Non sempre ad avere la meglio sono i più grandi e forti. Pollicino è piccolo piccolo ma molto, molto furbo. Questo basta a raggirare un orco malvagio e famelico...

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e i suoi sette bambini, tutti maschi,
in una casetta al limitare del bosco. Poiché le bocche
da sfamare erano tante, il poverino si dannava per riuscire a portare a casa ogni giorno quel tanto di che poter vivere.
Ma la cosa che preoccupava di più il taglialegna era il figlio più piccolo.
Era così minuscolo e delicato di salute che era stato soprannominato Pollicino.
I genitori credevano che Pollicino fosse addirittura sciocco, perché se ne stava sempre per conto suo e di rado si univa ai giochi dei fratelli. Al contrario, Pollicino era un ragazzino sveglio e intelligente: parlava poco, ma osservava e pensava molto.
Capitò un’annata di carestia: c’era stato un inverno molto freddo, con abbondanti nevicate, che aveva costretto il boscaiolo a starsene in casa, senza riuscire ad andare nel bosco a tagliare legna e procurarsi di che sfamare la famiglia. Il pover’uomo decise allora di disfarsi dei suoi figlioli. Una sera, dopo che, come al solito, i ragazzi erano andati a letto senza cena, il boscaiolo parlò alla moglie: «Moglie mia, domattina portiamo i ragazzi nel bosco e con la scusa di far legna ci allontaniamo e li abbandoniamo: forse qualcuno li troverà e provvederà a loro.»


La donna pianse molto e si disperò, cercando di dissuadere il marito. Ma quello fu irremovibile: non c’era altra soluzione. Pollicino però era sveglio e si era nascosto a giocare da solo sotto il tavolo della cucina, così sentì i propositi del padre. Senza farsi vedere, sgusciò fuori dalla stanza, aprì la porta della casetta e corse al torrente vicino. Alla luce della luna, raccolse due pugni di sassolini candidi e se li mise in tasca. Poi tornò in casa, s’infilò nel letto e si addormentò tranquillo. Aveva già pensato a un piano.


Il mattino dopo, all’alba, l’uomo svegliò i figli e propose loro di seguirlo nel bosco. Tutti in fila, presero il sentiero che si addentrava nel fitto della foresta. Pollicino, che era rimasto l’ultimo della fila, ogni tanto prendeva un sassolino dalla tasca e lo faceva cadere dietro di sé. Dopo due ore di cammino, arrivarono in una radura, dove fecero una sosta per riposare. «Voi state qui. Io intanto vado a far legna con vostra madre. Quando avrò finito, vi chiamerò, così mi darete una mano a legare le fascine e a trasportarle» disse il padre ai ragazzi, e se ne andò con la moglie.
Passarono le ore, ma i genitori non tornavano. Arrivò sera.
Si fece buio. I bambini, presi dalla paura, cominciarono a piangere e a lamentarsi. Solo Pollicino sembrava tranquillo.


«Non abbiate paura, fratelli miei. Il papà e la mamma ci hanno lasciati qui, ma noi troveremo comunque la strada di casa. Seguitemi e abbiate fiducia in me» disse Pollicino ai fratelli disperati. Loro si asciugarono le lacrime, si presero per mano e seguirono il più piccolo. La luna era appena spuntata e illuminava i sassolini candidi sparsi sul sentiero. Pollicino e i fratelli seguirono la scia e dopo una lunga camminata arrivarono a casa.
Dovete...
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