Tommy la mummia e la tomba di Achnetut
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Tommy la mummia e la tomba di Achnetut

  1. 238 pagine
  2. Italian
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  4. Disponibile su iOS e Android
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Tommy la mummia e la tomba di Achnetut

Informazioni su questo libro

Tommy è una mummia di otto anni e vive a casa di Gus. Va a scuola e in bicicletta come ogni bambino, ma una cosa gli manca: l'Egitto! Così, quando il papà di Gus vende un quadro a una galleria d'arte, la decisione è presa: tutta la famiglia andrà in vacanza laggiù. Missione: trovare la tomba perduta del faraone Achnetut, il papà di Tommy! Ma l'Egitto è cambiato moltissimo negli ultimi quattromila anni e, come se non bastasse, un miliardario olandese decide di passare le vacanze con loro. Come faranno a trovare la tomba, se non possono andare in giro da soli? E chi sono quei due loschi figuri che li seguono ovunque? L'amicizia di Gus e Tommy è a dura prova: forse è arrivato il momento di dirsi addio…

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Informazioni

Print ISBN
9788891512420
eBook ISBN
9788858679135
Polderam

CAPITOLO 1

IL QUADRO CON GLI ASINI

A Polderdam faceva caldo.
Di solito già non succedeva molto in paese, ma ora, con quel caldo, non succedeva proprio niente.
Klas Guts stava dipingendo nel capanno con la porta aperta e Gus era seduto su una panchina all’ombra e guardava Tommy. Non aveva paura di farsi male. Si era arrampicato sull’albero in giardino e stava sulla cima a dondolarsi pericolosamente in qua e in là. «Sali anche tu!» gridò a Gus. «Qui su albero è vento!»
«E qui sotto si sta al sicuro!» gridò Gus.
In casa suonò il telefono.
Tommy mollò di colpo la presa, picchiò per terra e corse dentro.
«Sono Tommy» gli sentì dire Gus. «No, non sono Klas. Aspetta, vado a cercare.» Prese il telefono e andò al capanno.
Klas era appena uscito sulla porta brontolando, ancora con il pennello in mano. «Brutto parpuglione!» imprecava. Gus fece una risatina. “Brutto parpuglione” voleva dire che non stava dipingendo tanto bene.
«C’è uomo in telefono, per te» disse Tommy.
«Non ci sono» borbottò Klas irritato.
«Ma ti vedo» disse Tommy stupefatto.
«E quello invece no. Inventati qualcosa.»
«OK… signore, Klas dice che forse è in bagno. O da qualche altra parte, posso inventare. No, non è scherzo. Ha detto lui.»
Gus scoppiò a ridere.
Klas ringhiò e si affrettò a strappare il telefono dalle mani di Tommy. «Klas Guts… Sì, sono impegnato… No, non sono in bagno… Come?» La sua espressione cambiò di colpo. «Sì, è vero… Sul serio? Quando?… Già oggi pomeriggio?… Oh. Ah… Sì, certo. Quindici?… Sì, so dov’è. Bene. Be’, ehm, a presto allora… Arrivederci, signore.» Riattaccò e rimase imbambolato a guardare nel vuoto. «Patafruglio scornacchione» mormorò.
«Che c’è, papà?» chiese Gus.
«Una mostra. Chiedono se voglio esporre i miei lavori al Magazzino. Quindici quadri. Da mettere su oggi. Qualcun altro ha dato forfait. Mi hanno trovato con il passaparola.»
«Allora sicuramente non hanno mai visto niente di tuo» ridacchiò Gus. Sbirciò nel capanno attraverso la porta. Klas faceva quadri che non vendeva mai. Tutto il capanno ne era pieno.
«Ora però non sarà più così» disse Klas, tutt’a un tratto allegro. «Aiutatemi a sceglierne qualcuno.»
Entrarono tutti e tre nel capanno. Contro il muro in fondo c’erano le rastrelliere con i quadri. Erano tutti diversi, grandi, piccoli, con strani paesaggi, a volte solo colori. Ma per Gus erano tutti uguali: veramente brutti. Li guardò uno a uno arricciando il naso. «Ma sei sicuro che siano tutti finiti?» chiese dubbioso. «Chi la compra questa roba?»
«Questa è arte, ragazzo. Devi imparare a vederla nel modo giusto.»
«Ormai è tutta la vita che la vedo…» disse Gus.
«Allora devi guardare meglio» disse Klas. «Guarda qua, dove lo vedi un cielo così bello?»
«Un cielo verde? Da nessuna parte.»
«Senti, per vedere il cielo blu basta guardare in alto» brontolò Klas. Sfilò dalla rastrelliera altre tele costellate di grossi grumi.
Gus pensò ai quadri del museo Grobbe, dove era stato un mese prima con il maestro Ghirigoro. Là aveva visto quadri con colori ancora più assurdi. Avevano anche più grumi. E stavano in un museo. «Ma sì, forse hai ragione» disse. «Allora questo. Quelli sono i meno brutti. E quelli. E… ehi! Questo per me è bello!» Estrasse un grande quadro nascosto dietro a un altro. «È tutto diverso. È il tuo nuovo stile?»
«È mio» disse Tommy compiaciuto. «Ho fatto io. Settimana scorsa, quando tu malato.»
«Tu?» Gus rimase a bocca aperta.
Nel quadro di Tommy c’erano tre asini e uomini con lunghe vesti e la testa coperta da un panno, con dietro dune di sabbia, un paio di piramidi e il sole basso. Sulla sabbia cadevano le ombre lunghe di arbusti stentati. Gus sapeva già che Tommy era bravo a disegnare, ma a dipingere era ancora più bravo!
Curiosando
«Portiamo anche questo?» chiese Gus elettrizzato.
«No» disse subito Tommy.
«Perché no? Così lo possono vedere tutti. Magari qualcuno lo compra.»
«No, voglio tenere» disse Tommy. «Sono belli asini.»
Klas scoppiò a ridere. «Per me invece è una bella idea. Sai che ti dico? Li portiamo, invece, gli asini. E poi diciamo che il quadro costa diecimila euro. Così tutti li vedranno, ma rimarranno tuoi. Nessuno lo comprerà. Costa troppo.»
«Sei sicuro?» chiese Tommy dubbioso. Socchiuse gli occhi d’oro e sporse la lingua dalla bocca raggrinzita.
«Me ne intendo di arte o no?» disse Klas.
Gus non disse niente.
«OK. MAASHI» disse Tommy. «Asini puoi portare.»
Ci misero un po’ a scegliere i quattordici quadri di Klas che per tutti e tre fossero i meno brutti. Klas rimise a posto gli altri sulle rastrelliere e si strofinò il mento. «Bisogna trovare anche dei titoli» disse. «Ehm, questo lo chiamerò Bianco con rosso. D’accordo?»
«E quello accanto, allora?» disse Gus con un risolino.
«Rosso con bianco, penso» fece eco Tommy.
«Chiudete il becco» disse Klas stizzito. «Faccio da solo.»
Prese un foglietto e fece una lista di quattordici titoli. Poi mise i quadri accanto alla porta. «Ora dobbiamo preparare un listino prezzi» disse.
Poco dopo erano seduti davanti al computer.
Klas iniziò a scrivere:
Listino prezzi quadri di Klas Guts.
Numero 1: Rosso conbianco€ 1000,-
Numero 2: Cielo verde€ 1000,-
«E come si intitola il tuo quadro?» chiese Klas, quando ebbe finito con tutti i suoi.
«Si chiama Il mio Paese» disse Tommy. «Costa diecimila euro.»
Benda
E così Klas, in un caldo pomeriggio di sabato, mise con cura i quindici quadri in un carrellino a rimorchio. Li aveva avvolti in ampi stracci per proteggerli. Tommy volle andare a tutti i costi, per tenere d’occhio i suoi asini, e Gus andò per tenere d’occhio Tommy. Guidando pian piano, arrivarono in città.
Il Magazzino era un complesso con tre sale riunioni e un ristorante.
Klas parcheggiò davanti alla porta. Ne uscì subito un ometto calvo. «È lei il signor Guts?» chiese frettoloso.
«Klas Guts» disse Klas. «Questo è Gus, mio figlio, e questo è Tommy, il mio nipotino.»
«Stefan Krul» disse l’uomo. Fissò incredulo Tommy. «Ha avuto un incidente?» chiese piano.
«Ustioni» sussurrò di rimando Klas. «Per ora è tutto bendato.»
Il signor Krul annuì impietosito. Ma era evidente che non aveva altro tempo per meravigliarsi, perché disse: «Be’, sbrighiamoci ad appendere i quadri. Tra un’ora il ristorante apre già».
Insieme trascinarono dentro le tele. Klas svolse il panno da un dipinto.
Il signor Krul guardò esterrefatto i grossi grumi di vernice. «Be’, questo è un po’… forte» disse a disagio. «Per il nostro ristorante è meglio se rappresenta qualcosa.»
«Ma rappresenta proprio tutto» disse Klas. «Ci si può vedere quello che si vuole. Uccelli. Un branco di elefanti. Un mazzo di tulipani.»
«Ah. Un mazzo di tulipani» ripeté il signor Krul.
«Sì. Ma ho anche dei paesaggi, sa. Ecco, questo per esempio.»
Il signor Krul scrutò il cielo verde con una faccia disgustata. «Ah» disse di nuovo.
«Dove vanno appesi esattamente?» chiese Klas.
Il signor Krul esitò. Poi scosse con decisione la testa. «Questo non lo voglio nel ristorante» disse. «Fa passare la voglia di mangiare. Nessuno a...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Dedica
  3. 1. Il quadro con gli asini
  4. 2. In viaggio
  5. 3. Il paese di Tommy
  6. 4. Sadihotep
  7. 5. Saqqara
  8. 6. Una grotta nel deserto
  9. 7. Rapito
  10. 8. La tomba di Achnetut
  11. 9. Un souvenir
  12. Indice