Un principe si invaghisce di una misteriosa fanciulla nata da una melarancia. Ma una servetta brutta e invidiosa farà di tutto per ostacolare il loro amore…

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«Ecco cosa vorrei!» disse il giovane.
«Vorrei una fanciulla bianca come il latte e rossa come il sangue.»
«Figlio mio» disse la regina madre, «se è rossa non è bianca, e se è bianca non è rossa.»
«Ma è così che la voglio: una sposa con le labbra rosse come questo sangue e la pelle bianca come questa ricotta. Andrò io stesso a cercarla.»
E così il principe si incamminò, e cammina cammina superò valli e montagne. E galoppò, e galoppa galoppa attraversò prati e foreste. E navigò, e naviga naviga percorse fiumi e mari, finché un giorno approdò in una terra lontana.


Il ragazzo si inoltrò in un fitto bosco e incontrò una vecchietta.
«Che ci fai qui, ragazzo?» chiese la vecchietta, avvicinandosi.
«È una storia lunga, nonnina. Ma per farla breve, sto cercando una fanciulla bianca come il latte e rossa come il sangue.»
«Figlio mio, chi è rossa non è bianca, e chi è bianca non è rossa. Ma siccome vedo dalla tua stanchezza che viaggi da tanto tempo, voglio farti un dono. Ecco queste tre melarance. Aprile, ma solo quando sarai a un giorno di cammino dal tuo palazzo, e accanto a una fontana. Ricordati bene: solo accanto a una fontana.»


Il giovane ringraziò e si mise sulla strada di casa.
Navigò, galoppò e camminò, e quando fu soltanto a un giorno dal suo palazzo, non stando più nella pelle per la curiosità, aprì la prima melarancia: ne saltò fuori una bellissima fanciulla, bianca come il latte e rossa come il sangue.
«Oh mio bel principe, gentil signore,
dammi da bere, presto, per favore» disse la fanciulla.
Il principe si precipitò alla fonte più vicina, ma non fu abbastanza svelto: la fonte era lontana, e al suo ritorno la fanciulla non c’era più.



Ancora stupito per quanto era successo, ansioso di rinnovare quel prodigio, il principe aprì senza pensarci la seconda melarancia.
Anche questa volta apparve una fanciulla bellissima, dalla pelle color del latte e dalle labbra rosse come il sangue.
«Oh mio bel principe, gentil signore,
dammi da bere, presto, per favore» disse la seconda fanciulla.
Il ragazzo si precipitò all’acqua della fonte, la raccolse con le mani, ma anche questa volta non fece in tempo. Quando si volse verso la fanciulla per dissetarla, questa era già sparita.
“Devo essere più svelto e non farmi prendere dall’impazienza. Stavolta aprirò la terza melarancia vicinissimo alla fonte.”

E così fece. Si avvicinò alla fonte, aprì la melarancia, e ne uscì una fanciulla ancora più bella delle altre due.
«Oh mio bel principe, gentil signore,
dammi da bere, presto, per favore» disse la terza fanciulla.
Il principe le gettò l’acqua in viso, e questa volta la fanciulla non svanì. E poiché non aveva vesti, il principe la avvolse nel suo mantello e le disse:
«Mia dolce fanciulla, arrampicati su quest’albero e aspettami....
Indice dei contenuti
- Le tre melarance - una fiaba italiana
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