
La guerra dei nostri nonni - Edizione illustrata
1915-1918. Dalla strage alla vittoria, da Caporetto al Piave. Nuova edizione illustrata
- 240 pagine
- Italian
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- Disponibile su iOS e Android
La guerra dei nostri nonni - Edizione illustrata
1915-1918. Dalla strage alla vittoria, da Caporetto al Piave. Nuova edizione illustrata
Informazioni su questo libro
Per il centenario di Caporetto sono usciti libri a decine. Sul Piave e sul Grappa neanche uno. La sconfitta ci ispira. Ci raccontiamo di aver perso anche le poche guerre che abbiamo vinto. Oppure ci rifugiamo nella retorica, come il mito della «Razza Piave», caro al secessionismo veneto; ma sul Piave accanto ai veneti morirono lombardi e lucani, napoletani e genovesi.
Certo, la guerra del '15-18 è stata un'immane carneficina. Era meglio non farla. L'Italia avrebbe dovuto restarne fuori. Invece fu decisa con un colpo di Stato che esautorò il Parlamento, e fu condotta in modo sbagliato quando non criminale. Il tradimento delle classi dirigenti però non toglie nulla al sacrificio dei nostri nonni. Anzi, lo rende se possibile ancora più valoroso.
Della Grande Guerra ci resta il Piave. Con il 1918, dopo Caporetto, il conflitto cambia segno. Si tratta di difendere la patria, di badare alla terra, di proteggere la famiglia, di evitare che pure alle altre donne italiane venga fatto quello che stavano subendo le friulane e le venete al di là del fiume. Fu allora che i nostri nonni, fanti contadini, salvarono il Paese, e con il Paese noi, loro discendenti.
L'Italia nacque allora. Nelle trincee. Sul Grappa e sul Piave. Eravamo un popolo giovane. Non ci capivamo neppure tra di noi: ognuno parlava il suo dialetto. Potevamo essere spazzati via; dimostrammo di essere un popolo, una nazione. Questo sì lo possiamo festeggiare, lo dobbiamo celebrare, abbiamo il dovere di ricordare. Perciò il 4 novembre 2018, centesimo anniversario della vittoria dei nostri nonni, dovrebbe tornare a essere festa nazionale. Un po' come il 17 marzo 2011, centocinquantesimo anniversario dell'unificazione, che fu molto sentito: segno che noi italiani siamo più legati all'Italia di quanto pensiamo, soprattutto quando la storia nazionale incrocia la storia delle nostre famiglie.
Lo prova anche il successo di questo libro, che dopo aver venduto oltre 200 mila copie torna in edizione illustrata, impreziosita da un ricco inserto di fotografie rare e in parte inedite e da una nuova introduzione. Metà dei capitoli sono dedicati a storie di donne; perché l'Italia non avrebbe mai vinto la Grande Guerra senza le italiane, che mandarono avanti le fabbriche e le città, dimostrando di saper fare le stesse cose degli uomini, magari meglio.
Domande frequenti
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Informazioni
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- LA GUERRA DEI NOSTRI NONNI
- I. LA VITTORIA DEI NOSTRI NONNI
- II. UN RAGAZZO DEL ’99
- III. UN DIARIO DI GUERRA. «Recitami il Bacio di Rossana…»
- IV. SANTE E PUTTANE. Le crocerossine e i bordelli al fronte
- V. INUTILI CRUDELTÀ. Gli assalti suicidi e le decimazioni
- VI. LA MISTERIOSA VEDOVA DI NIMIS. Come Sante si salvò a Caporetto
- VII. CON IL COLTELLO TRA I DENTI. L’epopea degli arditi dal Grappa alla Marna
- VIII. LA SPIA E L’INVIATA DI GUERRA. E gli uomini scoprono la paura delle donne
- IX. POETI IN ARMI. «Le notti chiare erano tutte un’alba»
- X. «SEMPRE CON QUEI CHE LE CIAPA». Il no della moglie di Cesare Battisti al Duce
- XI. «QUANTO MONDO CI RESTAVA DA VEDERE?». Dal Trentino alla Cina (via Siberia)
- XII. MARIA BERGAMAS E IL MILITE IGNOTO. «Muoio col tuo nome amatissimo sulle labbra»
- XIII. DON GIOVANNI IN GALIZIA. «Ah, el xe italian lù?»
- XIV. LA NOSTRA ANNA FRANK. Virginia, morta a 14 anni in prigionia
- XV. PAPI E DITTATORI IN TRINCEA. I nostri nonni con Hitler, Mussolini, Tito e Roncalli
- XVI. LA MEMORIA DELLE DONNE. La madre dei fratelli Calvi e la lettera di Nina
- XVII. ALPINI E CANI. Nelle fortezze di ghiaccio: la guerra sulle montagne
- XVIII. LO STUPRO DEL FRIULI. La violenza sulle donne e gli «orfani dei vivi»
- XIX. ECCE HOMO. I soldati senza più volto
- XX. «L’ESERCITO DEI MATTI». Gli «scemi di guerra», i prigionieri, le donne uccise dalla spagnola
- XXI. L’ULTIMO FANTE. L’ascensore di Carlo Orelli e i 650 mila fantasmi
- SPOON RIVER SU FACEBOOK. «Vi racconto la storia della mia famiglia»
- UNA LETTERA DAL FRONTE
- RINGRAZIAMENTI
- REFERENZE FOTOGRAFICHE
- Inserto fotografico
- Copyright