La città di Hamelin è invasa dai topi. Ma un giorno arriva un misterioso pifferaio, e quando le sue note incantate si diffondono nell'aria…

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Si trovava sulla cima di un colle, ai cui piedi scorrevano le acque di un grande fiume. La vita nella città era tranquilla: gli abitanti andavano d’accordo e i bambini giocavano felici per le strade. Ma un brutto giorno…

… tutto cambiò. La città fu invasa dai topi. Topi grassi e voraci, che si riversarono ovunque, più numerosi di un esercito.
I poveri cittadini erano terrorizzati perché i ratti occupavano le loro case facendola da padroni.
Si intrufolavano nelle dispense e nei granai, divoravano enormi forme di formaggio, sollevavano i coperchi delle conserve, mangiavano dentro le pentole, si infilavano nei barili di acciughe e li prosciugavano, si annidavano nei letti e squittivano senza sosta, con fischi tanto acuti da impedire il sonno dei bravi cittadini. I topi non avevano paura di niente e non si fermavano davanti a nessun ostacolo.
Ormai l’invasione aveva raggiunto proporzioni così gigantesche che il popolo di Hamelin, esasperato, andò a protestare davanti al municipio.


«È ora di fare qualcosa. Non ne possiamo più, i topi ci stanno rovinando la vita!» urlavano tutti come un sol uomo.
Una piccola delegazione salì a parlare col borgomastro per trovare una soluzione al problema. «Dovete fare qualcosa» disse il loro portavoce. «Non possiamo più andare avanti così.
È pericoloso perfino stare nelle case: i topi ci mordono e abbiamo paura per i nostri bambini. Bisogna trovare un modo per liberarsi di questo flagello.»
Il borgomastro si ritirò con i suoi consiglieri e dopo ore di riunione finalmente si affacciò alla finestra.
«Abbiamo deciso di ingaggiare un esercito di gatti. Ce li faremo mandare da tutte le città e i villaggi vicini; in più, metteremo trappole in ogni vicolo e in ogni abitazione.»
La folla applaudì, e tutti tornarono sereni alle loro case.


Il giorno dopo arrivarono carri pieni di gatti e di trappole per topi. I gatti vennero sguinzagliati per la cittadina, e le trappole sistemate strategicamente negli angoli delle strade e delle case.
Ma bastò solo un giorno per capire che i rimedi erano del tutto inutili. I topi, più aggressivi che mai, si facevano beffe degli agguati dei felini e non solo sfuggivano alle loro unghiate, ma si rivoltavano contro di loro. Attaccavano i gatti e addirittura li prendevano a morsi. Era una situazione incredibile: il mondo alla rovescia. I gatti fuggivano terrorizzati, inseguiti dai topi. E le trappole? Scattarono una dopo l’altra, e spesso a finirci impigliate furono le code degli stessi gatti e le dita dei bravi cittadini.
Ancora una volta, una folla urlante e delusa si radunò sotto le finestre del borgomastro.
«Ho deciso: donerò mille scudi d’oro a chi riuscirà a liberarci da questo incubo» promise il borgomastro.


Il mattino dopo, a Hamelin regnava una strana calma, come se nell’aria vi fosse qualcosa di sospeso.
Per le vie non si vedeva più nemmeno l’ombra di un gatto, e anche i topi apparivano meno baldanzosi, placati dopo le bisbocce della notta...
Indice dei contenuti
- Il pifferaio di Hamelin - Una fiaba tedesca
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