Questi racconti potrebbero intitolarsi Dodici perizie di parte sui rapporti fra maschi e femmine, perché sono narrati da un uomo o da una donna: ogni personaggio protagonista esprime una visione molto faziosa delle sue relazioni di coppia.
Oppure il titolo potrebbe essere Anime gemelle eterozigote, visto che le affinità fatali coinvolgono persone profondamente diverse. Anche Ripicche e cazziatoni sarebbe piuttosto appropriato: in queste storie, infatti, non si contano liti e sfuriate, che a volte l'autore trascrive in forma di dialogo teatrale affinché non vada perduta l'energia passionale del loro ritmo.
Il libro si intitola Cosa voglio da te perché questa frase esprime la struttura fondamentale dei rapporti fra gli esseri umani: suona come una domanda che ciascuno rivolge alla persona amata, ma anche a se stesso. È l'affermazione di un desiderio e di un bisogno, che può trasformarsi in una rivendicazione, una sfida, una minaccia.

- 224 pagine
- Italian
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Cosa voglio da te
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Mi rivolgo a te, Tyran, signora della gelosia
Mi rivolgo a te, Tyransignora della gelosia e della febbreinquilina del mio sanguecavallerizza degli uraganiTyran domatrice di cometeTyran che coli dalle cosce delle giumenteTyran che fiotti dalle grondaieche ruggisci nei cartelloni stradalie nelle ascelle delle concorrentidei concorsi di bellezzaTyran che sbocci nelle malattie della pellenella spuma dell’aranciata in lattinaper causa tua il petrolio che sonnecchiavada milioni di anni nel grembo della terrasi sveglia incollerito nella camera a scoppiodi una motocicletta smarmittataper causa tua una cugina con gli occhialiche ha sempre preso bei voti a scuolae non è mai tornata tardi a casa per cenaurla e piange e si graffia le lentiggini sulle goteal concerto di un gruppo di ragazziche cantano ballando a torso nudoper causa tua il disegnatore della Zecca di Statoaggiunge un’impercettibile gobbasul naso della Patria ritratta di profilodiffonde il ritratto della sua amantein cento miliardi di copieall’insaputa di tutta la nazioneall’insaputa della moglieche tiene quelle monete fra le ditale tende all’uomo dell’edicolaper comprare una rivista di pettegolezzi
1.
Come al solito Luciano è arrivato per ultimo alla riunione, ma questa volta ha tirato fuori un pennarello e si è messo a scarabocchiare su una strisciolina di carta.
Ha scritto questo:
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
Poi, molto delicatamente, ha annodato la strisciolina, stringendo il nodo al centro esatto della fettuccia di carta.
Sul momento nessuno degli altri tre ha notato che il nodo avvolgeva le lettere L, M, N, O.
Verso i trent’anni, avevamo fondato un’associazione. O un circolo culturale. Per dire le cose come stanno, avevamo fondato un pretesto per stare insieme.
Ci chiamavamo Luciano, Martina, Nicola, Olga.
Luciano era innamorato di Martina.
Martina era innamorata di Nicola.
Nicola era innamorato di Olga.
Olga era innamorata di Luciano.
Oppure, schematizzando:

Questa situazione era causa di continue tensioni. La nostra relazione a quattro assomigliava a quelle stampe di Maurits Cornelis Escher (1898-1972), dove si vedono quattro torri unite da altrettante rampe di scale. Non si sa come, ma le rampe partono e arrivano alla stessa altezza da terra. Eppure, nel disegno, la prospettiva dà l’impressione che siano tutte e quattro in salita.
Nel nostro caso però non si trattava di un inganno della prospettiva, ma proprio di rincorse su e giú per i gradini, fiatone, gelosia, batticuore. Soprattutto gelosia e batticuore.
L’amore che letteralmente circolava tra noi quattro ci rendeva inseparabili, nel peggior senso della parola. Non ci perdevamo mai d’occhio, per paura di una tresca fra due di noi. Se uno andava a fare qualcosa, si tirava dietro a catena tutti gli altri.
Io ero uno o una di noi quattro, ma per raccontare la nostra storia ho deciso di rimanere neutrale, in incognito.
2.
NICOLA Potremmo invitare Ilbilioso Tepori.
MARTINA Sí sí, Ilbilioso Tepori mi sembra un’ottima idea. Geniale!
OLGA E per domandargli che cosa?
LUCIANO Come, scusa…? Ha appena pubblicato un romanzo!
OLGA Ma è il terzo romanzo autobiografico che pubblica nel giro di un anno!
MARTINA E allora?
OLGA È già tutto scritto dentro i suoi libri: come la pensa, che cosa gli capita… Le sue idee sulla letteratura, la storia finita male con la fidanzata…
NICOLA Come paga l’affitto! Come ha fatto a farsi pubblicare! È uno scrittore fantastico uno che ti racconta queste cose!
OLGA Cosa vuoi intervistarlo a fare uno scrittore cosí? Ha già detto tutto nei libri… Persino le presentazioni in libreria, ci mette dentro. Se per qualsiasi motivo non lo trattiamo come si deve – ed è molto probabile, visto che pare sia un caratterino, non gli va mai bene niente, tu magari pensi di avergli fatto una carineria e invece lui si è offeso a morte – è capacissimo di sbeffeggiarci nel prossimo romanzo…
LUCIANO E poi, scusate tanto, ma uno che si sceglie come pseudonimo «Ilbilioso»…
NICOLA Ci sarebbe la Sacrarota.
MARTINA Sí sí, la Sacrarota mi sembra un’ottima idea. Geniale!
LUCIANO È vero che, se proprio vogliamo mettere i puntini sulle i, la Sacrarota non ha appena pubblicato un romanzo.
NICOLA Ma un mese fa si è fatta fotografare nuda per la strada, con i tacchi alti venti centimetri e una cinghialetta da passeggio. La foto ha fatto il giro di tutti i giornali. Una fica mondiale!
OLGA Chi, la cinghialetta?
NICOLA La Sacrarota.
MARTINA La Sacrarota crede di avercela solo lei!
LUCIANO Che cosa, la cinghialetta?
MARTINA La fica!
OLGA Sono stufa…
LUCIANO Dài, adesso facciamo sul serio. Basta battute.
OLGA Sono stufa…
NICOLA Rimarrebbe il pur sempre valido Conconi… Come ti sembra come idea, Martina?
MARTINA Lasciami stare. Cinghiale!
OLGA Sono stufa di questi giovani scribacchini… Sono stufa di lasciargli decine di messaggi nelle segreterie telefoniche, di prenotargli l’albergo, di litigare con il libraio perché gli paghi una pizza… Di supplicare l’assessore perché gli rimborsi il biglietto del treno… Sono stufa di implorare le redazioni dei giornali perché pubblichino i loro stitici trafiletti con gli orari degli incontri in fondo alla cronaca locale!
LUCIANO In effetti… Dovremmo fare un salto di qualità.
NICOLA Apposta proponevo Conconi. Aureliano Conconi non è piú un giovane scrittore!
MARTINA Ma l’abbiamo invitato cinque volte in due anni!
OLGA Dobbiamo uscire allo scoperto noi. In prima persona.
NICOLA Ma noi non abbiamo ancora pubblicato nulla… purtroppo…
LUCIANO E desidereremmo tanto farlo, eh?
OLGA Io non ci penso proprio. Non ho mai scritto una riga.
MARTINA Io meno che meno.
LUCIANO Mi riferivo a qualcun altro…
NICOLA Non è il pubblicare in sé… Guarda Conconi: da quando ha esordito è come se, non so… Adesso, se lo invitiamo a un dibattito, lo ascoltano con tutto un altro atteggiamento rispetto a una volta. Per essere intelligente, è intelligente come e quanto lo era prima, eppure ha piú, non so, piú… autorevolezza, adesso che ha pubblicato.
LUCIANO E soprattutto è l’unico che ti ha letto il manoscritto! L’hai convinto per sfinimento… L’hai sfiancato, a forza di mendicare una lettura.
NICOLA Ma se non ho mai…
OLGA Basta battibecchi! Dobbiamo proporre qualcosa di nostro. E non sto parlando di libri da pubblicare…
MARTINA Un cineforum? No, aspetta, ho capito… Una sfilata di moda!
Nicola è scoppiato a ridere, e Olga ha dato a Luciano un’occhiata di fuoco che significava: «Ma come fa a piacerti questa cretina?!»
3.
Associazione culturale «Invece della rivoluzione».Verbale di riunione del 3 marzo 2000.Presenti: Luciano, Martina, Nicola, Olga.Ordine del giorno: nuove iniziative.
NICOLA, dopo le bocciature della scorsa riunione, presenta una nuova lista di scrittori da invitare, tutti poeti dialettali rigorosamente sopra i settant’anni.
La proposta di Nicola viene respinta 3 voti contro 1.
NICOLA ritira la lista seccato («state diventando una banda di integralisti»).
OLGA tira fuori ancora questa storia che non va bene quello che abbiamo fatto finora, è necessario che l’Associazione sviluppi una linea culturale piú incisiva e riconoscibile, non ne può piú di fare la filiale degli uffici stampa delle case editrici, che quando gli chiediamo un libro non ce lo mandano neanche morti e poi però ci tempestano di telefonate per farci organizzare una presentazione dell’ultimo esordiente analfabeta.
Con argomenti convincenti e tono assai garbato, MARTINA dissente affermando che a lei non dispiace passare un po’ di tempo al telefono con le addette degli uffici stampa, per esempio con una della Margutti Editore sono diventate amiche, si fanno confidenze sui ragazzi e sui vestiti, l’altroieri l’addetta le ha raccontato che andava ...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Cosa voglio da te
- Abitavo a due passi da un negozio di cravatte
- Sto aspettando il mio primo bambino
- Sono uscito dal riformatorio
- Popcorn (partitura per voci e rumori)
- I genitori sono sopravvalutati
- Mi tolgo subito le mutande cosí facciamo prima
- Nel laboratorio di Lady Frankenstein
- Al risveglio da un sogno erotico
- A guardarmi non si direbbe
- Corriamo a casa che ti voglio scopare
- Quando mi domandano che cosa faccio nella vita
- Mi rivolgo a te, Tyran, signora della gelosia
- Il libro
- L’autore
- Dello stesso autore
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