Nessuno di voi finora ha preso sul serio la storia delle doti speciali che possiede il Vampiro Vladimiro. Avete pendato che la mia è la solita storia del ragazzo fuori del normale protagonista di romanzi o film di successo, ebbene vi siete sbagliati di grosso.

- 144 pagine
- Italian
- ePUB (disponibile su mobile)
- Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub
Diario di Vlad, aspirante vampiro
Informazioni su questo libro
Scelto da 375,005 studenti
Accedi a oltre 1 milione di titoli a un prezzo mensile contenuto.
Studia in modo più efficiente con i nostri strumenti dedicati.

Il primo dubbio su chi o cosa sono mi è venuto nove anni fa. Avevo quattro anni e andavo alla scuola materna. Durante la pausa pomeridiana ero in cortile a giocare con gli altri bambini. Tariq, già da allora il più grosso rompiscatole sulla faccia del pianeta, ha dato una spinta a Giacomo che è caduto dallo scivolo battendo la testa.
È stata la prima volta in cui si è manifestata la mia vera natura. Per questo ricordo tutto bene e conservo fissa in mente la reazione di ognuno, come in una foto:






E io? A me non importa se la maestra Rita è furiosa, se Giacomo si è fatto male, se Tariq finalmente la pagherà cara. iL MIO SGUARDO È ATTRATTO IN MODO IRRESiSTIBILE DALLA CHIAZZA ROSSA CHE SI ESPANDE SULLA FRONTE DI GiACOMO. Rimango come ipnotizzato a fissarla, fino a che nei miei occhi resta solo l’immagine delle gocce di sangue che zampillano dal taglio aperto.
Qualcuno mi scuote e la scena intorno a me riprende vita. Il rosso si dissolve, gli occhi tornano a osservare quel che accade intorno. Vedo Rita che prende in braccio Giacomo e corre via, la bidella che acchiappa Tariq per un orecchio e lo trascina con sé, le altre maestre che accorrono.
<<Che hai, Vladimiro? Non ti senti bene?>>

È la maestra Roberta. Si china a parlarmi. Ha un debole per me, non c’è bisogno di essere grandi per capirlo. Nel senso che se stai sulle scatole a qualcuno te ne accorgi anche se hai quattro anni. Se gli sei simpatico lo senti a pelle, non servono tanti ragionamenti. Questo almeno è quello che capita a me, con i compagni di scuola, i professori, gli allenatori. Non ho capito se è una delle mie DOTI SPECIALi o se vale per qualunque ragazzo normale.
<<Sei bianco come uno straccio>> mi fa la maestra Roberta preoccupata. <<Ti ha fatto impressione il sangue?>>
A scuola si preoccupavano subito quando c’ero di mezzo io perché facevo disegni tipo questo:

Avevo quattro anni allora e davvero non sapevo che rispondere. Però mi ero accorto che ALLA VISTA DEL SANGUE AVEVO PROVATO UNA STRANA SENSAZiONE.

Oggi alla maestra Roberta risponderei: <<Eccome se mi ha fatto impressione!>>
Mi ha talmente impressionato che ha aperto la mia mente come una lattina di Coca Cola. Del tipo che l’ha stappata con uno strappo secco e fatto fuoriuscire schizzi e bollicine intrappolati da quando ero nato.
Non so se quel giorno sono diventato bianco come un straccio, dato che la mia carnagione è sempre stata molto chiara. Sicuramente è stato il primo passo verso quello che chiamo L’ACCERTAMENTO DELLA VERiTÀ. Suona come un parolone, ma significa semplicemente stabilire con certezza CHi SONO VERAMENTE IO.


Sono trascorsi nove anni da quel giorno e di tempo ne ho avuto per capire. Ma soprattutto per imparare a controllare le mie doti speciali. Qualcuno direbbe superpoteri, ma sa troppo di eroi Marvel.
Io le chiamo doti speciali, perché penso di essere una persona un po’ speciale. Non nel senso di:




Non...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- Copyright
- Diario di Vlad, aspirante vampiro
- Indice