Lo strano caso del Dr. Jekyll e del Sig. Hyde (Einaudi)
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Lo strano caso del Dr. Jekyll e del Sig. Hyde (Einaudi)

Traduzione di Carlo Fruttero e Franco Lucentini

  1. 144 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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Lo strano caso del Dr. Jekyll e del Sig. Hyde (Einaudi)

Traduzione di Carlo Fruttero e Franco Lucentini

Informazioni su questo libro

Sulla pista di efferati misfatti che sconvolgono le tenebrose notti londinesi, Utterson scopre la misteriosa pozione del Dr. Jekyll, capace di ingenerare un'orrida metamorfosi nell'anima e nel corpo e liberare ogni piú riprovevole pulsione. Un romanzo nero che sonda il dualismo fra bene e male dello spirito umano, composto da Stevenson nel 1885 su commissione dell'editore Longman e tradotto, cento anni piú tardi, su commissione dell'editore Einaudi, da Fruttero & Lucentini in una esemplare, decisiva versione.

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Informazioni

Editore
EINAUDI
Anno
2014
Print ISBN
9788806177522
eBook ISBN
9788858417454

Note

Stevenson scrisse la storia di Jekyll nell’autunno del 1885, a Bournemouth, in poco piú di due mesi. La scrisse angustiato da necessità di denaro, su commissione dell’editore Longman che gli chiedeva uno shocker (oggi si direbbe un thriller) da pubblicarsi prima a puntate sul «Longman’s Magazine», e poi in brossura, al prezzo di uno scellino. Avvicinandosi peraltro le feste di Natale, Longman decise di saltare la pubblicazione a puntate e stampare subito il volume, che però i librai rifiutarono di accogliere nella «cedola natalizia», già troppo carica. Il libretto, di 141 pagine in 16°, non uscí dunque in libreria che al principio di gennaio (contemporaneamente all’edizione Scribner di New York), per cui nelle bibliografie è datato ora 1885 e ora 1886. Le innumerevoli edizioni successive hanno eliminato alcuni refusi, ma un’edizione critica non esiste. L’originale reca questa dedica a Katharine De Mattos, allusiva all’«esilio» di Stevenson dalla natia Scozia: «È male sciogliere i legami stretti da Dio, | ma noi ancora saremo i figli dell’erica e del vento; | lontano da casa, è ancora per te e per me | che la ginestra fiorisce rigogliosa nel paese del nord». Il titolo inglese – The Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde – è stato variamente reso in italiano, come si può vedere dalla lista delle traduzioni che abbiamo utilizzato per confronto:
AN
A. Nichel, La strana avventura del dottor Jekyll e di Mister Hyde, Libreria Lombarda Editrice, Milano s.d. (ma 1905); e Treves, Milano 1909. (È questa, salvo errore, la prima traduzione italiana, ed è con questo titolo che l’opera ha poi figurato nel Dizionario Letterario Bompiani, vol. VII, Milano 1961).
NN
N. Neri, Il Dr. Jekyll, Chiantore, Torino 1945.
AL
A. Lattuada, Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, in: RLS, Romanzi e Racconti, Casini, Roma 1950.
AP
A. Pancaldi e Marise Ferro, Il dottor Jekyll, Universale Economica, Milano 1951.
DB
O. e G. Del Buono, Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, Rizzoli, Milano 1952.
BG
C. Bairati e M. T. Galante Garrone, Lo strano caso del Dr. Jekyll e di Mr. Hyde, Sas, Torino 1953.
BM
P. Bernardini Marzolla, La strana vicenda del dottor Jekyll e di Mister Hyde, Utet, Torino 1967.
AB
A. Brilli, Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, in: RLS, Romanzi, racconti e saggi, Mondadori, Milano 1982.
Altre traduzioni italiane:
M. Malatesta, Milano 1928; A. Reghini, Roma 1929; I. Lori, Mondadori, Milano 1929; C. Meneghelli, Elit, Milano 1933; G. Dauli, Ed. Aurora, Milano 1934; R. De Lucia, Ed. Corno, Milano 1960; R. Prinzhofer (in: RLS, Romanzi e Racconti brevi), Mursia, Milano 1963; M. Gallone, F.lli Fabbri, Milano 1968.

I. Storia della porta
Il titolo Story of the door è stato tradotto «Storia della porta» da AL, AP, DB, BM, mentre altri hanno preferito: «Storia di una porta» (AB); «La faccenda della porta» (AN); «La porta» (NN); o addirittura «Una porta famosa» (BG).
I capitoli, nell’originale, non sono numerati.
Utterson, il legale
L’inglese Mr. Utterson the lawyer presenta una singolare difficoltà, che AN tentò di risolvere cosí: «Il signor Utterson, l’avvocato»; traduzione certo poco felice, ma che aveva il merito di conformarsi a un preciso senso dell’originale. Utterson the lawyer (Stevenson elimina addirittura la virgola) ci introduce subito, infatti, non solo a un personaggio ma a un ambiente: il chiuso e ordinato ambiente della Londra vittoriana «bene», i cui membri – professionisti come Utterson, Jekyll, Lanyon, o «uomini di mondo» come Enfield – si conoscono tutti almeno di nome, per cui l’aggiunta della qualifica basta a identificarli. Della conseguente necessità di mantenere il determinativo dopo il nome, dev’essersi accorto anche AP, che traduce con disinvoltura: «Mister Utterson, l’avvocato». Tutti gli altri hanno ignorato il problema scrivendo «L’avvocato Utterson» o ancor peggio (come AB nella sua pur geniale, estrosa traduzione) «Il signor Utterson, avvocato». Quanto a noi, pur di conservare il secondo articolo, abbiamo preferito sacrificare il Mr., tanto piú che l’uso italiano non comporta «il signor» tutte le volte che l’inglese o il francese adoperano i ben piú sbrigativi Mr. o M.
Ma c’è poi un’altra difficoltà, che solo un traduttore francese, finora, sembra aver rilevato. Del preteso «avvocato» Utterson, apprendiamo subito che è freddo e impacciato nel parlare (cosa già abbastanza strana per un avvocato), e poi che si occupa principalmente di conveyances (testamenti, donazioni, divisioni e trasferimenti di proprietà), tanto da essere – scherza Stevenson nel capitolo secondo – «alieno da passioni scientifiche tranne che in materia di conveyancing». Se ne deduce che questo lawyer non è un barrister (il nostro «avvocato»), ma un solicitor (il nostro «procuratore legale»), il quale peraltro svolge funzioni che da noi sono specifiche del notaio. In sostanza Utterson è un notaio; la sua mentalità e i suoi modi sono (almeno in letteratura, da Balzac in poi) quelli di un notaio; e la qualifica di «avvocato» stride terribilmente col personaggio. Per questo il francese T. Varlet traduce arditamente «M. Utterson, le notaire», passando sopra al fatto che la specifica professione di notaio non esiste nei paesi anglosassoni. Ma in italiano abbiamo «legale» (lawyer, appunto) che risolve perfettamente il problema, e che abbiamo dunque adottato.
Lascio che il mio fratello
Una strana timidezza grammaticale affligge i traduttori in casi come questo. Tutti hanno creduto di dover cambiare my brother in «il mio prossimo», che è un’altra cosa, o di scrivere «mio fratello» senza articolo, in conformità di un preteso uso corretto. Ma «altro è dire È mio fratello, e altro: È il mio fratello», avverte il Dizionario di Tommaseo e Bellini. E del resto, anche con «mio fratello» in senso proprio, l’articolo è benissimo usato dal Diodati: «E il Signore disse a Caino: Ov’è Abele, tuo fratello? Ed egli disse: Io non so; sono forse il guardiano del mio fratello?» (Genesi 4.7).
non scambiavano una parola
Cfr. J. L. Borges, in Finzioni: «Mio padre aveva stretto con lui (ma il verbo è eccessivo) una di quelle amicizie inglesi che cominciano con l’escludere la confidenza e prestissimo omettono la conversazione». Nelle stesse Finzioni, d’altra parte, Borges ricorda che Stevenson – con Schopenhauer, De Quincey, Nauthner, Shaw, Chesterton, Léon Bloy – appartiene alla «cerchia eterogenea degli autori che continuamente rileggo».
I suoi abitanti guadagnavano bene
Per tradurre questo passo, che tutti hanno massacrato salvo AB, c’era da tener presente che gli abitanti di questa «strada di negozi» sono gli stessi bottegai e abitano nei soprastanti (e in parte sottostanti) alloggi. Per una descrizione precisa cfr. la casa con negozio al n. 29 della Ratcliffe Highway, nell’Assassinio come una delle belle arti di De Quincey.
Avete mai notato quella porta?
La questione del «voi» o del «tu» tra i vari personaggi è stata risolta da diversi traduttori con l’uso del «voi», o addirittura del «lei», persino tra Utterson, Jekyll e Lanyon, che sono vecchi compagni di scuola. Altri hanno adottato il «tu» non solo tra questi tre, ma anche tra Utterson e Enfield. Senonché Enfield, benché cugino (alla lontana) di Utterson, è parecchio piú giovane e per questo gli si rivolge col «Signore», mentre Utterson a volte lo chiama familiarmente Richard. Il «tu» tra questi due dunque stonerebbe.
Juggernaut
Jagannâth, divinità indú la cui statua, portata in processione su un pesante carro, schiacciava a quanto pare vittime umane.
afferrai il mio gentiluomo per il colletto
Hyde come «gentiluomo» è qui surrettiziamente introdotto in forma ironica; ma non a caso Stevenson insiste sulla qualifica, facendola ripetere piú volte da Enfield e ribadire da Hyde (senza la minima ironia) nei confronti di se stesso. Si tratta di rendere plausibile la minaccia che Enfield e il medico rivolgono a Hyde, di fargli perdere «amicizie e reputazione» se non condiscenderà alla richiesta di un forte indennizzo: minaccia e richiesta che sarebbero assurde nei confronti di un teppista qualsiasi. Come poi il repellente Hyde, malvestito per giunta, possa in qualche modo appartenere alla specie dei gentiluomini, è cosa che Stevenson lascia alla nostra immaginazione (un riflesso delle buone maniere di Jekyll? del suo accento di Oxford?); ma questo non doveva autorizzare i traduttori a tradurre, come tutti hanno tradotto, «il mio uomo», «il messere», «l’individuo» e simili, pur di evitare la traduzione letterale.
medico, o farmacista che fosse
In alternativa a doctor, l’originale ha apothecary («farmacista», «speziale») e sawbones (letteralmente: «sega-ossi»), voce colloquiale usata spesso anche da Dickens. I due termini, benché non propriamente dispregiativi, sottolineano la distanza di classe tra questo e gli altri due medici del romanzo.
sulla banca Coutts
Il nome di questa famosa banca implica che il firmatario dell’assegno è persona facoltosa. Lo stesso si deduce dal fatto, indicato piú avanti, che la persona in questione abita «su una piazza». Ma purtroppo l’italiano «piazza» non rende il londinese square, che suscita subito (o suscitava) l’idea di tranquille e nobili residenze intorno al cintato giardino centrale.
– Ahi, ahi, – disse Utterson
L’originale «Tut-tut» è interiezione deprecativa e corrisponde al nostro «Tz-tz», che abbiamo esplicitato in «Ahi, ahi»: Utterson capisce che si tratta di una «brutta storia» proprio perché l’assegno era autentico. La sola traduzione che s’avvicina un poco a questo senso è «Oilà!» di AL; tutte le altre (da «Veramente?» a «Guarda, guarda!») se ne allontanano al punto da rendere incomprensibile la replica di Enfield.
quelle brave persone che «fanno del bene»
Enfield, nella sua diffidenza verso costoro, inclina ovviamente alla stessa «eresia» di Utterson. Entrambi (ecco l’«interesse comune» che sfugge ai loro conoscenti piú superficiali) mettono al disopra di tutto il piú rigoroso fair play e l’assoluto rispetto dell’indipendenza altrui, garanzia della propria; entrambi vedono una minaccia in qualsiasi interferenza, per benintenzionata che sia; e benché il legale sia religioso, la sua asciutta devozione è quanto di piú lontano si possa immaginare da ogni forma di bigottismo impiccione e persecutorio. È patetico in tutto questo che Utterson, sia pure con la massima cautela, finisca per immischiarsi negli affari di Jekyll, e che anzi si faccia battere sulle dita proprio da Enfield per le sue domande «indiscrete». Ma è chiaro che il «principio di Caino» non può valere nei riguardi di un vecchio amico come Jekyll («Siamo tre vecchi amici, Lanyon: non vivremo abbastanza a lungo per farcene altri...») e il fatto che Utterson in questo caso lo trasgredisca, torna interamente a suo onore.
II. In cerca di Hyde
libro di asciutta devozione
Il testo ha dry divinity, e divinity è propriamente «teologia». Ma non abbiamo voluto sacrificare l’aggettivo «asciutto» (difficile da usare con «teologia»), che definisce ben meglio di «arido» il tipo di religiosità di Utterson.
Dottore in Medicina ecc.
Oltre che M.D. (Doctor of Medicine) e F.R.S. (Fellow of the Royal Society), Jekyll è D.C.L. (Doctor of Civil Law) e LL.D. (Doctor of Laws), e cioè, letteralmente: «Dottore in Diritto Civile» e «Dottore in Leggi». Il «Dottore in Lettere» che alcuni hanno ricavato da LL.D. è un errore.
qualora il Dr. Jekyll fosse scomparso
H. Rider Haggard in una lettera all’autore, e E. T. Cook in una delle prime recensioni, poi seguiti da numerosi altri, sollevarono l’obiezione che questa clausola «è non soltanto strana ma impossibile», e rimproverarono a Stevenson di ignorar...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Lo strano caso del Dr. Jekyll e del Sig. Hyde
  3. I. Storia della porta
  4. II. In cerca di Hyde
  5. III. Il Dr. Jekyll era perfettamente tranquillo
  6. IV. L’omicidio Carew
  7. V. L’incidente della lettera
  8. VI. Lo straordinario incidente del Dr. Lanyon
  9. VII. L’incidente della finestra
  10. VIII. L’ultima notte
  11. IX. Il racconto del Dr. Lanyon
  12. X. La confessione di Henry Jekyll
  13. Note
  14. Il libro
  15. L’autore
  16. Dello stesso autore
  17. Copyright