POESIE
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POESIE

  1. 152 pagine
  2. Italian
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Informazioni su questo libro

Nato a Parral (Cile) nel 1904, morto a Santiago nel 1973, diplomatico di carriera, esule per lunghi anni, Pablo Neruda ha contrassegnato le diverse fasi del suo discorso di poeta con vitalità, irruenza, e con una ininterrotta tensione.
Questa raccolta, che uscí per la prima volta nel 1952, segna l'incontro tra la sua personalità e quella di Salvatore Quasimodo, l'uno e l'altro vigili, in quegli anni, ad una poesia che «testimoniasse» di una condizione dell'uomo calata nel reale. Oggi l'antologia poetica di Pablo Neruda, comprendente poesie di varie epoche e i brani più celebri del Canto general de Chile, ripropone un itinerario di vita e di sentimenti che, intessuto con la storia del nostro secolo, ci fa scoprire colorazioni forti e accese.

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Informazioni

Editore
EINAUDI
Anno
2018
Print ISBN
9788806025502
eBook ISBN
9788858428436

Que despierte el Leñador

... Y tú Capharnaum, que hasta los cielos estás levantada, hasta los infiernos serás abajada...
San Lucas, X, 15

I.

A ovest del Colorado River
c’è un luogo che amo.
Là, vorrei tornare, con l’ansia
di quanto fluisce in me,
come fui, come sono,
con tutto ciò che difendo.
Laggiú si levano alte rocce rosse,
e il vento selvaggio di mille mani
le ha rese strutture edificate:
il carminio, cieco, venne su dall’abisso
ed in loro fu rame, fuoco e forza.
America, tesa come pelle di bufalo,
aerea e chiara notte del galoppo,
là, verso le cime stellate,
bevo alla tua coppa di verde rugiada.
Là, lungo l’aspro Arizona e il Wisconsin
nodoso, fino a Milwaukee alzata
contro il vento e la neve, o tra le torride
paludi di West Palm,
vicino alle pinete di Tacoma,
nel denso odore d’acciaio dei tuoi boschi,
io vagai calpestando terra madre,
e foglie azzurre, pietre rotolate
da cascate, uragani risonanti
come tutta la musica, fiumi che mormoravano
litanie di monasteri,
e anitre e mele, acque e terre,
e l’infinita quiete dove solo
germoglia il grano.
Là, assorto, sulla mia pietra centrale,
potevo tendere all’aria, occhi,
orecchie, mani, fino a percepire
libri, locomotive, neve, lotte,
fabbriche, tombe, vegetali, passi;
da Manhattan, la luna sulle navi,
il canto dei fusi della filanda,
il cucchiaio di ferro che ingoia terra,
il colpo di còndor della perforatrice,
e quanto apre, rompe, penetra, cuce:
il ricorrere e il nascere di esseri e di ruote.
Amo la piccola casa del farmer.
Fanciulle appena madri dormono
odorose di sciroppo di tamarindo,
fra lenzuola stirate di fresco. Arde
la fiamma in mille focolari inghirlandati
di cipolle. (Gli uomini, quando cantano
lungo il fiume, hanno la voce rauca
come pietre del fondo: il tabacco
uscí dalle sue larghe foglie e come
uno spirito del fuoco scese su questi focolari).
Entra nel cuore del Missouri, guarda
il cacio e la farina,
le tavole odorose, rosse come violini,
l’uomo che naviga l’orzo,
il puledro azzurro appena domato
che odora di pane e d’erba medica:
e campane, papaveri, ferriere,
c nci malfermi cinema silvestri,
dove l’amore scopre i suoi denti
nel sogno nato dalla terra.
Amiamo la tua pace, non la tua maschera.
Non è bello il tuo volto di guerriero.
Sei bella e immensa, o Nord America!
Vieni da umile culla, come una lavandaia,
lungo i tuoi fiumi, bianca.
Radicata, incompresa,
la dolcezza è la tua pace di favo.
Amiamo i tuoi uomini dalle mani
rosse del fango dell’Oregon,
il tuo bambino negro
che ti portò la sua musica, nata
nel paese dell’avorio.
Amo la tua città, la tua sostanza,
la tua luce, le macchine, la forza
dell’Ovest, il placido
miele d’alveare, quello del villaggio,
il gigante ragazzo sul trattore,
l’avena – eredità di Jefferson – la ruota
rumorosa che misura
i tuoi oceani terrestri, il fumo d’una
fabbrica ed il bacio numero mille
d’un nuovo villaggio;
ecco, amiamo il tuo sangue di colono,
la mano di popolano unta d’olio.
Sotto la notte delle praterie,
da lungo tempo, su pelle di bufalo,
in un profondo silenzio, riposano
le sillabe, il canto di ciò che fui,
di ciò che siamo stati prima d’essere.
Melville è un abete marino, dai suoi rami
sorge una curva di carena, un braccio
di legno e di nave. Whitman, innumerevole
come i cereali, Poe nella sua tenebra
matematica, Dreiser, W...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Da 20 poemas de amor
  4. Da Residencia en la tierra, I (1925-1931)
  5. Da Residencia en la tierra, II (1931-1935)
  6. Da España en el corazón (1936-1937)
  7. Da Poemas últimos (1937-1944)
  8. Da Canto general de Chile (Fragmentos)
  9. Que despierte el Leñador
  10. Il libro
  11. L’autore
  12. Dello stesso autore
  13. Copyright