L’UNDICESIMO ARCHETIPO: L’INNOVAZIONE
L’Acquario chiude il cerchio dei segni d’Aria, elemento delle idee, della conoscenza e della comunicazione. Una sequenza che inizia con l’osservazione della realtà (Gemelli), diviene poi scambio di idee (Bilancia) e con te raggiunge il gradino più alto: il pensiero inventivo. La tua aspirazione, infatti, è spingerti fino al confine della conoscenza e sbirciare un metro più in là, fino a vedere ciò che gli altri ancora non vedono ed essere considerato, a seconda dei casi, un precursore o un visionario.
Questo non è un segno facile da inquadrare. Certamente non per gli altri, ma alle volte anche per un Acquario stesso non è semplice decifrarsi, perché ha due “anime”, quanti sono i pianeti – molto diversi tra loro – che lo governano. Uno è Urano il progressista, dal quale prende l’animo ribelle, eccentrico e perennemente controcorrente; l’altro è Saturno il conservatore, più severo e inquadrato. Ed è da lì che provengono rigore e autodisciplina, una certa insicurezza e soprattutto la paura di non essere capiti.
E così, ogni Acquario vive un costante rimpallo tra questi due opposti: tra rivoluzione e conservazione, tra azzardo e responsabilità. Leader insicuro, eremita socievole, spirito libero terrorizzato dall’idea di restare solo. Rivoluzionario, refrattario ai piccoli cambiamenti, e qualsiasi altro ossimoro nasca dal contrasto tra vecchio (Saturno) e nuovo (Urano). Ma tra questi estremi, apparentemente inconciliabili, l’Acquario trova un suo equilibrio, seppur spesso incomprensibile agli altri.
Ha una visione circolare della vita, nella quale c’è spazio per tutti. Vorrebbe fare e conoscere tutto, ed esserci per tutti. Ecco perché le scelte lo mettono in crisi, perché implicano spesso la necessità di rinunciare a qualcosa o scontentare qualcuno. E ancora prima sottintendono una chiarezza di idee e desideri che negli anni scorsi l’Acquario non sentiva ancora di avere. Ed è per questo che, cercando di accontentare tutti e di barcamenarsi tra mille impegni, ha spesso perso di vista i propri desideri. Ma quest’anno, la musica cambia.
COME ARRIVI AL 2021
Quest’anno riscriviamo la nostra storia (uso il “noi” perché sono Acquario anch’io). Può sembrare enfatico, ma è proprio così. Dopo un 2020 tremendo, pesantissimo ma soprattutto lacerante dal punto di vista emotivo, si riparte. Da basi completamente nuove, da un nuovo decalogo esistenziale dove alcune cose meritano un sì pieno e incondizionato, mentre altre meritano una porta in faccia. Perché finalmente, e questa è la vera rivoluzione, torniamo al centro delle nostre scelte. Al netto di tutto ciò che abbiamo fatto per ego, senso di colpa, per il bisogno di sentirci importanti per qualcuno o per non deludere le sue aspettative, torniamo a tarare le nostre scelte su noi stessi, a ridisegnare il nostro mondo sulla base di ciò che desideriamo realmente e a dargli le nostre regole.
Mentre facevo queste prime considerazioni, mi è capitato di vedere Jerry Maguire. Boom! Mi ha toccato l’anima e ho pensato che fosse il film giusto da dedicare all’Acquario. Perché Jerry (Tom Cruise) ha una vita perfetta, almeno in apparenza: ha un bel lavoro, guadagna bene e sta al centro dei giri che contano. È temuto e rispettato, come tanti altri “squali” che appartengono al suo ambiente (quello dei procuratori sportivi). Un mondo che gira all’impazzata e ti fa sentire come i popcorn in una pentola: sempre sul punto di scoppiare. Finché un bel giorno non apre gli occhi e si rende conto che in quel sistema di valori non ci si riconosce più.
Si mette al computer nel cuore della notte e butta giù il “manifesto programmatico” di una vita diversa. È una vera illuminazione che lo riporta alle radici delle sue scelte, a quella passione, a quella motivazione personale, strangolate a un certo punto da una giostra che ha iniziato a girare eccessivamente veloce. Tutto è diventato “troppo” e la soluzione è una sola: rallentare, ridurre il numero di clienti, dedicare loro maggiore attenzione, recuperare la qualità delle cose e dei rapporti. Jerry intitola la sua relazione Le cose che pensiamo e che non diciamo, la stampa e la distribuisce a tutti i suoi colleghi. La loro prima reazione è un caloroso applauso, ma sotto sotto lo guardano come se fosse un alieno e cercano di farlo fuori, in modo più o meno corretto. Ma ormai lui ha passato il Rubicone: indietro non si torna.
Perso il lavoro, Jerry comincia a ricostruirsi pezzo per pezzo. Non è facile, deve ripartire da zero (o quasi), perché uno solo dei suoi clienti lo segue in questa avventura. Ma dalla sua ha la consapevolezza di essere nel giusto, di non tradire più i propri ideali. E questo gli dà una grandissima forza: gli restituisce la prorompente energia degli inizi. Non ti racconto altro, ma stiamo parlando di un film con uno straordinario lieto fine, perché il nuovo “programma di vita” permette a Jerry di arrivare molto lontano, senza tradire la propria natura. E quel suo unico cliente, seguito con amore e dedizione, si rivela quello giusto, il biglietto vincente per entrare nell’olimpo del football.
Ecco, l’Acquario è in una situazione simile. Finalmente sa chi è, sa cosa vuole e sente il bisogno di spogliarsi di tutto ciò che è di troppo, che punta in una direzione “sbagliata” perché divergente dai propri principi. In molti casi per farlo deve rinunciare alle lusinghe di una vita che, almeno agli occhi degli altri, funziona bene. Ma queste sono trappole nelle quali è caduto fin troppe volte in passato. Trattenere qualcosa in cui non si rispecchia più per paura di scegliere (male) e poi pentirsi; lasciarsi condizionare dalla paura di deludere un’aspettativa o venire meno a ciò che gli altri vedono in lui; accettare proposte che non convincono fino in fondo perché sotto sotto ci si sente lusingati… e che fai, dici di no?
E così, molti si sono ritrovati con una vita piena come un armadio stracolmo, nel quale si ammassavano abiti vecchi e nuovi, alcuni decisamente superati ma mai eliminati. Con un’agenda piena di impegni, alcuni vere e proprie perdite di tempo. E in mezzo a quel caos, era anche difficile distinguere la lenticchia dal sassolino. Qualcuno si è anche barcamenato tra due vite, tra due lavori, persino tra due città nella difficoltà di prendere una decisione più netta. C’è da dire che negli anni passati l’Acquario non aveva un cielo che incoraggiava scelte radicali, ma, anzi, puntava il dito sulle responsabilità e sui rischi di una decisione azzardata.
Poi, a partire dal 2018, qualcosa ha iniziato a cambiare dentro. Urano e Saturno hanno dato origine a un processo di ristrutturazione del tempio. Quello “esteriore”, rappresentato soprattutto dalla casa e dal lavoro, ma ancora prima quello “interiore”. E così nuove idee, desideri e aspirazioni hanno iniziato ad affiorare dall’inconscio. Allo stesso tempo abbiamo cominciato a non riconoscerci in certe situazioni, a farci più domande, a non tollerare ambienti e situazioni affollate di cose inutili. Qualcuno ha iniziato a guardare la propria vita pensando che non gli somigliasse più, accarezzando il desiderio di radere tutto al suolo. Ma non era quella la strategia giusta: bisognava smontare il castello pezzetto dopo pezzetto, con amore e attenzione, e non buttare tutto all’aria. Bisognava agire verso un cambiamento e non reagire a una sensazione di fastidio.
Il vero Bang! è arrivato nel 2020. E in particolare nella primavera che abbiamo passato chiusi in casa, quando Saturno ha fatto capolino in Acquario (dal 22 marzo al 1 luglio). È da lì che è partito un più profondo ripensamento di tutto: obiettivi, desideri, regole di vita. In molti casi, quella brusca frenata rispetto al tran tran di tutti i giorni può aver creato il silenzio necessario per fermarsi a riflettere. In quel limbo sospeso, qualcuno potrebbe essersi dedicato a qualcosa di nuovo che si è rivelato molto appassionante, può aver intravisto un’alternativa o anche semplicemente pensato: “Alla mia vita di prima non ci torno più, ora mi è chiaro”. In altri casi, può essere avvenuto in modo più dirompente, con la battuta d’arresto di un progetto o di una situazione di lavoro, e la conseguente necessità di reinventarsi. Stiamo parlando di un momento critico, ma forse c’era bisogno di uno spintone del genere per capire che una precedente “normalità” non faceva più al caso nostro; per chiudere un lungo processo di preparazione e farci entrare davvero in azione.
COME SARÀ IL 2021
Nel 2021 Saturno torna stabilmente in Acquario, accompagnato da Giove, il pianeta dell’espansione e del cambiamento. Solo il fatto di ricevere la visita di uno dei due pianeti segna un nuovo importante inizio in termini di input e di occasioni. Averli accanto entrambi è un autentico Big Bang! Per questo motivo, il 2021 contiene il seme primigenio che porterà alla creazione di un nuovo mondo. È una pietra miliare che segna il trionfo dell’autodeterminazione (“decido io!”) e del ritorno all’essenza. A partire da una prima regola d’oro: nel meno, c’è il più.
Ecco perché, come Jerry Maguire, parte all’insegna del coraggio necessario a eliminare tutto ciò che è superfluo, prendendo spunto dagli insegnamenti degli scorsi anni; e allo stesso tempo a gettare le basi della nostra nuova vita attraverso continue scelte fondate su tre pilastri: amore, piacere e desiderio. Tre parole che negli anni passati sono state continuamente annacquate dai loro esatti contrari (senso del dovere, disciplina e necessità), e ancora prima da una costante paura di cambiare. Invece le radici, per essere solide, devono poggiare su ciò che davvero amiamo, altrimenti prima o poi la clessidra gira, subentrano fatica, noia e monotonia, e tutto vacilla. Queste sono le basi: ritrovare l’amore per se stessi, per ciò che si fa, perché l’appagamento si raggiunge solo facendo qualcosa che permette di esprimere quello che abbiamo dentro. Solo così le cose vengono fuori facili, leggere, armoniche, e un segno come il nostro (incoercibile e ribelle) riesce ad agganciare una rotta e mantenerla stabilmente.
Sulla scia di tutto quello che abbiamo detto vien da sé che per molti, sul lavoro, questo è un “anno zero”, nel quale cogliere al volo ogni occasione per rimettersi in gioco e sperimentare. In certi casi non c’è bisogno di rivoluzionare tutto. Può bastare un cambiamento all’interno della propria realtà professionale (un trasferimento o un diverso team) per ritrovare una dimensione più vivibile e appassionante; per dedicarsi a incarichi più vicini alle proprie inclinazioni e per valorizzare alcuni nuovi talenti e passioni emersi negli scorsi anni che vanno approfonditi. In altri casi c’è bisogno di una rivoluzione più profonda, di cambiare aria, prospettive, orizzonti. E bisogna farlo mettendo a fuoco cosa vuoi fare, dove, come e con chi. Perché non stiamo parlando di capricci o divagazioni temporanee: quello del 2021 è un seme che può dare vita a qualcosa di importante, destinato a restarlo per molto tempo.
Anche per gli imprenditori e i liberi professionisti è importante puntare su settori nuovi, o cercare di allargare il giro di clienti o referenti anche in altre città. Si riaccende la voglia di andare alla conquista di nuovi territori, di tentare nuove strategie. Il 2020 è stato “severo” in termini di opportunità, ma generoso di input e idee. Nel nuovo anno c’è la possibilità di metterli in atto, di testarli e in generale, di permettersi qualche “azzardo” in più. Lo stesso vale per i più giovani, che si accingono a iniziare un nuovo ciclo di studi o ad affacciarsi per la prima volta nel mondo del lavoro, anche rompendo gli schemi rispetto al passato, senza dare nulla per scontato. Il fatto di essermi diplomato in ragioneria non deve infatti precludermi mentalmente la possibilità di iscrivermi a Lettere. O, per fare un esempio più vicino a me, aver sempre fatto l’avvocato non impedisce a un certo punto di poter scrivere di astrologia.
Perché, e questo è un punto fondamentale, le scelte devono essere “scelte”, non valutazioni di convenienza. Altrimenti, anche se inizialmente sembra di aver preso una decisione “saggia”, prima o poi una voce interiore si ribella, e rende un compromesso più difficile da tollerare. Poi magari ci si arriva per gradi, a ridimensionare certi obiettivi si fa sempre in tempo, ma devo avere chiaro dove voglio arrivare (e l’enfasi è sulla parola “voglio”). In questo contesto, qualcuno potrebbe tentare il “salto” da un lavoro dipendente a un’attività più autonoma anche tramite l’apertura di una società, perfettamente in linea con un cielo che parla di nuove fondamenta di stabilità. Aprire una società significa, infatti, scegliere le persone giuste con cui condividere un percorso, darsi delle regole e degli obiettivi precisi.
L’anno ingrana bene fin dall’inizio, perché già il mese di febbraio è un cardine attorno al quale ruotano importanti cambiamenti, con un cielo semplicemente straordinario. Può rappresentare un momento di gr...