Scoprendo la figura di Bonbon Robespierre, questo piccolo libro racconta una grande storia. La storia di un'altra Rivoluzione francese: minore, minoritaria, migliore.
Per tutti noi, dire «Robespierre» equivale a dire Maximilien Robespierre, e significa Rivoluzione francese, giacobinismo, Terrore. Ma dire «Robespierre» vuole anche dire il fratello minore della famiglia, Augustin. Per gli amici: Bonbon. Un personaggio di cui non si trova traccia nella maggior parte dei libri di storia, se non là dove si parla del 28 luglio 1794: il giorno del Termidoro in cui entrambi i fratelli Robespierre vennero condannati a morte. Eppure, anche Augustin ebbe un ruolo significativo nella Rivoluzione. Fu a sua volta un uomo di legge, un militante giacobino, un deputato della Montagna. E fu a sua volta un terrorista. Non però un terrorista di scrivania, un burocrate della ghigliottina come Maximilien. Augustin fu un terrorista di terreno: dal profondo nord al profondo sud, percorse in lungo e in largo la Francia della Rivoluzione. E, a forza di guardare in faccia il Terrore, comprese che solo fermando la metastasi della violenza si potevano preservare le conquiste rivoluzionarie. Soltanto terminando la Rivoluzione si poteva salvarla.

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Teoria e critica storicaNota bibliografica
Bere la cicuta.
Le citazioni dalla battaglia parlamentare del 9 termidoro e dintorni sono tratte dal Moniteur. Réimpression de l’ancien, depuis la réunion des États-Généraux jusqu’au Consulat, Plon, Paris 1854-63, vol. XXI, pp. 335 e 367.
L’apologia retrospettiva di David è ripresa da A. Schnapper, David témoin de son temps, Bibliothèque des Arts, Paris 1980, p. 167.
Le istruzioni dei termidoriani sui cadaveri da ricoprire con la calce sono citate in A. de Baecque, La gloire et l’effroi. Sept morts sous la Terreur, Grasset, Paris 1997, p. 188.
Sulla «giornata» del 9 termidoro, un buon punto di partenza è dato dall’agile sintesi di F. Brunel, Thermidor. La chute de Robespierre, Complexe, Bruxelles 1989. Per il contesto generale: S. Luzzatto, L’autunno della Rivoluzione. Lotta e cultura politica nella Francia del Termidoro, Einaudi, Torino 1994.
Sull’amicizia pre-rivoluzionaria tra David e Chénier, e sulle vicissitudini di David nell’anno III: T. Crow, L’atelier de David. Émulation et Révolution, Gallimard, Paris 1997, pp. 116-18; D. A. Wisner, David en prison, 1794-1795: l’image post-thermidorienne de la Révolution, in M. Vovelle (a cura di), L’image de la Révolution française, Pergamon Press, Oxford 1989, vol. III, pp. 2065-79; E. Lajer-Burcharth, Les œuvres de David en prison: art engagé après Thermidor, in «La revue du Louvre», décembre 1989, pp. 310-21.
Sul suicidio dei rivoluzionari: J. McManners, Death and the Enlightenment. Changing Attitudes to Death among Christians and Unbelievers in Eighteenth-century France, Clarendon, Oxford 1981, pp. 409-19; A. de Dieuleveult, Mort des conventionnels, in «Annales historiques de la Révolution française», 1983, pp. 159-60; P. L. Higonnet, Du suicide sentimental au suicide politique, in É. Liris e J.-M. Bizière (a cura di), La Révolution et la mort, Presses universitaires du Mirail, Toulouse 1991, pp. 137-49.
La leggenda di Robespierre-roi è stata brillantemente ricostruita da B. Baczko, Comment sortir de la Terreur. Thermidor et la Révolution, Gallimard, Paris 1989, pp. 15-56 (trad. it., Come uscire dal Terrore: il Termidoro e la Rivoluzione, Feltrinelli, Milano 1989).
Sull’arresto di Charlotte Robespierre e sull’attribuzione di una pensione, le pagine (da maneggiare con cautela) di G. Lenotre, M.lle de Robespierre, in Id., Vieilles maisons, vieux papiers, prima serie, Perrin, Paris 1947, pp. 51 sgg.; e quelle (piú affidabili) di H. Fleischmann, Charlotte Robespierre et Guffroy, in «Annales révolutionnaires», 1921, pp. 321 sgg.
Sulla commedia di boulevard, E. Mannucci, Il patriota e il vaudeville. Teatro, pubblico e potere nella Parigi della Rivoluzione, Vivarium, Napoli 1998, pp. 301-2. L’autore della Vraie républicaine era un tale Laus de Boissy.
Robespierre le Petit?
La citazione sull’«immenso suicidio» del Termidoro è ricavata da E. Hamel, Thermidor, Flammarion, Paris 1897, p. 349.
Tutte le citazioni da Baudot sono tratte dalle sue memorie postume: M.-A. Baudot, Notes historiques sur la Convention nationale, le Directoire, l’Empire et l’exil des votants, Cerf, Paris 1893 (rispettivamente pp. 244, 81, 6).
Per i ricordi e il ritratto di Nodier, si veda Ch. Nodier, Souvenirs, épisodes et portraits pour servir à l’histoire de la Révolution et de l’Empire, Levavasseur, Paris 1831, pp. 51-55.
Sulla Rivoluzione responsabile della vecchiaia nel mondo: G. Sand, Histoire de ma vie (1855), in Id., Œuvres autobiographiques, Gallimard, Paris 1970, vol. I, p. 40.
Per Michelet, vale l’edizione della Pléiade: J. Michelet, Histoire de la Révolution française (1847-1853), Gallimard, Paris 1952, vol. II, pp. 886 sgg.
L’interpretazione piú profonda della storia francese dell’Ottocento come una sorta di ripetizione di quella del Settecento è stata offerta da F. Furet, Marx et la Révolution française, Flammarion, Paris 1986; Id., La gauche et la révolution au milieu du XIXème siècle. Edgar Quinet et la question du jacobinisme, Hachette, Paris 1986; Id., La Révolution française, 1770-1880, Hachette, Paris 1990, 2 voll.
Per la figura e l’opera di Laponneraye, si vedano: Œuvres de Robespierre, avec une notice historique, des notes et des commentaires par Laponneraye, Chez l’Éditeur, Paris 1840, 3 voll.; A. Galante Garrone, Filippo Buonarroti e i rivoluzionari dell’Ottocento (1828-1837), nuova edizione ampliata, Einaudi, Torino 1972, pp. 238 sgg.; J. Godechot, Laponneraye, historien de Robespierre, in «Annales historiques de la Révolution française», 1983, pp. 154-56; R. Gosselin, Les almanachs républicains. Traditions révolutionnaires et culture politique des masses populaires de Paris (1840-1851), L’Harmattan, Paris 1993, pp. 60 sgg.
Per le memorie dei convenzionali, e per la storia editoriale del manoscritto di Baudot: S. Luzzatto, Il Terrore ricordato. Memoria e tradizione dell’esperienza rivoluzionaria, nuova edizione ampliata, Einaudi, Torino 2000; A. Galante Garrone, Introduzione a E. Quinet, La Rivoluzione, Einaudi, Torino 1953, pp. ix-x.
Quasi un grand’uomo.
Tutte le citazioni dalla corrispondenza di Augustin con Maximilien e con Buissart sono tratte dalla Correspondance de Maximilien et Augustin Robespierre, a cura di G. Michon, Alcan, Paris 1926-41 (2 voll.), vol. I, passim.
La lettera di Lebon a Maximilien, relativa alle prospettive elettorali di Augustin nell’estate del 1792, è ripresa da A.-J. Paris, La Terreur dans le Pas-de-Calais et dans le Nord. Histoire de Joseph Le Bon et des tribunaux révolutionnaires d’Arras et de Cambrai, deuxième édition, Chez Rousseau-Leroy, Arras 1864, vol. I, p. 56.
Delle memorie di Charlotte Robespierre esiste un’edizione recente, curata da J.-C. Martin: Ch. Robespierre, Mémoires, Nouveau monde, Paris 2006 (la citazione è a p. 81).
La corrispondenza di Rosalie Julien con il figlio Marc-Antoine è stata pubblicata da É. Lockroy, Journal d’une bourgeoise pendant la Révolution, 1791-1793, Calmann-Lévy, Paris 1881, qui alle pp. 342 sgg.
Per la vita di Maximilien Robespierre (e per quanto si conosce della vita di Augustin e di Charlotte), lo studio di riferimento resta quello di G. Walter, Robespierre, Gallimard, Paris 1946. Da integrare ora con la perspicua biografia “psicologica” di R. Scurr, Fatal Purity. Robespierre and the French Revolution, Metropolitan Books, New York 2006.
Per il mondo dei tribunali di provincia alla vigilia della Rivoluzione francese: S. Maza, Private Lives and Public Affairs. The Causes Célèbres in Prerevolutionary France, University of California Press, Berkeley 1993; D. A. Bell, Lawyers and Citizens. The Making of a Political Elite in Old-Regime France, Oxford University Press, New York 1994.
Sull’apprendistato della classe politica rivoluzionaria, l’opera di riferimento è quella di T. Tackett, Becoming a Revolutionary. The Deputies of the French National Assembly and the Emergence of a Revolutionary Culture (1789-1790), Princeton University Press, Princeton 1996 (trad. it. In nome del popolo sovrano: alle origini della rivoluzione francese, Carocci, Roma 2006).
Per l’attività giacobina di Augustin Robespierre (e Joseph Lebon) nel Pas-de-Calais del 1792: L. Jacob, Joseph Lebon, 1765-1795. La Terreur à la frontière (Nord et Pas-de-Calais), Mellottée éditeur, Paris 1934, vol. I, pp. 89 sgg.
Su casa Duplay e le sue occupanti femminili: V. Sardou, La maison de Robespierre. Réponse a M. E. Hamel, sénateur, Ollendorf, Paris 1895; H. Fleischmann, Robespierre et les femmes, Albin Michel, Paris 1909, soprattutto alle pp. 156 sgg.
Sul contributo di Augustin alla storia politica dei giacobini di Parigi, si veda L. Jaume, Le discours jacobin et la démocratie, Fayard, Paris 1989, p. 105.
In missione.
Le citazioni di Herman sono tratte dal saggio di A. Mathiez, Herman et son frère, in Id., Autour de Robespierre, Payot, Paris 1925, pp. 143-47.
Per il discorso di Augustin sul martirio di Baille et Beauvais: Moniteur cit., vol. XIX, p. 114 (seduta del 12 nevoso anno II).
Sui rappresentanti in missione, lo studio di riferimento è ormai quello di M. Biard, Missionnaires de la République. Les représentants du peuple en mission (1793-1795), Éditions de CHTS, Paris 2002.
Sul moralismo giacobino: P. Higonnet, Goodness beyond Virtue. Jacobins during the French Revolution, Harvard University Press, Harvard (Mass.) 1998.
La ricostruzione migliore della storia del federalismo è venuta dallo studio di A. De Francesco, Il governo senza testa. Movimento democratico e federalismo nella Francia rivoluzionaria, Morano, Napoli 1993. Perspicua anche l’analisi di D. M. G. Sutherland, France 1789-1815: Revolution and Counter-Revolution, Collins, London 1985 (trad. it. Rivoluzione e controrivoluzione. La Francia dal 1789 al 1815, il Mulino, Bologna 2000, pp. 191-98).
Per le avventure e le disavventure dei convenzionali in missione dal 1793 al ’94, resta uno strumento di lavoro imprescindibile l’opera di A. Kuscinski, Dictionnaire des Conventionnels, Librairie Rieder, Paris 1916.
Per la storia di Tolone: M. Crook, Toulon in War and Revolution. From the Ancien Régime to the Restoration, 1750-1820, Manchester University Press, Manchester 1991.
Sul culto dei «santi patrioti»: A. Soboul, Sentiment religieux et cultes populaires: saintes patriotes et martyrs de la liberté, in Id., Paysans, Sans-Culottes et Jacobins, Librairie Clavreuil, Paris 1966, pp. 183-202.
Una vita spericolata.
Le citazioni dalle lettere di Augustin a Maximilien, e di Robespierre jeune e Ricord al Comitato di salute pubblica, vanno ritrovate nella Correspondance de Maximilien et Augustin Robespierre cit., vol. I, pp. 183 e 179.
Per la carrozza di Baudot e Ysabeau fatta a pezzi con la sciabola: Rapport de ce qui s’est passé à Bordeaux à l’arrivée et pendant le séjour des Représentants du Peuple, Baudot et Yzabeau, Deschamps, Bordeaux [1793], p. 14.
Per le fatiche sulla sella di Romme: Compte rendu par G. Romme, des dépenses qu’il a faites, des sommes qu’il a reçues et des distributions de fonds faites par ses ordres aux directeurs de fonderies chargés de fournir à la République des canons, des projectiles de guerre ou des matières en fer coulé, pendant sa mission dans le département de la Dordogne et autres circonvoisins, Imprimerie Nationale, Paris [an III], p. 4.
La battuta di Dubois-Crancé su Chateauneuf-Randon è ripresa dal Compte rendu à la Convention nationale de la mission des représentants du peuple à l’armée des Alpes, Dubois-Crancé et Gauthier, depuis le 3 mai jusqu’au 12 octobre 1793 (vieux style), l’an second de la République française, une et indivisible, Imprimerie Nationale, Paris s.d., p. 39.
Per gli ordini emanati da Robespierre jeune e Ricord ai danni degli abitanti di Manosque, vedi Biard, Missionnaires de la République cit., pp. 119-20.
La citazione sul «merito trascendente» di Napoleone Bonaparte è tratta dalla Correspondance de Maximilien et Augustin Robespierre cit., vol. I, p. 274; ibid., p. 219, la citazione sui fratelli Escudier.
Sull’incidente di Manosque: M. Sicard, Robespierre jeune dans les Basses-Alpes, A. Crest, Forcalquier 1900.
La storia delle carrozze dei convenzionali è documentata nei compte-rendus presentati alla Convenzione nell’anno III dagli ex rappresentanti in missione Albitte, Aubry, Beauchamp, Blaux, Bordas, Bouillerot, Cochon, Ducos, Ehrmann, Foussedoire, Genevois, Genissieu, Haussmann, Hentz, Isoré, Maignet, Musset, Pepin, Reverchon, Reynaud, Rougemont, Saliceti.
I calcoli sul costo mensile medio dei rappresentanti in missione si basano sullo spoglio dei compte-rendus presentati alla Convenzione nell’anno III dagli ex rappresentanti in missione Albert, Auger, Bonnet, Bourbotte, Brival e Lanot, Brunel, Duroy, Duhem, Delmas, Doulcet, Daoust, Gasparin, Forestier e Fauvre-Labrunerie, Fouché, Gentil, Goujon, Lefiot, Legendre e Louchet, Lindet, Louis e Pflieger, Niou, Pellissier, Pérard, Pierret, Richaud, Roberjot, Robin e Duval, Sevestre.
Per l’operato di Augustin Robespierre a Nizza e nelle Alpes-Maritimes: J. Combet, Les arrêtés de Robespierre jeune dans les Alpes-Maritimes, in «Annales révolutionnaires», 1917, pp. 314-29.
Sul nesso tra la politica di Augustin Robespierre nel Midi e le successive intuizioni politico-militari di Bonaparte: G. Lefebvre, La France sous le Directoire, 1795-1799, Éditions Sociales, Paris 1984, pp. 329 sgg.; A. Casanova, Napoléon et la pensée de son temps. Une histoire intellectuelle singulière, Boutique de l’histoire, Paris 2001, pp. 221 sgg.
Storie di donne.
L’impegno dei rappresentanti in missione a punire esemplarmente Tolone si le...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- Copyright
- Bonbon Robespierre
- Bere la cicuta
- Robespierre le Petit?
- Quasi un grand’uomo
- In missione
- Una vita spericolata
- Storie di donne
- Port-la-Montagne
- Indulgenza
- «Tuo fratello non è piú lo stesso»
- Vite parallele
- Nemesi
- La sorella dei Gracchi
- Soltanto Bonbon
- Nota bibliografica
- Nota personale
- Dello stesso autore
Domande frequenti
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