Estetica
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Estetica

Il manoscritto della «Bibliothèque Victor Cousin»

  1. 168 pagine
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Il manoscritto della «Bibliothèque Victor Cousin»

Informazioni su questo libro

Si può senz'altro affermare, riprendendo autorevoli giudizi, che ancora oggi l' Estetica di Hegel costituisce la riflessione piú profonda e completa che l'Occidente abbia prodotto sul fenomeno dell'arte. Si tratta, però, di un capolavoro incompiuto. Il filosofo svevo, infatti, non riuscí a portare a termine il disegno di un'opera di filosofia dell'arte, a cui pure lavorava, come attestano i suoi corsi universitari, fin dal 1818. Sarà uno dei suoi allievi, Heinrich Gustav Hotho, a pubblicare postuma l' Estetica hegeliana. Il testo che qui si offre al pubblico italiano, decisamente piú agile rispetto all'opera maggiore, è la traduzione di un quaderno di appunti di un corso completo di estetica tenuto da Hegel a Berlino nel 1822-23, e ritrovato tra le carte del filosofo e storico della filosofia francese Victor Cousin. Il suo carattere compendiato, ma, allo stesso tempo, puntuale e rigoroso nel restituirci la riflessione del grande filosofo nel vivo del suo prodursi, fa di questa nuova, «piccola» Estetica un'importante fonte per gli studiosi di filosofia e teoria dell'arte, e per quanti desiderano avvicinarsi per la prima volta alle idee estetiche di Hegel.

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Informazioni

Editore
EINAUDI
Anno
2017
Print ISBN
9788806225452
eBook ISBN
9788858427453

I. Parte generale

Sezione prima

L’idea del Bello

Capitolo primo

Concetto astratto del Bello in generale

I. Si parla dell’idea del Bello; ma il Bello è l’idea stessa1, l’identità del concetto e della realtà.
a) Il concetto stesso non è una riflessione astratta, ma l’identità di determinazioni differenti. Ma queste differenze sono ancora ideali (idéelles) senza esistere per sé. Come l’oro2 ha in ogni atomo le sue diverse qualità, del peso specifico, del colore, e idealmente (idéellement) unite assieme senza che esse esistano per sé; allo stesso modo, lo spirito idealmente (idéellement) raccoglie assieme nell’io una infinità di rappresentazioni3.
b) La seconda faccia dell’idea è la realtà, ove le differenze, che nel concetto non sono che ideali (idéelles), esistono per sé. Se le parti dell’oro esistono per sé, esse restano omogenee; ciascuna ha esattamente le stesse qualità. Ma, nel sistema solare, che esprime l’idea sotto il regno della gravità, il sole, i pianeti, lune e comete sono delle individualità corporali che esistono per sé avendo ciascuna una determinazione eterogenea all’altra, ma le differenze sono quelle dell’idea stessa. | Il sole è il concetto puro, l’interiorità (l’intérieur) del sistema. Gli altri corpi sono la realtà variegata. –
c) Terzo, occorre che pure l’identità della realtà e del concetto esista; ciò che esiste come idea deve avere un’esistenza reale per sé, e tuttavia esistere come unità. Occorre che il sole e i corpi della realtà formino un tutto fisico4. I corpi del sistema solare sono unità nell’idea, per la legge che li fa muovere; ma essi non hanno una coerenza fisica (physicale). La loro unità deve essere un’esistenza individuale. In questo modo, i corpi della realtà sono membra di un tutto organico, e non possono esistere separati dall’organismo che è la loro sostanza e concetto semplice. Tale è l’organismo animale (animal)5. L’animalità (L’animalité) è l’idea esistente6. Tutta la natura è considerata dal punto di vista dell’idea; ma, nella natura inorganica, essa non esiste ancora esteriormente, ma nell’interiorità dei corpi e nel pensiero del filosofo. Ciò che esiste nella natura inorganica è la separazione dei corpi7.
II. Come il bello è l’idea in un’esistenza sensibile, noi non abbiamo ancora la differenza tra il bello della natura e il bello dell’arte, essendo cosí l’animalità (l’animalité) l’idea esistente naturalmente. In che modo l’animalità (l’animalité) può essere denominata il Bello? L’animale (l’animal) è l’idea perché l’anima è l’identità delle membra che si digeriscono e si riproducono reciprocamente8, e sono in questo processo continuo. Ma questa idea interiore non è ciò che ci occorre per l’arte. Questa idea deve apparirci; la manifestazione dell’animale (de l’animal) è la sua figura. È di conseguenza la figura nella quale la bellezza dell’animale (de l’animal) deve apparirci. Il rapporto necessario delle membra tra loro è ciò che chiamiamo bello: ma questo rapporto necessario non deve essere per il pensiero quando9 si tratta del Bello. Un animale carnivoro ha ogni membro formato diversamente da un animale che si nutre di vegetali. La qualità di carnivoro costituisce un certo rapporto necessario delle membra. | Cosí Cuvier si vanta di riconoscere l’animale se gli si mostra un osso10. In questo modo, non è l’oggetto considerato che è bello, ma la considerazione stessa può essere definita bella. Al contrario, noi troviamo una figura naturale bella, se congetturiamo, presumiamo, indoviniamo un’unione e un rapporto necessario delle membra, rapporto che solo il pensiero filosofico riconosce come necessario. I tipi di quadrupedi, uccelli ecc. sono impressi nella nostra anima, e noi li guardiamo come costanti, necessari; noi li troviamo belli; ma gli animali che riuniscono due tipi ci colpiscono. Noi li troviamo brutti; e li guardiamo come degli scherzi della natura. – Rispetto ai corpi organici troviamo anche altri oggetti belli, un paesaggio, la luna, il mare. Ciò non costituisce un tutto organico, ma un complesso casuale di oggetti, e la bellezza viene dal rapporto che queste cose hanno con l’anima, il sentimento, come la tranquillità della luna, la maestosità del mare.
III. L’anima nell’organismo animale (animal) è solo il legame delle membra. Essa stessa è ancora senza contenuto, astratta. La vera manifestazione dell’anima è il bello dell’ideale (idéal); ma, prima di considerarla, noi possiamo toccare qualche punto che testimonia del passaggio all’ideale (idéal). L’anima astratta dell’animale come semplice legame della materia è la sua forma esteriore; essa è la manifestazione dell’idea; ma questa manifestazione è ancora del tutto astratta e, a causa di ciò, i due lati, il materiale e la forma, non corrispondono ancora.
1) La forma esteriore; l’identità11 è esteriore, indifferente, e cade pertanto sotto il rapporto della quantità; perché la quantità è la determinazione indifferente. La forma esteriore è in questo modo simmetria. Poiché la simmetria si rapporta all’esteriore, essa riappare ovunque l’identità12 dell’idea non sia ancora altro che una forma esteriore. Per questa ragione, le cristallizzazioni dei minerali sono simmetriche per eccellenza. L’idea non le penetra ancora come anima vivente, ma come forma | esteriore. La pianta ha già il processo vitale; ma il suo principio è di riprodursi senza sosta; ogni foglia, ogni ramo della pianta è la pianta intera e può vivere separatamente come individuo. La pianta viene senza sosta fuori di sé. Essa cresce senza sosta; essa è individuo, anima in ogni punto della sua superficie. A causa di questa esteriorità, la pianta è simmetrica. I petali dei fiori sono regolari; le foglie degli alberi sono divise in due parti uguali13. L’organismo animale ha un doppio processo, il processo interiore delle viscere, e il processo con la natura esteriore. Gli organismi del primo sono irregolari, quelli del secondo regolari, simmetrici. Noi abbiamo un cuore, un polmone, le camere del cuore disuguali; ma abbiamo due occhi, orecchie, gambe, braccia14. Il naso, la lingua sono composti di due parti uguali. La simmetria ha luogo analogamente nell’opera d’arte, soprattutto nell’architettura, perché il materiale naturale nell’architettura non ha l’idea, in sé, che come forma esteriore. – La simmetria nella musica è la misura, cioè la simmetria del tempo. – Nella poesia, il metro è la simmetria e la rima. È questo che c’è d’architettura nella musica e nella poesia.
La Gesetzmässigkeit15 si distingue ancora dalla simmetria. Essa non è questa identità formale, ma una identità di differenze che sono totalità in se stesse. Le differenze sostanziali, per esempio, del colore sono i quattro colori di rosso, blu, giallo e verde. Esse formano insieme la legge del colore. L’occhio è appagato se vede questi quattro colori in un’immagine. La loro disposizione è l’armonia dei colori. Il contrasto del rosso e del blu è diviso spesso tra Giuseppe e Maria16. – La legge dei suoni17 è Harmonische Dreiklang18, il fondamento di tutti i toni del General-Baß19. Questi toni sono la tonica20, la terza e la quinta. – Un esem|pio21 farà vedere il passaggio dalla simmetria alla Gesetzmässigkeit22: svariate linee dritte uguali sono regolari. Nelle figure simili, la grandezza delle linee è differente, ma i loro23 rapporti, gli angoli sono uguali. La linea curva è irregolare; ma il cerchio è ancora la curva piú regolare perché i suoi raggi sono uguali. Le ellissi e le parabole ecc. sono già piú irregolari. Quasi non sono determinate dalle loro leggi. I loro raggi vettori sono ovunque disuguali, ma interamente conformi alla legge. I raggi hanno un rapporto disuguale al centro; ma, in questo rapporto, c’è anche un’uguaglianza, senza che essa sia una regolarità esteriore. Essa non esiste esteriormente. Solo se dividiamo l’ellisse secondo i suoi due assi ricaviamo quattro parti interamente uguali. – L’ovale è ancora piú irregolare. La legge non ne è ancora rinvenuta. La linea del tutto irregolare, che ha la Gesetzmässigkeit24, è l’ondulata. È la linea delle forme organiche. La si è chiamata linea della bellezza. –25
2) L’identità astratta della forma è la simmetria. L’identità astratta della materia, necessaria per il materiale dell’arte, consiste, per esempio, nell’uniformità delle linee nei progetti26 d’architettura. La superficie uniforme del mare parimenti allieta. – Allo stesso modo, il suono puro metallico della voce, degli strumenti. Non occorre sentire il legno del clavicembalo, la vibrazione dell’aria nel flauto. – Analogamente, nei colori: rosso, blu, giallo sono colori semplici. I colori composti: verde, viola, arancione non sono cosí puri. I primi fanno un gran contrasto. È piú difficile comporli armonicamente. Sono quarant’anni che c’è la moda di dipingere con colori medi. I colori sono allora | sbiaditi, addolciti. I pittori del XV secolo prendevano il loro blu dai lapislazzuli e il rosso dalla garanza. –27 Ugualmente, le vocali sono dei suoni semplici. I dittonghi sono meno puri. L’accumulo delle consonanti impedisce cosí la purezza del suono. –28
1. Cfr. VAe I, 123 e 134: «Chiamammo il bello (das Schöne) l’idea (die Idee) del bello. Ciò va inteso nel senso che il bello deve essere concepito come idea, anzi come idea in una forma determinata (in einer bestimmten Form), come ideale (als Ideal)». «Il bello è l’idea come unità immediata del concetto e della sua realtà (Realität), ma l’idea nella misura in cui questa sua unità esiste immediatamente sotto parvenza (in Scheinen) sensibile (sinnlichem) e reale (realem)».
2. Leggo l’or, in ms, invece di l’on, presente in Tr.
3. Cfr. VAe I, 125-26: «Ma il concetto è in tal grado assoluta unità delle sue determinatezze, che queste sono niente per se stesse e non possono realizzarsi ad autonomo isolamento, con il che uscirebbero dalla loro unità. Perciò il concetto...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Introduzione. di Dario Giugliano
  4. Strumenti bibliografici sull’estetica hegeliana
  5. Nota sulla presente traduzione
  6. Ringraziamenti
  7. Estetica
  8. INTRODUZIONE
  9. I. PARTE GENERALE
  10. II. PARTE SPECIALE. DIVERSE SPECIE D’ARTE
  11. Elenco degli Autori citati nel testo hegeliano
  12. Indice delle cose notevoli
  13. Il libro
  14. L’autore
  15. Dello stesso autore
  16. Copyright

Domande frequenti

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