C'erano una volta tre porcellini che un giorno decisero di andare a vivere da soli. Il lupo fece volare in aria la casetta del primo e anche del secondo. Così i fratellini, per sfuggire alla sua bocca vorace...

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La casa era spaziosa, ma i porcellini crescevano molto in fretta.
Un giorno, la mamma disse loro:
«Ragazzi, la casa ormai è troppo piccola per vivere tutti insieme.
È ora che ciascuno di voi vada per la sua strada.
Mi raccomando, però, state attenti: da queste parti si aggira un lupo cattivissimo, un famoso cacciatore, mangiatore di porcellini grassi e morbidi.»
E così Porcellino Saggio, Porcellino Grosso e Porcellino Grasso salutarono la mamma e il papà, prepararono i loro fagotti e si incamminarono, ognuno per la sua strada.

Porcellino Grasso era il minore e il più pigro dei fratelli e non aveva per niente voglia di lavorare.
Così, quando incontrò un contadino che aveva appena finito di fare il fieno nel suo campo e caricava le fascine su un carro, il porcellino si fermò e gli disse: «Buon uomo, vedo che hai con te tanta paglia. Mi potresti regalare una fascina?
Vorrei costruirmi una capanna per andare a vivere da solo.»
Il contadino era un brav’uomo ed era molto generoso.
Così non si fece pregare, anzi, regalò al porcellino ben tre fascine di paglia.


Porcellino Grasso portò le fascine in un prato, vicino a un laghetto.
In quattro e quattr’otto intrecciò la paglia e costruì la capanna.
Non era molto spaziosa, ma per lui andava bene.
Il tetto, la porta e le finestre li fece intrecciando i giunchi che trovò sulla riva del lago. “Guarda che bella” disse tra sé e sé, ammirando la sua opera.
“Io non ho tante pretese come i miei fratelli, sono un tipo semplice, io. Per me basta e avanza.”
Soddisfatto del suo lavoro, entrò nella capanna, buttò un po’ di paglia per terra, si coricò e in un attimo si addormentò.


Nel frattempo anche Porcellino Grosso, il secondo fratello, era andato per la sua strada e aveva preso il sentiero del bosco.
Anche lui non aveva troppa voglia di lavorare, anche se non era indolente quanto il fratello.
Cammina cammina, incontrò un boscaiolo che tagliava e ammucchiava la legna in una grande catasta.
Porcellino Grosso si fermò e gli disse: «Buon uomo, vedo che hai moltissima legna. Me ne daresti un po’? Ho intenzione di costruirmi una casetta.»
Il boscaiolo era un brav’uomo e gli rispose: «Guarda quanta legna ho tagliato. Prendine quanta ne vuoi, serviti pure.»



Così Porcellino Grosso prese la legna, la caricò su una carriola, la portò in un campo soleggiato, accanto alle acque di un ruscello, e fischiettando allegro, con sega, martello, chiodi e pialla, in un giorno si costruì una bellissima casetta.
Al tramonto l’aveva finita. Come ultimi tocchi, dipinse la porta e i battenti delle finestre di azzurro e il tetto di rosso.
Costruì anche un tavolo, due sedie, un armadio e un letto.
Stanco dopo tanta fatica, entrò nella sua casa, si distese sul letto e si addormentò come un sasso.

E Porcellino Saggio? Era il maggiore e il più giudizioso dei fratelli, così decise di costruirs...
Indice dei contenuti
- I tre porcellini - una fiaba inglese
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