
- 272 pagine
- Italian
- ePUB (disponibile su mobile)
- Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub
Luna - Era solo un selfie
Informazioni su questo libro
Anita è l'unica ragazza della squadra di pallanuoto del suo paese, è appena diventata capitana ed è innamoratissima di un suo compagno di allenamento. Quando è da solo con lei, Ste è dolcissimo, ma cambia appena si ritrova con gli altri maschi della squadra. Un giorno Anita si scatta una foto con altre ragazze davanti allo specchio dello spogliatoio e da quel momento, apparentemente insignificante, tutto comincia a cambiare.
Domande frequenti
Sì, puoi annullare l'abbonamento in qualsiasi momento dalla sezione Abbonamento nelle impostazioni del tuo account sul sito web di Perlego. L'abbonamento rimarrà attivo fino alla fine del periodo di fatturazione in corso. Scopri come annullare l'abbonamento.
No, i libri non possono essere scaricati come file esterni, ad esempio in formato PDF, per essere utilizzati al di fuori di Perlego. Tuttavia, puoi scaricarli nell'app Perlego per leggerli offline su smartphone o tablet. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Perlego offre due piani: Essential e Complete
- Essential è l'ideale per studenti e professionisti che amano esplorare un'ampia gamma di argomenti. Accedi alla libreria Essential, che include oltre 800.000 titoli di comprovata qualità e bestseller in vari settori, tra cui business, crescita personale e discipline umanistiche. Include tempo di lettura illimitato e voce standard per la sintesi vocale.
- Complete: perfetto per studenti e ricercatori esperti che necessitano di un accesso completo e illimitato. Accedi a oltre 1,4 milioni di libri su centinaia di argomenti, inclusi titoli accademici e specialistici. Il piano Complete include anche funzionalità avanzate come la sintesi vocale premium e l'assistente di ricerca.
Perlego è un servizio di abbonamento a testi accademici, che ti permette di accedere a un'intera libreria online a un prezzo inferiore rispetto a quello che pagheresti per acquistare un singolo libro al mese. Con oltre 1 milione di testi suddivisi in più di 1.000 categorie, troverai sicuramente ciò che fa per te! Per maggiori informazioni, clicca qui.
Cerca l'icona Sintesi vocale nel prossimo libro che leggerai per verificare se è possibile riprodurre l'audio. Questo strumento permette di leggere il testo a voce alta, evidenziandolo man mano che la lettura procede. Puoi aumentare o diminuire la velocità della sintesi vocale, oppure sospendere la riproduzione. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Sì! Puoi utilizzare l'app di Perlego su dispositivi iOS o Android per leggere quando e dove vuoi, anche offline. È perfetta per gli spostamenti quotidiani o quando sei in viaggio.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app.
Sì, puoi accedere a Luna - Era solo un selfie di Cristina Obber in formato PDF e/o ePub. Scopri oltre 1 milione di libri disponibili nel nostro catalogo.
Informazioni
Editore
EDIZIONI PIEMMEAnno
2022Print ISBN
9788856682083eBook ISBN
97888585285941.
ACQUA
«Che stupidi!» pensa.
L’arbitro ha dato il time out e i suoi compagni si sono radunati intorno a Filo, anche se ora è lei la capitana. Galleggiano tutti a un paio di metri da lì, li guarda col mento appoggiato al bordo vasca. Nemmeno Giò, l’allenatore, sembra accorgersene, tanto è preso dal rimproverarli per i troppi falli.
Forse nessuno se ne accorge, nemmeno i genitori sugli spalti, tutti occupati a criticare l’arbitraggio. Forse pensano che sia solo stanca. Spesso la solitudine è invisibile, solo quando è tua la vedi benissimo.
A volte dura un attimo, o almeno così sembra.
– Anita, dai! – la incita Giò. – Tre minuti, fammi un altro gol, cazzo!
«Ma gli allenatori possono dire le parolacce?» si chiede lei.
È appena entrata negli under 16, e l’allenatrice degli under 14 non parlava così, e non certo perché era femmina.
L’arbitro fischia nuovamente e tutti si riportano al centro della vasca, ognuno nella sua posizione.
Mentre si sistema la cuffia Anita incrocia lo sguardo di Ste e spera che le proprie guance sembrino arrossate soltanto dalla fatica e dal cloro.
È la fine del quarto tempo, sono momenti concitati, devono segnare a tutti i costi ma poco ci manca che prendano un rigore per fallo. Se la cavano con un’espulsione e ora giocano in cinque.
– Calma! – grida Anita ai suoi compagni.
– Calma, cazzo! – grida Giò con le mani tra i capelli, mentre i genitori della squadra ospite ancora reclamano il mancato rigore e gli insulti all’arbitro rimbombano nel caos.
Disturbano sempre, i genitori. Per fortuna, però, in acqua si gioca concentrati e non ci si fa caso.
Il tizio che ora la marca è il doppio di lei, ma Anita riesce a svignarsela e a partire di scatto in contropiede con la palla che rimbalza lievemente sull’acqua, tra le sue braccia che nuotano veloci. Ormai manca un minuto alla fine della partita. Giò è così proteso verso l’acqua che sembra stia per cadere da un momento all’altro, mormora “dai dai dai” e tiene i pugni stretti.
È incredibile come Anita scivoli rapida, sembra un uccello in volo. Raggiunge la zona rete con il vantaggio sufficiente per una buona elevazione; il suo lancio è deciso, potente, e anche se il portiere ha intuito la traiettoria non riesce a evitare che la palla finisca dentro.
Il tempo di godersi l’ovazione e arriva il fischio. 7-6. È fatta.
Anita si porta le mani al viso, quasi non ci crede.
Yuri la raggiunge con due bracciate e la stringe alle spalle.
– Sei una grande!
Se non giochi in una squadra non puoi capire la gioia di certi momenti.
Giò si è tuffato con canotta e pantaloncini, e come si usa nella pallanuoto ora sono tutti in cerchio intorno a lei, la capitana, gridano e sbattono le mani sull’acqua con le ultime forze rimaste nelle braccia. Tra gli schizzi Anita intravede il suo sorriso. Tutti sorridono, ma Ste le sorride in quel modo.
2.
CALZINI
– Ci risiamo! E non hanno nemmeno fantasia… – sussurra Clara appena rientrano in classe.
– Se ti sentono vedi… – commenta Anita alzando gli occhi verso Vera e Marzia. – Mi verrebbe voglia di… –. Stringe le labbra e le parole restano impigliate tra i denti.
– È quello che vogliono, non ci badare. E tanto lo rifarebbero, è più forte di loro.
In effetti sembra che rovesciare l’astuccio di Clara sul banco sia il loro passatempo preferito.
Ma Clara rimane sempre calma, fa le sue smorfie buffe e sorride, sistema le sue cose senza alzare lo sguardo, per non dare loro soddisfazione.
– Non so proprio come fai! – le dice Anita.
Non sa proprio come fa, se lo chiede sempre. Lei le sbudellerebbe, sogna poteri magici per ordinare a un drago di incenerirle.
Il prof inizia a spiegare ma Anita non riesce a concentrarsi.
Ha incrociato Ste in treno stamane e quando sono scesi le ha detto: «Io prendo quello delle due, tu?».
«Anche io» ha mentito lei.
Che poi non è proprio una bugia, perché anche se potrebbe andare a casa con il solito delle 13.30, lei prenderà davvero quello delle due.
Sicuramente.
Le risatine la riportano in classe. Il prof tossisce in continuazione mentre parla e in prima fila è il finimondo. C’è chi si copre il viso con i quaderni, chi indietreggia schifato col banco.
Lui sembra non rendersene conto, invece di uscire a bere un bicchiere d’acqua continua imperterrito a parlare tossendo.
– Secondo me non ci sente molto bene – mormora Clara, e Anita non si trattiene e scoppia a ridere.
– Che cosa ti diverte tanto? – le chiede il prof.
– No, scusi prof – balbetta lei imbarazzata. – Mi è venuta in mente una cosa, mi scusi.
Lui riprende a spiegare, Anita è viola in volto. È la prima figuraccia alle superiori.
Piove da giorni, e il suo ombrello turchese è grande abbastanza da coprire tutte e due.
– Ma lo saprà che prendiamo sempre il treno prima… – osserva Clara.
– Gli diciamo che oggi dovevamo fermarci per organizzare l’assemblea di classe.
– Ok…
Camminano strette l’una all’altra, fissando le gocce che rimbalzano sull’asfalto.
Adorano la pioggia. L’estate scorsa hanno voluto provare com’è stare sotto il temporale senza ombrello. Erano al parco, le persone intorno scappavano cercando riparo e loro invece, sedute sull’erba, ridevano come pazze.
Si sono prese entrambe un gran raffreddore e due sgridate sonore ma si divertono ancora soltanto a ricordarlo.
– Ma il buon senso, dico io, il buon senso! – borbotta Anita scimmiottando suo padre.
Suo padre si chiama Sergio ed è ossessionato da quella cosa che lui chiama “buon senso” e che sembra rappresenti ciò che è giusto per il mondo.
Anita sente che le sneakers sono già fradicie. – Dovevo mettere i calzini – dice.
– Ma ti senti?! – sbotta Clara sbarrando gli occhi.
Anita non mette mai i calzini, li detesta.
Si arrende solo quando è più facile indossarli che far smettere suo padre di borbottare, quando è ancora assonnata e vorrebbe mangiarsi le fette con la marmellata di lamponi in silenzio e invece lui le dà spiegazioni scientifiche non richieste sulla sudorazione, la temperatura corporea, l’igiene e altre amenità.
Michela, la sua seconda moglie, dice che bisogna capirlo se è così preciso perché è un ingegnere. Lo dice scherzando, ma Anita non lo trova divertente, a lei sembra solo noioso.
Anita non mette i calzini ma oggi se ne sta pentendo. – No, davvero… che fastidio!
Lo sciaf sciaf dei suoi piedi si armonizza con il rumore della pioggia.
Appena entrano in stazione stringe istintivamente il braccio di Clara.
Ste è già lì e sfodera un sorriso con apparecchio che le sembra meraviglioso.
3.
COCCOLE
È proprio una cosa strana l’amore.
Da quando pensa a Ste ininterrottamente, Anita sembra vivere dentro una nuvola impalpabile che cambia i colori del mondo.
«Chissà se anche per lui è così» si c...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- 1. ACQUA
- 2. CALZINI
- 3. COCCOLE
- 4. CIOCCOLATO
- 5. BISCOTTI
- 6. PASSEROTTI
- 7. APNEA
- 8. BATTICUORE
- 9. COLORI
- 10. BACI
- 11. SGUARDI
- 12. ODORE
- 13. CINEMA
- 14. SELFIE
- 15. PIZZA
- 16. BUIO
- 17. GENITORI
- 18. AMICHE
- 19. PAROLE
- 20. NO
- 21. DUBBI
- 22. PIETRE
- 23. WHATSAPP
- 24. ESTATE
- 25. RHYNO
- 26. BUGIE
- 27. SPECCHIO
- 28. TACCHI
- 29. DUE PIÙ DUE
- 30. MATITA
- 31. ANSIA
- 32. COSÌ
- 33. RABBIA
- 34. AMICIZIA
- 35. PIOGGIA
- 36. VOMITO
- 37. VERGOGNA
- 38. MESTRUAZIONI
- 39. ABBRACCI
- 40. COMMENTI
- 41. VITA
- 42. SOGNI
- 43. FUSILLI
- 44. TRICIPITI
- 45. SILENZIO
- 46. BATTUTE
- 47. PANICO
- 48. ANIMA
- 49. REWIND
- 50. FERITE
- 51. INSIEME
- 52. TUTÙ
- 53. FIABE
- 54. PAPAVERI
- 55. RESPIRO
- A tu per tu con. CRISTINA OBBER
- Copyright