
- 296 pagine
- Italian
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Vita attraverso le lettere
Informazioni su questo libro
Dal 1925 al 1950, un giorno prima della morte, le lettere piú significative in un romanzo epistolare fatto di riflessioni, passione e vita quotidiana che rivela la storia umana e intellettuale di uno dei piú importanti scrittori della nostra letteratura.
In queste 261 lettere - che Lorenzo Mondo ha scelto dai due volumi pubblicati nel 1966 e ha collegato con brani di raccordo - Pavese scrive alla sorella Maria, al maestro Augusto Monti, alle donne vagheggiate e soprattutto ai suoi tanti amici, da Mario Sturani a Leone Ginzburg, da Lalla Romano a Fernanda Pivano, da Tullio Pinelli a Italo Calvino.
Un «diario pubblico» che consegna al lettore l'autoritratto di un uomo inquieto che con la stessa intensità e disperazione amò gli amici e la sua famiglia, le donne e il suo lavoro.
Con l'introduzione di Lorenzo Mondo, la cronologia della vita e delle opere e la bibliografia ragionata.
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Informazioni
Vita attraverso le lettere
Cesare Pavese nasce il 9 settembre 1908 a Santo Stefano Belbo sulle basse Langhe: tra rade macchie che si contendono i costoni di tufo, è un succedersi di vigne, dove la geometria labirintica dei filari si estenua nella curvatura delle colline e del cielo. Quell’evento, che avrebbe assunto un’importanza decisiva per l’uomo e lo scrittore, è in buona parte opera del caso. Suo padre Eugenio, cancelliere di tribunale a Torino, possiede cascina e podere al paese natale, dove la famiglia trascorre la villeggiatura. Per Pavese sarà l’estate il «vert paradis des amours enfantines», con la sola eccezione del 1914 quando, per una malattia infettiva della sorella Maria, frequenta la prima elementare a Santo Stefano e vi trascorre un intero anno. In quel 1914 muore suo padre, per cancro al cervello: non è necessario ricorrere alla psicoanalisi per intuire le cicatrici lasciate da un cosí grave lutto sull’animo di un ragazzo timido e malinconico. L’improvviso ruolo di capofamiglia, la lotta per sopravvivere e assicurarsi un decoro borghese, accentuano il piglio energico e autoritario della madre. Pavese troverà confidenza soltanto nella sorella, che ha sei anni piú di lui, crescerà in un mondo di donne e di grandi. Nel 1916 sono venduti i beni di Santo Stefano, tra cui la cascina di San Sebastiano dove è nato, si perde il fisico legame con le Langhe.A Torino Pavese percorre le tappe di un pedemontano curriculum borghese. Conclude le elementari all’istituto privato Trombetta, poi frequenta tre anni di ginnasio presso i gesuiti del Sociale, gli altri due al Moderno, dove conosce Mario Sturani: è il momento dell’amicizia, questa categoria essenziale che non subirà mai appannamenti in Pavese. Qui l’amicizia è sfogo alla pienezza del cuore, ma insieme scoperta eccitata, tra paura e baldanza, della città, che viene elevata d’istinto a termine immaginoso della «querelle des anciens et des modernes». Vale inoltre a filtrare le scomposte letture, a precisare una vocazione. Fin dal ginnasio Pavese comincia a scrivere: restano, tra gli inediti, un carme a Urania in endecasillabi sciolti, un poemetto in terzine di argomento salgariano, dove la ragazza di un cowboy si chiama Olga, come la compagna di scuola che Pavese vagheggia segretamente.Nel 1923 entra nel liceo D’Azeglio, sezione B, dove altri amici compenseranno la lontananza di Sturani, lo aiuteranno a conoscere se stesso e il mondo. Ma al D’Azeglio trova soprattutto Augusto Monti, appena arrivato da Brescia ad insegnare italiano e latino. All’indomani della marcia su Roma, non è irrilevante avere un professore che si professa crociano in letteratura e gobettiano in politica, che dalla sua cattedra insegna a leggere i classici come «classici della libertà». Sin da quell’anno Pavese si lega d’affetto scontroso con Monti: «... ed io notai in quel banco a sinistra quel ragazzo dal viso affilato, che non sapevi mai se fosse attento o distratto, improvvisamente cessare di tirarsi e attorcigliarsi al dito quella ciocca di capelli neri e gettar indietro bruscamente il capo nel gesto dell’ananeuein, il no dei magnogreci» (I miei conti con la scuola). Il professore, che non perde occasione di ribadire l’importanza di un mestiere ben fatto, di privilegiare la vita nei confronti della letteratura, incarna per Pavese, con tutta la sua carica di conflittualità, la perduta immagine paterna.Questo il bozzolo in cui è racchiuso Pavese quando, tra il 1924 e il 1925, prende a conservare le sue lettere, avviando il nutrito epistolario che ci consentirà di ripercorrerne la vita. In apertura troviamo, com’è giusto, il nome di Sturani. È il primo amico, tanto piú autorevole agli occhi di Pavese in quanto ha già saputo scegliere la sua strada: si è trasferito a Monza per seguire i corsi dell’Istituto superiore d’arte decorativa, vuol diventare pittore. Non ha però rinunciato alle aspirazioni letterarie e il carteggio tra i due assume cosí, oltre le effusioni dell’adolescenza, il senso di una tenzone poetica.
1925]
Pavese ha appena terminato il liceo e trascorre le vacanze a Reaglie, un borgo sulla collina torinese dove sua madre possiede una casa. Di là scrive ad Augusto Monti, che villeggia sulle Prealpi Cozie: in questa lettera di congedo dall’adolescenza si avverte, dietro le proteste di affetto e ammirazione, la coscienza orgogliosa di una singolarità che mal sopporta le categorie estetiche e morali del maestro. È il documento suggestivo di una «concordia discors» che caratterizzerà per sempre i loro rapporti. Pavese, apprendiamo, studia il greco: l’indirizzo «moderno» da lui seguito al liceo non prevedeva infatti l’insegnamento di quella lingua. I «posti raccomandati da Catone» sono i postriboli. «Stimo piú lei che non tutti i Provveditori al mondo» scrive Pavese a Monti; e allude probabilmente al fermo contegno del professore dinanzi alle provocazioni fasciste: in quell’anno scolastico sono stati espulsi dal D’Azeglio il professor Umberto Cosmo e lo studente Giancarlo Pajetta.
Indice dei contenuti
- Copertina
- Vita attraverso le lettere
- Introduzione di Lorenzo Mondo
- Avvertenza
- Nota all’edizione tascabile
- Vita attraverso le lettere
- Appendice
- Indice dei nomi
- Il libro
- L’autore
- Dello stesso autore
- Copyright