Il lupo e i sette capretti
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Il lupo e i sette capretti

Le Grandi Fiabe - Vol. N.8 di 30

  1. 48 pagine
  2. Italian
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Il lupo e i sette capretti

Le Grandi Fiabe - Vol. N.8 di 30

Informazioni su questo libro

Sei ingenui capretti finiscono nella pancia del lupo furbacchione. Solo il più piccolo sfugge alla sua bocca vorace. Insieme alla mamma, con astuzia e coraggio, salverà i fratellini...

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Informazioni

Editore
RIZZOLI
eBook ISBN
9788858669679
Anno
2014
La capra e i suoi figlioli abitavano in una casetta vicino al bosco, in una radura circondata da alberi ombrosi.
Un giorno mamma capra si ritrovò senza provviste.
Così fu costretta a uscire, lasciando i capretti da soli in casa.
«Mi raccomando, piccoli miei, io devo andare a far la spesa al di là del bosco. Chiudete bene la porta e non aprite a nessuno.
State attenti al lupo: se per caso riesce a entrare, vi mangia tutti in un solo boccone. Siate prudenti, perché il lupo è molto furbo e farà di tutto per acchiapparvi.
Il gaglioffo ama travestirsi, ma lo riconoscerete perché ha la voce grossa e rauca e le zampe di pelo nero.»
«Mamma, stai tranquilla» le disse il capretto più grande.
«Staremo molto attenti e non faremo entrare nessuno.»
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Rassicurata dalle promesse dei suoi piccoli, dopo essersi fatta giurare solennemente di non disubbidire, mamma capra fece loro le ultime raccomandazioni.
«Sarò di ritorno prestissimo. Mi raccomando: se avete fame, prendete qualcosa dalla dispensa» disse dalla soglia di casa.
Poi s’incamminò verso il bosco.
Ma quel briccone del lupo era in agguato, nascosto dietro un albero, e aveva ascoltato le ultime parole della capra.
«Bene bene, la vecchia se ne va e quei mocciosi sono soli in casa.
È arrivata l’ora di farmi un pranzo come si deve, senza nemmeno faticare troppo.» Detto fatto, in quattro salti il lupo fu davanti alla casa dei capretti e bussò alla porta.
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Toc toc toc. I capretti sentirono tre bei colpi secchi.
«Chi è là?» belarono in coro, tremanti di paura.
«Sono la mamma, piccini» disse il lupo, dimenticando
di avere un vocione simile a una grancassa.
«Aprite, ho dimenticato la lista della spesa.»
«Non è vero che sei la mamma, tu sei il lupo» disse il più grande.
«Ti abbiamo riconosciuto, sai, brutto che non sei altro.
La nostra mamma ha la voce dolce, mica come la tua…»
“Che rabbia!” pensò il lupo. “Sono proprio uno sciocco: non ho pensato di imitare quella vocetta stupida da capra.”
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Il lupo cattivo se ne andò di corsa, attraversò il bosco prendendo una scorciatoia e in quattro e quattr’otto sbucò nel villaggio vicino. Entrò nella bottega del droghiere e comprò un grosso pezzo di zucchero e delle pastiglie di liquirizia.
Mangiò tutto in un solo boccone, facendo un grande sforzo.
Come sapete, i lupi sono voraci, ma non di cose dolci: amano i pasticci di carne, semmai.
Insomma, il lupo inghiottì zucchero e liquirizia per addolcire la voce. Poi provò a cantare una canzoncina che cominciava così: «Il lupo mangia i capretti, il lupo mangia i capretti, il lupo mangia i caprettiii… perché è un gran mascalzon!» Ne uscì una vocetta belante, che sembrava quasi quella di un agnello.
“Adesso sì che non mi riconosceranno” si disse il lupo.
Riattraversò di corsa il bosco e bussò di nuovo alla casa dei capretti. «Chi è là fuori?» chiesero i capretti in coro.
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Indice dei contenuti

  1. Il lupo e i sette capretti
  2. Copyright
  3. Capitolo
  4. Piano dell'opera