Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie e Al di là dello Specchio
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Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie e Al di là dello Specchio

e Al di là dello Specchio

  1. 288 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie e Al di là dello Specchio

e Al di là dello Specchio

Informazioni su questo libro

Le avventure straordinarie della piccola Alice in un bizzarro mondo alla rovescia sono molto piú di un classico per l'infanzia. Se da un lato vi si può leggere una parabola che svela le assurdità e le incoerenze della vita adulta, dall'altro vi si coglie, immediata, una raffinatissima abilità linguistica, dove il gusto per il paradosso e il calembour, il nonsenso e la parodia si esprimono con impareggiabile inventiva. Un classico, quindi, cui hanno guardato molti protagonisti della letteratura del Novecento da Queneau a Nabokov.

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Informazioni

Editore
EINAUDI
Anno
2014
Print ISBN
9788806181338
eBook ISBN
9788858416723

Al di là dello specchio
(e quel che Alice vi trovò)

Images
Il pedone bianco (Alice) muove e vince in undici mosse.
1. Alice incontra la Regina Rossa (p. 144)
1. La Regina Rossa va in h5 (p. 147)
2. Alice supera d3 (tramite ferrovia*) (p. 151) e va in d4 (Dimmelo e Dammelo) (p. 160)
2. La Regina Bianca va in c4 (inseguendo lo scialle) (p. 171)
3. Alice incontra la Regina Bianca (scialle compreso) (p. 171)
3. La Regina Bianca va in c5 (diventa pecora) (p. 176)
4. Alice in d5 (bottega, fiume, bottega) (p. 176)
4. La Regina Bianca va in f8 (lascia l’uovo sullo scaffale) (p. 180)
5. Alice va in d6 (Tappo Tombo) (p. 182)
5. La Regina Bianca va in c8 (per sfuggire al Cavallo Rosso) (p. 198)
6. Alice va in d7 (foresta) (p. 193)
6. Il Cavallo Rosso va in c7 (scacco) (p. 202)
7. Il Cavallo Bianco mangia** il Cavallo Rosso (p. 203)
7. Il Cavallo Bianco va in e7 (p. 214)
8. Alice va in d8 (incoronazione) (p. 214)
8. La Regina Rossa va in c8 (esame) (p. 219)
9. Alice diventa Regina (p. 216)
9. Le Regine arroccano (p. 225)
10. Alice arrocca (banchetto) (p. 224)
10. La Regina Bianca va in a6 (zuppa) (p. 229)
11. Alice mangia la Regina Rossa e vince (p. 229)
* Com’è noto, nel gioco degli scacchi il pedone del giocatore che muove per primo può spostarsi in avanti di due caselle anziché di una sola (da qui secondo la fantasia di Carroll l’impiego della ferrovia per coprire la distanza doppia).
** Nel senso scacchistico: prende, cattura.

DRAMATIS PERSONAE
(secondo la loro sistemazione prima dell’inizio del gioco)

BIANCHI
pezzi pedoni
Dimmelo Margherita
Unicorno Martio
Pecora Ostrica
Regina Bianca «Giglio»
Re Bianco Ventaglio
Vecchio Ostrica
Cavaliere Bianco Maddo
Dammelo Margherita
ROSSI
pezzi pedoni
Tappo Tombo Margherita
Falegname Messaggero
Tricheco Ostrica
Regina Rossa Giglio Tigrato
Re Rosso Rosa
Corvo Ostrica
Cavaliere Rosso Rana
Leone Margherita

Bimba serena e dall’immacolata fronte
che vai fantasticando stupori e meraviglia!
Sebbene il tempo fugga, ed io a te di fronte
sia nella vita ormai distante miglia e miglia,
saluterai di certo col dolce tuo sorriso
d’una fiaba il don d’amore intriso.
Io non conosco il tuo radioso volto
né udito ho il tuo argentino riso,
nessun pensier di me sarà mai colto
nella futura vita del giovane tuo viso…
Mi basta sol che adesso non manchi d’ascoltare
della mia fiaba il corso nel suo andare.
Fiaba che ebbe inizio in altri giorni gai,
quando il sol d’estate ardeva a piú non posso…
Un semplice rintocco che accompagnava sai
la cadenzata voga d’un remo appena smosso…
Ed i cui echi vivon tuttor nella memoria
sebben gli anni invidiosi dican «dimentica la storia».
Vieni, e ascolta, prima che la tempesta
della temuta voce carca di nuove amare
intimi a una fanciulla mesta
allo sgradito letto subito d’andare!
Noi, cara, null’altro siam che bimbi già invecchiati
che prima vanno a letto meno sono irritati.
Fuori, il gelo, il turbine di neve accecante,
la capricciosa follia del vorticar del vento…
Dentro, del focolar la vampa rosseggiante
e dell’infanzia il nido caldo e contento.
Dalle magiche parole sei come catturata:
piú non t’accorgi della tormenta scatenata.
E, sebbene d’un sospiro l’ombra grave
possa velar qua e là la luce della storia,
ché andati son «i felici giorni dell’estate»1
portando via con sé ogni lor gloria…
Mai offuscherà di pena o di mestizia
della nostra fiaba l’intangibile delizia2.
1 Sono le parole conclusive di Alice’s Adventures in Wonderland.
2 «Pleasance», che è il secondo nome di Alice Liddell.

Capitolo primo

La Casa dello Specchio

Una cosa era certa: la micina bianca non c’entrava per nulla; la colpa era interamente della micina nera. Infatti la micina bianca era rimasta a farsi lavare la faccia dalla vecchia gatta durante l’ultimo quarto d’ora (sopportando l’operazione piuttosto bene, tutto sommato); pertanto capite che non avrebbe potuto avere nessuna parte nella birichinata.
Il modo in cui Dina lavava la faccia alle sue piccole era questo: prima teneva la poverina stesa a terra mettendole una zampa sull’orecchio, e poi con l’altra zampa le strofinava tutta la faccia, contropelo, cominciando dal naso. E proprio adesso, come ho detto, lavorava sodo sulla micina bianca, che se ne stava sdraiata tranquillissima e accennava le fusa, senza dubbio perché sentiva che quel che le veniva fatto era per il suo bene.
Ma la micina nera era già stata sistemata prima, nel pomeriggio, e cosí, mentre Alice sedeva rannicchiata in un angolo della grande poltrona, un po’ parlando a se stessa e un po’ sonnecchiando, la micina si era messa a ruzzare senza freno col gomitolo di lana che Alice aveva avvolto, facendolo rotolare in su e in giú finché non le era riuscito di disfarlo nuovamente; e ora eccolo là, sparpagliato sul tappeto davanti al caminetto, tutto nodi e grovigli, mentre la micina ci si rotola in mezzo inseguendosi la coda.
– Oh, cattivella, cattivella che non sei altro! – gridò Alice afferrandola e tirandola su, e dandole un bacino per farle intendere che era in castigo. – Dina avrebbe dovuto insegnarti davvero a comportarti meglio! Avresti dovuto, Dina, lo sai che avresti dovuto! – aggiunse, dando un’occhiata di rimprovero alla vecchia gatta e parlandole nel tono piú stizzito di cui fu capace. Quindi si riarrampicò sulla poltrona, prendendo con sé la micina e il filo di lana, e cominciò ad avvolgere di nuovo il gomitolo. Però non andava molto spedita, perché continuava a chiacchierare, rivolgendosi ora alla micina ora a se stessa. Kitty sedeva con aria molto riservata sulle sue ginocchia, fingendo di osservare gli sviluppi dell’operazione di riavvolgimento, di quando in quando tendendo una zampa per toccare delicatamente il gomitolo, quasi volesse dimostrare che sarebbe stata ben lieta d’essere d’aiuto se le fosse stato possibile.
– Sai che cos’è domani1, Kitty? – cominciò Alice. – Lo avresti indovinato se fossi venuta alla finestra con me… ma Dina stava mettendoti in ordine, e cosí non hai potuto. Stavo guardando i ragazzi che raccoglievano stecchi per il falò… e ce ne vogliono di stecchi, Kitty! Soltanto che faceva cosí freddo e nevicava cosí forte che hanno dovuto smettere. Non ti preoccupare, Kitty, andremo a vedere il falò domani –. A questo punto Alice avvolse due o tre volte il filo di lana intorno al collo della micina, tanto per vedere come le stava; ciò provocò una baruffa, durante la quale il gomitolo rotolò lungo il pavimento, dipanandosi di nuovo a iarde e iarde.
– Sai, Kitty, ero cosí arrabbiata, – proseguí Alice, quando si furono comodamente risistemate, – quando ho visto la monelleria che avevi combinato, da esser stata sul punto di aprire la finestra e buttarti nella neve! E te lo saresti meritato, tu, piccola birichina mia! Che hai da dire a tua discolpa? Ora non m’interrompere! – continuò levando un dito. – Ti dirò io tutte le tue colpe. Numero uno: hai strillato due volte mentre Dina ti lavava la faccia stamattina. Ora, non puoi negarlo, Kitty: ti ho udita! Che stai dicendo? – (finse che la micina avesse parlato). – Ti ha messo una zampa nell’occhio? Be’, è colpa tua, che hai tenuto gli occhi aperti… se li avessi tenuti ben chiusi, non sarebbe accaduto. Ora non trovare altre scuse e ascolta, invece! Numero due: hai tirato via per la coda Bucaneve2 proprio mentre le mettevo davanti il suo piattino di latte! Cosa, avevi sete, sí? Che ne sai che non avesse sete pure lei? E ora, la numero tre: hai srotolato ogni centimetro del gomitolo di lana mentre io non guardavo!
Queste sono tre colpe, Kitty, e io non ti ho ancora punita per nessuna di esse. Sai che serbo tutte le punizioni che ho da darti per la settimana delle Ceneri… Immagina se loro serbassero tutte le punizioni da dare a me! – proseguí, parlando piú a se stessa che alla micina. – Cosa dovrebbero fare allo scadere di un anno? Mi toccherebbe la prigione, suppongo, quel giorno. Oppure… vediamo… immagina che ogni punizione consista nel privarmi di un pranzo; ebbene, quando giungesse quello sventurato giorno, dovrei far a meno di cinquanta pranzi tutti insieme! Be’, questo non mi rincresce tanto! Preferirei di gran lunga saltarli piuttosto che mangiarli3!
Senti la neve sui vetri della finestra, Kitty? ...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie e Al di là dello Specchio
  3. Il «Mondo delle Meraviglie» attuale ha bisogno di Alice di Wystan Hugh Auden
  4. Il patto con l’Unicorno di Stefano Bartezzaghi
  5. Cronologia della vita e delle opere
  6. Bibliografia
  7. Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie
  8. Al di là dello Specchio (e quel che Alice vi trovò)
  9. Il libro
  10. L’autore
  11. Dello stesso autore
  12. Copyright