"Se leggere è un vizio, non che scrivere sia una gran virtù. Un romanzo o un volumetto di versi sono merci non richieste. Allora, perché tanto scrivere invano? Si diceva in tempo di grandi ottimismi che scrivere è un'impellenza, che chi scrive è obbligato a scrivere da un prepotente moto interiore. Può darsi; quantunque sulla ambigua prepotenza dei moti interiori ci sarebbe molto da discutere". In ogni caso Vittorio Sermonti da più di sessant'anni è anagraficamente uno scrittore: cioè "uno degli happy few che debbono la propria miseria all'ostinato esercizio della scrittura". Qui raccoglie, ordina, disordina il frutto multiforme del suo vizio, che non si limita a riflettere sui meccanismi segreti della poesia, ma si avventura a intervistare Marco Aurelio e Giulio Cesare, a redigere un paio di libretti d'opera, a tradurre in versi due classici di teatro, a scrivere racconti, epigrammi, aforismi e una tragica cronistoria del terremoto dell'Irpinia. La voce è sempre la sua, l'acume è inconfondibile, l'intelligenza è quella colta e libera di chi sta al mondo da ottantasei anni. Un percorso sorprendente a ogni pagina, condotto "con la perseveranza, con l'abnegazione, con l'inconfessabile voluttà" con cui si coltivano i vizi più radicali.

- 664 pagine
- Italian
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Il vizio di scrivere
Informazioni su questo libro
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Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- Copyright
- Non scherziamo
- da La bambina Europa
- 4 pezzetti per musica
- La philosophie au pouvoir - (un Fervido Inviato intervista Marco Aurelio)
- Good bye, Brutus - (un Democratico Perbene intervista Giulio Cesare)
- La famosa fondazione de la Repubblica di Roma
- Nathan il saggio di Gotthold Ephraim Lessing
- Aug. Sg. Vita di un autobiografo
- da Il tempo fra cane e lupo
- Il Tartufo di Molière
- Terremoto
- Glossarietto del Postmoderno
- da La cosa poesia
- Quarte di copertina
- Giacomo mio, salviamoci!
- da Sempreverdi
- da Ho bevuto e visto il ragno
- Coccodrilli
- Carlo Gesualdo Considered as a Murderer
- Poemetti postumi
- da La morte non esiste