
- 1,368 pagine
- Italian
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eBook - ePub
Un caffè nero per Poirot
Informazioni su questo libro
Si indaga sulla morte di un famoso fisico. Un caffè nero per Poirot ( Black Coffee, 1930) è la prima pièce scritta da Agatha Christie e l'unica sulla cui scena compaia il personaggio di Poirot.
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Informazioni
Argomento
LiteratureCategoria
DramaUn caffè nero per Poirot
Personaggi
Sir Claud Amory
Richard, figlio di Sir Claud
Lucia, moglie di Richard
Signorina Amory, sorella di Sir Claud
Barbara, nipote di Sir Claud
Edward Raynor, segretario di Sir Claud
Dottor Carelli
Tredwell, maggiordomo
Hercule Poirot
Capitano Arthur Hastings, ufficiale dell’Impero britannico
Dottor Graham
Ispettore Japp
Agente Johnson
Black Coffee
Presentato per la prima volta all’Embassy Theatre di Londra l’8 dicembre 1930
Atto primo
Siamo nella biblioteca di Abbot’s Cleve, la casa di Sir Claud Amory, a una quarantina di chilometri da Londra. Sono le otto e trenta di sera.
Le porte sono tre: una a sinistra, una in fondo a sinistra e un’altra a destra. La porta in fondo a sinistra si trova in un’alcova. A destra, sulla parete di fondo, abbiamo una portafinestra che si apre sul giardino. Sempre a destra, verso il proscenio, c’è il camino. Sulla mensola troviamo un orologio antico, qualche soprammobile e un vaso pieno di striscioline di carta per accendere il fuoco. Sopra il camino c’è un campanello. L’arredamento è di questo tipo: una scrivania con il telefono, uno sgabello, una libreria alta con una scatola di latta in cima, un tavolo con giradischi e dischi, un divano, il tavolino da caffè, un altro tavolo con dei libri appoggiati ai reggilibri, due sedie, una poltrona e un terzo tavolo con sopra una pianta in un portavaso d’ottone. La mobilia è antiquata, ma non fa riferimento a stili particolari. Le tende sono tirate e le porte chiuse.
Quando si apre il sipario, la stanza è vuota e buia. Dopo qualche istante, si apre la porta di sinistra e compare Tredwell, che si ferma sulla soglia.
TREDWELL Sì, Sir Claud. Molto bene, signore.
Tredwell entra, e finché non richiude la porta dietro di sé, da fuori entra anche un brusio di voci. Tredwell accende le luci della stanza mentre chiude la porta. Raggiunge la scrivania e alza il ricevitore del telefono.
TREDWELL Market Cleve 4343... sì, per favore... È il garage di Jackson?... Qui è Abbot’s Cleve, casa di Sir Claud Amory. Le spiace mandare un taxi alla stazione in tempo per il treno da Londra, quello delle otto e cinquanta? Devono arrivare due signori che poi vanno portati qui ad Abbot’s Cleve... sì, esatto. Otto e cinquanta. In due... Cosa?...
Riappende e va ad aprire la porta di sinistra. Di nuovo brusio di voci dalla porta aperta. Entra Lucia e raggiunge subito la portafinestra. È una bellissima donna sui venticinque anni. È mezza italiana, ma parla un inglese perfetto. Ha in mano una borsa.
Tredwell esce. Da fuori si sente la voce della signorina Amory.
SIGNORINA AMORY Lucia... Lucia, dove sei?
La signorina Amory entra da sinistra. È una donna all’antica, un po’ schizzinosa ma gentile. Indica a Lucia il divano.
SIGNORINA AMORY Lì, cara, siediti lì. Due minuti e vedrai che ti senti bene.
LUCIA Mi sta già passando.
Lucia si è seduta sul bordo del divano. Prende un fazzoletto dalla borsa.
LUCIA Mi sono sentita svenire, tutto lì. È un po’ ridicolo. Non mi è mai successa una cosa simile. Torna pure di là, zia Caroline. Qui mi riprendo subito.
Lucia rimette il fazzoletto in borsa.
SIGNORINA AMORY È tutta la sera che ho l’impressione tu non stia bene.
LUCIA Davvero?
La signorina Amory si accomoda sul divano di fianco a Lucia.
SIGNORINA AMORY Essì. Forse hai preso un po’ di freddo. L’estate qui in Inghilterra è traditrice. Niente a che vedere col bel sole d’Italia. Incantevole, ci penso sempre.
Lucia appoggia la borsa sul divano.
LUCIA L’Italia...
SIGNORINA AMORY Lo so, bambina, ti manca tanto.
LUCIA Niente affatto!
Lucia ha risposto con un’energia che la signorina Amory non si aspettava.
SIGNORINA AMORY Eh?
LUCIA Mai, mi manca. Mai. Io odio l’Italia. L’ho sempre odiata. Per me stare qui in Inghilterra, in mezzo a gente educata, è un paradiso.
SIGNORINA AMORY Sei gentile a dire una cosa del genere, cara. Di sicuro, qui tutti abbiamo cercato di farti star bene, di farti sentire a casa. Ma soffrire di nostalgia sarebbe comunque naturale. E poi, senza una madre...
Lucia chiude gli occhi.
LUCIA Per favore, ti prego, non parlare di mia madre.
SIGNORINA AMORY Certo che no. Non volevo irritarti. Vado a prenderti i sali.
LUCIA No, grazie.
SIGNORINA AMORY Guarda che i miei sono buoni, rosa, in una bottiglietta elegante. Molto forti però. Sali di ammonio. O acido cloridrico? Non mi ricordo mai. A ogni modo, non è quello che serve per pulire il...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- Introduzione di Julius Green
- Nota del traduttore
- Un caffè nero per Poirot
- Copyright