Una donna ha due figli. A ciascuno regala un uccello dalle piume rosse e oro. Il più piccolo dei due scambia l'uccello: con che cosa?

- 48 pagine
- Italian
- ePUB (disponibile su mobile)
- Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub
Informazioni su questo libro
Scelto da 375,005 studenti
Accedi a oltre 1 milione di titoli a un prezzo mensile contenuto.
Studia in modo più efficiente con i nostri strumenti dedicati.
Quando arrivò a casa, la donna regalò un uccello a ciascuno dei suoi figli.
Il più grande disse: «Che meraviglioso uccello!
Non è solo bello, dev’essere anche buono da mangiare.
E io ho fame. Accenderò il fuoco, poi lo spennerò e me lo farò arrosto.»
Il più piccolo disse: «Io invece il mio non voglio mangiarlo, perché è tanto bello; semmai lo scambierò con qualcos’altro.»


«Con che cosa lo vuoi scambiare?» chiese il fratello grande.
«Voglio fare cambio con la figlia del re» rispose il fratello piccolo.
«Fratello, sei matto» disse il fratello grande. «Pretendi forse di avere la figlia del re in cambio di un uccello dalle piume rosse e oro? Ah ah ah!»
«Se sono matto non lo so» disse il ragazzo. «So che non tornerò a casa se non avrò con me la figlia del re. Addio, madre; addio, fratello.»
E la mattina dopo prese con sé il suo uccello dalle piume rosse e oro e partì.


Cammina cammina, dopo una giornata di marcia attraverso la foresta, il ragazzo arrivò in un villaggio.
Era un villaggio di poche capanne, dove abitavano solo donne, vecchi e bambini. Davanti a una capanna vide dei bambini che giocavano, seduti per terra accanto al fuoco.
I bambini gli dissero: «Che magnifico uccello rosso e oro. Ce lo dai?»
Il giovane era generoso, così disse: «Prendetelo pure» e diede l’uccello ai bambini, convinto che ne apprezzassero la bellezza.


I bambini invece presero l’uccello, lo uccisero, lo spennarono e lo cucinarono sul fuoco.
Il ragazzo allora si accoccolò a terra e pianse sconsolato.
«Perché avete ucciso il mio uccello? Era un regalo di mia madre.
E adesso io che cosa faccio?» disse ai bambini.
«Non prendertela: tieni, in cambio ti diamo questo coltello.
Guarda com’è bello» dissero i bambini, e gli diedero un lungo coltello dalla lama tagliente come un rasoio.
Il ragazzo si asciugò le lacrime, prese il coltello, salutò i bambini e proseguì il cammino.


Il giorno dopo, arrivò sulla riva di un lago e vide degli uomini che coglievano le canne.
Erano accucciati a terra come cani e strappavano le canne con i denti. Si lamentavano per il dolore alla bocca, ma continuavano a mordere e a staccare le canne con i denti.
Poi le riponevano in grossi cesti.
Il ragazzo si fermò a osservarli ed ebbe pietà di loro.
«Tenete, amici, prendete il mio coltello. Tagliare le canne sarà più facile con questo» disse, e diede loro il coltello.
Gli uomini lo ringraziarono, presero il coltello e cominciarono a tagliare le canne. Tagliavano e ammucchiavano, tagliavano e ammucchiavano. E così fino a sera, quando la lama del coltello, logorata da tutto quel lavoro, si spezzò.


«Il mio bel coltello!» esclamò il ragazzo. «Lo rivoglio indietro! Me l’hanno dato i bambini davanti alla capanna del villaggio in cambio dell’uccello dalle penne rosse e oro ...
Indice dei contenuti
- I doni scambiati - una fiaba africana
- Copyright
- Capitolo
- Piano dell'opera