È passato un anno dal tragico incidente che ha sconvolto la comunità di Shadyside, quando il corpo senza vita di Evan è stato ritrovato nell'inquietante bosco di Fear Street.
Ellen, la fidanzata storica del ragazzo, è finalmente pronta a fare ritorno in quel luogo che le evoca ricordi terribili, anche se solo per una breve vacanza. Per fortuna può contare sul sostegno dell'amica Meg, la quale decide di organizzarle una festa a sorpresa. Qualcuno in città, però, non sembra essere d'accordo e Meg comincia a ricevere strane telefonate e spaventosi bigliettini, scritti in rosso sangue.
Chi vuole impedire che la festa venga organizzata? Che ci sia una relazione tra la morte di Evan e queste angoscianti minacce?
Una cosa è certa: in Fear Street nessun incidente è solo un semplice incidente...

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Fear Street - Notte di terrore
Informazioni su questo libro
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CAPITOLO 1
SABATO POMERIGGIO
Meg Dalton frenò di colpo e sgommò con la bici sul sentiero sconnesso. Prese un respiro profondo e sorrise.
«C’è proprio aria di primavera!» esclamò.
I raggi del sole filtravano attraverso le foglioline verdi appena spuntate sugli alti alberi. I cornioli e i ciliegi erano già fioriti, ricoprendo Shadyside Park di chiazze bianche e rosa.
“È così bello qui in maggio. È come ritrovarsi nel mondo delle fiabe” pensò Meg.
Tutti la prendevano sempre in giro quando diceva cose così, per questo si tenne quel pensiero per sé. Gli altri due stavano pedalando con calma e dopo un po’ la raggiunsero. «Ehi, Meg! Perché ti sei fermata?» le chiese Tony.
«Dai, proseguiamo fino al fiume!» li incalzò Shannon, superando Meg. Poi scese dalla bici e si voltò. «Ho voglia di pedalare. Devo bruciare qualche chilo in più che ho messo su durante l’inverno.»
Meg la guardò con occhi sgranati. Shannon non aveva nessun chilo da buttare giù. Aveva una linea perfetta. Con i suoi capelli ramati, gli occhi azzurri e la bocca carnosa e leggermente imbronciata le sembrava quasi quell’attrice famosa… Molly Ringwald.
«Devo prendermi una bici nuova» borbottò Tony. «Ormai ho i pedali consumati, non c’è più gomma.»
«Ssst!» lo zittì Meg, puntando il dito verso una macchia di fiori di campo rosa e viola di fronte a loro. «Guardate… un colibrì.»
«Vogliamo andare avanti?» chiese Shannon, impaziente. «Se avessi saputo che volevate fare una scampagnata naturalistica, mi sarei portata un taccuino per gli appunti.»
Rimontò in sella e si mise a pedalare. Meg si affrettò a seguirla.
«Ehi, aspettatemi!» gridò Tony. «È difficile pedalare senza gomma sui pedali!»
Sfrecciarono oltre una chiassosa partita di softball sul campo pubblico e riconobbero parecchi loro compagni della Shadyside High. Nel prato scosceso dietro al campo di gioco c’erano delle persone che prendevano il sole, si tiravano il frisbee o facevano un picnic.
“Sembra quasi che tutti siano usciti dal proprio bozzolo con una gran voglia di divertirsi” pensò Meg. Sapeva che gli altri l’avrebbero derisa anche per quel commento.
Tutti la prendevano sempre in giro perché si emozionava ed entusiasmava troppo per le piccole cose, perché era troppo ingenua e gioiosa. Era piuttosto bassa e, con suo costante rammarico, non aveva ancora una figura femminile ben formata. Come se non bastasse, per via del suo viso tondo, i capelli biondi corti e gli occhioni azzurri, a volte la scambiavano per una bimbetta, e quella cosa la mandava su tutte le furie!
Un cucciolo di scoiattolo attraversò il sentiero zampettando incerto e Meg dovette sterzare di colpo per schivarlo. «Erano cinque punti!» le gridò Tony, ancora indietro di parecchi metri.
«Non è divertente» gli gridò in risposta Meg. Affondò i piedi sui pedali per raggiungere Shannon.
«Tony sembra di buonumore» commentò l’amica, tenendo gli occhi fissi sul sentiero.
«Ma se finora non ha fatto altro che lamentarsi!» esclamò Meg con un sospiro.
«Per lui, questo significa essere di buonumore!» ghignò Shannon.
Meg si sforzò di ridere. Si rese conto che lei aveva ragione. Tony era stato di pessimo umore per tutto l’inverno ed era capitato spesso che avesse perso la pazienza o si fosse arrabbiato per delle sciocchezze, o anche per nessun motivo.
All’inizio, Meg aveva pensato che fosse colpa sua. Forse Tony si stava stancando di lei. Erano insieme da più di due anni. Forse era arrabbiato perché voleva lasciarla e non sapeva come fare. Ma ogni volta che lei gliene parlava, lui sembrava dispiaciuto e le giurava di non avere niente.
Il terreno si fece più morbido quando il sentiero iniziò a scendere verso il fiume. Dovevano schivare grosse pozzanghere di pioggia.
«Come va con Dwayne?» le chiese Meg. Era l’unica cosa che sapeva di poter usare per prendere in giro l’amica.
«Quello è fuori di testa!» strillò Shannon, ansimando per la veloce pedalata. «Mi segue ovunque come un cagnolino appiccicoso e mi tiene sempre puntati addosso quegli occhi scuri e tristi. Bleah! E mi si piazza sempre davanti mostrando i muscoli con quelle sue magliette bianche aderenti, per darsi delle arie.»
«Be’, è sempre in palestra. Ha davvero un bel fisico.»
Shannon sembrò sorpresa. Quello era un commento decisamente insolito per Meg. «Be’, rimane comunque fuori di testa. Va sempre con tuo cugino Brian a giocare a Wizards & Dungeons nei boschi. Oh…» All’improvviso si rese conto di quello che aveva detto. «Non intendevo dire che anche tuo cugino è fuori di testa, ma…»
«Tranquilla. Senza dubbio Brian è un tipo un po’ strano» replicò Meg con una risata.
Nessuna delle due volle aggiungere altro e continuarono a pedalare in silenzio per un bel pezzo. Meg provò un brivido improvviso, causato più dai suoi pensieri che dal vento. Si era resa conto che era passato esattamente un anno da quando Brian aveva trovato Evan, il fratello di Shannon.
Esattamente un anno prima, in una giornata primaverile altrettanto bella, Brian aveva trovato Evan… ucciso da un colpo di fucile nel bosco di Fear Street.
Scosse la testa come per scacciare quel ricordo.
“Almeno ora Shannon riesce di nuovo a ridere” si ritrovò a pensare. “Almeno ora riesce di nuovo a scherzare e ad andare a fare un giro in bicicletta con i suoi vecchi amici.”
Che inverno interminabile.
Meg rallentò per permettere a Tony di raggiungerla. «Come sta andando, lumacone?»
«Credo che mi stia per cadere la catena» borbottò Tony. Si tolse la felpa marrone e se la legò in vita. Sotto indossava una maglietta grigia. Malgrado le folate di vento freddo che arrivavano dal fiume, stava sudando. «Devo prendermi una bici nuova» disse ancora una volta, poi smontò e si chinò per controllare la catena.
Meg adorava l’espressione che faceva quando osservava qualcosa con attenzione, il modo in cui abbassava le sopracciglia scure e aggrottava la fronte in un cipiglio concentrato. «Appena finita la scuola inizi a lavorare con tuo padre» gli disse. «Così potrai mettere da parte un po’ di soldi per una bici nuova.»
«Come no…» borbottò lui pulendosi una mano sporca di unto sui jeans. «Con quello che sgancia il vecchio per farmi fare il benzinaio, forse potrò permettermi un trampolo a molla.» Salì di nuovo in sella e riprese a pedalare.
Meg lo seguì lungo il sentiero sinuoso. Al di là di un’ampia distesa di canne ed erba alta, lo stretto e irruente fiume Conononka scorreva rapido ma silenzioso, e alto sulle sponde, dato che durante l’inverno aveva nevicato parecchio. Meg si stupì quando vide Shannon in fondo al sentiero, vicino al fiume, intenta a parlare con altri due ragazzi in bicicletta.
Quando fu più vicina, riconobbe Lisa Blume e Cory Brooks. Quei due erano diventati la barzelletta della Shadyside High. Visto che abitavano vicini, erano cresciuti insieme ed erano amici da una vita, ma durante l’inverno avevano iniziato a uscire insieme come fidanzati… e da allora non facevano altro che litigare!
Tony e Meg li raggiunsero. «Noi stiamo per tornare indietro» disse Cory. «Fa troppo freddo quaggiù.»
«Cosa fate stasera?» chiese Shannon a Lisa.
«Non lo so. Cory non ha organizzato niente» sibilò lei con quel suo mezzo sorrisetto sarcastico che spesso le si disegnava sulle labbra. «Credo che si sia scordato che dovevamo uscire insieme.»
«Pensavo di fare un giro o qualcosa del genere» farfugliò Cory, imbarazzato. Fece per posare un braccio sulle spalle di Lisa, ma lei si scostò.
«Io e Tony non usciamo» disse Meg. «Io devo restare a casa per scrivere la relazione conclusiva di psicologia. Sono terribilmente indietro e…»
«Oh! Quasi mi scordavo di darvi la bella notizia!» la interruppe Lisa. «Indovinate chi torna in città a farci visita? Ellen Majors!»
Shannon sussultò e afferrò il manubrio della bici appena in tempo prima che cadesse. «Scusate» farfugliò. «Mi è scivolata.» Era impallidita di colpo.
«Ellen starà da sua zia» aggiunse Lisa.
Nessuno fece commenti.
Meg sapeva che stavano tutti pensando alla stessa cosa. Stavano tutti pensando a quello che era successo un anno prima.
Stavano tutti pensando a Evan, il fratello di Shannon.
Ellen Majors ed Evan erano stati insieme sin dalla scuola media. E per molto tempo Ellen, Meg e Shannon erano state amiche inseparabili.
Poi, con la morte di Evan, tutto era andato a rotoli.
Ellen si era trasferita pochi mesi dopo e nessuno aveva più avuto sue notizie. Fino a quel momento.
«Sarà bellissimo rivederla!» esclamò Meg in tono allegro, rompendo il silenzio. «È passato così tanto tempo.»
«Sì!» intervenne Lisa, cercando di sembrare altrettanto entusiasta, ma senza riuscirci davvero. Lei ed Ellen non erano mai state tanto amiche.
Shannon non disse niente e rimase a fissare il fiume con un’espressione distante negli occhi.
«Magari potremmo dare una festa per Ellen» suggerì Meg. Si voltò verso Tony, che distolse lo sguardo.
«Sì!» ripeté Lisa, felice.
«Perché?» sbottò Shannon.
«Per… ehm… per darle il benvenuto» farfugliò Meg, sorpresa da quella reazione così brusca alla sua proposta. «Per dimostrarle che ci teniamo ancora a lei, magari.»
«Evan è comunque morto» borbottò Shannon, senza guardare in faccia nessuno dei presenti.
«Ma dobbiamo dimostrare a Ellen che non la consideriamo colpevole per quello che è successo» insistette Meg, ancora emozionata per la bella notizia. Non si era resa conto di quanto le fosse mancata Ellen per tutto quel tempo.
«Come vuoi…» mormorò Shannon, poco convinta, con un filo di voce appena udibile sopra le folate di vento.
«Secondo me, una festa è un’ottima idea» intervenne Lisa, montando di nuovo in sella. «Magari una festa a sorpresa. Sapete com’è fatta Ellen. Probabilmente non verre...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- Prologo
- Capitolo 1
- Capitolo 2
- Capitolo 3
- Capitolo 4
- Capitolo 5
- Capitolo 6
- Capitolo 7
- Capitolo 8
- Capitolo 9
- Capitolo 10
- Capitolo 11
- Capitolo 12
- Capitolo 13
- Capitolo 14
- Capitolo 15
- Capitolo 16
- Capitolo 17
- Capitolo 18
- Capitolo 19
- Capitolo 20
- Capitolo 21
- Capitolo 22
- Capitolo 23
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