Per amore di suo padre, Bella accetta di andare a vivere nel palazzo di un essere mostruoso. Ma l'apparenza inganna: la Bestia ha un animo gentile e Bella se ne innamorerà...

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Purtroppo il mercante ebbe un rovescio di fortuna.
Una tremenda tempesta provocò il naufragio delle navi che trasportavano le sue mercanzie. L’uomo fu soffocato dai debiti e dovette vendere la sua lussuosa casa di città e trasferirsi in campagna, in una dimora modesta.
Bella, seppur rattristata, reagì alla nuova vita con coraggio: si rimboccò le maniche e diventò ancora più affettuosa nei confronti del padre. Le sue sorelle invece non facevano altro che lamentarsi perché non potevano più permettersi una vita lussuosa, tanto più che una volta ridotte in povertà tutti i loro pretendenti erano spariti.


Dopo un anno, nella casa di campagna arrivò una lettera: annunciava al mercante che una delle navi date per disperse era giunta in porto con le mercanzie. L’animo del brav’uomo si riaccese di speranza. Quella stessa sera preparò i bagagli per andare in città.
A quella notizia anche le figlie esultarono, soprattutto le due più grandi. «Padre, mi raccomando: ora che siamo tornati ricchi, portaci un regalo. Io voglio un mantello di pelliccia e dei cappellini nuovi» disse la maggiore.
«Io invece vorrei dei vestiti e una borsetta, e anche un paio di guanti» disse l’altra.
«Figlie mie, una nave è soltanto una nave, e non so se ci farà tornare ricchi come un tempo» tentò di replicare il mercante.
Ma le due continuarono con un lungo elenco di richieste: e gioielli, e merletti, e scarpine di seta…


«E tu, Bella, che cosa desideri? Non vuoi qualcosa anche tu?» domandò allora il padre alla più piccola, che se ne stava silenziosa in un angolo senza chiedere niente.
Bella in verità non desiderava nulla, ma per non far sfigurare le avide sorelle pensò di chiedere un piccolo regalo.
Così disse al padre: «Poiché sei così buono da pensare a me, portami un ramoscello di rose: non ne crescono nel nostro orto e, magari, se riesco a trapiantarle…»
La mattina dopo, il mercante partì di buon’ora, ma appena arrivato a destinazione scoprì che le mercanzie recuperate bastavano a malapena a coprire i debiti e a ripagare i marinai.
Due giorni dopo, quando riprese la strada di casa, era più povero di quando era partito.


Il mercante era quasi arrivato a casa: ormai non mancavano che poche miglia quando cominciò a nevicare. La neve si fece sempre più fitta, fino a trasformarsi in una vera e propria bufera; in poco tempo ricoprì il sentiero e il buon uomo si perse. Dopo aver vagato a vuoto per ore e ore, rischiando di morire assiderato o sbranato dai lupi, finalmente intravide un lume in fondo a un viale alberato. Il mercante seguì la luce e si ritrovò davanti a un bellissimo palazzo. Riparò il cavallo nella scuderia ed entrò, in cerca del padrone di casa. Si fermò accanto al camino acceso nel salone per riscaldarsi, nell’attesa che qualcuno si presentasse.
Ma non arrivò nessuno. Stanco per il viaggio e affamato, l’uomo si sedette alla tavola, che era preparata e imbandita, e cenò.
“Chiederò scusa al padrone non appena lo incontrerò, e lo ringrazierò per la sua squisita ospitalità” pensò.
Dopo aver mangiato, cercò una camera per riposarsi e si coricò.


Il mattino dopo, al risveglio, il mercante ritornò nel salone, dove trovò la tavola apparecchiata per la colazione.
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- La Bella e la Bestia
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