Il gatto con gli stivali
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Il gatto con gli stivali

Le Grandi Fiabe - Vol. N.25 di 30

  1. 48 pagine
  2. Italian
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Il gatto con gli stivali

Le Grandi Fiabe - Vol. N.25 di 30

Informazioni su questo libro

Un gatto non sembra granché come eredità. Ma se è molto furbo, parla e indossa un paio di stivali...

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Informazioni

Editore
RIZZOLI
eBook ISBN
9788858669846
Anno
2014
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’era una volta un vecchio mugnaio che, arrivato in punto di morte,
chiamò a raccolta i suoi tre figli e disse loro:
«La mia vita è giunta al termine, figli miei, e poiché non voglio che dopo la mia morte avvengano litigi inutili per quel poco che posseggo, assegnerò adesso i miei beni a ciascuno di voi.»
La divisione fu presto fatta. Al più grande lasciò il suo mulino, al secondo il suo asino, al terzo diede quello che gli restava: il gatto.
Il fratello maggiore trovò subito un accordo col secondo: il primo macinava il grano al mulino e l’altro trasportava la farina col suo asino. L’eredità fu vantaggiosa per tutti e due, ma non per il più piccolo.
«Non è giusto. A me è rimasto solo il gatto.
Che cosa me ne faccio? Un gatto non mi serve a niente, a parte acchiappar topi. È solo una bocca in più da sfamare.
E se anche lo mangiassi, una volta che l’ho digerito e ho venduto la sua pelle, poi che cosa faccio? Non mi resta che morire di fame.»
Aveva appena finito di lamentarsi quando sentì una voce alle sue spalle: «Non ti preoccupare, padron mio, vedrai che tutto si accomoderà. Se ti fidi di me e fai quello che ti dico, tra non molto sarai ricco.»
Il giovane a quelle parole si voltò, ma non vide nessuno. Solo il gatto acciambellato sulla sedia.
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«Sì, sono stato proprio io a parlare» disse il gatto.
Il giovane non ebbe nemmeno il tempo di meravigliarsi che quello continuò: «Non disperarti. Apri bene le orecchie e ascolta: procurami un bel paio di stivali, un sacco, una corda e un cappello piumato. Al resto penserò io.
Vedrai che ti sarò molto più utile da vivo che da morto.»
Il giovane, quando si fu ripreso dallo stupore, pensò: “La proposta del gatto è strana, ma mi incuriosisce.
Perché non dargli fiducia? In fondo non ci perdo nulla.”
«Va bene. Farò come dici tu» disse al gatto.
Con quel poco denaro che gli rimaneva, il giovane si procurò stivali, cappello, sacco e corda e li diede al gatto.
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Non appena il gatto ebbe ciò che aveva chiesto, si infilò gli stivali, si calcò il cappello in testa, si mise il sacco in spalla e andò in un bosco vicino che sapeva popolato di moltissime lepri.
Riempì il sacco di crusca ed erba fresca e lo poggiò a terra, puntando un bastone per tenerlo aperto. Poi si distese, chiuse gli occhi e fece il morto. Paziente, aspettava e pensava: “Speriamo che qualche lepre golosa e poco esperta passi di qui e si infili nel mio sacco.”
Non dovette attendere molto, perché dopo pochi minuti una coppia di lepri, attratta dal profumo dell’erba fresca e della crusca, si infilò nel sacco per fare uno spuntino.
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Il gatto fu rapido: balzò in piedi, tolse il bastone, chiuse ben bene il sacco con la corda e se lo mise in spalla.
Poi, tutto orgoglioso delle sue prede, si incamminò verso il castello del re e chiese di essere ...

Indice dei contenuti

  1. Il gatto con gli stivali
  2. Copyright
  3. Capitolo
  4. Piano dell'opera