Ho perzo le parole
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Ho perzo le parole

Una galleria di arte comica (involontaria) tutta da ridere

  1. 198 pagine
  2. Italian
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  4. Disponibile su iOS e Android
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Ho perzo le parole

Una galleria di arte comica (involontaria) tutta da ridere

Informazioni su questo libro

Dimenticate le cinquanta sfumature, i cent'anni di solitudine, Biancaneve e i sette nani. Lasciate perdere la Bibbia e tutti i bestseller che conoscete. Quello che avete tra le mani è il più grande libro (ma attenzione, non il libro più grande!) mai apparso nella secolare storia dell'editoria. Non solo: si tratta del primo nato da un lavoro a quattrocento e rotte mani tra gli autori e i lettori, che ne hanno reso possibile la realizzazione con centinaia di fotografie inviate o postate nelle bacheche social del Trio Medusa. Perché ecco cosa troverete dentro questo pezzo unico della letteratura mondiale: una galleria di cartelli grondanti assurdo linguaggio burocratico, di strafalcioni, di accostamenti esilaranti, spesso involontari. E perché tutti possano godere appieno e ritwittare nel mondo reale queste perle del genio umano, completano il volume otto cartoline con le immagini più belle, da ritagliare e spedire (o consegnare a mano) a chi vorrete, nell'occasione che vi sembrerà più adatta. Non è finita: perché Ho perzo le parole non serve solo a farsi una cultura pazzesca ma è un vero e proprio prontuario di risate da tenere sul comodino per le giornate che iniziano male, sulla scrivania, sotto il bancone o nello zaino quando è il momento di allentare lo stress del lavoro o dello studio. Se ancora non fosse sufficiente, ecco il motivo più importante per acquistare questo libro: il ricavato delle vendite sarà devoluto al CESVI (organizzazione umanitaria laica e indipendente che opera in tutto il mondo per affrontare ogni tipo di emergenza e ricostruire la società civile dopo guerre e calamità) con il quale il Trio Medusa collabora da undici anni.

Scelto da 375,005 studenti

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Informazioni

Editore
RIZZOLI
Anno
2014
eBook ISBN
9788858670897
Print ISBN
9788817073608
CARTELLONISTICA
Quello che segue è senza dubbio il nostro capitolo preferito. Come? L’abbiamo già detto anche per altri capitoli? E allora? Voi volete più bene alla mamma o al papà? Alla mamma? Ah. Va bene. Allora scrivete un libro pure voi, così potete decidere di avere un solo capitolo preferito. A noi piacciono tutti.
Perché a noi piace — da impazzire — anche la pubblicità.
E non parliamo di quelle pubblicità patinate dove una voce fuori campo legge un antico detto, generalmente africano, in cui una gazzella e un leone fanno una vita d’inferno perché si svegliano all’alba, arrivano presto e non puliscono il water, e il loro maglione non è nuovo ma lavato con un pupazzo tenerone che deve pensare molto perché è sempre concentrato, e chi si sveglia dopo non trova il posto sul treno dei pendolari perciò non importa chi tu sia ma corri.
«Dove?»
«Che ti frega? Corri.»
Non parliamo di questo tipo di spot.
No. Parliamo delle pubblicità fatte in casa. Come la marmellata della mamma. Che faceva schifo (proprio come le pubblicità) ma, appunto, era fatta in casa. Vuoi mettere?
E allora viva le televendite, viva le sorridenti indicatrici delle doghe in legno, viva gli esaltatori dei cambi shimano (o shimani?), viva i dieci giorni di visione, viva soddisfatti o rimborsati, viva Nonno Ugo, viva le isole comprese.
Ma, soprattutto, viva la pubblicità artigianale: quella fatta di cartoncini bristol e di un set da ventiquattro di pennarelli Carioca.
Viva le scritte nere “SALDI” su fondo giallo.
E che dire dell’italica inventiva?
Nel capitolo che segue troverete esempi della genialità di alcuni commercianti (e amministrazioni comunali) nostri connazionali. Roba da far vergognare il classico pubblicitario con le polacchine ai piedi, il creativo dal look finto trasandato (in realtà frutto di mesi di studio) con la barba finta incolta (frutto di mesi di tagliabasette), la bicicletta e la borsa fatta con materiale riciclato che però costa come una mastoplastica.
Ed evviva anche l’errore.
È l’errore che ci rende umani. E perseverare nell’errore non è diabolico ma è Scilipoti.
Si dice che la pubblicità è l’anima del commercio. Ebbene qualcuno — proprio grazie ai suoi errori d’ortografia, di sintassi, di grammatica — ha beneficiato di una visibilità a livello nazionale che non avrebbe raggiunto neanche con un numero di petomania d’alta scuola nella serata finale del Festival di Sanremo.
E se il paragone vi sembra assurdo, vuol dire che non avete mai seguito attentamente una serata finale del Festival di Sanremo…
Posologia: pericoli, avvisi, zone interessanti da visitare con le dovute protezioni.
#GUARDA_IN_ALTO
Prepararsi con ombrelli molto resistenti.
Posologia: umoristi involontari.
#SONO_UNA_DONNA_E_SONO_UNA_SANTA
A sinistra invece si va per Maschiovivo, il reparto neonatale e la discoteca Inferno.
Posologia: elezione a soglio pontificio, viaggi a Tiberiade.
#DIVIETO_AD_PERSONAM
È invece permesso trasformare l’acqua in vino e moltiplicare pani e pesci.
Posologia: attraversamento mezzi selvatici, avvertenze scontate.
#CAMION_SPIA
Siamo tutti spiati, specialmente da quei diabolici camion...

Indice dei contenuti

  1. Ho perzo le parole
  2. Copyright
  3. Il Cesvi
  4. Introduzione
  5. Amore
  6. Animali
  7. Cartellonistica
  8. Drink & Food
  9. Filosofia
  10. Informazioni Utili
  11. Moda
  12. Servizi Al Cittadino
  13. Scusi, Dov’È Il Bagno?
  14. Sport
  15. Super Offerte
  16. Toc Toc
  17. Traslescion
  18. Urban Fair Play
  19. Indice