Giuliano è stato abbandonato dalla moglie perché «lui e la noia sono una cosa sola». Per movimentare la propria esistenza, e quella dei suoi due figli troppo perfetti, si unisce a un gruppo di camperisti. Nella carovana c'è di tutto: vecchi pulmini Volkswagen, mezzi sovietici simili a carrarmati, roulotte con pizzi e merletti, e infine il Girolamo, un lussuoso prototipo albanese che Tito e Agnese, gli anziani e comunistissimi proprietari, dichiarano di avere vinto a una strana lotteria.
Una scoperta inattesa nel freezer del veicolo trascina la comitiva in un'avventura piena di imprevisti e continui fuori rotta, di litigi e amori piú o meno consumati. Un'esperienza tenera e adrenalinica che, forse, legherà i suoi protagonisti per la vita. Hanno detto di Salone per signora: «Immaginate di fondere assieme Tom Robbins, Christopher Moore e lo spirito imprenditoriale del Nordest: avrete un romanzo folgorante che vi farà scordare pure il caffè sul fuoco».
Niccolò Ammaniti «Divertente, intelligente, folle. Una voce che si riconosce».
Teresa Ciabatti

- 360 pagine
- Italian
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Guida sentimentale per camperisti
Informazioni su questo libro
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1.
Ne avevano parlato tutta la mattina, e la discussione era andata avanti nei singoli camper anche durante il pranzo e la siesta che in teoria avrebbe dovuto seguirlo, ma di fatto una decisione non era stata ancora presa: c’era chi insisteva nel seppellirlo con il sacco termico, chi senza.
– I Tupperware con i fasule me mish glieli buttiamo dentro? – chiese qualcuno.
– Mi ricordi se sono i fagioli con il vitello o con l’agnello? – sussurrò di rimando qualcun altro.
Il genere di chiacchiere superficiali che si fanno per attenuare i momenti di tensione, rifletté Giuliano Amati.
– Non dimentichiamoci di gettare nella fossa anche qualche baklava.
– Meglio di no. Il dolce potrebbe attrarre le formiche.
Di certo, a primavera, quando quel prato sarebbe stato invaso dalle api, o dalle farfalle, o da altri insetti meno nobili, ma che comunque facevano il loro sporco lavoro per contribuire alla bellezza di quella nicchia ecologica, il paesaggio sarebbe apparso quasi paradisiaco.
C’erano diversi indizi per supporre che lo sarebbe stato: il profumo dell’aria, ad esempio. In una serata invernale a mille e passa metri di altitudine non ti aspetti di certo di sentire l’odore del mare, né quello della salvia o del timo o di altre non ben identificate erbe selvatiche. Inoltre, sensazioni olfattive a parte, anche la silhouette della catena di Mali i Thatë alle loro spalle non era affatto male. Peccato che si potesse scorgere a fatica a causa delle nubi che offuscavano le cime, ma il potenziale c’era.
– Che si dice? – chiese Marcello, pala in mano.
Disposto in cerchio, il gruppo rimase a ponderare in silenzio la questione sacco sí / sacco no.
– Datevi del tempo… – suggerí Eros, in collegamento telefonico dalla stazione di polizia di Corizza.
La classica frase alla Eros Rossi, dissero le occhiate sgomente che vennero scambiate tra i camperisti.
– Se ben ti ricordi a quest’ora avremmo dovuto essere ad Atene, – protestò Marcello, in direzione del cellulare. – Addio fuochi d’artificio sul Partenone!
– Guardate che se continuiamo ad aspettare trovano anche noi congelati qui tra cento anni.
Risate tese.
– Allora?
– Allora al ristorante ci aspettano per le otto, – ricordò Giorgio Gatti, ottenendo uno sguardo di rimprovero da parte di sua moglie.
– Io ve l’ho già detto, – intervenne Milena, – ma ve lo ridico: sarebbe meglio evitare di portarci pesi simili all’inizio del nuovo anno.
Annuirono. A nessuno piaceva l’idea di svegliarsi il primo gennaio e dover prendere una decisione cosí importante. (E non si trattava certo di un peso simbolico).
– Per alzata di mano! – chiamò Tito Cecotti.
Sacco termico sí: Daniela e Daniele, e ovviamente tutti i giovani, fiduciosi nel futuro: Veronika, Katia, Arturo, Rebecca, Federico, Max e lo stesso Tito.
Sacco no: Marcello e Maurizia, Tania e Giorgio, Milena, Giuliano, Claudia.
– Agnese? – domandò Tito rivolto a sua moglie, che non aveva ancora votato.
Lei lo guardò senza dire niente. Poi scosse piano la testa.
– Nove a favore, – riepilogò Tito, cercando di mascherare la delusione che Agnese fosse passata sul fronte dei filo-cattolici-ecologisti, – otto contrari, e un unico astenuto, – concluse indicando il cellulare, da cui Eros aveva espresso il voto. – Vince il sacco, a maggioranza di uno.
– Procedo, – disse Marcello.
Non c’erano dubbi che il compito di gettare le palate di terra spettasse allo sportivo del gruppo. Prima di iniziare il lavoro, Marcello si tolse la maglia e i suoi muscoli da ex giocatore di rugby apparvero lucidi sotto la luce della luna appena sorta e potenti, malgrado i suoi quasi sessant’anni.
Milena fece invece un breve, ma accorato discorso funebre. Giuliano strinse a sé i bambini, Tito fece altrettanto con Agnese. Chi piú chi meno, di fatto tutti i partecipanti al tour Capodanno ad Atene con Eros Rossi erano commossi, ma nessuno pianse.
Poco dopo le diciotto, le stelle apparvero all’improvviso nel cielo blu cobalto, come se non avessero aspettato altro che fare un agguato ai camperisti. Il loro obiettivo?
– Farci restare senza fiato con la loro swarovskiana bellezza, – sussurrò Daniela, la solita romantica.
Dopo che Daniele ebbe segnato la posizione Gps della sepoltura su un foglio di carta (e Veronika l’ebbe trascritta per precauzione anche sullo smartphone), i camperisti si diressero verso i rispettivi mezzi. Si sarebbero dati una sistemata prima di festeggiare il capodanno a La Trota del Prespa, il ristorantino stellato dove aveva prenotato Giorgio Gatti.
– Sei il solito egoista, – lo rimproverò sua moglie, infilandosi il vestito di paillettes verde menta.
– Mi fai sempre sentire come se l’individualismo fosse una brutta cosa.
Attraverso gli oblò del Tankavan, Giorgio lanciò un’occhiata al Girolamo di Tito e Agnese, parcheggiato sul prato a pochi metri di distanza.
– Io lo voglio.
2.
Lunedí mattina: spesa alla Coop. Tito spingeva il carrello attraverso le insidie del reparto salumeria, mentre Agnese camminava al suo fianco.
C’erano tre salami stretti in un cordoncino rosso al prezzo di due.
Tito annuí. Agnese li adagiò nel carrello vuoto.
Potevano interessargli cinque chili di formaggio della Latteria di San Leopoldo al trenta per cento di sconto?, chiese una ragazzina sorridente in un grembiule bianco.
Le commesse di quell’età richiedevano una risposta in tempi rapidi.
– Un attimo, – la avvertí Tito, agganciando lo sguardo a quello di sua moglie.
Gli occhi scuri di Tito cercarono quelli grigi di Agnese. I cervelli dei coniugi Cecotti avviarono una discussione silenziosa.
Pro: il prezzo era ottimo. Contro: non sarebbero riusciti a mangiare tutti quei chili prima che il formaggio andasse in muffa, e osservando la piramide alle spalle della commessa i pezzi apparivano freschissimi, quindi ancora piú inclini a decomporsi…
– L’acquisto dà diritto a dieci punti sulla tessera, – aggiunse la ragazza.
… ma se si sommavano i punti della tessera, continuò a ragionare Tito, percependo che il tempo a sua disposizione stava scadendo.
Agnese distolse lo sguardo e scivolò via in direzione ortofrutta. Tito vide il suo impermeabile beige scomparire dietro a una piramide di mele Golden. In base ai recenti accordi, la scelta definitiva spettava a lui:
– No, – disse. – Grazie.
La commessa fece una smorfia.
Voltate le spalle alle tentazioni casearie e infilata nel carrello una baguette (sufficiente per il pranzo-cena) e un pagnottone di pugliese (il grano duro lo manteneva morbido per parecchi giorni), Tito andò a recuperare sua moglie.
Agnese si era avvicinata alle pere. Lo guardò.
Lui rispose mostrando il palmo della mano: cinque, non di piú, in pochi giorni diventavano troppo morbide.
Una confezione di carote; tre gambi di sedano per il brodo. Quelli poteva prenderli lui, erano vicini.
– Novembre: mese dei cachi. Quattro a sei euro e cinquanta!
La pianta di cachi in giardino aveva una ventina d’anni, ma continuava a essere bersaglio dei merli che becchettavano i frutti, spaccandoli. Sebbene i cachi fossero il frutto preferito da entrambi, spendere soldi per comprare qualcosa che in fondo avevano già avrebbe procurato ai Cecotti un disagio maggiore del piacere di gustarli. Era la stessa riflessione dell’autunno precedente: i cachi purtroppo…
Agnese scosse la testa. Poi le sue dita indicarono una cassetta di trecce violette. Tito annuí e spuntò con soddisfazione l’aglio dalla lista. Bene. Ottimo. Avanti.
Dopo una sterzata a v che richiese a Tito parecchia pressione sul carrello, imboccò con Agnese il corridoio Pasta e riso.
Alla vista di quelle file ordinate di scatole a lunga conservazione, le vecchie spalle di Tito cominciarono a rilassarsi. Adesso l’andatura sarebbe stata piú piacevole, piú simile a una passeggiata. Niente di deperibile, si doveva soltanto tenere d’occhio le offerte.
Il telefono di Agnese squillò all’improvviso nella sua borsa a tracolla. Lei lo sfilò e lo passò a Tito come se scottasse. Lui fu lesto nell’infilare gli occhiali e allontanare l’apparecchio i centimetri necessari alla messa a fuoco.
NUMERO SCONOSCIUTO.
– Pronto chi parla?
– Cecotti Agnese? – domandò una voce di donna altrettanto sconosciuta.
– Il marito.
– Sono Marilena Marinelli. Sa dirmi se sua moglie può ritirare il Girolamo in settimana? Venerdí le può andar bene?
– Venerdí? – ripeté Tito, mentre si chiedeva se Girolamo fosse la marca del ferro da stiro. O l’aspiratore della cenere piuttosto? – Un attimo, – disse alla sconosciuta per poter bisbigliare in direzione di sua moglie: – Il Girolamo lo possiamo ritirare venerdí?
Le sopracciglia di Agnese si sollevarono in un’espressione di panico improvviso.
Tito si affrettò ad annullare la domanda con un gesto.
– Niente. Dott. Giovedí, – si forzò di dire lei.
– Che venerdí siamo liberi perché il neurologo è giovedí? – riformulò Tito.
Agnese annuí.
– Venerdí per il Girolamo va bene, signorina. Dove esattamente?
– All...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- Guida sentimentale per camperisti
- 1.
- 2.
- 3.
- 4.
- 5.
- 6.
- 7.
- 8.
- 9.
- 10.
- 11.
- 12.
- 13.
- 14.
- 15.
- 16.
- 17.
- 18.
- 19.
- 20.
- 21.
- 22.
- 23.
- 24.
- 25.
- 26.
- 27.
- 28.
- 29.
- 30.
- 31.
- Il libro
- L’autrice
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