Cuore di contrabbando
eBook - ePub

Cuore di contrabbando

  1. 320 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub

Cuore di contrabbando

Informazioni su questo libro

Nella Londra tormentata dalla guerra, Noel ha dieci anni ed è solo. La sua amata madrina Mattie, una di quelle donne speciali d'inizio secolo orgogliosamente sostenute dal coraggio delle proprie scelte, è appena morta. Così, quando i tedeschi decidono di fare sul serio, Noel è costretto a trovare riparo nella città di St Albans, accolto nella modesta casa di Vera Sledge, madre – senza marito – di un figlio sfaccendato, figlia di una donna che comunica scrivendo su una lavagnetta e che intrattiene una straordinaria, univoca corrispondenza con Winston Churchill. Nutrito da Mattie a pane e libertà, istintivamente allergico alla stupidità, Noel ha poco da spartire con Vera e il suo sfrecciare inconcludente da una crisi all'altra. Ma la guerra mette sul piatto anche opportunità impreviste, e occorre approfittarne. L'insperata complicità tra i due si delinea quando si ritrovano a fare squadra: insieme suonano ai campanelli delle case di Londra e chiedono soldi per finta beneficenza. L'espediente restituisce un'ombra di sorriso a Noel, e regalerà a entrambi un incontro capace di spostare il cuore. Forte di una scrittura vivace e aperta venata di umorismo, Lissa Evans ci consegna il ritratto di un bambino memorabile: orecchie a sventola e occhi disincantati, con un'ammonite per talismano e un amore a prova di bomba per Sherlock Holmes. Un bambino pensoso, fuori dagli schemi, invischiato nelle miserie del mondo, che cerca di ritagliarsi con tenacia un angolo tutto suo di dolcezza e verità.

Domande frequenti

Sì, puoi annullare l'abbonamento in qualsiasi momento dalla sezione Abbonamento nelle impostazioni del tuo account sul sito web di Perlego. L'abbonamento rimarrà attivo fino alla fine del periodo di fatturazione in corso. Scopri come annullare l'abbonamento.
No, i libri non possono essere scaricati come file esterni, ad esempio in formato PDF, per essere utilizzati al di fuori di Perlego. Tuttavia, puoi scaricarli nell'app Perlego per leggerli offline su smartphone o tablet. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Perlego offre due piani: Essential e Complete
  • Essential è l'ideale per studenti e professionisti che amano esplorare un'ampia gamma di argomenti. Accedi alla libreria Essential, che include oltre 800.000 titoli di comprovata qualità e bestseller in vari settori, tra cui business, crescita personale e discipline umanistiche. Include tempo di lettura illimitato e voce standard per la sintesi vocale.
  • Complete: perfetto per studenti e ricercatori esperti che necessitano di un accesso completo e illimitato. Accedi a oltre 1,4 milioni di libri su centinaia di argomenti, inclusi titoli accademici e specialistici. Il piano Complete include anche funzionalità avanzate come la sintesi vocale premium e l'assistente di ricerca.
Entrambi i piani sono disponibili con cicli di fatturazione mensili, semestrali o annuali.
Perlego è un servizio di abbonamento a testi accademici, che ti permette di accedere a un'intera libreria online a un prezzo inferiore rispetto a quello che pagheresti per acquistare un singolo libro al mese. Con oltre 1 milione di testi suddivisi in più di 1.000 categorie, troverai sicuramente ciò che fa per te! Per maggiori informazioni, clicca qui.
Cerca l'icona Sintesi vocale nel prossimo libro che leggerai per verificare se è possibile riprodurre l'audio. Questo strumento permette di leggere il testo a voce alta, evidenziandolo man mano che la lettura procede. Puoi aumentare o diminuire la velocità della sintesi vocale, oppure sospendere la riproduzione. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Sì! Puoi utilizzare l'app di Perlego su dispositivi iOS o Android per leggere quando e dove vuoi, anche offline. È perfetta per gli spostamenti quotidiani o quando sei in viaggio.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app.
Sì, puoi accedere a Cuore di contrabbando di Lissa Evans, Giuseppina Oneto in formato PDF e/o ePub. Scopri oltre 1 milione di libri disponibili nel nostro catalogo.

Informazioni

Editore
RIZZOLI
Anno
2015
Print ISBN
9788817082860
eBook ISBN
9788858682135
Prima parte

1

Hitler faceva gestacci sull’altra riva della Manica e Londra aveva deciso di trasferire di nuovo lontano i suoi figli, quelli che erano già tornati e quelli che non se ne erano mai andati. Anche Noel stavolta sarebbe partito; senza essere consultato neppure in questo caso. Margery gli aveva preparato la valigia e Geoffrey lo aveva accompagnato alla scuola elementare di Rhyll Street come un carcerato sotto scorta. Non che lui covasse idee di fuga: essere mandato chissà dove con una classe di ragazzini che odiava era sempre meglio di vivere al 23B di Mafeking Road.
Appena risuonò il fischietto nella stazione di St Pancras, Noel rimase a osservare il suo guardiano allontanarsi. Il treno lasciò la tettoia oscurata e un raggio di sole lo colpì in viso. Scrisse: Sono seduto vicino a Harvey Madeley. Ha un posteriore talmente enorme che porta i calzoni di suo padre tagliati corti.
«Eccoci qui al completo» disse il signor Waring entrando nello scompartimento. «La quinta colonna di Rhyll Street. E il piccolo Noel con carta e matita. Fra voi è seduto un pargolo che prende appunti.»
«Dove andiamo, signor maestro?» chiese una voce.
«Informazione strettamente riservata. Non sono stato messo a parte dei piani.»
«In Galles?»
«Speriamo di no.»
«In Galles non parlano inglese» disse una delle gemelle Ferris.
L’unica differenza visibile fra le due Ferris, scrisse Noel, è che l’una è ancora più cretina dell’altra.
«E mangiano gli scoiattoli» le fece eco la gemella.
«In un posto con le mucche io non ci torno» disse Alice Beddows. «Nel Dorset ne vedevo una da ogni finestra. E la odoravo anche.»
«Carne in scatola» disse Roy Pursey sbirciando nel sacchetto di carta che gli aveva dato la donna del Women’s Voluntary Service.
«Non aprite ancora quei sacchetti» ordinò il signor Waring. Nessuno ubbidì tranne Noel.
«Il contenuto è per le vostre vicemadri, non per consumarlo durante il viaggio» aggiunse, ma Roy Pursey aveva già cominciato a girare la chiavetta della lattina. Noel osservò l’esile ferita rosea aprirsi in cima al barattolo.
«Biscotti!» esclamò Harvey Madeley.
«Quando a mezzanotte procederemo a passo di lumaca lungo la costa nordoccidentale scozzese» disse il signor Waring «potreste rimpiangere tanta ingordigia.» Si appoggiò allo schienale e aprì un libro.
Fuori, Londra scorreva molto lentamente. Si vedevano soprattutto cortili e fili del bucato, anche se premendo la guancia contro il finestrino Noel riusciva a scorgere un pezzetto di cielo con uno di quei bizzarri palloni da sbarramento in quota.
«Devo andare in bagno» disse Shirley Green.
«Nel Dorset avevano il gabinetto fuori» disse una delle gemelle Ferris. «Ecco perché siamo tornate a casa. Abbiamo scritto alla mamma e lei ci è venuta a prendere. Diceva che se rimanevamo avremmo preso la tifoide. Signor Waring?»
«Mmh?»
«Noi due abbiamo il permesso di andare solo in un posto con il gabinetto in casa. La mamma dice che…»
«Dov’ero io non c’era neanche l’elettricità» fece Roy Pursey interrompendola. «Avevano delle cavolo di candele.»
«In punizione» esclamò il signor Waring.
«Ma, signor maestro, non siamo a scuola.»
«Comunque sia, appena riprenderemo le lezioni, il mio primo provvedimento sarà metterti in punizione per turpiloquio».
Il treno passò sopra un ponte e Noel intravide nella strada sottostante un camion carico di soldati. Se Hitler avesse invaso il Paese, come sembrava, la prossima volta che fosse tornato a Londra le strade sarebbero state piene di nazisti. Tutti avrebbero dovuto imparare il tedesco. Lo zio Geoffrey, iscritto al Partito conservatore, sarebbe stato messo al muro e fucilato.
«Perché ridacchi?» gli chiese Roy Pursey.
«Così» rispose Noel.
«Che scrivi sul quaderno?»
«Cose così» ripeté lui. Roy glielo strappò di mano e diede una sbirciata alla sequenza di simboli.
«Cose senza senso» disse.
Noel se lo riprese tacendo soddisfatto. Era un cifrario molto semplice chiamato «pigpen» e aveva appena scritto: Roy Pursey è il bambino più ignorante e antipatico della scuola di Rhyll Street.
Il treno, attraversando i sobborghi, accelerò. Noel buttò giù un elenco di altre persone da mettere al muro e fucilare. Quando guardò di nuovo fuori dal finestrino vide un campo con una capra.
«Una mucca!» strillò una delle gemelle Ferris.
«E c’è un cavallo che sta salendo in groppa a un altro cavallo, proprio sopra» disse Shirley Green. «Perché lo fa, signor Waring?»
«Se un treno viaggia a una velocità media di settanta chilometri orari per tre ore e mezzo» disse lui «e poi a una velocità media di trentasei chilometri per cinque ore e un quarto, che distanza percorre?»
Noel scrisse sul quaderno quattrocentotrentaquattro chilometri e poi s’incantò a guardare le dolci distese della campagna. Il treno cominciava a rallentare un’altra volta.
«Siamo già arrivati?» chiese una delle gemelle Ferris.
«Doreen, abbiamo appena lasciato Londra» rispose il signor Waring.
Il treno rallentò ancora. Fuori dal finestrino comparvero delle ville di mattoni rossi.
«È un paese» disse Roy Pursey. Sopra i tetti spuntava una guglia.
«È una città» lo corresse il signor Waring. «È St Albans.»
«Non deve dirlo a nessuno, signor maestro» fece Roy Pursey. «Potrebbe esserci una spia in ascolto.»
«E chi fra i tuoi compagni sospetti di essere al soldo del Terzo Reich?»
«Io no» disse Harvey Madeley.
«Un classico caso di doppio bluff» commentò il signor Waring. «La nostra spia è Harvey.»
Roy scosse la testa e puntò gli occhi su Noel. «No, signor maestro. Sarebbe una persona che ha cominciato a venire a scuola con noi sei mesi fa chissà da dove, che non parla mai e se parla ha la puzza sotto il naso e sta sempre lì a scrivere.»
«Ci fermiamo alla stazione» disse tutta eccitata Doreen Ferris. «Siamo arrivati!»
Un donnone col cappello verde e i denti gialli sorrise raggiante dall’altra parte del vetro.
«Salve, miei piccoli londinesi» strillò. «Benvenuti al sicuro.»
Vee si fermò con un piatto in mano a guardare fuori dalla finestra della cucina i bambini che passavano alla spicciolata.
«Mocciosetti» fece. «Ti ho raccontato che stamattina li ho visti in città? Li stavano mandando alla Mason’s Hall e sulla porta, a dargli un buffetto in testa mentre salivano le scale, c’era quel consigliere coi capelli color stoppa che la scorsa settimana con me si è comportato in modo tanto stron… tanto maleducato. Farebbe qualsiasi cosa pur di vedersi la foto pubblicata sui giornali.» E prendersi i pidocchi, con un po’ di fortuna.
I bambini, allora, erano appena scesi dal treno tutti eccitati e vocianti; ormai ne erano rimasti pochi a non avere ancora una casa. Vee li guardò trascinarsi lungo il viottolo. Uno sbadigliava, un altro era torvo in viso, un terzo si fermò di colpo a starnutire senza mano sulla bocca. I sette nani, pensò, e fra loro c’era anche un sempliciotto con le orecchie a sventola che zoppicava in fondo alla fila. L’unica a rovinare quella fantasticheria era la responsabile per l’assegnazione degli alloggi, una donna di trent’anni e un metro di circonferenza di troppo per essere Biancaneve.
«Andrà a bussare ai Green End Cottages» disse Vee. «L’anno scorso Irene Fletcher ne ha presi tre, ma sono tornati tutti a Londra. Non che li biasimi: se dovessi scegliere tra la Fletcher e una bomba non avrei dubbi.»
Alle sue spalle sentì canticchiare a bocca chiusa, un suono di strana dolcezza, simile a una sega musicale, e voltandosi vide la madre seduta al tavolo con la penna sospesa su una lettera da finire e il viso girato verso la radio. Indossava le cuffie, col filo che attraversava la cucina all’altezza delle ginocchia.
«Canti insieme alla radio?» chiese. «Che bello.»
Vee tornò a guardare il lavandino, per qualche istante più sollevata al pensiero che la cara vecchia si divertisse. Lei era irritata e aveva ben chiaro il perché.
C’erano una o due persone a cui cercava con tutta se stessa di non pensare: tanto per cominciare, quel consigliere biondo che fermava la gente in mezzo alla strada perché aderisse alla Settimana del risparmio nazionale e che davanti a tutti l’aveva rimproverata di essere una cattiva patriota perché lei, per evitarlo, aveva tagliato su per Holywell Hill. Risparmio. Avrebbe potuto mettersi a ridere.
E poi c’era il capo del personale della Ballito che, solo a pensarci, la faceva ribollire di rabbia e umiliazione. E il suo attuale padrone di casa, il signor Croxton del Deposito Rottami Croxton, coi suoi disgustosi commenti («Signora Sedge, può informare quel salame di suo figlio che l’espressione “regolare pattugliamento dei locali” non significa “starsene con le chiappe su una sedia per dieci ore”?»). Ed Ezra Rigg che si definiva esattore delle tasse ma non era altro che un delinquente fatto e finito, e Vic Allerby coi suoi «simpatici lavoretti», come se lei si divertisse un mondo a cucire, montare e ricamare sottoprezzo, e la signora Pilcher che le aveva mentito spudoratamente dicendole che aveva bisogno di un «piccolo aiuto in casa» quattro volte alla settimana, e il signor Farrell, il macellaio («Non sono un ente di beneficenza, signora Sedge»), e la cliente al bancone dei foulard di Woolworth a Harpenden che voleva a tutti i costi ficcare il naso negli affari altrui e, neanche a dirlo, Irene Fletcher dei Green End Cottages. E ora che le era tornata in mente le sfrigolava nella materia grigia come citrosodina sciolta nell’acqua.
Il giovedì precedente si erano incrociate per caso sulla banchina della stazione di St Albans. «Uh, ma che piacere incontrarla qui» le aveva detto Irene. «Di nuovo in ospedale a far visita allo zio Clive, vero?» Era la scusa che Vee le aveva propinato la settimana prima, anche se in realtà stava andando a Luton per capire se fosse il posto giusto dove mettere in atto un suo piccolo piano per fare qualche soldo. «E guarda che eleganza» aveva aggiunto incollandole gli occhi addosso come bottoni automatici. «Fortunato il vecchio zio Clive, davvero. Di cosa mi diceva che soffriva?»
«Ulcera.»
«Ah, non i calcoli alla vescica come la settimana scorsa.»
«Gli acciacchi non gli mancano» aveva risposto lei infuriata. Appena era arrivato il treno si era chiusa nella ritirata di terza classe e c’era rimasta fino a Luton. E una volta a destinazione, era ancora tanto scossa da essere finita nel bar davanti alla stazione, il Bird in Hand, a buttar giù un bicchierino. Il che era equivalso a dire che non si trovava nello stato d’animo giusto per andare a bussare alle porte a chiedere offerte, secondo il suo piccolo piano, e che la mattinata era andata sprecata.
L’unica consolazione era stata la conclusione sbagliata alla quale era giunta Irene: che Vee avesse un appuntamento con un uomo. Niente di illecito, dopotutto. Avrebbe potuto essere un tizio rispettabile, addirittura un soldato. Perciò non c’era niente di cui preoccuparsi.
Forse, però, lei avrebbe dovuto trarre una lezione da quell’incontro e cominciare a prendere appunti quando parlava con le persone. Avrebbe potuto tenere una vecchia busta e una matita pronte nella borsa:
Zio Clive, calcoli alla vescica, padiglione 4, Luton General Hospital. Detto a Irene F. Il 14 giugno 1940.
Sarebbe bastato. E ora che ci pensava:
Ho sempre adorato i cani di piccola taglia, da ragazzina avevo un jack russel bianco e marrone che si chiamava Happy. Detto a signora Fillimore il 20 giugno.
E dato che era in argomento:
Andavo a scuola con Eileen, una bambina che ora abita in California. Eileen ha sposato un commesso viaggiatore e si è sistemata molto bene, e adesso continua a mandarci...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Copyright
  4. Dedica
  5. Prologo
  6. Prima parte
  7. Seconda parte
  8. Terza parte
  9. Ringraziamenti