Prezzemolina viene rinchiusa in una torre incantata da un'orchessa malvagia. Ma grazie alle sue lunghe trecce e al coraggio di un principe troverà la strada della libertà…

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“L’Orchessa di sicuro non si accorgerà di nulla” pensò.
“Una manciata in più o in meno non fa differenza.”
Ma la donna si sbagliava, eccome se si sbagliava.
L’Orchessa al suo ritorno controllava sempre l’orto con attenzione: nulla sfuggiva al suo sguardo, nemmeno la foglia più minuscola.
E così quella sera, rincasando, si accorse che nell’aiuola mancava un ciuffo di prezzemolo che la mattina invece c’era.
«Che mi si possa rompere l’osso del collo se non trovo il ladro e gliela faccio pagare. Parola mia» sibilò l’Orchessa, inviperita.


L’ingenua donna, certa di non incappare in alcun pericolo né di far danno, ogni mattina scendeva nell’orto e raccoglieva una manciata di prezzemolo fresco.
“Ce n’è così tanto...” si diceva.
Ma una mattina nell’orto trovò l’Orchessa, che si era nascosta per sorprendere il ladro.
Tutta arrabbiata, quella le afferrò il braccio e tenendola stretta le disse: «Ti ho sorpresa, finalmente, ladra che non sei altro. Come osi rubare il mio prezzemolo?»
La povera donna, impaurita, cominciò a scusarsi:
«Non volevo rubare, vicina mia. Né l’ho fatto per gola.
È che aspetto un bambino e mi ha preso una tal voglia di prezzemolo fresco che proprio non ho potuto farne a meno.
E sapete bene che quando si aspetta un bambino e si ha un desiderio, è un male non soddisfarlo.
Potrebbe nascermi un figlio con una voglia di prezzemolo stampata sulla faccia.»


«Oh, quante parole» gridò l’Orchessa, continuando a tenere la donna per il polso.
«Non mi servono a nulla le tue scuse, né mi ripagano del maltolto.
Quando verrà al mondo, mi darai tuo figlio, maschio o femmina che sia. Altrimenti morirai.»
A quella minaccia, la poverina ebbe una tal paura che senza pensarci, pur di sfuggire alle grinfie di quella strega, giurò: «Ti darò il bambino, prometto. Ma ora lasciami andare.»
E così l’Orchessa la lasciò libera.


Quando fu il tempo, la donna diede alla luce una bambina che era una meraviglia, bianca e rosa, con un grazioso disegno a foglia di prezzemolo sul petto.
Così venne chiamata Prezzemolina.
La bambina cresceva ogni giorno di un palmo, diritta come il gambo del prezzemolo e bella come un raggio di sole.
Aveva i capelli biondi, legati in una lunghissima treccia.
Quando compì sette anni, la mamma la mandò a scuola.
Tutti i giorni, lungo la strada, la bimba incontrava la vicina.
Prezzemolina era gentile, mentre l’Orchessa la trattava in malo modo e le diceva con voce sgraziata:
«Ehi, tu, bellina, dì a tua madre che si ricordi della promessa che mi ha fatto.»


La bambina tornava a casa e raccontava alla madre dell’incontro con la vecchia.
E t...
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