il cielo a essere sottosopra.
L’intero reame di Borna Coric era a testa in giù.
Aveva già sentito parlare di quella landa capovolta, in cui il mondo stava a testa in giù, ma vederla dal vivo era molto diverso. Lì, il suolo era su nel cielo, come un soffitto di terra, e il cielo era ancorato dove avrebbe dovuto trovarsi il terreno. Gambi violetti di fagioli spuntavano dalla volta di terriccio e si protendevano verso un piatto pavimento di nuvole. Casette rovesciate si assiepavano accanto alle piante di fagiolo e i loro abitanti, insieme a mobili e suppellettili varie, erano a loro volta sottosopra, liberi dalle leggi della gravità. Scale e passerelle, fatte di viticci viola e carrucole, collegavano i gambi delle piante formando dei percorsi, e un ponte di fiori a testa in giù raccordava tutto il villaggio alla piazza principale.
Le streghe si avviarono verso quell’affollata arena formata da vari livelli di botteghe capovolte che si aprivano tra grandi statue a testa in giù. Statue di regnanti, notò Hester: le teste di pietra di re e regine di Borna Coric e dei loro pargoli erano ormeggiate al pavimento celeste, i piedi puntati verso il terreno soprastante. Da più vicino, la strega vide che i volti scolpiti dei regnanti apparivano stranamente infantili, quasi giovani come i loro figli.
«Inquietante» mormorò Anadil. La popolazione si affaccendava su in alto, girata all’incontrario, mentre le due streghe stavano nascoste all’ombra delle statue. «La gente ci noterà, Hester. Siamo le uniche a essere nel verso giusto. In più, le caverne dovrebbero essere circo...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- PARTE PRIMA
- PARTE SECONDA
- PARTE TERZA
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