Thomas è un regista teatrale tormentato alla disperata ricerca di un'attrice che interpreti Wanda, la protagonista femminile di un classico della letteratura erotica, Venere in pelliccia. Alla fine di una giornata di provini deludenti, nella sala ormai vuota entra una donna: indossa dei tacchi vertiginosi, sotto il soprabito fradicio di pioggia è vestita di cuoio e borchie. E si chiama Wanda. È una donna volgare e sboccata, troppo ignorante per impersonare un ruolo così sofisticato, che si nutre delle fantasie di potere e sottomissione in grado di legare un uomo a una donna. Eppure, poco alla volta, Thomas viene sedotto dal talento sensuale e sottilmente oscuro di quell'attrice misteriosa. Lavorando insieme sul testo, recitando e provando battute, i due superano a poco a poco il confine tra realtà e finzione, in un gioco sempre più conturbante di dominazione e dipendenza, da cui solo uno di loro potrà uscire vincitore. Un corpo a corpo provocante, sexy e divertente, da cui Roman Polanski ha tratto un film acclamato al festival di Cannes 2013.

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Venere in pelliccia
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Uno schianto di tuono e un lampo improvviso rivelano Thomas in una spoglia sala prove in affitto. Fine di un pomeriggio. Qualche vecchia sedia di metallo. Un tavolo con sopra un lume attaccato con la molla e un mucchio di curricula con fotografie. Un frusto divano di scena coperto con un telo. Un tavolinetto metallico con una macchina per il caffè e qualche tazza di cartone. In mezzo alla stanza, un tubo di ferro scompare nel soffitto. Da una parete pende una scatola di fusibili.
THOMAS (al cellulare, camminando su e giù) Macché. Niente. Nessuno. Da diventare matti, è una congiura. Le donne così non esistono. Giovani o giovanili. Belle trattino sexy. Nisba. Giovani sexy trattino articolate con un minimo di cultura classica e una particella di cervello nel cranio. Neanche a pagarle. Chiedo troppo se voglio un’attrice che sia in grado di pronunciare la parola «degradazione» senza un insegnante di dizione?
Rombo di tuono.
Nel libro Wanda ha 24 anni, sant’Iddio. A quei tempi una donna di ventiquattro anni era sposata. Aveva cinque bambini e la tubercolosi. Era una donna. Oggi la maggior parte delle ventiquattrenni parlano come bambine di sei anni sotto elio. «Ero tutta cioè insomma tipo hai capito e lui era tutto cioè hai capito e io vado come tipo e lui allora hai capito, no?» Amore, amore, oggi ho visto trentacinque attrici. Quello che ci vuole non ce l’avevano neanche quelle in prepensionamento. Chiunque ce l’abbia o sta girando una serie televisiva o comunque per un dollaro la settimana non lo fa. Senza contare il cretinismo. Si portano appresso il materiale, sacchi interi pieni di costumi. E la femminilità che fine ha fatto, me lo dici? Me ne fate vedere almeno un pochino, per favore? Oggi le ragazze non la sanno nemmeno recitare, la femminilità. Metà sono vestite da mignotte, e l’altra metà da lesbiche. Se mi mettessi una sottana e un paio di calze, andrei meglio io come Wanda della maggior parte di queste qua… Be’, la nostra Wanda sarà pure lì fuori da qualche parte. Però a questo punto…
Tuono e fulmine. Le luci nella stanza tremano.
Pronto? Pronto? Amore? Amore, ci sei?
WANDA (da dentro) Toc toc!
Entra Wanda con tacchi vertiginosi, dentro un soprabito fradicio. Trascina una sacca enorme, una borsa, e un ombrello nero molto malconcio.
WANDA È troppo tardi? È troppo tardi, vero? Cazzo, cazzo!
THOMAS Se è venuta per Venere in pelliccia, sono andati tutti a casa mezz’ora fa.
WANDA Dio, mi dispiace, mi dispiace tantissimo, sono rimasta bloccata a mezza strada e mi è morto il cellulare. Poi questo cazzo di tacco mi si è incastrato in una di quelle cazzo di griglie sulla fogna o chissà cosa. Poi questo tizio sulla metro, non glielo sto a raccontare, ma insomma, mi si strofina sul culo per tutto il tragitto. Poi arriva il diluvio universale. Mi fradicio fino alle ossa. Cazzo! Cazzo!
Si lascia cadere su una sedia.
Dio. Come sono sempre fortunata. Cazzo… Cazzo!
THOMAS Si sente bene?
WANDA Sì, benissimo, è solo che le cose mi vanno sempre così. Grazie tante, Dio, come al solito! Salve. Scusi. Wanda Jordan.
THOMAS Wanda…?
WANDA Capisce cosa voglio dire? Mi chiamo persino come lei! Quante ragazze in questa città si chiamano Wanda con la V? Qui a New York tutti dicono «Uanda», io invece sono sempre stata Wanda, all’europea. Comunque, sono perfetta per la parte e quel cazzo di treno rimane bloccato nel tunnel mentre quel tizio cerca di farmisi. A proposito, come dire, di destino. E lei è?
THOMAS Thomas Novachek.
WANDA Salve. Ehi, un momento. Thomas Novachek?
THOMAS Thomas Novachek.
WANDA Lo ha scritto lei!
THOMAS Sì. Be’, l’ho adattato.
WANDA E fa anche la regia, giusto?
THOMAS Assolutamente.
WANDA Dio, come mi piacciono le sue commedie! Dico, quelle che conosco. L’anatomia delle ombre? Ecco, wow. L’anatomia delle ombreè una cannonata. Cioè, le parti che ho letto. Roba che scotta.
Si toglie il soprabito, rivelando un top di cuoio con borchie, una corta sottana di cuoio, e un collare da cane con borchie d’argento.
Veramente sexy, eh. O magari erotica, se vuole volare basso. Ah, tra parentesi, non è che io normalmente vado in giro con la biancheria di cuoio e il collare da cane. Di solito sono abbastanza modesta, insomma. È solo che ho pensato di entrare come dire nella parte. Cioè, in sostanza è sadomaso, no? Dico, il testo?
THOMAS Non esattamente. E si svolge nel 1870.
WANDA Mmm. Allora forse questo non è proprio 1870, vero.
THOMAS No.
WANDA Però chissà, magari a quei tempi i sadomaso erano vestiti proprio così.
Estrae dalla borsetta una foto tutta spiegazzata.
Ad ogni modo, ecco il mio book. Il curriculum è un po’ scarno, lo so. Però io sono brava. Cioè, sono fatta per questa parte, giuro su Dio. Come Hedda Gabler ero uno schianto.
THOMAS (guardando il suo curriculum) La stagione al Teatro Urinale. Temo di essermela persa. Aveva un appuntamento?
WANDA Sì, alle due e un quarto. Cioè tre ore fa, dico bene? Be’, meglio tardi che mai.
THOMAS (controlla la lista degli appuntamenti) Wanda…?
WANDA Jordan. Tutti dicono sempre: ma è davvero così? «Wanda Jordan»?
THOMAS Io qui il suo nome non lo vedo.
WANDA Davvero? Il mio agente ha detto che lo avevano combinato eccetera. Sono venuta, no? Le due e un quarto. Merda. Dio, ti ringrazio un’altra volta! Comunque…
Si toglie il top, rivelando un reggiseno sensazionale.
Mi butto!
THOMAS Ehi, ehi, ehi. Che sta facendo?
WANDA (sfilandosi la sottana di cuoio, rivelando mutandine nere e giarrettiere) Ho portato un po’ di costumi.
THOMAS No… Wanda…
WANDA Mi basta un secondo, giuro. Ho trovato un vestito fantastico. Roba autentica, d’epoca.
THOMAS No, davvero. Non si disturbi.
WANDA Cosa? Cioè… insomma… niente audizione?
THOM...
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