Il pifferaio di Hamelin - Una fiaba tedesca
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Il pifferaio di Hamelin - Una fiaba tedesca

Le Grandi Fiabe - Vol. N.26 di 30

  1. 48 pagine
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Il pifferaio di Hamelin - Una fiaba tedesca

Le Grandi Fiabe - Vol. N.26 di 30

Informazioni su questo libro

La città di Hamelin è invasa dai topi. Ma un giorno arriva un misterioso pifferaio, e quando le sue note incantate si diffondono nell'aria…

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Informazioni

Editore
RIZZOLI
eBook ISBN
9788858669853
Anno
2014
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’era una volta una graziosa cittadina chiamata Hamelin.
Si trovava sulla cima di un colle, ai cui piedi scorrevano le acque di un grande fiume. La vita nella città era tranquilla: gli abitanti andavano d’accordo e i bambini giocavano felici per le strade. Ma un brutto giorno…
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… tutto cambiò. La città fu invasa dai topi. Topi grassi e voraci, che si riversarono ovunque, più numerosi di un esercito.
I poveri cittadini erano terrorizzati perché i ratti occupavano le loro case facendola da padroni.
Si intrufolavano nelle dispense e nei granai, divoravano enormi forme di formaggio, sollevavano i coperchi delle conserve, mangiavano dentro le pentole, si infilavano nei barili di acciughe e li prosciugavano, si annidavano nei letti e squittivano senza sosta, con fischi tanto acuti da impedire il sonno dei bravi cittadini. I topi non avevano paura di niente e non si fermavano davanti a nessun ostacolo.
Ormai l’invasione aveva raggiunto proporzioni così gigantesche che il popolo di Hamelin, esasperato, andò a protestare davanti al municipio.
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«È ora di fare qualcosa. Non ne possiamo più, i topi ci stanno rovinando la vita!» urlavano tutti come un sol uomo.
Una piccola delegazione salì a parlare col borgomastro per trovare una soluzione al problema. «Dovete fare qualcosa» disse il loro portavoce. «Non possiamo più andare avanti così.
È pericoloso perfino stare nelle case: i topi ci mordono e abbiamo paura per i nostri bambini. Bisogna trovare un modo per liberarsi di questo flagello.»
Il borgomastro si ritirò con i suoi consiglieri e dopo ore di riunione finalmente si affacciò alla finestra.
«Abbiamo deciso di ingaggiare un esercito di gatti. Ce li faremo mandare da tutte le città e i villaggi vicini; in più, metteremo trappole in ogni vicolo e in ogni abitazione.»
La folla applaudì, e tutti tornarono sereni alle loro case.
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Il giorno dopo arrivarono carri pieni di gatti e di trappole per topi. I gatti vennero sguinzagliati per la cittadina, e le trappole sistemate strategicamente negli angoli delle strade e delle case.
Ma bastò solo un giorno per capire che i rimedi erano del tutto inutili. I topi, più aggressivi che mai, si facevano beffe degli agguati dei felini e non solo sfuggivano alle loro unghiate, ma si rivoltavano contro di loro. Attaccavano i gatti e addirittura li prendevano a morsi. Era una situazione incredibile: il mondo alla rovescia. I gatti fuggivano terrorizzati, inseguiti dai topi. E le trappole? Scattarono una dopo l’altra, e spesso a finirci impigliate furono le code degli stessi gatti e le dita dei bravi cittadini.
Ancora una volta, una folla urlante e delusa si radunò sotto le finestre del borgomastro.
«Ho deciso: donerò mille scudi d’oro a chi riuscirà a liberarci da questo incubo» promise il borgomastro.
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Il mattino dopo, a Hamelin regnava una strana calma, come se nell’aria vi fosse qualcosa di sospeso.
Per le vie non si vedeva più nemmeno l’ombra di un gatto, e anche i topi apparivano meno baldanzosi, placati dopo le bisbocce della notta...

Indice dei contenuti

  1. Il pifferaio di Hamelin - Una fiaba tedesca
  2. Copyright
  3. Capitolo
  4. Piano dell'opera