Buon pupazzo di compleanno!
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Buon pupazzo di compleanno!

  1. 208 pagine
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Buon pupazzo di compleanno!

Informazioni su questo libro

« Un vero pupazzo da ventriloquo!

Papà, lo aspettavo da anni! » I suoi genitori sorrisero compiaciuti.

« Wow! Questo tipo è piuttosto bruttin o » disse Ian. « Cioè, sembra cattivo.

Ha un'espressione quasi… malvagia. » Oggi è il compleanno di Ian: dodici anni e in programma una festa noiosa, in compagnia di sua sorella e dei pestiferi, dispettosi cugini Vinny e Jonny. Per fortuna tra i regali c'è Slappy, il pupazzo con cui Ian può finalmente esprimere le sue doti da ventriloquo. Ben presto però Slappy inizia a muoversi e parlare da solo, e il regalo di compleanno si trasforma in un terribile incubo…

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Informazioni

Editore
Mondadori
Anno
2018
eBook ISBN
9788852090363
Print ISBN
9788804706410

RAGAZZI, QUI È SLAPPY CHE VI PARLA

Ragazzino furbo, Ian. Diceva la verità.
Slappy è vivo e anche molto pericoloso.
Nemmeno io saprei descrivermi meglio. Ah-ah-ah.
Era ora che anche il signor Barker lo capisse. Non è esattamente una cima, vero? Non dico che sia stupido, ma penso che il suo quoziente intellettivo sia uguale al numero delle sue scarpe. Ah-ah-ah.
D’altronde, cosa vi aspettavate da uno che passa la maggior parte del suo tempo a giocare con le bambole?
Non mi aveva prestato molta attenzione quando mi trovavo nel suo laboratorio. Non si era accorto di quanto fossi carino… Anzi, sono più che carino! Sono bello come un manichino… parlante! Ah-ah-ah.
Spero che questa storia vi piaccia quanto piace a me. Adoro le storie in cui gli esseri umani non capiscono cosa sta accadendo. Chi è la testa di legno qui? Non certo io!
Ma ora cambiamo scenario. Lasciamo Ian e suo padre a grattarsi la testa perplessi davanti alla porta di casa e spostiamoci qualche isolato più in là.
Quella casetta di mattoni laggiù: è lì che abitano Vinny e Jonny. Perché non andiamo a vedere cosa combinano quei due adorabili monelli? Potrebbe essere una sorpresa anche per voi! Ah-ah-ah.

24

VINNY DIEDE UNA PACCA SULLE SPALLE A SUO fratello. «Vai, Jonny!»
Jonny rispose dandogliene una a sua volta. «Vai, Vinny!»
I due picchiarono i pugni e si scambiarono il cinque, poi si scontrarono petto contro petto con una tale forza che rimasero quasi senza fiato. E infine fecero uno strano balletto celebrativo, saltellando in giro per la stanza e ridendo come pazzi.
Stavano festeggiando alla grande.
Slappy li osservava dal letto di Vinny, dove i due lo avevano appoggiato. Era seduto immobile, le braccia a penzoloni lungo il corpo.
I fratelli dividevano la stanza sul retro della casa. C’era giusto lo spazio per due letti e un cassettone. Avevano un solo computer, sistemato su un tavolino contro la parete.
Vinny prese Slappy e lo sollevò all’altezza del viso, come per guardarlo negli occhi. «Benvenuto a casa nostra, pupazzo!» disse. «Indovina? Sei stato rapito!»
I due scoppiarono a ridere a crepapelle.
Si scambiarono di nuovo il cinque. Poi sollevarono la mano di Slappy e diedero il cinque anche a lui.
«Ian non sospetterà mai di noi» disse Jonny.
«È proprio un perdente! Penserà che Slappy se ne sia andato da solo!»
Appoggiò il pupazzo in piedi sul pavimento. «Forza, Slappy, facci vedere come cammini.»
Vinny mosse il pupazzo in avanti. «Su, Slappy, non vuoi camminare per noi?»
«Ian ha creduto a quella stupida storia delle parole magiche che portano in vita il pupazzo» disse Jonny scuotendo la testa. «Forse crede anche al Coniglio Pasquale.»
«Mi raccomando» disse Vinny. «Non gli dire che la Fatina dei denti non esiste! Gli spezzeresti il cuore, poverino. Impazzirebbe.»
I due scoppiarono di nuovo a ridere.
«Ehi, cos’è questa confusione?» domandò il signor Harding dalla stanza adiacente.
«Niente» rispose Jonny.
«È molto tardi» grugnì l’uomo. «Cosa state combinando?»
«Niente.»
«Abbiamo solo rapito un pupazzo» sussurrò Vinny ridacchiando.
«Be’, io voglio dormire, quindi fate piano» disse il papà. «Domani è domenica, potete fare quello che vi pare. Ma lasciate dormire me e la mamma.»
«Tranquillo» rispose Vinny.
Fece sedere Slappy sul pavimento. «Probabilmente Ian lo cercherà tutta la notte» disse scuotendo la testa. «Tutta la famiglia sarà alla ricerca del pupazzo vivente!»
«Lasciare aperta la porta di casa è stato un colpo di genio» commentò Jonny.
«È stata una tua idea» replicò Vinny.
Jonny sorrise compiaciuto. «Lo so, infatti sono un genio.»
«Ian non saprà cosa pensare. Gli scoppierà il cervello.»
«Che testa di legno!»
Scoppiarono entrambi a ridere.
Si addormentarono soddisfatti del misfatto commesso.
Si svegliarono la mattina poco dopo le nove. Vinny vide Slappy sul pavimento vicino al suo letto e sorrise compiaciuto.
«Avevo paura che fosse stato solo un sogno, invece lo abbiamo rapito davvero» disse.
«È tutto vero!» rispose Jonny sbadigliando.
Vinny si mise Slappy sulle ginocchia e infilò una mano nell’apertura sulla schiena del pupazzo. Gli fece aprire la bocca e disse con voce metallica: «Sono una testa di legno. E tu?».
«Muovi le labbra, non lo stai facendo bene» disse Jonny. «Dammi qua.»
Prese il pupazzo e gli infilò la mano nella schiena. Fece roteare gli occhi da una parte all’altra. «Guarda, ho capito come si muovono gli occhi! Forte!»
Gli fece aprire e richiudere la bocca e disse: «Vinny vorrebbe essere magro, ma pesa quanto una mucca!».
«Non fa ridere» disse Vinny strappandogli Slappy di mano. «E anche tu muovi le labbra.»
«Fammi riprovare» disse Jonny tirando il pupazzo per una mano. «Devo esercitarmi un po’.»
«Cosa credi che stia facendo Ian in questo momento?» chiese Vinny.
«Probabilmente si nasconde sotto il letto, terrorizzato che il pupazzo vivente possa tornare a trovarlo.»
Scoppiarono a ridere tutti e due. Vinny appoggiò Slappy sul letto.
«Forse dovremmo mandargli una richiesta di riscatto» disse Vinny.
«Richiesta di riscatto?»
«Sì, sai, chiedergli dei soldi per riavere il suo prezioso pupazzo» spiegò Vinny. «Secondo te quanto gli potremmo chiedere?»
«Un milione di dollari?» disse Jonny.
«No, non basta» replicò Vinny. «Facciamo cinque milioni.»
Si misero di nuovo a ridere, ma smisero di colpo: Slappy aveva sollevato la testa. Fece roteare gli occhi e li puntò sui due ragazzi.
«Vi siete divertiti, teppistelli?» gracchiò il pupazzo. «Adesso tocca a me. Siete pronti a conoscere il mondo del dolore?»

25

JONNY EMISE UN LAMENTO STROZZATO. VINNY aveva gli occhi fuori dalle orbite.
«Sei stato tu a farlo parlare?» chiese Jonny atterrito.
Vinny scosse la testa. «No, non sono stato io.» Aveva ancora lo sguardo atterrito e la bocca spalancata. I ragazzi fissarono il pupazzo.
Slappy roteò gli occhi e sghignazzò. All’improvviso sollevò una mano di legno e colpì Vinny con forza sul naso.
Il ragazzino indietreggiò gridando. «Ehi, mi hai fatto sanguinare il naso!» piagnucolò toccandolo con la mano.
«Guarda, anche il mio sanguina» gracchiò Slappy. Rovesciò indietro la testa e una poltiglia verdastra cominciò a uscirgli dalle narici. Il pupazzo si girò di scatto e la poltiglia partì in direzione di Vinny.
Il ragazzino cercò di spostarsi, ma non fece in tempo. Il liquido viscido gli si spiaccicò sulla testa e cominciò a colargli sul viso fino alla maglietta. «Brucia!» strillò Vinny. «Brucia da morire!»
Slappy sghignazzò di nuovo mentre continuava a spruzzare l’orrenda poltiglia addosso a Vinny.
«Puzza!» gemette il ragazzo, agitando le braccia mentre il liquido gli colava addosso. Si accasciò a terra. «Brucia!» urlava. «Aiutami! Scotta! Non rimanere lì impalato! Aiutami!»
Jonny era rimasto a bocca aperta, un’espressione inorridita sul viso pallido come la cenere. Fece un respiro profondo e si scagliò sul pupazzo. Slappy si spostò di lato e il ragazzino finì sul letto.
Prima che potesse rialzarsi, il pupazzo gli sferrò un violento colpo alla testa.
Il ragazzino gridò: era stato colpito proprio sul bernoccolo che si era fatto il giorno prima. Jonny si teneva la testa con le mani, le fitte di dolore erano talmente forti che quasi non ci vedeva più.
Prima che potesse muoversi, Slappy voltò di scatto la testa e lo inondò della poltiglia verde che gli usciva dal naso.
Jonny si rigirò sul letto e cadde a terra. Il pupazzo gli sparò altra poltiglia verde sulla schiena e sopra la testa. Jonny urlò di dolore.
«Mamma! Papà!» gridò Vinny cercando di ripulirsi da quella sostanza disgustosa. «Aiuto! Ci sentite?»
«Quando dormono non c’è niente che possa svegliarli» gemette il fratello.
«Svegliatevi! Svegliatevi, vi prego! Dovete aiutarci!» implorava Vinny.
Il pupazzo rovesciò la testa all’indietro e gridò: «Benvenuti nel mondo di Slappy, ragazzi!».

26

VINNY CERCÒ DI METTERSI AL RIPARO. UNA pozzanghera di pol...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. R. L. STINE
  4. CIAO A TUTTI, SONO SLAPPY!
  5. SLAPPY È TORNATO, SIGNORE E SIGNORI!
  6. AMICI, SLAPPY È TORNATO!
  7. RAGAZZI, QUI È SLAPPY CHE VI PARLA
  8. EPILOGO
  9. Copyright