Il nostro satellite gigante
In un certo senso, le nostre speculazioni sull’intelligenza extraterrestre sono approdate a una nota trionfante. Facendo del nostro meglio per produrre stime e ipotesi prudenti e ragionevoli, siamo arrivati a ipotizzare un universo incredibilmente ricco d’intelligenza. Proprio qui nella Galassia, sono entrate nella civiltà 390 milioni di nostre compagne, a condividere la grande avventura di apprendere e speculare.
Se queste civiltà fossero sparse in egual misura nelle periferie Popolazione I, la distanza tra due civiltà confinanti sarebbe in media di 40 anni luce circa. Non molto su scala cosmica.
Ma c’è una domanda, che in un certo senso rovina tutto.
Dove sono?
Se la nostra Galassia ospitasse davvero centinaia di milioni di civiltà avanzate, potrebbero benissimo essersi avventurate oltre i loro mondi, aver stretto alleanze, aver formato una Federazione galattica e mandare emissari alle altre Federazioni attraverso gli spazi intergalattici. E soprattutto dovrebbero averci visitati. Perché invece no?
Dove sono?
È un enigma che può avere diverse soluzioni. Può darsi, per esempio, che l’analisi condotta in questo libro sia sbagliata in qualche punto chiave, e che quindi non ci siano mondi abitabili oltre alla nostra Terra.
Quasi ogni gradino dell’analisi potrebbe nascondere un errore, frutto della nostra limitata conoscenza. Forse le binarie sono molto più comuni di quanto pensiamo, e hanno un’influenza assai più negativa sulla formazione dei pianeti. In questo caso, le stelle singole simili al Sole potrebbero essere pochissime, e altrettanto pochi i sistemi planetari.
Può darsi che l’ecosfera sia angusta, come risulta da alcune stime, e che in questo sottile guscio di spazio attorno a una stella, il solo che potrebbe permettere l’abitabilità, non sia venuto a trovarsi quasi nessun pianeta.
Può darsi che per qualche ragione ancora incomprensibile sia molto raro che si formino pianeti della massa della Terra, può darsi che un sistema planetario dopo l’altro sia composto da pianeti troppo grandi e troppo piccoli, che non ci siano pianeti della giusta misura praticamente da nessuna parte.
Può darsi che sia un incredibile caso cosmico che il nostro mondo abbia raccolto acqua liquida in quantità adeguata, e che gli altri fattori siano quello che sono; può darsi che il nostro sia l’unico pianeta abitabile della Galassia o addirittura dell’universo.
Ma finora non abbiamo ragioni per pensare che le cose stiano così. La motivazione può arrivare da un momento all’altro, anche domani per quello che ne sappiamo. Ma finché non arriva non abbiamo altra scelta che seguire la nostra linea di ragionamento, e vedere se riusciamo a trovare una spiegazione alla mancanza di prove positive dell’esistenza di altre civiltà.
Ma l’errore potrebbe non essere frutto della nostra ignoranza. Potrebbe venire da qualcosa di assolutamente evidente, ma di cui non abbiamo tenuto conto. Qualcosa di così non comune riguardo al Sole, al suo sistema planetario, o alla stessa Terra, da impedirci di usare il principio di medietà.
Per quanto riguarda il Sole e il sistema planetario in generale non conosciamo niente del genere. Può essere unico in una decina di modi diversi, ma nessuno di cui appaia l’evidenza. Per la Terra però è diverso. Qui abbiamo qualcosa di assolutamente non comune, di cui finora non abbiamo tenuto conto, qualcosa che adesso dobbiamo considerare come una possibile risposta al problema di dove sono i nostri visitatori spaziali.
Il fattore non comune è il satellite della Terra, la Luna.
Ho già detto che l’associazione Terra-Luna, grazie alla dimensione straordinaria della Luna in rapporto al mondo cui gira attorno, è il fatto più vicino nel sistema solare a un doppio pianeta.1 La massa della Luna è 1/81, o 0,0123 quella della Terra. La tavola seguente dà la massa dei satelliti d’ogni pianeta del sistema solare in termini relativi alla massa del loro pianeta.
| Terra (1 satellite) | 0,0123 |
| Nettuno (2 satelliti) | 0,0013 |
| Saturno (10 satelliti) | 0,00025 |
| Giove (13 satelliti) | 0,00024 |
| Urano (5 satelliti) | 0,00010 |
| Marte (2 satelliti) | 0,00000002 |
| Plutone (nessun satellite) | |
| Venere (nessun satellite) | |
| Mercurio (nessun satellite) | |
Prendendo la massa di ogni satellite relativa alla massa del pianeta cui gira attorno, la Luna è 6,5 volte più massiccia di tutti gli altri messi insieme.
Da questo punto di vista la Luna è assolutamente non comune, e rende l’immagine della formazione della Terra completamente diversa da quella degli altri pianeti.
Tutti i pianeti tranne la Terra sembrano essersi formati attorno a un punto di condensazione centrale con al massimo diversi insignificanti nodi di materia alla periferia, così piccoli in rapporto al punto di condensazione centrale che è difficile pensare che possano avere influito in qualche modo sulla formazione del pianeta principale.
Ma per quanto riguarda la Terra, e solo la Terra, sembra ci siano state due condensazioni, una molto più grande dell’altra, ma non tanto da renderla significante.
Prendiamo Venere e la Terra, così simili per massa e costituzione, eppure così diversi per condizione di superficie attuale. È possibile spiegare almeno in parte questa attuale differenza col fatto che Venere s’è formato in una condensazione e la Terra in due? La Luna formandosi ha sottratto della materia in qualche modo decisivo che ha fatto mutare lo stato chimico o fisico della Terra dando inizio a una evoluzione geologica diversa da quella di Venere? Una diversità dapprima minima, ma che ha finito per far diventare la Terra un pianeta freddo con un oceano e un’atmosfera a paragone rarefatta, mentre Venere è divenuto un pianeta caldo, senza acqua liquida e con un’atmosfera molto densa?
Può darsi che la doppia condensazione che formò il doppio pianeta Terra-Luna sia un caso eccezionalmente raro, e che quindi abbiamo sbagliato a dire che nell’ecosfera di una Terra simile al Sole un pianeta su due è simile alla Terra. Per esserlo dovrebbe avere un satellite simile alla Luna, e questo è praticamente impossibile. Senza un satellite simile alla Luna potremmo avere al massimo un pianeta simile a Venere.
Se le cose stessero così, dovremmo concludere che nell’universo non ci sono in pratica pianeti abitabili, e che la Terra è uno scherzo di natura. Di intelligenze extraterrestri non ce ne sarebbe una, e quindi il silenzio dello spazio, la mancanza di loro notizie non dovrebbe sorprendere.
Ma gli argomenti che abbiamo posto a fondamento di queste tesi sono inequivocabili? Che influenza ha avuto la formazione della Luna su quella della Terra? Cosa può aver fatto per diminuire la densità atmosferica della Terra, aumentare la sua riserva d’acqua, prevenire un effetto serra galoppante?
A queste domande non esiste ancora una risposta adeguata.
Inoltre, le differenze tra Venere e la Terra possono trovare una razionalizzazione apparentemente più probabile di quella che passa attraverso la Luna.
Venere è più vicina al Sole della Terra, e di molto. Il processo di fotolisi per cui i raggi ultravioletti del Sole scindono le molecole d’acqua in idrogeno e ossigeno ne risulta accelerato; grazie alle temperature più alte dovute alla vicinanza del Sole, l’idrogeno fugge rapidamente, e l’ossigeno si combina col metano presente per formare acqua e anidride carbonica. Il processo, continuando, finisce per generare un’atmosfera densa composta soprattutto di anidride carbonica, che accelera l’effetto serra e produce il pianeta Venere quale lo conosciamo.
Restano da risolvere molti particolari, ma è molto più credibile che la differenza tra Venere e Terra sia una differenza di distanza dal Sole piuttosto che di natura e presenza di un satellite.
In attesa di prove ulteriori non sembra quindi che ci sia ragione di negare l’esistenza di molti pianeti abitabili, in grado di ospitare la vita. Ma, ammesso questo, non abbiamo ancora parlato della peculiarità dell’esistenza della Luna.
Il nostro satellite catturato?
L’esistenza della Luna come satellite della Terra è così strana che alcuni astronomi hanno ipotizzato che non sia nata come satellite, ma sia stata catturata dalla Terra. Se quest’ipotesi fosse esatta potrebbe avere un effetto pressoché fatale sulla nostra speranza di trovare delle altre civiltà.
A favore della tesi che la Luna sia un corpo catturato c’è il fatto che è così grande e così lontana dalla Terra. Inoltre la sua orbita giace su un piano in cui in genere i pianeti girano attorno al Sole, e molto meno vicino al piano equatoriale della Terra, dove sappiamo per esperienza che è più facile che giri un satellite. Tutti elementi che possono far pensare che sia nato come piccolo pianeta piuttosto che come satellite.
C’è poi il fatto che la Luna ha una composizione un po’ diversa da quella della Terra. La sua densità è solo 3/5 di quella terrestre, e non ha un nucleo di metallo. In questo la sua struttura è molto più simile a quella di Marte. È possibile che la Luna si sia formata da quella parte della nube originaria di polvere e gas da cui si formò Marte, piuttosto che la Terra?
Inoltre, la Luna scarseggia molto più che la Terra di quegli elementi solidi che si liquefano a temperature relativamente poco elevate e che quindi possono essere evaporati. La Luna abbonda poi di frammenti vetrosi, formati da sostanze rocciose liquefattesi e di nuovo solidificatesi, che sono invece rari sulla Terra. Queste due caratteristiche sembrerebbero indicare che la Luna sia stata esposta, forse per un periodo considerevole, a temperature più alte di quelle attuali della Terra (e della stessa Luna).
È possibile che la Luna, formatasi nello stesso processo che formò Marte, abbia avuto per qualche ragione un’orbita molto eccentrica? Forse arrivava vicina al Sole quasi come Mercurio, e se ne allontanava quasi come Marte. Questo ne spiegherebbe la superficie mercuriana e l’interno marziano.
A un certo punto è successo qualcosa che ha permesso alla Terra di catturare la Luna durante uno dei suoi avvicinamenti.
Nessuno degli argomenti a favore dell’ipotesi che la Luna sia un corpo catturato è inequivocabile. Non lo è la dimensione, perché i satelliti del sistema solare che secondo gli astronomi sono stati sicuramente catturati sono tutti minuscoli. La distanza della Luna dalla Terra potrebbe essere il risultato dell’azione di marea; la sua orbita non è eccentrica come quella degli altri satelliti sicuramente catturati; l’inclinazione del suo piano di rivoluzione rispetto al piano equatoriale del suo pianeta non è accentuata come quella del satellite di Nettuno, Tritone.
Quanto alla diversa composizione, è possibile che i metalli si siano condensati per primi e che quando la Luna cominciò a condensarsi lontana dal luogo della prima condensazione, la nube dalla quale si formò fosse quasi tutta rocciosa. Per spiegare il gran calore cui è stata esposta la sua superficie è sufficiente ricordare che la Luna, a differenza della Terra, non ha un’atmosfera e un oceano che respingano i raggi solari.
E, soprattutto, il meccanismo che avrebbe permesso alla Terra di catturare un corpo della dimensione della Luna è molto ingarbugliato, e gli astronomi non sono riusciti a suggerirne uno credibile, davvero capace di produrre una cosa del genere.
Ma neppure gli argomenti contro l’ipotesi che la Luna sia un satellite catturato sono inequivocabili. Gli astronomi non sono ancora riusciti ad arrivare a niente di definitivo a questo riguardo. La Luna può essere un satellite catturato come no.
Ammettiamo, per amor di argomentazione, che la Luna sia un satellite catturato, e vediamo dove quest’ipotesi ci porta.
Tanto per cominciare, quando potrebbe essere stata catturata?
Non possiamo dirlo. Potrebbe essere stata catturata 4 miliardi di anni fa, non molto dopo la formazione dei due corpi e prima che qualunque vita apparisse sulla Terra. Potrebbe essere stata catturata 4 milioni di anni fa, non molto prima che apparissero sulla Terra i primi ominidi.
Ma finché guardiamo solo la Luna non abbiamo modo di dirlo. Guardiamo anche la Terra. La storia della Terra mostra qualche rivoluzione improvvisa che possa essere messa in rapporto e sul conto della cattura della Luna?
Cosa sappiamo della comparsa della vita sulla superficie emersa della Terra? Le terre asciutte furono colonizzate stranamente tardi: mentre la vita si presentò nell’oceano forse un miliardo di anni dopo la formazione del pianeta, perché apparisse sulla terra asciutta dovettero passare 4,2 miliardi di anni. Se equipariamo i 12 miliardi di anni di durata della Terra come pianeta abitabile ai 70 anni di vita dell’essere umano, la vita marina iniziò quando la Terra aveva 6 anni, e la vita terrestre quando ne aveva 25...