
- 400 pagine
- Italian
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eBook - ePub
Informazioni su questo libro
Si trattò di un disastro su vasta scala che, a partire dai Balcani, influenzò in maniera diretta sia i sistemi produttivi e finanziari sia l'assetto sociale e politico dei Paesi che presero attivamente parte al conflitto, dall'Europa e le sue colonie fino ai molti Stati extraeuropei. Su quei tragici anni, che trasformarono irreversibilmente la geografia politica e i rapporti di forza mondiali, questo libro getta uno sguardo inedito, descrivendoli in tutti i loro aspetti politici, culturali, economici, sociali e umani come il primo evento autenticamente globale della storia dell'umanità.
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Informazioni
Capitolo nono
Lutto e memoria
La Grande Guerra portò a nuovi conflitti, nuove guerre e nuova violenza. Ma ebbe conseguenze pesanti, che qui possono essere solo accennate, anche quando ritornò la pace. La guerra aveva impoverito notevolmente tutti i paesi che vi avevano preso parte. La smobilitazione di milioni di soldati e il complicato passaggio all’economia di pace causarono disoccupazione e inasprimento dei conflitti sociali. La guerra rese le masse, che avevano fatto sacrifici mostruosi per le loro nazioni, piú consapevoli di sé e dei propri diritti, che cominciarono, infatti, a reclamare. Le speranze e le attese erano indirizzate comunque in maniera molto piú decisa rispetto a prima del 1914 allo Stato, che aveva plasmato economia e società in guerra in una misura fino ad allora sconosciuta. Ciò facilitò tendenze che andavano verso il welfare state, ma anche utopie di destra e di sinistra dello Stato forte e totalitario. Il dominio dei notabili liberali e conservatori uscí indebolito dalla guerra, tanto piú che le loro truppe ausiliarie contadine e piccoloborghesi ora si organizzavano in partiti propri e il diritto di voto universale si era affermato in tutti i sistemi parlamentari.
Il movimento dei lavoratori all’inizio si trovò quasi ovunque con il vento in poppa. Ma era comunque spaccato tra i moderati, che cooperavano con le forze democratiche e volevano ampliare gli accordi nati con gli imprenditori durante il conflitto, e i radicali, che auspicavano una rivoluzione sul modello di quella sovietica e la fondazione di partiti comunisti. Tale sviluppo, che andò intensificandosi nel corso degli anni, toccò in sorte a tutti quei paesi, come Germania e Italia, in cui l’ordine parlamentare era minacciato anche da forze di destra potenti. Esse trovarono seguaci non solo tra i soldati e gli ufficiali privi di radici, che in guerra avevano preso gusto alla vita militare, a ubbidienza e fedeltà, e che non sapevano o volevano piú adattarsi alla grigia quotidianità dell’esistenza postbellica, ma anche nel ceto medio, che soffriva per la crisi economica del dopoguerra, la disoccupazione e l’inflazione. La svalutazione della moneta colpí soprattutto chi percepiva redditi fissi, dipendenti e impiegati degli uffici pubblici, pensionati e tutti coloro che ricevevano previdenze dallo Stato. Tra loro vi erano anche milioni di vedove di guerra e di invalidi, che contribuivano a delineare l’immagine della città con i loro abiti neri a lutto e le loro tristi mutilazioni e protesi. Essi andavano a ingrandire l’esercito degli scontenti e si lasciavano spesso irretire dalla retorica a buon mercato dei movimenti di destra, che li festeggiavano come eroi a cui era dovuta la gratitudine della patria, soprattutto in Germania e in Italia1.
La conseguenza piú immediata della Grande Guerra fu la morte di quasi dieci milioni di soldati, senza contare le vittime delle numerose guerre che da quella discesero. In piú ci furono vittime civili, che persero la vita per genocidi e massacri, per fame, o in fuga o perché cacciati dalla loro terra, per tacere delle vittime dell’epidemia influenzale che colpí il mondo intero alla fine della guerra. In nessun conflitto nella storia umana si erano mai avuti cosí tanti morti. Dei soldati messi in campo da Germania, Austria-Ungheria, Francia, Bulgaria e Turchia ne erano caduti alla fine tra il 15 e il 20 per cento. Nel caso della Gran Bretagna e delle sue colonie, di Belgio, Italia, Russia e degli Usa la quota fu leggermente piú bassa, in Serbia e Romania decisamente piú alta, toccando il 33 per cento2. Comunque, in tutti i paesi coinvolt...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- 1914-1918. La Grande Guerra
- Introduzione
- I. In cammino verso la guerra
- II. Guerra industriale
- III. Guerra senza confini
- IV. Guerra globale
- V. Guerra culturale
- VI. Guerra totale
- VII. La svolta nella guerra
- VIII. La fine della guerra
- IX. Lutto e memoria
- Bibliografia
- Indice dei nomi e dei luoghi
- Il libro
- L’autore
- Copyright