Vassilissa e la Baba Jaga
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Vassilissa e la Baba Jaga

Le Grandi Fiabe - Vol. N.18 di 30

  1. 48 pagine
  2. Italian
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Vassilissa e la Baba Jaga

Le Grandi Fiabe - Vol. N.18 di 30

Informazioni su questo libro

Vassilissa riceve in dono dalla mamma una bambolina, che le assomiglia in tutto e per tutto e che la aiuterà ad affrontare senza paura la terribile Baba Jaga…

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Informazioni

Editore
RIZZOLI
eBook ISBN
9788858669778
Anno
2014
Allora chiamò la figlia al suo capezzale e le disse: «Mia cara piccina, ascolta le mie parole. Io sto per morire, ma non ti lascio sola. Oltre alla mia benedizione ti dono anche questa bambola.» E da sotto le lenzuola tirò fuori una bambolina che era in tutto e per tutto uguale a Vassilissa: le stesse trecce, gli stessi occhi neri,lo stesso vestito e le stesse scarpe.
«Abbi cura di lei» le raccomandò la madre.
«Non farla vedere a nessuno, tienila sempre con te e nutrila quando ha fame. Se hai un problema o un dubbio, parlane con lei, e lei ti aiuterà.»
Dette queste ultime parole, la donna trasse un lungo sospiro e morì.
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La bambina e suo padre piansero a lungo la morte della buona donna. Ma il tempo asciuga le lacrime, e il padre di Vassilissa decise di riprendere moglie.
Finito il tempo del lutto, l’uomo conobbe una vedova con due figlie pressappoco dell’età della sua. La donna sarebbe stata una buona madre per Vassilissa, pensò.
Così la sposò.
La nuova moglie, tutta sorrisi e moine all’apparenza, era in realtà cattiva e invidiosa, e le sue figlie non erano da meno. Gelosa della dolcezza di cuore di Vassilissa e della sua bellezza, la donna faceva di tutto per rendere amara la vita della figliastra. Quando il padre era in viaggio, la costringeva ai lavori più umili e pesanti.
Ma nonostante i maltrattamenti subiti, la fanciulla cresceva in bellezza e bontà, mentre le sorellastre, pur non facendo niente dal mattino alla sera, imbruttivano. E più imbruttivano,più diventavano invidiose di Vassilissa e più la trattavano male.
L’invidia rose a tal punto le sorellastre che decisero di liberarsi di lei.
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Nel bosco vicino alla loro casa viveva la Baba Jaga, una strega malvagia che si diceva mangiasse gli esseri umani come se fossero caramelle.
La matrigna propose alle figlie: «Facciamo in modo di rimanere senza fuoco. Poi ordiniamo a Vassilissa di andare dalla Baba Jaga a prendere il fuoco, così la strega la ucciderà e la mangerà.»
Quando scese la sera, mentre le donne cucivano accanto alla stufa, una delle sorellastre di nascosto spense il fuoco e disse:«E adesso che facciamo? In casa non c’è più luce e noi non abbiamo finito il nostro lavoro. Non resta che andare dalla Baba Jaga a chiederle il fuoco.»
L’altra sorellastra disse: «Io non ci vado. A me non serve il fuoco, mi basta il riflesso della luna per cucire. E poi ho paura.»
«Oh, se è per questo anch’io. Vai tu, Vassilissa» disse la prima sorellastra.
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Alla fanciulla non rimase che obbedire. Prese la sua bambolina, le diede da mangiare e uscì di casa. Gli alberi, illuminati dalla luna, gettavano ombre scure sul sentiero, e il bosco risuonava di spaventosi versi di uccelli notturni.
Vassilissa aveva paura, ma le bastò accarezzare la sua bambola per farsi forza. La bambolina la rassicurava e le indicava la via.
Cammina cammina, la fanciulla arrivò nel cuore del bosco.
All’improvviso vide un cavaliere vestito di bianco che passava al galoppo su un cavallo bianco. E il cielo si schiarì.
Vassilissa continuò a camminare e poco dopo vide passare un cavaliere vestito di rosso che cavalcava un cavallo rosso.
E il sole bril...

Indice dei contenuti

  1. Vassilissa e la Baba Jaga
  2. Copyright
  3. Capitolo
  4. Piano dell'opera