Copritele il volto
eBook - ePub

Copritele il volto

  1. 240 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub

Copritele il volto

Informazioni su questo libro

A Martingale, aristocratica dimora della famiglia Maxie, per una ragazza madre c'è posto soltanto come cameriera. Ma Sally ha altri progetti, e quando rivela il suo fidanzamento con l'erede Stephen Maxie non sa di aver superato un limite invalicabile. In quell'ambiente potrebbe mai essere consentito a una donna di ceto inferiore, giudicata da molti un'arrampicatrice e un'intrigante, di diventare addirittura la padrona? Il suo cadavere, scoperto il mattino dopo lo sconvolgente annuncio, è una risposta fin troppo eloquente per l'ispettore Adam Dalgliesh di Scotland Yard, chiamato a fare luce sul delitto. La vittima è stata strangolata nella sua stanza, chiusa dall'interno. Un ulteriore enigma da risolvere in un'indagine già alquanto complicata per la posizione sociale dei sospettati e la molteplicità dei possibili moventi. Un'autentica sfida nella quale Dalgliesh, l'investigatore poeta, potrà dare prova delle sue doti non comuni.

Scelto da 375,005 studenti

Accedi a oltre 1 milione di titoli a un prezzo mensile contenuto.

Studia in modo più efficiente con i nostri strumenti dedicati.

Informazioni

Editore
Mondadori
Anno
2022
eBook ISBN
9788835714422

1

Esattamente tre mesi prima dell’assassinio avvenuto a Martingale, la signora Maxie aveva dato una cena. Anni dopo, quando il processo era ormai uno scandalo quasi dimenticato, e i titoli ingiallivano sui giornali che rivestivano i cassetti dell’armadio, Eleanor Maxie ricordò quella sera di primavera come se fosse stata il primo atto della tragedia. La memoria, malignamente selettiva, caricava quella che era stata una cena del tutto ordinaria di un’atmosfera di inquieto presentimento. Diventava, retrospettivamente, la riunione rituale, sotto un unico tetto, della vittima e degli indiziati, la rappresentazione di preludio all’omicidio.
In realtà non tutti gli indiziati erano presenti. Felix Hearne, per dirne uno, quel fine settimana non era a Martingale. Eppure nel ricordo anche lui sedeva alla tavola della signora Maxie e guardava con occhio divertito e sardonico le stramberie degli attori in apertura di scena.
Allora, naturalmente, era stata nel complesso una cena del tutto normale e alquanto noiosa. Tre degli invitati, il dottor Epps, il parroco e la signorina Liddell, direttrice del Ricovero per ragazze madri St Mary, avevano cenato assieme troppo spesso per aspettarsi dalla reciproca compagnia qualche novità o stimolo. Catherine Bowers era insolitamente silenziosa, mentre Stephen Maxie e sua sorella, Deborah Riscoe, dissimulavano con palese difficoltà l’irritazione per il fatto che il primo fine settimana di Stephen libero dall’ospedale in più di un mese dovesse coincidere con una cena. La signora Maxie aveva appena assunto come cameriera fissa per il servizio a tavola una delle ragazze madri della signorina Liddell, e la ragazza stava servendo per la prima volta. Tuttavia l’atmosfera di imbarazzo era difficilmente imputabile alla presenza di Sally Jupp, che disponeva i piatti di fronte alla signora Maxie e levava quelli sporchi con disinvolta efficienza, suscitando la compiaciuta approvazione della signorina Liddell.
È probabile che almeno uno degli ospiti fosse pienamente felice. Bernard Hinks, parroco di Chadfleet, era scapolo, e qualsiasi evasione dai nutrienti ma immangiabili pasti cucinatigli dalla governante, sua sorella (la quale non era mai invitata a cena fuori dalla canonica), era un sollievo che lasciava poco margine alle relazioni sociali. Era un uomo gentile, dal viso dolce, che mostrava più dei suoi cinquantaquattro anni e godeva reputazione di essere timido e vago, tranne per quel che riguardava le questioni di dottrina. La teologia era il suo interesse intellettuale dominante, se non l’unico, e i suoi parrocchiani, non arrivando sempre a comprendere i suoi sermoni, li accettavano come segno sicuro dell’erudizione del loro parroco. Il paese, comunque, concordava nel ritenere che in canonica si potessero ottenere consigli e aiuto e che, se i primi talvolta erano un po’ confusi, sull’aiuto si poteva fare affidamento.
Al dottor Charles Epps quella serata offriva una cena coi fiocchi, un paio di donne affascinanti con cui parlare e un piacevole diversivo alla banalità della vita di provincia. Vedovo, risiedeva da trent’anni a Chadfleet, e conosceva abbastanza bene i suoi pazienti da poter predire con esattezza quanto avrebbero vissuto. Era convinto che un medico potesse fare ben poco per influenzare la conclusione, che c’era della saggezza nel sapere quand’era il momento di morire con il minimo di inconvenienti per gli altri e di dolore per sé, e che molti dei progressi della medicina prolungavano solo di pochi e tormentati mesi la vita, a maggior gloria unicamente del medico curante. Con tutto ciò, era meno stupido e più abile di quanto non gli concedesse Stephen Maxie, e pochi dei suoi pazienti arrivavano al momento fatale anzitempo. Aveva assistito la signora Maxie durante il parto di entrambi i figli ed era il medico e l’amico del marito, per quel tanto che la mente confusa di Simon Maxie poteva ancora riconoscere e apprezzare l’amicizia. Ora sedeva al tavolo dei Maxie e ingoiava il soufflé di pollo con l’aria di chi si sia guadagnato la sua cena e non abbia alcuna intenzione di lasciarsi contagiare dagli altrui malumori.
— Così ha preso presso di sé Sally Jupp e il suo bambino, Eleanor? — Il dottor Epps non si lasciava mai inibire dall’ovvietà di una constatazione. — Due graziose creature. Le farà piacere avere di nuovo per casa un bambino.
— Speriamo che Martha sia d’accordo con lei — rispose secca la signora Maxie. — Ha un disperato bisogno di aiuto, naturalmente, ma è molto conservatrice. Può risentire della situazione più di quanto non dica.
— Le passerà. Gli scrupoli morali vengono meno facilmente, quando si tratta di avere un paio di mani in più all’acquaio. — Il dottor Epps liquidò la coscienza di Martha Bultitaft agitando il suo tozzo braccio. — In ogni caso, il piccolo non ci metterà molto a conquistarla. Jimmy è un bambino incantevole, chiunque sia suo padre.
A questo punto, la signorina Liddell ritenne di dover far sentire la voce dell’esperienza.
— Non credo, dottore, che si debba parlare del problema di questi bambini troppo alla leggera. Naturalmente dobbiamo mostrare carità cristiana — qui la signorina Liddell fece un mezzo inchino in direzione del parroco, come per riconoscere la presenza di un altro esperto e scusarsi di aver invaso il suo campo — ma non posso fare a meno di pensare che la società nel suo complesso stia diventando troppo comprensiva con queste ragazze. Il livello morale del paese continuerà ad abbassarsi, se si accorda più considerazione a questi bambini che non ai figli legittimi. E ci stiamo già arrivando. Ci sono tante povere madri rispettabili a cui non si dedica la metà delle preoccupazioni e delle attenzioni che si prodigano ad alcune di queste ragazze.
Si guardò attorno, arrossì e riprese a mangiare con energia. Ebbene, e se anche sembravano tutti sorpresi? Era necessario che lo dicesse. Era suo compito. Lanciò un’occhiata al parroco, come se si aspettasse il suo sostegno, ma il signor Hinks, dopo una prima occhiata perplessa, era tornato a concentrarsi sul cibo. La signorina Liddell, abbandonata da un alleato, pensò con irritazione che quel caro parroco non era altro che un piccolo ingordo chino sul suo piatto! D’un tratto udì Stephen Maxie che parlava.
— Questi bambini non hanno nulla di diverso dagli altri, se non che gli dobbiamo di più. E non mi sembra nemmeno che le loro madri abbiano niente di particolare. Dopotutto, quanta gente segue, nella pratica, il codice morale che rimprovera a queste ragazze di violare?
— Molti, dottor Maxie, glielo assicuro. — La signorina Liddell, per la natura stessa del suo lavoro, non era abituata a sentirsi contraddire dai giovani. Stephen Maxie poteva anche essere un promettente giovane chirurgo, ma questo non ne faceva un esperto in delinquenza femminile. — Sarei orripilata se dovessi pensare che alcuni dei comportamenti con cui vengo a contatto nel mio lavoro sono rappresentativi della gioventù moderna.
— Be’, come rappresentante della gioventù moderna, si lasci dire da me che non è così raro che ci si conceda di disprezzare solo quelli che sono stati colti in castagna. Questa ragazza che abbiamo qui, tuttavia, mi sembra perfettamente normale e rispettabile.
— Ha dei modi semplici e raffinati, e anche un buon livello di istruzione. Una ragazza da scuole secondarie! Non mi sarei mai sognata di raccomandarla a sua madre se non fosse stata un tipo assolutamente fuori dal comune tra le ragazze del St Mary. In effetti è un’orfana, cresciuta da una zia, ma spero che questo fattore non debba giocare nella sua compassione. Il dovere di Sally è di lavorare sodo, e di trarre il maggior profitto da questa opportunità. Il passato è una parentesi chiusa ed è meglio scordarlo.
— Dev’essere difficile scordare il passato, quando se ne possiede un ricordo così tangibile — disse Deborah Riscoe.
Il dottor Epps, infastidito da una conversazione che andava provocando malanimo e una digestione probabilmente anche peggiore, si affrettò a contribuire con il suo placebo. Purtroppo, il risultato fu solo quello di prolungare la discussione.
— È una buona madre e una bella ragazza. Probabilmente incontrerà un ragazzo che la sposerà. Sarebbe la cosa migliore. Non posso dire di amare queste relazioni di “ragazza madre con bambino”. Diventano troppo assorbenti, e portano talvolta a una grande confusione psicologica. Ogni tanto penso, signorina Liddell, grande eresia, lo so, che la cosa migliore sarebbe far adottare questi bambini da una buona famiglia fin dall’inizio.
— È la madre responsabile del figlio — sentenziò la signorina Liddell. — È suo dovere tenerlo e occuparsene.
— Per sedici anni, e senza l’aiuto del padre?
— Naturalmente, dottor Maxie, se appena è possibile, tentiamo di ottenere l’accertamento giudiziale della paternità. Purtroppo Sally si è rivelata molto ostinata, e rifiuta di dirci il nome del padre. In questo modo ci è impossibile aiutarla.
— Pochi scellini non portano lontano al giorno d’oggi. — Stephen Maxie sembrava perversamente deciso a non lasciar cadere l’argomento. — E immagino che Sally non prenda nemmeno l’indennità governativa per il figlio.
— Questo è un paese cristiano, mio caro fratello, e il prezzo del peccato è la morte, non otto scellini presi dai soldi dei contribuenti.
Deborah aveva parlato sottovoce, ma la signorina Liddell aveva sentito, e aveva la sensazione che la cosa fosse voluta. La signora Maxie parve aver deciso che era il momento di intervenire. Almeno due dei suoi ospiti, del resto, pensavano che avrebbe potuto farlo anche prima. Non era da lei lasciarsi sfuggire le situazioni di mano.
— Visto che devo chiamare Sally — disse — non sarebbe male cambiare argomento. Mi renderò del tutto impopolare interrogandovi sulla festa parrocchiale. So che sembrerà che vi abbia attirati qui con falsi pretesti, ma dovremmo veramente pensare a una possibile data. — Questo era un argomento sul quale tutti gli ospiti potevano senza alcun rischio mostrarsi loquaci, e quando Sally entrò, la conversazione aveva assunto un tono tanto ordinario, amichevole e sciolto, da soddisfare anche Catherine Bowers.
La signorina Liddell osservò Sally Jupp mentre si muoveva attorno al tavolo. Era come se la conversazione di quella sera l’avesse spinta per la prima volta a vedere chiaramente la ragazza. Sally era molto magra. I capelli spessi, di un rosso dorato, ammassati sotto la cuffia, sembravano un peso eccessivo per un collo così esile. Le braccia erano lunghe e un po’ infantili, con i gomiti che sporgevano, premendo sulla pelle arrossata. La sua bocca, larga, adesso era immobile, e i suoi occhi verdi fissi contegnosamente sulle sue mansioni. Improvvisamente la signorina Liddell fu presa da un irrazionale accesso d’affetto. Sally si stava comportando veramente bene, veramente molto bene! Alzò lo sguardo per catturare gli occhi della ragazza e darle un sorriso di approvazione e incoraggiamento. I loro occhi si incontrarono all’improvviso e per due interi secondi si guardarono fissi. Poi la signorina Liddell arrossì e chinò lo sguardo. Certo si era sbagliata! Certo Sally non avrebbe mai osato guardarla in quel modo! Confusa e atterrita, tentò di analizzare l’effetto straordinario di quel breve contatto. Ancora prima che i suoi lineamenti assumessero la paternalistica maschera dell’incoraggiamento, aveva letto negli occhi della ragazza non la remissiva gratitudine che la caratterizzava al Ricovero St Mary, ma un ilare disprezzo, un abbozzo di complotto e un’ostilità la cui intensità l’aveva quasi spaventata. Poi gli occhi verdi si erano nuovamente abbassati e Sally, da un enigma, era tornata a essere la remissiva e sottomessa favorita della signorina Liddell, la sua delinquente preferita. Tuttavia quell’attimo aveva lasciato le sue tracce e la signorina Liddell era caduta improvvisamente in uno stato di morbosa apprensione. Aveva raccomandato Sally senza riserve. Tutto, sul suo viso, era così soddisfacente! La ragazza era un tipo veramente superiore. Troppo brava per il lavoro a Martingale, in realtà. La decisione era stata presa. Era troppo tardi per metterne in dubbio la saggezza ora. Il massimo che poteva accadere era il rientro ignominioso di Sally al St Mary. La signorina Liddell si rese conto per la prima volta che l’introduzione della sua favorita a Martingale poteva presentare delle complicazioni. Non si poteva pretendere che prevedesse, però, la portata di quelle complicazioni, né che avrebbero condotto a una morte violenta.
Catherine Bowers, che era a Martingale per il fine settimana, aveva parlato poco durante la cena. Essendo per natura una persona onesta, era un po’ sconcertata di scoprire che le sue simpatie andavano alla signorina Liddell. Certo, era molto generoso e galante, da parte di Stephen, difendere così energicamente Sally e la sua categoria, ma Catherine aveva provato la stessa irritazione che la prendeva quando le sue amiche non infermiere parlavano della nobiltà del suo lavoro. Era molto bello avere idee romantiche, ma queste non erano molto gratificanti per chi lavorava con le padelle per gli ammalati o con i delinquenti. Era stata tentata di dirlo, ma la presenza di Deborah all’altro capo della tavola l’aveva trattenuta. La cena, come tutte le situazioni malriuscite, sembrò durare tre volte più del normale. Catherine pensava che mai una famiglia aveva indugiato tanto sul caffè, che mai gli uomini avevano tirato così in lungo un atto di presenza. Nondimeno, era giunta a conclusione. La signorina Liddell era tornata al St Mary, facendo intendere che preferiva non lasciare troppo a lungo la signorina Pollack da sola a effettuare la sorveglianza. Il signor Hinks aveva borbottato qualcosa sugli ultimi ritocchi al sermone dell’indomani e si era dileguato come uno spirito sottile nell’aria primaverile. I Maxie e il dottor Epps si erano seduti in salotto, godendosi felicemente il focolare e parlando di musica. Certo non era l’argomento che avrebbe voluto Catherine. Persino la televisione sarebbe stata preferibile, ma, a Martingale, l’unico televisore era nella stanza di soggiorno di Martha. Se si doveva chiacchierare, Catherine avrebbe voluto che fosse di medicina. Il dottor Epps avrebbe potuto benissimo dire: “Naturalmente lei è un’infermiera, signorina Bowers; come è bello per Stephen avere qualcuno con cui condividere i propri interessi”. Poi loro tre avrebbero preso a chiacchierare, mentre Deborah avrebbe serbato un vacuo silenzio e si sarebbe dovuta rendere conto che gli uomini si stancano delle donne belle e inutili, anche se ben vestite; avrebbe capito che ciò che occorreva a Stephen era una che comprendesse il suo lavoro, che potesse parlare con i suoi amici con sensibilità e cognizione di causa. Era un sogno allettante e, come la gran parte dei sogni, non aveva alcuna relazione con la realtà. Catherine stava seduta con le mani rivolte alla sottile fiamma del focolare e tentava di apparire a proprio agio, mentre gli altri discorrevano di un compositore il cui nome era, stranamente, Peter Warlock, e di cui non aveva mai sentito parlare, se non in un vago e irrecuperabile senso storico. Di sicuro Deborah pretendeva di non comprenderlo, ma, come di consueto, riusciva a rendere la sua ignoranza piacevole. I suoi tentativi di coinvolgere Catherine nella conversazione, indagando sulla signora Bowers, erano un segno di condiscendenza, non di gentilezza. Fu dunque un sollievo quando entrò la nuova domestica, portando un messaggio per il dottor Epps. Una delle sue pazienti, in una fattoria fuori mano, aveva cominciato ad avere le doglie. Il dottore si sollevò con riluttanza dalla sedia, si scosse come un cane irsuto e si scusò. Catherine fece il suo ultimo tentativo: — Un caso interessante, dottore? — chiese vivacemente.
— Mio Dio, no, signorina Bowers! — Il dottor Epps cercava, girando attorno l’occhio vacuo, la sua borsa. — Ne ha già avuti tre. Una piccola, graziosa donnina, non c’è dubbio, e le fa piacere avermi lì. Dio solo sa perché! Potrebbe sgravarsi da sola senza scomporsi un capello. Be’, arrivederci, Eleanor, e grazie per l’ottima cena. Pensavo di salire un attimo da Simon prima di andare via, ma verrò domani, se è possibile. Le occorrerà la ricetta per il Sommeil, immagino. La porterò con me. — Salutò amabilmente la compagnia con un cenno del capo e sgattaiolò in anticamera con la signora Maxie. Presto intesero il rombo dell’auto lungo il viale. Era un guidatore appassionato e amava le auto piccole e veloci, da cui usciva a fatica, e dentro le quali assomigliava a un vecchio orso vizioso in cerca di gozzoviglie.
— Bene — disse Deborah, non appena il rumore del motore si fu spento in lontananza — e questa è fatta. Che ne direste ora di andare giù alle stalle, da Bocock, a vedere i cavalli? È un’idea, se a Catherine va di fare una passeggiata.
Catherine desiderava ansiosamente una passeggiata, ma certo non con Deborah. Era davvero incredibile, pensava, come Deborah non volesse o non arrivasse a capire che lei e Stephen desideravano stare un po’ soli. Tuttavia, se non lo metteva in chiaro Stephen, difficilmente avrebbe potuto farlo lei. Più presto si fosse sposato e fosse stato lontano da tutte quelle relazioni femminili, meglio sarebbe stato per lui. Gli succhiavano il sangue, pensava Catherine, che aveva trovato quel tipo nelle sue ricognizioni attraverso la narrativa moderna. Deborah intanto, beatamente ignara di queste sue tendenze vampiresche, faceva strada attraverso la porta-finestra e giù per il prato.
Le stalle, che erano appartenute un tempo ai Maxie ed erano ora proprietà del signor Samuel Bocock, distavano appena duecento metri dalla casa e si trovavano dall’altro lato del giardino. Il vecchio Bocock era lì che puliva i finimenti alla luce di una lampada antivento, fischiettando tra i denti. Era un uomo piccolo, dalla carnagione scura e la faccia da gnomo, con occhi a mandorla e una bocca larga. Il suo piacere nel vedere Stephen fu evidente. Andarono tutti a dare un’occhiata ai tre cavalli con i quali Bocock stava tentando di mettere in piedi una piccola attività. Erano veramente ridicole, pensò Catherine, tutte quelle smancerie che Deborah prodigava ai cavalli, strofinando il naso sui loro musi con amorevoli vezzeggiamenti, come se fossero stati esseri umani. Istinto materno frustrato, pensò con disapprovazione. “Le farebbe bene spendere un po’ di quell’energia per dei bambini. Non che sarebbe di grande utilità, certo.” Dal canto suo, desiderava soltanto tornare a casa. La stalla era meticolosamente pulita, ma nulla poteva nascondere l’odore dei cavalli e Catherine lo trovava fastidioso. A un certo punto, la mano magra e scura di Stephen si posò accanto alla sua sul collo dell’animale. L’impulso di toccare quella mano, di carezzarla, di portarsela anche alle labbra, fu per un attimo così forte che dovette chiudere gli occhi. E allora, nell’oscurità, le tornarono alla mente altre immagini, vergognosamente piacevoli: la stessa mano, ancora più scura sul suo biancore, appoggiata sul seno, che si muoveva lenta e tenera, messaggera di piacere. Uscì un attimo, barcollando nel crepuscolo primaverile, e udì dietro di sé la voce lenta ed esitante di Bocock mescolarsi alle risposte appassionate dei Maxie. Conobbe allora un altro di quei momenti di panico che la prendevano periodicamente da quando si era innamorata di Stephen. Venivano all’improvviso, e tutto il suo buon senso e la sua forza di volontà risultavano impotenti contro di essi. Erano momenti in cui tutto le sembrava irreale e poteva percepire quasi fisicamente la sabbia che inghiottiva i suoi sogni. Tutto il suo tormento e la sua incertezza si focalizzarono su Deborah. Era Deborah il nemico. Deborah che era stata maritata e aveva almeno avuto la sua occasione per essere felice. Deborah che era bella, egoista e futile. Ascoltando le voci alle sue spalle, nell’oscurità crescente, Catherine si sentiva morbosamente carica d’astio.
Nel tempo che impiegarono a torn...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. COPRITELE IL VOLTO
  4. PERSONAGGI PRINCIPALI
  5. 1
  6. 2
  7. 3
  8. 4
  9. 5
  10. 6
  11. 7
  12. 8
  13. 9
  14. 10
  15. 11
  16. 12
  17. 13
  18. 14
  19. 15
  20. 16
  21. 17
  22. 18
  23. 19
  24. 20
  25. 21
  26. 22
  27. 23
  28. 24
  29. 25
  30. 26
  31. 27
  32. 28
  33. 29
  34. 30
  35. 31
  36. 32
  37. 33
  38. 34
  39. 35
  40. 36
  41. 37
  42. I RACCONTI DEL. GIALLO
  43. CHIARA MISCALI
  44. VACANZE SARDE. di Chiara Miscali. Vincitore del premio. Scerbanenco@Lignano 2021
  45. LA STORIA DEL PREMIO TEDESCHI. I VINCITORI 2016/2018. di Vincenzo Vizzini
  46. Copyright

Domande frequenti

Sì, puoi annullare l'abbonamento in qualsiasi momento dalla sezione Abbonamento nelle impostazioni del tuo account sul sito web di Perlego. L'abbonamento rimarrà attivo fino alla fine del periodo di fatturazione in corso. Scopri come annullare l'abbonamento
No, i libri non possono essere scaricati come file esterni, ad esempio in formato PDF, per essere utilizzati al di fuori di Perlego. Tuttavia, puoi scaricarli nell'app Perlego per leggerli offline su smartphone o tablet. Scopri come scaricare libri offline
Perlego offre due piani: Essential e Complete
  • Essential è l'ideale per studenti e professionisti che amano esplorare un'ampia gamma di argomenti. Accedi alla libreria Essential, che include oltre 800.000 titoli di comprovata qualità e bestseller in vari settori, tra cui business, crescita personale e discipline umanistiche. Include tempo di lettura illimitato e voce standard per la sintesi vocale.
  • Complete: perfetto per studenti e ricercatori esperti che necessitano di un accesso completo e illimitato. Accedi a oltre 1,4 milioni di libri su centinaia di argomenti, inclusi titoli accademici e specialistici. Il piano Complete include anche funzionalità avanzate come la sintesi vocale premium e l'assistente di ricerca.
Entrambi i piani sono disponibili con cicli di fatturazione mensili, semestrali o annuali.
Perlego è un servizio di abbonamento a testi accademici, che ti permette di accedere a un'intera libreria online a un prezzo inferiore rispetto a quello che pagheresti per acquistare un singolo libro al mese. Con oltre 1 milione di testi suddivisi in più di 990 categorie, troverai sicuramente ciò che fa per te! Scopri la nostra missione
Cerca l'icona Sintesi vocale nel prossimo libro che leggerai per verificare se è possibile riprodurre l'audio. Questo strumento permette di leggere il testo a voce alta, evidenziandolo man mano che la lettura procede. Puoi aumentare o diminuire la velocità della sintesi vocale, oppure sospendere la riproduzione. Scopri di più sulla funzione di sintesi vocale
Sì! Puoi utilizzare l'app di Perlego su dispositivi iOS e Android per leggere quando e dove vuoi, anche offline. È perfetta per gli spostamenti quotidiani o quando sei in viaggio.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app
Sì, puoi accedere a Copritele il volto di P.D. James in formato PDF e/o ePub, così come ad altri libri molto apprezzati nelle sezioni relative a Letteratura e Letteratura poliziesca e gialli. Scopri oltre 1 milione di libri disponibili nel nostro catalogo.